Ultimo tango a Parigi è un film del 1972 scritto e diretto da Bernardo Bertolucci e interpretato da Marlon Brando, Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud, Maria Michi e Massimo Girotti. La sceneggiatura è stata scritta da Bernardo Bertolucci, Franco Arcalli e Agnès Varda (dialoghi aggiuntivi), e adattata da Robert Alley. La fotografia è di Vittorio Storaro. La colonna sonora del film è opera di Gato Barbieri, arrangiata e diretta da Oliver Nelson.

Ultimo tango a Parigi è la pellicola che ha dato notorietà a Bernardo Bertolucci e Maria Schneider, oltre a essere un'opera molto discussa: oggi è considerato un classico del cinema erotico, ma il film suscitò scandalo alla sua uscita, a causa del forte impatto emotivo dato dalle numerose scene osé. La censura italiana avviò un procedimento penale contro la pellicola che sfociò nella condanna al rogo del film, decretata il 29 gennaio 1976, per poi essere riabilitata nel 1987.

Nel 2002 l'American Film Institute lo ha inserito al 48º posto della lista dei 100 migliori film sentimentali di tutti i tempi.

A seguito della messa a rogo della pellicola, il 6 febbraio 1976 il Partito Radicale organizzò una proiezione clandestina del film nella sua sede di Roma.

Trama Dopo il suicidio della moglie Rosa, il quarantacinquenne Paul, un americano trapiantato a Parigi, sembra avere smarrito ogni ragione di vita. Vagando senza meta per la città, incontra la ventenne Jeanne in un appartamento in affitto, che i due casualmente si trovano a visitare insieme: scatta un'attrazione passionale e i due sconosciuti hanno un amplesso nell'appartamento vuoto, che prendono come pied-à-terre. Tra loro nasce una fugace relazione nel corso della quale, ignorando tutto dell'altro partner, persino il nome, esplorano a fondo le rispettive sessualità. Un giorno lui addirittura, arriva a violentarla sodomizzandola, dopo averle lubrificato l’ano con del burro.

Jeanne, figlia d'un colonnello e impegnata sentimentalmente con un giovane regista cinematografico, con il quale sta girando un film artigianale, s'innamora di Paul che non la corrisponde, anzi la lascia. Paul, che con la defunta moglie gestiva un alberghetto di basso livello, riceve nel frattempo la visita della suocera, venuta a seppellire la figlia, e approfondisce la conoscenza di Marcel, garbato amante della moglie e pensionante dell'hotel, che ha una vestaglia uguale alla sua. Si scopre quindi innamorato di Jeanne, e tempo dopo l'intercetta e l'insegue sino a una sala da ballo in cui è in corso una gara di tango.

Qui i due bevono sino a ubriacarsi, mentre Paul racconta a Jeanne i dettagli sulla sua vita, tralasciando il suo nome, proponendole di vivere insieme, ma per quest'ultima ormai è finita. Quando lei fugge a casa sua, Paul la insegue e lei, terrorizzata, dietro sua richiesta gli rivela il proprio nome, per poi ucciderlo con la pistola d'ordinanza del padre.

Produzione Preproduzione Il progetto partì all'inizio del 1971 quando, dopo il discreto successo de Il conformista, Bertolucci organizzò un incontro con la Paramount, che aveva prodotto il film, per proporgli la sceneggiatura della sua nuova pellicola. Alberto Grimaldi, produttore dei western di successo della trilogia del dollaro diretti da Sergio Leone, dopo aver assistito a una proiezione de Il conformista a Roma, contattò Bertolucci dicendogli che, nel caso in cui la Paramount avesse rifiutato di produrre il film, lui si sarebbe reso disponibile a realizzarlo.

Quando la Paramount declinò l'offerta, Bertolucci si rivolse allora a Grimaldi, proponendogli le sceneggiature di Ultimo tango a Parigi e Novecento, l'altro progetto a cui stava lavorando. Grimaldi scelse la prima opera e, dopo aver risarcito la Paramount con una cifra di 40.000 dollari, insieme a Bertolucci diede il via alla fase di casting. Per realizzare la pellicola Grimaldi scelse la United Artists.

