Militare di carriera, fu elevato alla porpora dai soldati, ma fu ucciso dopo cinque anni di regno. Malgrado la brevità del suo regno, riuscì a portare a termine dei compiti decisivi affinché l'impero romano superasse la grave crisi del terzo secolo: frenò una serie di invasioni da parte dei barbari, in particolare quella degli Alemanni che si erano spinti sino a Fano; ricompose l'unità dell'Impero, che rischiava di frantumarsi in tre parti tra loro ostili, sottomettendo Zenobia di Palmira e Tetrico nelle Gallie.
Dopo avere assicurato l'unità dell'impero Aureliano riorganizzò l'economia e ne rafforzò il potere centrale. Rese dipendenti dallo stato gli armatori navali e altri collegi professionali di importanza generale e attuò una riforma monetaria cercando di frenare la svalutazione della moneta, agendo principalmente su due leve: sul valore dei nominali e sull'organizzazione delle zecche, che si erano affiancate a quella principale di Roma.
Aureliano intervenne sul piano religioso con l'introduzione del culto del Sol invictus, una divinità originaria di Palmira, identificata con il dio Mitra, molto popolare fra i soldati. Questa devozione ufficiale rafforzò il potere imperiale, in quanto il culto solare venne identificato con quello dell'Imperatore. Elevò una cinta muraria attorno a Roma, che ne prese il nome.
Biografia Origini familiari (214-234) Lucio Domizio Aureliano nacque nella Pannonia inferiore, nei dintorni di Sirmio,La Historia Augusta (Divus Aurelianus, 3.1-2), non esclude che Aureliano fosse nato in Mesia: «Divus Aurelianus ortus, ut plures loquuntur, Sirmii familia obscuriore, ut nonnulli Dacia Ripensi. Ego autem legisse me memini auctorem qui eum Moesia genitum prædicaret». Anche per Eutropio (Breviarium IX, 13.1), era «Dacia Ripensi oriundus», mentre per lEpitome de Caesaribus 35, 1, nacque «inter Daciam et Macedonium». La Dacia Ripense fu costituita solo nel 275 come parte della Mesia. il 9 settembre 214 o 215 da una famiglia di modeste condizioni. Il padre era colono di un certo senatore Aurelio,Epitome de Caesaribus 33, 1: «Genitus patre mediocri et, ut quidam ferunt, Aurelii clarissimi senatoris colono». mentre la madre sarebbe stata una sacerdotessa del Sole.La Historia Augusta (Divus Aurelianus, 4.2), che cita la notizia dal greco Callicrate di Tiro, autore di un panegirico di Aureliano. È perciò possibile che, essendo Domizio il nome paterno, il futuro imperatore abbia preso il cognome Aureliano dalla madre Aurelia, probabilmente una liberta del senatore Aurelio.Analogamente a Diocleziano, che prese il nome dalla madre Diocle. Non si sa se il padre avesse una qualche parentela con la gens Domitia, a cui appartenne l'imperatore Nerone. Sposò, in data ignota, Ulpia Severina, da cui ebbe una figlia.
Il culto del Sole si era già esteso alla fine del II secolo, particolarmente nelle regioni danubiane, portatovi dai soldati che, come il padre di Aureliano, smesso il servizio, vi si stabilivano come contadini. A Roma tale culto risulta essere stato praticato dalla gens AureliaSesto Pompeo Festo, De verborum significatione, I, Aurelia: «Aureliam familiam ex Sabinis oriundam a Sole dictam putant, quod ei publice a populo romano datus sit locus, in quo sacra faceret Soli». così che appare naturale che anche la madre di Aureliano abbia praticato la religione solare e che ad essa sia stato devoto anche il figlio Aureliano. Di altri familiari, si sa soltanto che ebbe almeno una sorellaHistoria Augusta, Divus Aurelianus, 36.3; Epitome de Caesaribus, 35, 9; Eutropio, cit., IX. 14.
