La Guascogna (in occitano Gasconha, , ; ; ; ) è una regione storica compresa a cavallo dell'odierno confine tra Francia e Spagna. Più nel dettaglio, rientra nel territorio dei dipartimenti francesi di Landes, Gers, Alti Pirenei e, in parte, di altri dipartimenti delle regioni della Nuova Aquitania e dell'Occitania, nonché la comarca della Val d'Aran, a nord della Catalogna, in Spagna.

Ribattezzata nel corso della storia come Gallia Aquitania, Novempopulana, Vasconia e infine Guascogna, scomparve come entità politica autonoma nel 1063, quando dopo la battaglia di La Castelle confluì nel ducato d'Aquitania; tuttavia, il termine Guascogna rimase in uso fino alla Rivoluzione francese. Regione naturale della Francia situata tra Oceano Atlantico, Garonna e Pirenei, si distingue per la complessa identità culturale dei suoi abitanti, passata dal corrispondere a quella di tribù aquitane, che si esprimevano in proto-basco, ai guasconi, che parlavano una lingua romanza, nello specifico appartenente alla famiglia delle lingue occitano-romanze. Ad oggi molti accademici si interessano all'area linguistica del dialetto guascone.

Geografia Posizione

La Guascogna si trova nel territorio compreso tra la Garonna e i Pirenei, lambendo a sud la Catalogna spagnola. La geografia della regione è chiaramente delimitata da confini naturali quali l'Oceano Atlantico, il confine spagnolo con l'estuario della Gironda, a ovest, la Garonna a nord, il suo sub-affluente il Lèze a est e le pendici dei Pirenei a sud. Il Lèze è un affluente dell'Ariège la cui confluenza con la Garonna è vicina a sud di Tolosa.

Lo studioso Serge Brunet ricorda che la foresta di Bouconne, situata sulle colline della riva sinistra della Garonna, ha rappresentato un confine secolare tra guasconi e linguadoca.

Confini amministrativi La Guascogna non è una regione amministrativa ma un'area di interesse storico, culturale e linguistico. La divisione del territorio francese ebbe luogo nel 1790, con la creazione dei dipartimenti da parte dell'assemblea costituente. La provincia storica era in passato suddivisa tra le tre regioni della Nuova Aquitania, dell'Occitania e della Catalogna senza costituirli nella loro interezza. Essa si estende interamente nei dipartimenti francesi di Landes, Gers e Alti Pirenei, ricoprendo in parte i Pirenei Atlantici, Gironda, Lot e Garonna, Tarn e Garonna, Alta Garonna, Ariège e la regione autonoma della valle d'Aran nella Catalogna spagnola. L'area d'influenza del dialetto guascone si estende su parte del territorio dell'antica provincia di Guienna.

La valle d'Aran, pur appartenendo alla Spagna, fa linguisticamente parte della Guascogna, e come tale beneficia all'interno della Catalogna, dalla quale dipende amministrativamente, di un'autonomia linguistica che rende questa regione guascone l'unica la cui lingua aquitano-romanza e il suo dialetto aranese gode di statuto ufficiale. Le lingue ufficiali della Catalogna sono infatti il catalano, l'"occitano guascone" e lo spagnolo.

Geografia fisica

La Guascogna si sviluppa a ovest della baia di Biscaglia e a sud della zona pedemontana francese dei Pirenei, tra Béarn e Couserans, e una sezione collinare attraversata da vari corsi d'acqua fino alla Garonna. È su questi versanti che si trova una fetta consistente dei vigneti del Sud-Ovest francese e del Bordeaux.

Per quanto riguarda l'Ariège, affluente orientale della Garonna situato a monte di Tolosa: il limite linguistico della Guascogna si sta gradualmente allontanando (di una trentina di chilometri massimo) verso ovest del corso dell'Ariège fino ai Pirenei, nella regione chiamata Couserans.

La valle del Garonna, tra Tolosa e Bordeaux, ha funto da crocevia sin dall'antichità, ovvero dall'Età del Bronzo. L'Adour, secondo fiume dal suo bacino, forma nell'estremo sud-ovest il limite con i Paesi Baschi, dove sfocia nel golfo di Biscaglia. Le Landes de Gascogne, incluse le coste comprese in un'ampia foresta di pini mediterranei, si snoda a cavallo di tre dipartimenti (Landes, Gironda, Lot e Garonna). Si tratta perlopiù di una pianura sabbiosa.

