Fu il secondo papa della storia ad assumere un nuovo nome al momento dell'elevazione al soglio pontificio, dopo papa Giovanni II.

Biografia La famiglia e l'educazione Ottaviano dei conti di Tuscolo nacque intorno al 937.., figlio di Alberico di Roma (principe e senatore di Roma [932-954]). Sua madre era probabilmente Alda, figlia del re d'Italia e marchese di Provenza Ugo di Provenza, anche se non si esclude che la vera madre fosse una concubina.. La sua educazione fu quella dei suoi coetanei aristocratici romani e crebbe nel palazzo di famiglia, nella Via Lata... Per parte di padre apparteneva alla famiglia dei marchesi di Spoleto: suo nonno era il marchese Alberico I di Spoleto e sua nonna Marozia, figlia del senatore e console romano Teofilatto. La stessa Marozia aveva sposato in terze nozze Ugo di Provenza, suocero di Alberico di Roma.

Nel 932 il padre Alberico aveva preso il potere nell'Urbe e vi aveva istituito una signoria de facto destinata a durare oltre vent'anni.. Il figlio Ottaviano sarebbe stato il suo successore nella carica di princeps, ma era ben consapevole che la diarchia instauratasi in Roma tra papato e principato poteva persistere soltanto grazie alla sua forte volontà. Infatti, le mire imperiali di Ottone di Sassonia del 951Cfr. Agapito II avevano spinto Alberico ad unificare potere spirituale e potere temporale in un'unica figura, capace di coagulare le forze religiose e quelle civili-militari, quella del figlio appunto. Rendina riassume così il piano del princeps:

Prima di morire, fece dunque giurare alla nobiltà e al clero romani di eleggere Ottaviano al Soglio pontificio appena dopo la morte di papa Agapito II.

Il princeps Ottaviano diventa papa Nell'agosto 954 morì Alberico, e Ottaviano gli successe come Princeps di Roma. L'elezione al Soglio pontificio avvenne un anno dopo, quando Papa Agapito II morì in dicembre, nonostante Ottaviano non avesse l'età canonica per diventarlo, essendo solo diciottenne. È probabile anche che egli non avesse avuto fino a quel momento alcuna formazione ecclesiastica. Peraltro si può pensare che, dato il suo potere, avesse bruciato le tappe in vista dell'elezione a pontefice ottenendo facilmente il titolo di diacono o sacerdote, che era il minimo necessario. Comunque, Ottaviano fu consacrato pontefice il 16 dicembre e fu il secondo papa a cambiare nome dopo la sua elezioneIl primo fu Giovanni II (533-535), al secolo Mercurio.

Il pontificato (955-963) Il potere spirituale e quello temporale si riunificavano di nuovo. Giovanni XII, benché fosse divenuto papa, non mutò le sue abitudini principesche, conducendo una vita lasciva e totalmente estranea allo spirito evangelico, facendo del palazzo del Laterano la sede delle sue dissolutezze:. Così ne parla il Gregorovius:

Gestione del Patrimonium Sancti Petri

Inoltre, il giovanissimo papa avviò delle campagne militari di conquista volte ad ampliare e recuperare i territori del Patrimonium Sancti Petri. Nell'VIII secolo la Santa Sede aveva ricevuto in dono vasti territori dell'Italia centrale e settentrionale dai sovrani carolingi (Donazioni carolinge), ma dopo lo smembramento dell'impero carolingio (887) se ne erano impadroniti i Re d'Italia. La sua strategia fu diversa da quella del padre: per quanto era stato cauto Alberico, Giovanni passò all'azione cercando di ottenere subito dei risultati.

Nel 957 Giovanni attaccò Sigulfo di Benevento e Pandolfo di Capua, ma le milizie pontificio-spoletine furono respinte e, per evitare il disastro, fu anche costretto a trattare una pace per lui svantaggiosa.. Si volse allora verso nord e organizzò una campagna per la conquista dell'Esarcato, cioè della Romagna bizantina che gravitava intorno all'ex capitale Ravenna, ben sapendo che si sarebbe scontrato con il re d'Italia (che dal 952 era Berengario II, reintegrato nel suo titolo da Ottone re di Germania.) e, probabilmente, anche con la nobiltà romana, che non avrebbe gradito un sovvertimento degli equilibri diplomatici nella penisola italiana.

