La storia della posta è iniziata nel momento in cui l'uomo ha avvertito la necessità di scambiare informazioni a distanza.

In principio, tali informazioni erano inoltrate attraverso l’impiego di suoni o segnali di natura luminosa interpretabili a distanza. Con l'avvento della scrittura l'informazione prese a viaggiare anche attraverso l'oggetto che la conteneva sotto forma di segno chiamato più propriamente glifo e successivamente mediante linguaggi espressi con una scrittura compiuta.

Il successivo sviluppo delle prime civiltà rese necessario un sistema sempre più articolato e affidabile che consentisse alle informazioni scritte il trasferimento anche su lunghi percorsi e nacquero così i primi sistemi postali. Tali sistemi si perfezionarono attraverso i secoli sfruttando, di volta in volta, tutte le scoperte umane e tecniche che consentivano il trasporto dell'informazione nel minor tempo possibile e perdurano tuttora impiegando molteplici sistemi meccanici di smistamento, ogni tipologia di mezzo di trasporto e anche le più svariate tecnologie informatiche.

Storia La posta nelle antiche civiltà

L'origine del servizio postale è antichissima poiché già i maggiori imperi dell'antichità ebbero propri servizi postali, che inizialmente servivano esclusivamente a trasmettere ordini militari e messaggi dai centri di potere alla periferia dei territori e viceversa.voce "Posta" sullEnciclopedia Treccani online

Le prime testimonianze risalgono alla Cina del 4.000 a.C., dove venivano impiegati messaggeri a cavallo che percorrevano le strade trasportando dapprima semplici messaggi e poi anche una sorta di gazzettino periodico conosciuto come Ching Pao.Enciclopedia dei Francobolli, p. 784, Momenti della storia postale

Anche nell'antico Egitto esisteva una sorta di servizio postale organizzato che prevedeva il recapito di merci e missive sotto forma di papiri scritti in demotico, il cui trasporto avveniva via terra ma anche per via fuviale, navigando il Nilo. Tale servizio era fruibile, oltre che dalla corte del faraone e dai suoi funzionari, anche da una parte della popolazione e dai commercianti.

Tuttavia, secondo quanto narrano le cronache del filosofo ateniese Senofonte giunte fino a noi, fu la Persia di Ciro II che vide l’istituzione di un primo servizio di recapito pubblico, il cui utilizzo si estese anche ai vicini territori ellenici ed era basato sulla percorrenza ininterrotta di cavalli nell’arco giornaliero delle ventiquattro ore, utilizzando apposite scuderie per brevi soste. Lungo tutto il percorso stradale si contavano oltre un centinaio di stazioni e i messaggeri riuscivano a coprire i percorsi più lunghi in nove giorni. Testimonianze concrete dell'esistenza di questo sistema postale organizzato provengono da Kültepe in Turchia e sono rappresentate da tavolette di argilla superstiti, che riportano incisi caratteri cuneiformi risalenti al 2000 a.C.Focus, n°11 2006 p.231, "C'è posta per te"