Idrografia

I principali corsi d'acqua locali sono i fiumi che discendono dalla piana di Lannemezan, affluenti della Garonna e dell'Adour. Il Baïse e il suo bacino (il Gélise, l'Osse), uniti al Gers, l'Arrats, la Save e ai rispettivi bacino del Gesse e dell'Adour (il Luy, l'Arros, il Gave de Pau e l'Eyre) sono stati parzialmente responsabili delle inondazioni catastrofiche del 1977.

Centri principali Le città più importanti sono: Auch, la capitale storica Bayonne, sia con l'identità basca e guascone Bordeaux Dax Lourdes Luchon Mont-de-Marsan Pau Tarbes

Storia La regione, originariamente popolata dagli Aquitani, entrò successivamente a far parte del dominio dei Romani, dei Visigoti, dei Vasconi giunti dai Pirenei (ai quali essa deve il nome) e infine dei Franchi.

Nell'Alto Medioevo la Guascogna era un principato nel sud-ovest della Gallia. Il nome di Guascogna iniziò ad essere usato proprio per indicare questo principato (VII secolo-XII secolo), che vide l'apogeo unitario della regione. Essa scomparve come entità politica nel 1063, quando il conte di Guascogna Bernardo II Tumapaler dovette abbandonare il suo dominio dopo essere stato sconfitto dal duca d'Aquitania Guglielmo VIII nella battaglia di La Castelle. Dopo il trattato di Parigi del 1259, il ducato d'Aquitania prese il nome di ducato di Guienna, termine che designava allora l'insieme dei possedimenti continentali del re d'Inghilterra.

Con queste diverse denominazioni, la Guascogna emerse come uno Stato indipendente per certi periodi e, fino ad oggi, ha mantenuto la reputazione di essere abitata da un popolo testardo e indipendente. Nonostante questi sviluppi, un'identità guascone culturale e linguistica è riuscita a sopravvivere durante tutto lAncien Régime fino ad oggi.

La preistoria Il paleontologo Édouard Lartet, originario del Gers, descrisse per la prima volta Pliopithecus antiquus e Dryopithecus fontani, primati fossili del Miocene e del Pliocene, e Pelagornis, un uccello preistorico del Gelasiano, a partire da fossili rinvenuti a Sansan (Gers) nell'Astarac e a Saint-Gaudens (Alta Garonna) nel Comminges.

Tracce di occupazione umana del Paleolitico superiore (Aurignaziano, Gravettiano, Magdaleniano) nell'attuale territorio della Guascogna sono presenti nelle grotte, talvolta ricoperte da pitture rupestri, del Labourd (Sare) nei Pirenei Atlantici, del Pays d'Orthe (Duruthy) nelle Landes, delle Quatre-Vallées (Troubat, Labastide, Noisetier) negli Alti Pirenei, del Comminges (Aurignac - scavata da Édouard Lartet e dalla quale ha preso nome l'Aurignaziano -, Gargas, Marsoulas, Tarté) nell'Alta Garonna, o del Couserans (Tuc d'Audoubert, Trois-Frères) nell'Ariège.

Oltre alle tracce di una presenza umana fin dall'Acheulano (Paleolitico inferiore) e alla scoperta della mandibola di Montmaurin attestante la presenza di un neandertaliano antico nelle gole del Seygouade (grotte di Montmaurin), questo sito del Comminges negli Alti Pirenei e quello di Brassempouy nella Chalosse (Landes), hanno fornito alcune rappresentazioni femminili risalenti al Gravettiano, le veneri paleolitiche di Lespugue e di Brassempouy. In quest'ultimo sito è stata rinvenuta la Signora di Brassempouy, nella cui pettinatura molti autori hanno voluto vedere un antesignano del capulet, una caratteristica cuffia indossata dalle donne dei Pirenei.

Il megalite di Guillay nel Tursan (dipartimento delle Landes) e la via della transumanza della Ténarèze che attraversa le due regioni dell'Aquitania e del Midi-Pirenei, dall'oceano alle montagne, testimoniano l'attività umana nel territorio della Guascogna fin dal Neolitico.

