Lassedio di Martiropoli fu uno scontro che ebbe luogo tra luglio e novembre del 531 d.C. e vide contrapposte le forze dell'Impero bizantino, costretto sulla difensiva, e l'Impero sasanide, impegnati nella guerra iberica.
La contesa fu scaturita dalla lotta per la supremazia sul Regno di Iberia, collocato nella regione del Caucaso e in un'area di confine spesso instabile. Il conflitto iniziò quando il Regno di Iberia invocò la protezione dell'Impero bizantino. Nel corso della guerra, entrambe le parti subirono alcune battute d'arresto. L'imperatore bizantino Giustiniano I si concentrò sul rafforzamento delle città della frontiera orientale, tentando al contempo di negoziare con i persiani. Il sovrano persiano Kavad I cercò di ottenere un vantaggio lanciando incursioni nei territori bizantini. La città di Martiropoli occupava una posizione strategica nei pressi della frontiera persiana e il comandante bizantino Bessa la utilizzava come base per condurre incursioni in territorio persiano. In risposta, Kavad inviò un esercito ad assediare Martiropoli. I persiani impiegarono macchine d'assedio e scale per assaltare la città. I difensori, sebbene svantaggiati dalla scarsità di rifornimenti, opposero resistenza agli attacchi.
I persiani si allarmarono quando appresero che i loro attesi alleati, gli Unni Sabiri, avevano cambiato schieramento a seguito di un inganno bizantino. Nello stesso tempo, vennero a sapere che una forza di soccorso bizantina stava avanzando verso la città. L'assedio fu interrotto dalla morte di Kavad, avvenuta nel settembre del 531. Il suo successore, Cosroe I, cercò di concludere la pace per consolidare la propria ascesa al trono, inducendo l'esercito persiano a levare l'assedio e ritirarsi nei propri territori. Nel 532, Giustiniano e Cosroe firmarono la cosiddetta pace eterna, che pose fine alla guerra iberica.
Contesto storico
La guerra iberica fu un conflitto tra l'Impero bizantino di Giustiniano I e l'Impero sasanide di Kavad I, combattuto per il controllo del Regno di Iberia, situato nei pressi del Caucaso. La guerra ebbe inizio dopo che il re iberico si ribellò al dominio persiano e chiese il sostegno dei bizantini.. I combattimenti si svolsero in diverse regioni dell'Armenia e della Mesopotamia. Sebbene inizialmente i Persiani fossero in vantaggio, le vittorie bizantine consecutive nella battaglia di Dara e nella battaglia di Satala modificarono l'andamento del conflitto, ristabilendo un sostanziale equilibrio tra le parti. Per conseguire un vantaggio, Kavad ordinò una campagna militare contro la città di Antiochia. Un'armata bizantina impedì ai persiani di raggiungere Antiochia, ma, durante la ritirata verso il territorio persiano, i due eserciti si scontrarono nei pressi della città di Callinico, nella battaglia omonima. Sebbene vittoriosi, i persiani ottennero una vittoria di Pirro, poiché non riuscirono a espugnare alcuna fortezza e subirono ingenti perdite..
In quel periodo, Giustiniano rafforzò la posizione bizantina e cercò di concordare una tregua con i persiani. Nominò Sitta come stratego (generale) responsabile del fronte orientale e Bessa dux della provincia di Mesopotamia, assegnandogli come base la città di frontiera di Martiropoli, che Giustiniano aveva recentemente fatto fortificare. In un primo momento, Bessa respinse un'invasione persiana, ma in uno scontro successivo il comandante delle forze persiane, Gader, cadde in battaglia e il nipote del governatore dell'Arzanene fu catturato. Bessa condusse quindi incursioni nei possedimenti persiani dell'Arzanene. Il sovrano persiano riconobbe l'importanza strategica di Martiropoli, che poteva offrire rifugio all'esercito bizantino e, grazie alla vicinanza ai territori persiani, fungere anche da base per lanciare incursioni.. Nel luglio del 531, Kavadh avviò una nuova invasione, inviando un esercito persiano al comando di Adergoudounbades, Bawi e Mihr-Mihroe per assediare Martiropoli...
L'assedio
La guarnigione bizantina era comandata da Bessa e Buze. Sitta e il suo alleato ghassanide Al-Harith ibn Jabala si accamparono nei pressi della città, ma evitarono lo scontro, poiché i persiani apparivano in vantaggio nel conflitto. I difensori si trovavano in una posizione svantaggiata, poiché le mura della città, costruite di recente, erano ancora incomplete e i rifornimenti scarsi. I Persiani tentarono di aprirsi un varco attraverso diverse tecniche d'assedio. A quel punto, impiegarono dei minatori per indebolire le mura cittadine, scale per superarle, un onagro (una macchina per il lancio di pietre) e una torre d'assedio. I romei riuscirono tuttavia a resistere agli attacchi persiani e predisposero delle contromisure, tra cui la costruzione, all'interno delle mura, di una torre più alta di quella d'assedio persiana, attrezzata per scagliare pesanti massi contro le macchine nemiche.
Nel frattempo, fu radunato un esercito bizantino di soccorso sotto il comando di Sitta e Ermogene. In quel frangente, una spia persiana disertò e rivelò ai bizantini l'arrivo previsto dei combattenti unni sabiri al fianco dei persiani. Giustiniano la rispedì da questi ultimi, affinché diffondesse la falsa notizia che le armate unne avrebbero invece sostenuto i bizantini. Appresa la notizia, i persiani si allarmarono, temendo altresì che potesse giungere anche un altro esercito bizantino. La situazione dell'assedio mutò quando, l'8 settembre 531, Kavad fu colpito da paralisi e decise di designare come successore il figlio Cosroe I. Kavad spirò cinque giorni dopo. Sebbene il figlio maggiore, Kawus, avesse rivendicato il trono, l'aristocrazia persiana confermò Cosroe, facendo leva sulle dichiarazioni testamentarie lasciate da Kavad. Cosroe cercò di concludere la pace con Giustiniano per consolidare la propria ascesa al trono. Di conseguenza, nel novembre del 531, l'esercito persiano levò l'assedio e si ritirò; poco più tardi, le armate bizantine di soccorso raggiunsero la città di Amida..
Conseguenze
Poco dopo la fine dell'assedio, i guerrieri unni invasero le regioni bizantine nei pressi di Antiochia. La loro campagna, tuttavia, non ebbe successo, poiché i bizantini erano stati avvertiti in anticipo e avevano messo in salvo il grosso della popolazione e dei suoi beni all'interno della città fortificata, lasciando ben poco da depredare agli invasori. Le forze bizantine ricorsero a fortificazioni, imboscate e azioni di disturbo per logorare gli avversari, surclassandoli poi definitivamente nel corso della loro ritirata... Nella primavera del 532, Giustiniano e Cosroe firmarono un trattato di pace, la cosiddetta pace eterna, che pose termine alla guerra iberica..
Note
Bibliografia
Categoria:Battaglie delle guerre bizantino-sasanidi Categoria:Guerra nel 531