L’Impero romano prese spunto proprio da questa efficiente organizzazione persiana per sviluppare un primo servizio postale basato su volontari, ma fu con l’imperatore Augusto che si ebbe una riorganizzazione del cursusIl Collezionista, Giulio Bolaffi Editore Torino, n°12 dicembre 2009 p.34, Le targhe postali dell'Antica Roma ovvero del servizio di posta che divenne così cursus publicus, ovvero un servizio postale garantito dallo Stato. Esso era costituito da tabellarii e cursores, ovvero messaggeri dotati di appositi carri o di soli cavalli, che erano gli affidatari delle informazioni da recapitare, percorrendo i quasi duecentomila chilometri di strade romane che si diramavano in tutto l’impero. Entrambe le figure di addetti postali custodivano i messaggi da recapitare sotto forma di tabulæ, ovvero tavolette d'osso, di metallo o di argilla spalmate di cera e incise ma successivamente, per rendere il trasporto più agevole, esse vennero sostituite dalle epistulæ, ovvero papiri piegati, oppure da pergamene arrotolate, i rotula, su cui erano vergate informazioni scritte con un inchiostro vegetale noto come atramentum,Enciclopedia dei Francobolli, p. 786, Momenti della storia postale consuetudine che perdurò a lungo per i secoli successivi. I tabellarii erano gli addetti che assicuravano il servizio negli appositi magazzini ma anche coloro che trasportavano la maggior parte delle comunicazioni. Essi erano quasi esclusivamente liberti o schiavi imperiali muniti di carri postali provvisti di vere e proprie targhe chiamate bulla, ovvero borchie circolari di metallo. A Roma e nelle maggiori città romane si faceva uso dei geruli, anch’essi dei liberti che però avevano la possibilità di acquistare tale carica. I cursores invece erano impiegati per le missioni più urgenti e si spostavano a piedi o a dorso di veloci cavalli che cambiavano in apposite stazioni di cambio chiamate statio posita, da cui derivò proprio il termine stesso "posta". Oltre a muli e cavalli, i veicoli maggiormente utilizzati per il servizio postale erano la rheda, il carpentum, il birotus e il carrus. Secondo la ricostruzione raffigurata nella Tavola Peutingeriana il cursus publicus si basava sull’estesa rete viaria Romana formata dalle principali strade consolari ma anche da una capillare ramificazione di vie di comunicazione minori. Complessivamente si stima che circa 200.000 km di strade consentissero un inoltro celere di tutte le informazioni che, nei casi più urgenti, potevano garantire ai cursores di percorrere 270 km in ventiquattro ore. Tuttavia soltanto i documenti imperiali beneficiavano di una spedizione così rapida, tutti i dispacci destinati agli uffici italici e alle province romane erano invece molto più lenti nel giungere a destinazione, poiché i messaggeri completavano il percorso con le minori spese possibili.

In Asia, analogamente a quanto già accadeva nell’impero cinese da svariati secoli, si sviluppò un analogo sistema e nel Giappone del periodo Nara, ovvero nel 646, venne fondato un sistema postale a cavalli nella regione di Kyoto, a imitazione di quello della Cina T'ang. Nel 718 le stazioni giapponesi di posta furono estese ad altre località per intrattenere i rapporti con l'antica capitale NaraVoce Postal Service su Japan. An illustrated encyclopedia, Tokyo, Kodansha, 1993. e, durante lo shogunato di Kamakura, vennero istituiti dei corrieri a piedi, detti hikyaku che fra Kyoto e Kamakura impiegavano cinque giorni di cammino.

Nello stesso periodo, nel continente americano l'Impero Inca si avvaleva di un sistema di messaggeri a piedi, detti chaski.

Nell'impero Mongolo era in vigore un sistema di messaggeri analogo a quello persiano, dandosi il cambio nelle stazioni di posta dette yam; curiosamente tale termine è rimasto nell'odierna lingua russa per indicare gli uffici postali. Tale sistema venne anche descritto successivamente da viaggiatori occidentali come Marco Polo ne Il milione.Marco Polo, Il Milione, Milano, Adelphi, 2008, § 97 "Come di Canbalu si parte molti messaggi per andare i molte parti"

La posta nel medioevo Nell'Europa medievale lo scambio d’informazioni subì una drastica diminuzione, nonché una decadenza senza precedenti. Il cursus publicus che la civiltà Romana aveva istituito versava nel più totale sfacelo, poiché la frammentazione degli stati tipica del medioevo europeo richiedeva invece continue revisioni dei confini e degli accordi, contribuendo al declino dell’efficiente rete stradale Romana. Il prezioso compito di recapitare la posta, nonché quello di mantenere al meglio le vie di comunicazione, sopravvisse soltanto grazie a monaci di abbazie, messi di corte e mercanti, che per i loro interessi erano chiamati a frequenti spostamenti da una destinazione all'altra.Enciclopedia dei Francobolli, p. 787, Momenti della storia postale La posta monastica fu forse la più efficiente del tempo ed era caratterizzata da una particolarità che troverà applicazione, seppur virtuale, anche nelle odierne e-mail,Focus, n°11 2006 p.233, "C'è posta per te" ovvero le risposte scritte in calce alla missiva originale. Esse venivano aggiunte cucendo la pergamena aggiuntiva alla missiva ricevuta, dopodiché i rotula venivano arrotolati e infilati in un contenitore pronto a essere inoltrato verso un nuovo monastero. Una delle più lunghe rotulæ sopravvissute fino ai giorni nostri fu quella annunciante la morte di Cecilia di Normandia, figlia di Guglielmo il Conquistatore, che alla fine del suo percorso misurava circa venti metri.

