Figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, e talvolta chiamata "regina vergine" o "la buona Regina Bess", fu l'ultima monarca della dinastia Tudor; liberata dalla prigione alla quale era sottoposta nel 1558 per evitare che prendesse il potere, succedette nello stesso anno alla sorellastra Maria I d'Inghilterra, morta a causa di un tumore ovarico senza lasciare eredi. Il suo regno fu lungo e segnato da molti avvenimenti importanti. La sua politica di pieno sostegno alla Chiesa d'Inghilterra, dopo i tentativi di restaurazione cattolica da parte di Maria Tudor, provocò forti tensioni religiose nel regno e vi furono parecchi tentativi di congiure contro di lei, in cui rimase implicata anche la cugina Mary Stuart, regina cattolica di Scozia, che Elisabetta fece giustiziare nel 1587 dopo averla imprigionata per diciannove anni.

Coinvolta a più riprese nei conflitti religiosi della sua epoca, uscì vittoriosa dalla guerra contro la Spagna; sempre durante il suo regno furono poste le basi della futura potenza commerciale e marittima della nazione ed ebbe inizio la colonizzazione dell'America settentrionale.Erickson, p.41 La sua epoca, denominata età elisabettiana, fu anche un periodo di straordinaria fioritura artistica e culturale: William Shakespeare, Christopher Marlowe, Ben Jonson, Edmund Spenser, Francis Bacon sono solo alcuni degli scrittori e pensatori che vissero durante il suo regno.

Il nome della prima colonia inglese in America, la Virginia, fu scelto in onore della "regina vergine".Adriano Prosperi e Paolo Viola, Dalla Rivoluzione inglese alla Rivoluzione francese, Einaudi, Torino, 2000, ISBN 978-88-06-15509-4, p. 5.

Biografia Origini e formazione Elisabetta fu l'unica figlia sopravvissuta di Enrico VIII e della regina consorte e sua seconda moglie, Anna Bolena, con la quale il sovrano si era segretamente sposato tra la fine del 1532 e l'inizio del 1533.

Nacque nel palazzo di Placentia a Greenwich, il 7 settembre 1533 e venne battezzata tre giorni dopo con il nome delle nonne Elisabetta di York ed Elisabetta Howard. Enrico VIII avrebbe desiderato un maschio per assicurare la successione, ma, dato che Maria era stata dichiarata illegittima con l'annullamento del matrimonio dei genitori, Elisabetta era, all'epoca, l'erede presunta. Dopo la nascita di Elisabetta, Anna Bolena rimase incinta almeno un'altra volta ma, dopo l'aborto del gennaio 1536, cadde definitivamente in disgrazia. Accusata di stregoneria, alto tradimento, incesto con il proprio fratello George Bolena e adulterio con numerosi cortigiani, il 2 maggio venne rinchiusa nella torre di Londra e il 19 maggio fu decapitata. Il giorno successivo Enrico si fidanzò con Jane Seymour, che era stata dama di compagnia di Anna Bolena e di Caterina d'Aragona.Erickson, p.14

Elisabetta, che allora aveva tre anni, fu dichiarata illegittima, perse il titolo di principessa e fu cresciuta in esilio nel palazzo di Hatfield con la sorellastra Maria, fino a che Jane Seymour non diede alla luce un figlio maschio, Edoardo. In seguito alle poco fortunate nozze del re con Anna di Clèves, nobildonna tedesca, avvenute nel 1540, Elisabetta fu ammessa a corte e allacciò con la matrigna un'amicizia che durò fino alla morte di questa nel luglio 1557. In seguito, la sesta moglie di Enrico, Catherine Parr, riconciliò il re con la figlia che, assieme alla sorellastra Maria, fu reinserita nella linea di successione dopo il principe Edoardo, con l'atto di successione del 1544.