La controversia sulla scena dello stupro con il burro Il film contiene una sequenza in cui Paul violenta analmente Jeanne usando del burro come lubrificante. Sebbene lo stupro dovesse essere simulato, la parte in cui veniva utilizzato il burro non era prevista. Solo Brando e Bertolucci ne erano a conoscenza in anticipo e la Schneider dichiarò che la scena ebbe comunque un impatto estremamente negativo su di lei. In un'intervista del 2006, l'attrice affermò che l'uso del burro non era contemplato nella sceneggiatura e che, quando le fu comunicato, ebbe una reazione di rabbia: «Ero furiosa. Ho lanciato tutto. Nessuno può costringere qualcuno a fare qualcosa che non è nel copione. Ma io non lo sapevo; ero troppo giovane» . Nel 2007, la Schneider raccontò di essersi sentita sessualmente umiliata a causa di quella scena:

Me ne parlarono solo poco prima di girare la scena ed ero furiosa. Avrei dovuto chiamare il mio agente o far venire il mio avvocato sul set, perché non si può costringere qualcuno a fare qualcosa che non è previsto dal copione, ma all'epoca non lo sapevo. Marlon mi disse: "Maria, non preoccuparti, è solo un film", ma durante la scena, anche se ciò che Marlon stava facendo non era reale, io piangevo lacrime vere. Mi sentii umiliata e, a dire il vero, un po' violentata, sia da Marlon che da Bertolucci. Dopo la scena, Marlon non mi consolò né mi chiese scusa. Per fortuna, bastò un solo ciak .

Nella stessa intervista, l'attrice affrontò l'argomento anche con ironia, ricordando ridendo che, a quei tempi, i suoi piaceri erano molto semplici:

Mi piaceva vedere gli amici, andare al mercato e cucinare. Ma non uso più il burro per cucinare. Solo olio d'oliva .

Sostenne inoltre che Brando e Bertolucci avessero «fatto fortuna» con il film, mentre lei aveva guadagnato pochissimo . Lei stessa ha inoltre dichiarato:

"Mi sentivo molto triste perché venivo trattata come un sex symbol; volevo essere riconosciuta come attrice, ma l'intero scandalo e le conseguenze del film mi fecero quasi impazzire, portandomi a un crollo emotivo".

Schneider morì nel 2011. Nel febbraio 2013, Bertolucci parlò dell'impatto che il film ebbe su di lei durante un'intervista per il programma televisivo olandese *College Tour*, affermando che, sebbene la scena dello stupro fosse prevista dalla sceneggiatura, il dettaglio dell'uso del burro come lubrificante fu improvvisato il giorno stesso delle riprese e che Schneider non ne era stata informata in precedenza. Bertolucci dichiarò: "Mi sento in colpa, ma non me ne pento" . Nel settembre 2013, Bertolucci tornò a parlare della scena durante una retrospettiva alla Cinémathèque Française, ribadendo che la sequenza era in sceneggiatura ma l'uso del burro no. Affermò inoltre che lui e Brando "decisero di non dire nulla a Maria per ottenere una reazione più realistica" .

Nel novembre 2016, una versione leggermente diversa dell'intervista del 2013 a *College Tour* fu caricata su YouTube dall'organizzazione no-profit spagnola El Mundo de Alycia in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne , accompagnata da una dichiarazione in cui si sosteneva che la scena avesse rappresentato un "abuso psicologico [nei confronti di Schneider] e, chissà, forse anche fisico..." . La notizia attirò l'attenzione quando Tom Butler, giornalista di Yahoo! Movies, scrisse un articolo in merito , spingendo diverse celebrità a condannare il film e Bertolucci ; numerosi giornali ripresero la storia, riportando erroneamente che Bertolucci avesse confessato che Schneider era stata stuprata sul set. Ciò indusse il regista a rilasciare una dichiarazione in cui affermava che, a suo avviso, lo stupro era stato "simulato", pur ammettendo che non vi era stato alcun accordo preventivo sull'uso del burro .