Relazioni con Ottone di Sassonia

Le trattative e l'incoronazione del 2 febbraio 962 Il Pontefice cercò fuori d'Italia un possibile alleato, cosa che urtò ulteriormente la sensibilità del partito filo-italiano. Nel 960 si rivolse infatti al re di Germania Ottone I, al quale offrì la corona imperiale attraverso il cardinale Giovanni e un altro dignitario della corte pontificia, tale Azzone. Ottone, che era già stato incoronato re d'Italia sotto il pontificato di Agapito II (per poi riconsegnare la corona a Berengario, cui impose di giurare come suo vassallo) e che, negli anni '50, era stato lontano dalla penisola italiana per combattere in Germania contro gli Ungari, accettò e promise di ergersi a difensore della Sede Apostolica in nome degli antichi patti stipulati tra gli imperatori carolingi e i pontefici.

Ottone scese in Italia. Le truppe abbandonarono il re d'Italia Berengario, costringendolo a chiudersi nella fortezza di San Leo. Ottone lo depose formalmente dal titolo regale e, giunto a Roma il 31 gennaio del 962, dopo due giorni si fece incoronare Imperatore da Giovanni XII, insieme a sua moglie Adelaide, in San Pietro. La vacanza del trono imperiale era durata trentotto anni L'ultimo imperatore era stato infatti Berengario I del Friuli, che era morto nel 924. Da quel momento in poi, i papi "cortigiani" di Marozia e di Alberico II non procedettero a nessuna nuova elezione, timorosi che la presenza di un imperatore potesse limitare lo strapotere su Roma dei loro "protettori"..

All'incoronazione fece séguito un sinodo, nel quale si discusse dell'evangelizzazione dei popoli slavi: fu scelta la città di Magdeburgo come centro della missione evangelizzatrice.

Il Privilegium Othonis

Il 13 febbraio papa e imperatore conclusero un patto, noto come Privilegium Othonis, con il quale l'imperatore prometteva di restituire al pontefice i territori che due secoli prima Pipino il Breve e Carlo Magno gli avevano donato ma poi i Re d'Italia gli avevano sottratto; Giovanni XII, da parte sua, prestò giuramento, assieme all'aristocrazia romana e al popolo, di alleanza all'imperatore (secondo quanto rivendicava la costituzione di Ludovico il Pio dell'824).. Il punto decisivo però consisteva nell'elezione pontificia, la quale era sì mantenuta secondo i canoni antichi (elezione da parte del clero, dell'aristocrazia e del popolo), ma la successiva consacrazione doveva svolgersi alla presenza dei legati imperiali..

Il tradimento di Giovanni e la vendetta di Ottone Intimorito dal predominio tedesco su Roma, che minacciava di estendersi all'intera penisola, e pressato dall'aristocrazia romana, che mal sopportava quella che considerava la sottomissione ad un sovrano straniero, Giovanni XII non seppe tenere fede al proprio impegno. Appena Ottone partì da Roma, egli cominciò infatti a trattare con il figlio di Berengario, Adalberto., che stava già cercando di organizzare una resistenza anti-imperiale a nord di Verona. Nella primavera del 963 Ottone si insediò a Pavia, capitale del Regnum Italicum. Ivi, l'imperatore ottenne le prove concrete del complotto del pontefice con Adalberto, il quale si sarebbe messo in contatto addirittura con i saraceni e con i potentati dell'Italia meridionale per contrastare l'avanzata imperiale: si trattava di una corrispondenza tra il papa e Adalberto che il partito filo imperiale aveva intercettato. Pare risalga a questa circostanza il commento sprezzante dell'imperatore, riferito da Liutprando (vedi sopra), sulla giovane età del pontefice.