A partire dal Duecento furono le prime università a organizzare un proprio sistema postale basato sugli spostamenti degli studenti, che talvolta offrivano il loro servizio di messaggeri per pagare anche gli insegnanti. Fra i più importanti sistemi postali universitari vi furono le Messaggerie universitarie di Federico II e le Messageries universitaires dell'Università di Parigi, in vigore fino al 1719, che si avvalevano di una propria rete di strade postali che serviva tutta la Francia. Tale servizio di recapito si consolidò a tal punto da essere utilizzato anche dalle istituzioni e dai privati.

A organizzare dei funzionali sistemi postali alternativi furono anche alcune confederazioni di commercianti, come quello della tedesca Metzerpost ossia la posta dei macellai che funzionò fino ai primi anni del XVI secolo. Anche i mercanti italiani che partecipavano alle Fiere della Champagne si avvalevano del servizio di loro corrieri consociati che partivano dalle principali città mercantili italiane come Genova, Venezia, Firenze e Milano per raggiungere le principali città europee come Parigi, Bordeaux e Bruges. Un esempio di tale impresa fu la longeva Compagnia dei Corrieri Veneti fondata nel 1306 e costituita da messaggeri veneti e lombardi che garantiva un servizio postale in tutta l’Europa fino ai primi anni del XIX secolo.Corriere della Sera 10.10.2013

Alla fine del Trecento avvenne una prima rivoluzione postaleClemente Fedele, Quale posta nel XVI secolo? in atti del convegno I Tasso e le poste d'Europa 2012 distinguendo semplici messi da corrieri esperti in consegne più specifiche e veloci.Luciana Frangioni, Organizzazione e costi del servizio postale alla fine del Trecento, Prato, 1983

Nel 1385 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti stabilì un servizio postale del tutto analogo. A metà del XV secolo il duca di Milano Francesco Sforza intensificò tale rete istituendo le staffette, ovvero dei moderni cursores che cambiavano cavalli anch'essi a ogni stazione rendendo ancor più rapido ed efficiente il sistema postale milanese.Vito Salierno, Le poste a Milano nei secoli XV, XVI e XVII, La Martinella di Milano, 1972 Già dal XIII secolo la Serenissima Repubblica di Venezia era servita dal servizio di recapito offerto dalla famiglia bergamasca dei Tasso, originaria di Camerata Cornello, nonché antenata del letterato Torquato Tasso. Questa famiglia svolse un ruolo apicale e di cruciale importanza nella storia dello sviluppo postale europeo, iniziando a operare con una propria rete di corrieri che collegava buona parte della penisola italica settentrionale con l'Europa del tempo.

Nello Stato Pontificio la carica di Magister Cursorum delle Poste Pontificie è attestata dal 1439Archivio di Stato, Mandati della Reverenda camera Apostolica, Roma, Poligrafico dello Stato, 1988, pag. 29. Dalla metà del Quattrocento tale carica fu ricoperta proprio da esponenti della famiglia TassoSul portale Lombardi nel mondo . del ramo detto dei Tasso di Sandro.Tarcisio Bottani, I Tasso e le poste pontificie, Museo dei Tasso

Prendendo a modello proprio quanto avveniva in Italia, nella seconda metà del Quattrocento Luigi XI di Francia organizzò le poste francesi denominate Messageries royales.