Le Tigri per la liberazione della patria Tamil (Tamil: தமிழீழ விடுதலைப் புலிகள், ISO 15919: tamiḻ iiḻa viṭutalaip pulikaḷ), comunemente conosciute come Tigri Tamil o LTTE (acronimo di Liberation Tigers of Tamil Eelam), sono state un'organizzazione paramilitare di stampo terroristico, di ideologia nazionalista tamil e socialista rivoluzionaria, presente nella zona nord-orientale dello Sri Lanka. Fondato nel maggio 1976 da Velupillai Prabhakaran, il gruppo ha condotto una violenta campagna secessionista contro il governo dello Sri Lanka dal 1970, al fine di creare uno Stato sovrano socialista Tamil nel nord e nell'est dello Sri Lanka (ex Ceylon), conosciuto come Tamil Eelam. Ciò ha portato allo scoppio della guerra civile nello Sri Lanka, che iniziò nel 1983 e terminò nel 2009, quando le Tigri furono definitivamente sconfitte dall'esercito singalese durante la presidenza di Mahinda Rajapaksa.

A causa delle sue vittorie militari, politiche, la chiamata all'autodeterminazione nazionale e la presenza di una base nazionalista fra i Tamil, l'LTTE fu sostenuto dalla maggior parte della comunità Tamil.

All'apice della sua potenza, le Tigri possedevano una milizia ben addestrata e sviluppata, e avevano portato a termine molti attacchi di alto profilo, inclusi gli omicidi di numerosi politici di alto rango singalesi e indiani. Le Tigri sono l'unico gruppo militante ad aver ucciso due leader mondiali: il primo ministro indiano Rajiv Gandhi nel 1991, e il presidente singalese Ranasinghe Premadasa nel 1993. Le Tigri inventarono la cintura esplosiva, e furono i primi ad usare le donne come attentatrici suicide, diventando pionieri dell'uso di questa tattica. In alcuni attacchi riuscirono anche ad acquisire alcuni aerei leggeri. L'LTTE è attualmente designato come un'organizzazione terroristica da 32 paesi, inclusa l'Unione Europea, gli Stati Uniti e l'India, ma ha il supporto della maggior parte della comunità Tamil residente nello Stato indiano del Tamil Nadu. Velupillai Prabhakaran guidò l'organizzazione dalla sua fondazione sino alla sua morte, avvenuta nel 2009.

Gli storici squilibri inter-etnici fra la maggioranza singalese e la minoranza tamil vengono additati come causa della creazione della base culturale sulla quale si originarono le Tigri. I governi successivi all'indipendenza dello Sri Lanka tentarono di rettificare lo sproporzionato favoreggiamento nei confronti della popolazione tamil attuato dai dominatori coloniali. Ciò portò all'adozione di alcune politiche etniche discriminatorie, come il "Sinhala Only Act", e all'ascesa di ideologie separatiste fra molti leader tamil. Negli anni Settanta, l'iniziale lotta politica non violenta per la creazione di uno Stato a base etnica tamil fu usata come giustificazione della ribellione violenta portata avanti dalle Tigri. Nel corso del conflitto, le Tigri e l'esercito singalese si sono alternati nel controllo della regione nordorientale dell'isola, e furono coinvolte in quattro tentativi di pace, senza successo. Al suo apice, nel 2000, le Tigri controllavano il 76% dei territori delle province orientali e settentrionali dello Sri Lanka.

Quando iniziarono gli ultimi colloqui di pace nel 2002, le Tigri controllavano un'area di . Dopo la rottura del processo di pace nel 2006, l'esercito singalese lanciò una massiccia offensiva contro le Tigri, sconfiggendole militarmente e riportando l'intero paese sotto il proprio controllo. La vittoria fu dichiarata ufficialmente dal presidente singalese Mahinda Rajapaksa il 16 maggio 2009, e le Tigri ammisero la sconfitta il giorno seguente. Lo storico leader del gruppo fu ucciso dalle forze governative il 19 maggio dello stesso anno. Nei giorni seguenti tutti gli ufficiali ribelli furono arrestati e processati, mentre il gruppo venne sciolto. Selvarasa Pathmanathan successe a Prabhakaran come leader delle Tigri, ma fu successivamente arrestato in Malaysia ed estradato in Sri Lanka nell'agosto del 2009.