Carriera militare (234-268) Le regioni danubiane erano e rimasero a lungo terra di reclutamento militare delle legioni dell'Impero e Aureliano fu probabilmente arruolato intorno ai venti anni. Si sa che intorno al 242 prese parte come comandante di una coorte ai combattimenti contro i Sarmati che avevano invaso l'IlliriaHistoria Augusta, Divus Aurelianus, 6.3-6: alla testa di 300 praesidiarii «ne uccise, con le proprie mani, 48 in un solo giorno e più di 950 in molti scontri» e qualche anno dopo, tribuno della cosiddetta Legio VI Gallicana, combatté i Franchi a Magonza, nei pressi del Reno. Il nome di quella legione, così indicato dalla Historia Augusta, è però inesistente: si trattava in realtà di una legione proveniente dalla Britannia.Julio Rodriguez Gonzalez, Historia de las legiones Romanas, II, pp. 485-486; Historia Augusta, Divus Aurelianus, 7.1-2, «uccidendone 700 e facendo 300 prigionieri». In entrambi i casi l'antico biografo ha avuto cura di sommare a i nemici uccisi o catturati. Anni dopo Aureliano sarebbe poi passato per Antiochia,Historia Augusta, Divus Aurelianus, 5.3-4. in occasione della sua partecipazione a un'ambasceria in Persia.Historia Augusta, Divus Aurelianus, 5.5.
Aureliano è menzionato ancora in Gallia nel 256, quando vi giunge GallienoHistoria Augusta, Divus Aurelianus, 8.2. mentre nel 257, avrebbe assunto, in assenza del comandante Ulpio Crinito, la responsabilità della difesa del Basso Danubio, battendo i Goti invasori.Historia Augusta, Divus Aurelianus, 11. Si racconta che l'imperatore Valeriano, preoccupato per l'invasione dei Goti dell'anno precedente, inviò un esercito di soccorso, comandato da Lucio Mummio Felice Corneliano, alle dipendenze di quest'ultimo sembra ci fosse il futuro imperatore AurelianoHistoria Augusta, Divus Aurelianus, 13.2., per meglio difendere l'importante roccaforte di Bisanzio.Zosimo, Storia nuova, I, 36.1. Poco tempo dopo, il fronte renano della Germania inferiore fu sconvolto da nuovi attacchi dei Franchi, i quali riuscirono a spingersi fino a Mogontiacum, dove furono fermati dall'accorrente legio VI Gallicana, di cui era tribuno militare il futuro imperatore Aureliano.Historia Augusta, Divus Aurelianus, 7.1-2; Rodríguez González, vol. II, pp. 485-486. Lo stesso Gallieno, lasciata l'Illiria a marce forzate, accorse in Occidente, riuscendo a battere le orde franche probabilmente nei pressi di Colonia e comunque dopo aver ripulito l'intera sponda sinistra del Reno dalle armate dei barbari..
Il 268 è un anno di gravi minacce per l'Impero: a nord premono i Germani e nei Balcani i Goti, mentre il ribelle Aureolo è assediato dall'armata imperiale a Milano. È proprio qui che i generali ordiscono una congiura. Il prefetto del pretorio Eracliano, Marciano, Claudio e Aureliano, allora magister equitum,Zonara XII, 23. decidono di sbarazzarsi di Gallieno, sembra seguendo un piano predisposto dallo stesso Aureliano:A. Vittore, De Caesaribus 33, 21. Gallieno viene uccisoZosimo I, 40 e Vita Gallieni 14, 4 che dà il nome, Cercopio, al dux Dalmatarum che uccise Gallieno, probabilmente un ufficiale di Aureliano. e Claudio è proclamato imperatore.
Ascesa al trono (268-270)
Una volta che Claudio il Gotico fu acclamato imperatore, ottenne la resa di Aureolo, il quale venne messo a morte ed ucciso,Sesto Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, 34.2.Historia Augusta, Divus Claudius, 5.1-3; Zonara, L'epitome delle storie, XII, 26; Zosimo, I, 41.1; Grant, p. 241; Aurelio Vittore, De Caesaribus, 33. per volontà di Aureliano, contro il parere dello stesso Claudio.Historia Augusta, Divus Aurelianus, 16.2.. Dopo avere affidato ad Aureliano la conduzione della guerra contro i barbari della Meotide (Eruli e Goti), oltre al comando generale della cavalleria "mobile" (magister equitum), come testimonia la stessa Historia Augusta:Historia Augusta, Divus Aurelianus, 16.4 e 18.1.