Grazie a Caterine Parr, Elisabetta ricevette un'educazione in un ambiente rigidamente protestante, sotto la guida dell'insegnante umanista Roger Ascham, apprese Latino, Greco, Francese e Italiano«Se testimonianze della sua perfetta padronanza del latino, greco e francese non mancano, sino ad ora erano però pochissime le testimonianze di una conoscenza realmente approfondita dell’italiano, in particolare a livello scritto». Trenta lettere dell'epistolario di Elisabetta, alcune olografe, «Ci restituiscono una Elisabetta che usava la nostra lingua con straordinaria abilità, oltre che con gusto per il gioco retorico e per le citazioni erudite da Petrarca e Tasso». I destinatari sono importanti personaggi dell'epoca quali Ferdinando I de' Medici, Antonio, priore di Crato, pretendente al trono del Portogallo, Wanli, imperatore della Cina, il Doge di Venezia per i reciproci interessi commerciali e lettere scritte di sua mano ad Alessandro Farnese, Principe e Duca di Parma (capo delle truppe spagnole nei Paesi Bassi).(In Carlo Maria Bajetta, docente di letteratura inglese dell’Università della Valle d’Aosta, autore del libro Elizabeth I’s Italian Letters, per i tipi di Palgrave Macmillan, New York, 2017). Elisabetta era eccezionalmente intelligente e oltre a essere molto colta aveva una memoria prodigiosa.

La prima governante di Elisabetta fu lady Bryan, che poco dopo fu sostituita da Katherine Champernowne, la quale strinse un profondo legame con Elisabetta e rimase per tutta la vita sua intima confidente. Un altro personaggio importante nei primi anni di Elisabetta fu Matthew Parker, il religioso protestante prediletto di Anna Bolena, che, prima di morire, gli aveva raccomandato di vegliare sulla salute spirituale della figlia. Dopo l'ascesa di Elisabetta al trono, Parker divenne il primo arcivescovo di Canterbury fuori dalla Chiesa cattolica.Fraser, p.55 Enrico VIII morì nel 1547 e gli succedette Edoardo VI. Catherine Parr sposò Thomas Seymour, zio di Edoardo, tenne Elisabetta con sé e, finché Edoardo VI visse, la situazione di Elisabetta rimase sicura.

Elisabetta lasciò la casa di Catherine Parr nel maggio del 1548 in seguito a uno scandalo provocato dal marito di Catherine, Thomas Seymour. Quest'ultimo, approfittando della sua posizione, iniziò a fare avances sempre più esplicite ed inappropriate alla futura regina (all'epoca quattordicenne).

Nel 1553 Edoardo, non ancora sedicenne, di salute sempre più cagionevole, morì probabilmente di vaiolo, lasciando un testamento che annullava le volontà del genitore e dichiarava sua erede lady Jane Grey, che ascese al trono, ma fu deposta meno di due settimane dopo. Resa forte dal sostegno popolare, Maria d'Inghilterra entrò trionfalmente a Londra con la sorellastra al fianco, ma il suo matrimonio con Filippo di Spagna risultò molto sgradito ai sudditi protestanti, tanto che ella, temendo di poter essere deposta e sostituita dalla sorella Elisabetta, la fece imprigionare nella Torre di Londra anche a seguito della fallita ribellione guidata da Thomas Wyatt, un giovane protestante che si opponeva alla fede cattolica. Gli Spagnoli chiesero l'esecuzione di Elisabetta, ma pochi Inglesi desideravano mettere a morte un membro della popolare dinastia Tudor e anche i tentativi di rimuoverla dalla successione fallirono a causa dell'opposizione del ParlamentoKotnik, p.57. Inoltre Maria I non firmò mai il documento dell'esecuzione.

Dopo 2 mesi nella Torre, a Elisabetta furono concessi gli arresti a Woodstock nello Oxfordshire (dove poi sorgerà il Blenheim Palace), sotto la custodia di sir Henry Bedingfield. Alla fine dell'anno, quando Maria si riteneva in attesa di un figlio, Elisabetta poté tornare a corte con l'assenso di Filippo che, preoccupato che la moglie potesse morire di parto, preferiva che la corona inglese passasse a lei piuttosto che a Mary Stuart, regina di Scozia.