Bertolucci girò anche una scena che mostrava i genitali di Brando, ma nel 1973 spiegò: "Mi ero talmente immedesimato in Brando che la tagliai per vergogna verso me stesso". "Mostrare lui nudo sarebbe stato come mostrare me nuda." In un'intervista, la Schneider dichiarò: "Marlon disse di essersi sentito violentato e manipolato da quella situazione, e aveva 48 anni. Ed era Marlon Brando!" Brando si rifiutò di parlare con Bertolucci per 15 anni dopo la fine della produzione. Bertolucci raccontò:

Pensavo che fosse come un dialogo in cui, in un certo senso, lui rispondeva davvero alle mie domande. Quando vide il film, alla fine, scoprii che si era reso conto di cosa stavamo facendo, che stava mettendo in gioco gran parte della propria esperienza. Era molto arrabbiato con me, e io gli dissi: "Ascolta, sei un uomo adulto. Più grande di me. Non ti rendevi conto di cosa stavi facendo?". E non mi parlò per anni .

Cast

Il film era stato inizialmente pensato per essere interpretato da Jean-Louis Trintignant e Dominique Sanda, che avevano già lavorato con Bertolucci ne Il conformista e con i quali il regista avrebbe voluto proseguire la fruttuosa collaborazione avviata. Quando Trintignant lesse la sceneggiatura, quasi piangendo, rifiutò la parte perché non riusciva a mettersi nudo davanti alla macchina da presa. Dominique Sanda, che aveva partecipato con il regista allo sviluppo dell'idea originale, era incinta e, dopo il rifiuto di Trintignant, decise di non prendervi parte. Bertolucci allora andò a Parigi per incontrare Jean-Paul Belmondo e Alain Delon, due attori di cui era grande ammiratore: Belmondo una volta letta la sceneggiatura si rifiutò persino d'incontrare il regista considerando il film pornografico; Delon invece avrebbe accettato ma a condizione di produrre egli stesso il film.

Il nome di Marlon Brando saltò fuori quasi per caso e, attraverso Christian Ferry che lavorava per la Paramount, si riuscì a combinare un incontro all'Hotel Raphael di Parigi. Brando ascoltò con interesse l'inglese stentato del regista, ma prima d'accettare chiese di vedere Il conformista e propose a Bertolucci di andare da lui a Los Angeles per un mese per parlare del film a settembre, visto che fino ad agosto sarebbe stato impegnato a New York con le riprese de Il padrino. La United Artists offrì a Brando dollari e il 10% degli incassi.Il était une fois... Le dernier tango à Paris, regia di Serge July e Marie Genin.

Catherine Breillat, la regista francese di Pornocrazia e Romance, prese parte al film in un piccolo ruolo, mentre, in alcune scene girate ma non montate nel film, appariva anche Laura Betti.

Colonna sonora

La colonna sonora del film composta da Gato Barbieri è caratterizzata da un jazz sospeso, con un'orchestrazione malinconia giocata sul ritmo del tango, su cui si innestano gli assoli di sax del musicista e compositore argentino, che tuttavia rientrano un po' nei cliché degli anni settanta. La musica si adatta alla malinconia e all'erotismo che attraversano il film di Bernardo Bertolucci, contribuendo a sottolinearli.

La colonna sonora del film è stata pubblicata nell'album Ultimo tango a Parigi, prima in Italia, nel 1972, poi nel resto del mondo, a partire dal 1973, in numerose edizioni e formati, compresi LP, musicassetta, Stero8, CD e CD-ROM. Dalla colonna sonora è stato inoltre estratto il singolo Ultimo tango a Parigi, contenente il tema omonimo sul lato A e il brano La vuelta sul lato B, ambedue dei tanghi.

Distribuzione Proiezione Il film fu proiettato integralmente, in anteprima mondiale, il 14 ottobre 1972 a New York. In Italia uscì nelle sale il 15 dicembre 1972 a Porretta Terme, nell'ambito delle manifestazioni legate alla Mostra Internazionale del Cinema Libero di Porretta Terme, un giorno dopo l'anteprima europea che si era svolta a Parigi..

A 46 anni dalla sua realizzazione, il film è tornato nelle sale cinematografiche nel maggio 2018 nella versione in lingua originale restaurata in 4K a cura della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, con la supervisione di Vittorio Storaro per l'immagine e di Federico Savina per il suono. La prima ha avuto luogo a Bari nel corso del Bari International Film Festival (Bif&st) alla presenza del regista Bernardo Bertolucci.

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