Aureliano, divenuto così il braccio destro di Claudio, combatté subito dopo contro gli Alemanni, a fianco del suo imperatore, contribuendo a sconfiggerli sulle rive del lago di Garda. Nel 269, dopo che per alcuni mesi i Goti erano stati tenuti a bada dalle armate romane di Marciano, il nuovo imperatore Claudio II riuscì a raggiungere il teatro degli scontri ed a riportare una vittoria decisiva su queste genti nella battaglia di Naisso, dove si racconta persero la vita ben cinquantamila barbari.Zosimo, Storia nuova, I, 43; . I sopravvissuti alla battaglia di Naisso, proteggendosi con i carri, si diressero in Macedonia. Durante la lunga marcia sulla via del ritorno, molti dei barbari morirono insieme alle loro bestie, oppressi dalla fame; altri furono uccisi in un nuovo scontro con la cavalleria romana degli "equites Delmatae", la riserva strategica mobile appena istituita da Gallieno.Eutropio, Breviarium ab urbe condita, 9.11. La marcia dei Goti proseguì in direzione orientale verso il monte Hemaus. I barbari, seppure circondati dalle legioni, riuscirono a procurare non poche perdite alla fanteria romana, che fu salvata solo grazie all'intervento della cavalleria affidata ad Aureliano,Historia Augusta, Divus Aurelianus, 18.1. alleviando la sconfitta.Zosimo, Storia nuova, I, 45; Historia Augusta, Divus Claudius, 11.3 (qui si parla dei barbari che rifugiatisi nell'Emimonto, ovvero sui monti dell'Hemus, furono decimati dalla fame e dalla pestilenza, che poco dopo colpì anche Claudio il Gotico). Sembra che Aureliano partecipò alle operazioni contro i Goti, insieme a Quintillo, fratello di Claudio il Gotico.Historia Augusta, Divus Aurelianus, 17.2-3.
Con l'inizio del 270, quando ancora Claudio era impegnato a fronteggiare la minaccia gotica, una nuova invasione di Iutungi tornò a procurare ingenti danni in Rezia e Norico. Claudio, costretto ad intervenire con grande prontezza, affidò il comando balcanico ad Aureliano, mentre egli stesso si dirigeva a Sirmio, suo quartier generale, da dove poteva meglio controllare ed operare contro i barbari.Grant, p. 240. ma moriva poco dopo in seguito ad una nuova epidemia di peste scoppiata tra le file del suo esercito.Chris Scarre, Chronicle of the roman emperors, New York 1999, p. 184; .
Claudio aveva lasciato ad Aquileia un presidio di truppe al comando del fratello Quintillo, al quale il Senato conferì la carica imperiale.Zonara, XII, 26 Saputo della morte di Claudio e della nomina di Quintillo, Aureliano concluse rapidamente la guerra contro i Goti in Tracia e nelle Mesie, ponendo fine agli assedi di Anchialus (nei pressi della moderna Pomorie, lungo le coste bulgare del Mar Nero) e di Nicopolis ad Istrum.Historia Augusta, Divus Claudius, 12.4; Historia Augusta, Divus Aurelianus, 17.5. Recatosi poco dopo anch'egli a Sirmio, qui ricevette l'acclamazione imperiale da parte delle truppe di stanza in Pannonia, era consapevole del fatto che fosse imperativo affrontare al più presto gli Iutungi che avevano sfondato il fronte danubiano.Grant, p. 245. A questa notizia Quintillo, che era rimasto ad Aquileia, abbandonato dai suoi stessi soldati, preferì suicidarsi.Zosimo I, 47; Zonara XII, 26; Historia Augusta, Divus Aurelianus, 37.6.
Regno (270-275) Invasioni lungo il limes danubiano (270-271)
Gli Iutungi avevano puntato soltanto a fare bottino, dopo il mancato versamento dei sussidi promessi dai precedenti imperatori; venuti a conoscenza dell'arrivo del nuovo sovrano e ormai soddisfatti di quanto razziato nel corso dell'inverno, tentarono di ritirarsi, ma furono intercettati dai Romani nei pressi del Danubio e battuti, anche se non in modo definitivo. Le loro richieste di un rinnovo del precedente trattato di pace e del riconoscimento di nuovi sussidi, furono però rifiutati da Aureliano, il quale concesse loro solo la possibilità di fare ritorno alle terre natie senza bottino. La pace siglata tra l'impero e le popolazioni germaniche definì la politica del nuovo imperatore nei confronti dei barbari. Egli negò, infatti, ogni qualsivoglia compenso in cambio di un loro foedus, che avrebbe reso l'impero tributario dei suoi stessi federati.Mazzarino, p. 565-566.