Tale preferenza, da parte del cattolicissimo Filippo, nasceva da motivi strettamente politici: sebbene la giovane Stuart fosse cresciuta alla corte francese, era promessa al delfino, il futuro Francesco II, e una sua ascesa al trono d'Inghilterra avrebbe portato le isole britanniche interamente nella sfera di influenza della Francia, con la quale la Spagna era in guerra dall'inizio del secolo (la pace di Cateau-Cambrésis sarebbe stata firmata solo nel 1559). Per tutta la durata del suo regno Maria continuò a perseguitare i Protestanti, guadagnandosi il soprannome di "Maria la Sanguinaria", e tentò di convertire Elisabetta, che si finse Cattolica, ma mantenne il suo credo protestante.Fraser, p-180

L'ascesa al trono e i primi anni di regno

Il 17 novembre 1558, alla morte di Maria per un tumore, Elisabetta ne prese il posto. Fu incoronata il 15 gennaio 1559, all'età di 26 anni. Dal momento che l'arcivescovo di Canterbury, il cardinale cattolico Reginald Pole articolo estratto da: , era morto lo stesso giorno della regina Maria, e che i vescovi più anziani si rifiutarono di partecipare alla cerimonia (perché Elisabetta era giudicata illegittima secondo il diritto canonico, e perché protestante) fu il vescovo di Carlisle, una figura di secondo piano, a incoronarla, mentre la comunione fu celebrata non dal vescovo, ma dal cappellano personale della regina, per evitare il rito cattolico. L'incoronazione di Elisabetta fu l'ultima ad avvenire con il rituale latino: le successive incoronazioni si svolgeranno secondo il rito di lingua inglese. Più tardi Elisabetta persuase il cappellano della madre, Matthew Parker, a diventare il primo arcivescovo anglicano di Canterbury. Egli accettò solo per lealtà alla memoria di Anna Bolena, dato che trovava spesso difficile trattare con Elisabetta.

Una delle più importanti preoccupazioni dei primi anni di regno di Elisabetta fu la religione: la giovane sovrana si appoggiò a William Cecil per consigli in materia. L'Atto di uniformità del 1559 rese obbligatorio l'uso del "Book of Common Prayer" per i servizi religiosi, ovvero una sintesi fra tradizione cattolica e innovazioni protestanti pensata per garantire da una parte l'uniformità religiosa e dall'altra un'ampia tolleranza di fedi. Il controllo papale sulla Chiesa d'Inghilterra, ripristinato da Maria, fu definitivamente abolito da Elisabetta. La regina assunse il titolo di "Supremo Governatore della Chiesa d'Inghilterra", piuttosto che di "Capo Supremo", prevalentemente perché diversi vescovi e molti membri della comunità ritenevano che una donna non potesse essere il capo della Chiesa.

L'Atto di Supremazia del 1559, il secondo dopo quello del padre, prescrisse inoltre che i pubblici ufficiali prestassero giuramento riconoscendo il controllo del sovrano sopra la Chiesa, pena severe punizioni.Erikson, p.40 Molti vescovi opposero resistenza alla politica religiosa elisabettiana e furono rimossi dai loro uffici e rimpiazzati da nuovi incaricati che si sarebbero sottomessi alla supremazia della regina. Ella nominò inoltre un Consiglio privato interamente nuovo, rimuovendone molti cattolici. Sotto Elisabetta le lotte di fazioni nel Consiglio e i conflitti a corte diminuirono grandemente.

I più importanti consiglieri di Elisabetta furono William Cecil, Segretario di Stato, e Nicholas Bacon, il Lord Guardasigilli. Elisabetta ridusse anche l'influenza spagnola sull'Inghilterra. Sebbene Filippo II l'avesse aiutata ponendo fine alle Guerre Italiane con la pace di Cateau Cambrésis, Elisabetta rimase indipendente nella sua diplomazia e respinse la proposta di matrimonio del cognato. Adottò il principio dell'Inghilterra per l'Inghilterra, principio di cui il suo altro regno, l'Irlanda, non beneficiò mai. L'imposizione dei costumi inglesi e le politiche religiose della regina furono ampiamente impopolari tra gli irlandesi.

La guerra con la Francia e la Scozia

La regina trovò una pericolosa rivale nella cugina, la cattolica Maria Stuart, regina di Scozia e moglie del re di Francia Francesco II, la quale aveva un carattere impulsivo in antitesi con la prudenza tipica della cugina Elisabetta. Nel 1559 Maria si era proclamata regina d'Inghilterra avvalendosi della controversa legittimità di Elisabetta (che era illegittima per le norme cattoliche, in quanto il matrimonio di Enrico VIII con Caterina d'Aragona non aveva mai ottenuto l'annullamento papale, ma non lo era per le leggi della Chiesa d'Inghilterra, che invece lo aveva annullato), con il supporto dei francesi, come previsto dagli accordi nuziali tra Maria e Francesco II.