Contesto Sin dall'inizio della dominazione inglese sull'isola avvenuta nel 1796, i Tamil dell'isola rimasero una comunità isolata, facendo di tutto per tenere distinta la propria identità culturale. I Tamil non avevano intenzione di essere assimilati, e mantennero una coscienza di gruppo ben distinta, a causa della propria cultura, lingua e religione, tutti elementi diversi da quelli dell'etnia singalese. Con il tempo, la coscienza di gruppo si trasformò nella consapevolezza di essere una nazione diversa da quella singalese, la cui identità andava protetta a tutti i costi. Lo sviluppo di questa consapevolezza nazionale fu anche indirettamente facilitata dalle politiche coloniali inglesi, volte alla separazione delle differenti comunità, tanto che nel 1833, nell'introdurre un sistema di consigli legislativi, gli inglesi decisero di affidare i seggi ciascun gruppo etnico. In questa maniera gli inglesi avevano una chiara percezione dei bisogni di ogni gruppo.

Tuttavia, con il passare del tempo, il Consiglio venne occupato da una maggioranza sempre più numerosa di rappresentanti singalesi, a causa della distribuzione territoriale della popolazione, e ciò fece irritare i Tamil, che vedevano sempre più ridotto il proprio peso politico. Il problema fu risolto nel 1919 con la creazione di un Congresso Nazionale, che avrebbe distribuito i seggi su una base non strettamente territoriale, prevedendo un'equa distribuzione del potere. Questa soluzione però durò poco, dato che la maggioranza singalese si accorse che per poter avere la propria rappresentanza territoriale non era necessaria l'approvazione dei rappresentanti Tamil.

Negli anni venti la situazione peggiorò, e la consapevolezza nazionale si trasformò in coscienza nazionale, e un aumento della volontà di difendere gli interessi della propria comunità. I Tamil quindi iniziarono a sviluppare le proprie idee nazionalistiche.

Lo Sri Lanka conquistò l'indipendenza nel 1948, e l'indipendenza peggiorò ulteriormente il conflitto. I vari leader delle diverse etnie tesero a privilegiare richieste popolari a base etnica e a breve termine, anziché obiettivi a lungo termine che avrebbero costituito uno stato inclusivo e adeguatamente rappresentativo della società multiculturale sull'isola. A causa di queste dinamiche lo sviluppo di un'unica identità nazionale fu ostacolato, e nel frattempo il nazionalismo singalese e buddista guadagnò terreno, facendo prevalere l'idea che la comunità singalese fosse l'unica difensore dello Sri Lanka, identificato come terra santa del Buddismo. Questi fattori portarono a nefaste conseguenze sulla natura dello stato, della governance e sui rapporti inter-etnici nell'isola.

Storia

Il contesto degli anni settanta Nei primi anni settanta, il governo di Sirimavo Bandaranaike introdusse la "politica di standardizzazione" per porre rimedio al basso numero di singalesi accettati nelle università del Paese. La politica si rivelò decisamente discriminatoria nei confronti dei tamil, tanto che uno studente di nome Satiyaseelan formò la Tamil Manavar Peravai (Lega studentesca tamil) per contrastare tale politica. Il gruppo era composto da giovani tamil che invocavano il diritto di avere iscrizioni regolari. Il gruppo, ispirato da un'insurrezione fallita condotta dal partito comunista singalese, fu il primo gruppo ribelle tamil. Il gruppo, composto da una quarantina di giovani, contava già sulle sue file Ponnuthurai Sivakumara (successivamente leader del gruppo Sivakumaran), K. Pathmanaba (uno dei fondatori dell'EROS, gruppo militante di studenti ribelli) e Velupillai Prabhakara, all'epoca diciottenne. Nel 1972, Prabhakaran collaborò con Chetti Thanabalasingam per formare le Nuove Tigri Tamil (TNT), cedendo a Thanabalasingam la leadership del gruppo. Dopo la sua uccisione, Prabhakaran prese il suo posto. In quel periodo iniziò a circolare l'idea di un'insurrezione armata, e nel 1979 si formò un'altra organizzazione chiamata Organizzazione Tamil per la liberazione della patria (TELO), che faceva una campagna per la creazione di uno stato tamil. Questi gruppi, insieme ad un'altra preminente figura della lotta armata, Ponnuthurai Sivakumaran, furono coinvolti in una serie di operazioni mordi e fuggi contro politici pro-governativi, poliziotti e amministratori civili, tra cui il lancio di bombe contro la residenza e l'auto del sindaco di Jaffna, Alfred Duraiyappah, attacchi dinamitardi e rapine. L'incidente della Conferenza Tamil del 1974 suscitò la rabbia di questi gruppi, che decisero di vendicarsi sul sindaco, uccidendolo.