Inviati dei messi a Roma per essere costantemente informato della situazione, Ottone nell'estate mise sotto assedio la fortezza di San Leo, dove Berengario era trincerato da oltre un anno e, davanti alle lamentele dei messi pontifici (il protoscrinario Leone e l'aristocratico Demetrio.), che gli rimproveravano di aver invaso i territori del Patrimonium Sancti Petri, Ottone rispose mostrando loro le lettere che comprovavano il tradimento del pontefice. In ottobre, dopo aver espugnato San Leo e catturato Berengario, Ottone si mosse contro Roma, dove peraltro si era rifugiato Adalberto, invitato da Giovanni XII. Di fronte all'esercito dell'imperatore, le forze pontificie fuggirono e a Giovanni non rimase altro che scappare nella Campagna romana. Si rifugiò nel castello di Tivoli e da qui, non sentendosi ancora al sicuro, riparò in Corsica. Il 2 di novembre Ottone prese possesso dell'Urbe, e come primo atto si fece giurare fedeltà dal clero e dal popolo, e li impegnò a non eleggere per il futuro alcun papa senza il consenso imperiale: una mossa che gli inimicò maggiormente l’élite romana, come spiega chiaramente il Gregorovius: «egli rapiva ai Romani quel diritto che eglino in tutti i tempi avevano conservato come gemma preziosa, come atto unico di libertà cittadina, quello che nessuno dei Carolingi aveva osato di toccare»..

La deposizione Il Concilio in San Pietro L'imperatore convocò quindi un concilio in San Pietro (il 6 novembre), durante il quale Giovanni XII fu condannato in contumacia per alto tradimento e deposto dal pontificato per la sua condotta, ritenuta indegna di un pontefice. La testimonianza principale di tale sinodo ci proviene dal De rebus gestis Ottonis magni Imperatoris del fedele servitore dell'imperatore, il vescovo di Cremona Liutprando. Il cronista riporta le varie accuse:

Davanti a questa serie di accuse Giovanni XII, dal suo esilio in Corsica, inviò un breve. ai padri conciliari in cui li minacciò di scomunica:

L'intimidazione di Giovanni fu pressoché ignorata all'unanimità e, dopo averlo ancora invitato al Concilio affinché facesse atto di sottomissione, Ottone e i prelati (in assenza di qualsiasi ulteriore risposta) lo dichiararono definitivamente decaduto dal pontificato.

L'elezione del laico Leone Subito dopo l'imperatore impose come successore di Giovanni un uomo degno e profondamente religioso, il protoscrinario Leone., che però, benché fosse degno della Cattedra di Pietro, difettava di due qualità fondamentali per diventare papa: era un laico e non era stato scelto dal popolo romano. Ottone pensava di mantenere la situazione sotto controllo e impose al clero romano l'elezione di Leone: eletto il 4 dicembre, in due giorni il protoscrinario ricevette sommariamente, dalle mani dei vescovi Sicone di Ostia, Benedetto di Porto e Gregorio di Albano gli ordini sacri minimi per accedere al pontificato.. Il 6 dicembre, Leone fu intronizzato come Papa Leone VIII. Di nuovo il Gregorovius stigmatizza l’enormità dell’atto imperiale: «… al suo comando obbediva un sinodo che, per la prima volta, giudicava e deponeva un papa, senza pure ascoltarne le discolpe; indi esaltava a successore di lui un candidato dell’imperatore.». Ma d’altra parte, come osserva Paolo Brezzi: «Avendo Ottone poggiata l’amministrazione del suo governo sul clero, era urgente avere anche in mano il capo di tutta la gerarchia affinché questi non desse ordini che contrastassero quelli regi creando dolorose e dannose scissioni nell’animo dei vescovi e, viceversa, le direttive ottoniane avrebbero acquistato un prestigio infinitamente superiore qualora avessero ottenuto la sanzione universalistica che poteva dare loro un pontefice romano».. Il breve ritorno di Giovanni (26 febbraio - 14 maggio 964)