LAmmaestramento di Kagemni è un antico testo egiziano di istruzioni, appartenente al genere della sebayt (letteratura sapienziale). È il primo della silloge di testi che portano il nome generico di Ammaestramenti. La sua data risale al 2797-2773 a.C. (quarta dinastia).

Anche se le sue prime tracce risalgono al Medio Regno, la sua scrittura è stata tradizionalmente attribuita a Kagemni,Lichtheim (1996), p. 244. un visir attivo durante il regno del faraone Snefru (r. 2613–2589 a.C.), fondatore della quarta dinastia, risalente all'Antico Regno.

Datazione La prima fonte conosciuta dell'ammaestramento è il papiro Prisse.Simpson (1972), p. 177; Parkinson (2002), pp. 46, 50, 313. Questo testo è datato alla di molto posteriore dodicesima dinastia del Medio Regno, probabilmente al regno di Amenemhat II, dal 1929 a.C. al 1895 a.C., o leggermente in seguito. È scritto nel linguaggio del medio regno, e in uno stile arcaico di corsivo ieratico.Parkinson (2002), pp. 46, 50, 313.

Contenuto Solo la fine del papiro è arrivata a noi.Simpson (1972), p. 177; Parkinson (2002), p. 313-315. Non si sa quanto dell'inizio sia andato effettivamente perduto.Parkinson (2002), p. 313. Kagemni, che il testo nomina come il visir sotto il regno di Sneferu, potrebbe essere basato su un altro visir di nome Kagemni, che visse durante la sesta dinastia. Il testo suggerisce che Kagemni potrebbe essere il pupillo piuttosto che l'insegnante di virtù e morali, e studiosi hanno suggerito che suo padre avrebbe potuto essere Kaire, un saggio menzionato nel testo dell'era di Ramesse "elogia di scrittori morti".Simpson (1972), p. 177; Parkinson (2002), p. 313. Anche se il testo è attribuito a Kagemni, era comune che gli antichi testi egizi fossero attribuiti erroneamente a prestigiose figure storiche appartenenti a tempi precedenti.Parkinson (2002), pp. 75-76; Lichtheim (1996), p. 244.

Scritto come un pragmatico libro di consigli per il figlio di un visir, gli ammaestramenti somigliano a "I massimi di Ptahhotep". Differisce da testi più recenti come gli ammaestramenti di Amenemope, che enfatizzano la pietà, e gli ammaestramenti di Amenemhat, che William Simpson ha descritto come "un pezzo politico inserito in forma di istruzioni".Simpson (1972), pp. 6, 177. Kagemni suggerisce che bisognerebbe seguire un percorso di modestia e moderazione, che contrasta Ci o che bisogna evitare: gola e superbia.Lichtheim (1996), pp. 244-245. L'uomo silenzioso che è modesto, calmo e pratica l'autocontrollo è visto come il più virtuoso; questo tipo di persona è poi paragonato con il suo opposto in "Amenope".Lichtheim (1996), p. 258. Secondo Miriam Lichtheim, il virtuoso "uomo silenzioso" era destinato ad avere un ruolo primario nella morale egizia.Lichtheim (1996), p. 245.

Il testo non è pervenuto integro ma si è conservata unicamente l'ultima parte dell'opera. Si riportano considerazioni sullo stare a tavola.

Note

Bibliografia Battiscombe Gunn. (1906), "The Instruction of Ptah-Hotep and the Instruction of Ke'Gemni Lichtheim, Miriam. (1996). "Didactic literature" in Ancient Egyptian Literature: History & Forms. Edited by Antonio Loprieno. Leiden: E.J. Brill. . Parkinson, R.B. (2002). Poetry and Culture in Middle Kingdom Egypt: A Dark Side to Perfection. London: Continuum. . Simpson, William Kelly (ed.). (1972). The Literature of Ancient Egypt: An Anthology of Stories, Instructions, and Poetry. Translations by R.O. Faulkner, Edward F. Wente, Jr., and William Kelly Simpson. New Haven and London: Yale University Press. .

Collegamenti esterni Il testo dell'opera in due diverse traduzioni (in inglese)

Categoria:Letteratura sapienziale egizia Categoria:Opere letterarie del XXVIII secolo a.C.