L'Antichità L'Aquitania protostorica

Quando i Romani conquistarono la Gallia Narbonense, si imbatterono, al di là di Tolosa, in un popolo a loro sconosciuto, che non era assimilabile né ai Liguri né ai Celti. Diodoro Siculo, che ne fece menzione per la prima volta nel 60 a.C., li identificò come «Celtiberi». Furono chiamati «Aquitani», ma lo stesso Cesare ammise che avevano molte analogie con gli Iberi a sud dei Pirenei, e il loro nome, come riferisce Plinio il Vecchio, fu dato alla regione che abitavano.. Antropologi e linguisti riconoscono ormai in questi popoli, distinti dai Galli, il carattere di popolazioni protobasche, aventi affinità etniche e linguistiche con i Vasconi.

Al momento in cui i romani giunsero nella regione, il territorio dell'Aquitania era abitato da una trentina di tribù demograficamente disuguali, tra cui si possono annoverare i bigerrioni, i tarbelli, i tarusati, i soziati, i lactorati, gli elusati, gli ausci, i vasati, i garonni e i cocosati.

L'Aquitania di Cesare Semplici spettatori della conquista della Gallia da parte dei Romani, gli Aquitani ne furono coinvolti in prima persona nel 56 a.C. quando Cesare inaricò Publio Crasso di sottomettere l'Aquitania. Inizialmente venne preso d'assedio loppidum di Sos, dove i Soziati e il loro capo Adiatuano furono sconfitti. Crasso proseguì quindi il suo compito, che terminò piuttosto rapidamente sull'Adour, nonostante l'aiuto dei Cantabri che avevano combattuto nella guerra sertoriana contro Pompeo, dove il legato Lucio Valerio Preconio e il proconsole Lucio Manlio erano stati sconfitti. Dopo la conquista romana, giunsero nella regione i Biturigi Vivisci, Celti deportati dai Romani nel Bordelais, sulla riva sinistra della Garonna e residenti, secondo Strabone, nel territorio dell'Aquitania, senza pagare tributi.

Nel 51 a.C., Cesare stesso si recò in Aquitania con lo scopo di «pacificare» la regione con l'appoggio di due legioni e la cattura di ostaggi tra i turbolenti popoli aquitani che non erano ancora stati sottomessi completamente da Publio Crasso.

L'Aquitania di Augusto Le vittorie di Cesare non impedirono agli Aquitani di ricostituire la loro unità e le loro forze, alle quali si oppose ancora Agrippa, inviato da Ottaviano nel 38 a.C. Nel 27 a.C., Augusto riorganizzò l'amministrazione della Gallia ristabilendo la Narbonense e dividendo il resto della Gallia in tre province: l'Aquitania, estesa dai Pirenei e dall'oceano Atlantico alla Loira, la Lugdunense, che comprendeva l'Armorica, e la Belgica. Mescolandoli nello stesso territorio con i popoli celtici installati al di là della Garonna, usando i Biturgi Vivisci e i Nitiobrogi come intermediari, Augusto indebolì l'unità degli Aquitani e soffocò il loro spirito di ribellione. Concedendo il diritto latino ad alcuni di essi (Ausci, Conveni) e trasformando le loro città in colonie romane (le antiche Elimberrum e Aquae Tarbellicae divennero rispettivamente Augusta Auscorum e Aquae Augustae), consolidò la sua politica di assimilazione.

La Novempopulana di Diocleziano

Fu solo nel III secolo che i popoli dell'Aquitania ottennero la separazione dal resto della Gallia Aquitania. L'iscrizione su una stele nella chiesa di Hasparren indica che furono nove i popoli che si separarono dai Galli. Essi andarono a costituire la Novempopulana, con capitale Eauze. Il resto dell'Aquitania venne diviso in due parti: l'Aquitania seconda, con capitale Bordeaux, e l'Aquitania prima, con capitale Bourges.

La Novempopulana comprenderà in seguito dodici popoli, ma manterrà comunque il suo nome. Nel 297, Diocleziano divise la Gallia in 120 città ripartite in 17 province. Le nove città che costituivano la Novempopulana erano: le città degli Elusati (Eauze), degli Aquensi o Tarbelli (Aqs, l'odierna Dax), dei Lactorati (Lectoure), dei Conveni (Saint-Bertrand-de-Comminges), dei Consoranni (Saint-Lizier), dei Boiati (La Teste-de-Buch), dei Benearnensi (Lescar), degli Aturensi (Aire), dei Vasati (Bazas), la civitas di Turba (nei pressi di Tarbes, tra i Bigerrioni), la città degli Ilurensi (Oloron) e la città degli Ausci (Auch).