La fondazione e l'ascesa al potere Le Tigri Tamil furono fondate il 5 maggio 1976, come successori delle Nuove Tigri Tamil. Uma Maheswaran divenne il suo leader, e Prabhakaran il suo comandante militare. Un comitato di cinque membri fu realizzato. Fu affermato che Prabhakaran avesse l'intenzione di "rimodernare le vecchie Tigri, per trasformarle in una forza da combattimento d'élite, spietatamente efficienti e altamente professionali". Prabhakaran tenne bassi i numeri degli effettivi, mantenendo al contempo alti standard di addestramento. In questo periodo le Tigri portarono a termine numerosi attacchi di basso profilo contro poliziotti e politici locali.

Il supporto del TULF Il leader del Fronte Unito per la Liberazione Tamil (TULF) Appapillai Amirthalingam, eletto nel 1977 come capo dell'opposizione del parlamento singalese, iniziò a sostenere clandestinamente le Tigri. Amirthalingam pensava di poter esercitare il suo controllo sui gruppi ribelli tamil, e che ciò avrebbe rafforzato la sua posizione politica e la pressione posta sul governo per garantire un'autonomia politica ai tamil. Per questo motivo inviò lettere di referenze alle Tigri e ad altri gruppi di insorti, per permettere loro di raccogliere fondi. Sia Uma Maheswaran (ex geometra) sia Urmila Kandiah, primo membro femminile delle Tigri, furono membri importanti dell'ala giovanile del TULF. Maheswaran era segretario del Forum Giovanile Tamil TULF, mentre Amirthalingam presentò Prabhakaran a N. S. Krishnan, che più tardi divenne il primo rappresentante internazionale delle Tigre. Fu Krishnan che presentò Prabhakaran ad Anton Balasingham, che in seguito divenne stratega politico capo e capo negoziatore delle Tigri.

Nel 1980, il governo di Junius Richard Jayewardene accettò le richieste del TULF di decentrare i poteri governativi tramite l'istituzione del Consiglio per lo Sviluppo dei Distretti. A quel tempo, sia le Tigri che gli altri gruppi di insorti ambivano alla creazione di uno stato separato, nutrendo poche speranze in qualsiasi risoluzione politica. Sia il TULF che gli altri partiti politici tamil vennero costantemente marginalizzati dai gruppi ribelli emergenti come maggiore forza politica nel nord. Durante quel periodo, numerosi gruppi ribelli iniziarono le proprie attività nell'area, come ad esempio l'EROS (1975), il TELO (1979), PLOTE (1980), EPRLF (1980) e TELA (1982). Le Tigri ordinarono ai civili residenti nell'area di boicottare le elezioni governative locali del 1983, cosa che il TULF contestò. L'affluenza alle urne raggiunse la quota di circa il 10%. A seguito di ciò, i partiti politici tamil divennero incapaci di rappresentare il proprio popolo, e la rappresentanza passò in mano ai gruppi ribelli.

L'attacco di Thirunelveli del 1983 Le Tigri portarono a termine il loro primo incisivo attacco il 23 luglio 1983, quando tesero un'imboscata alla pattuglia Four Four Bravo dell'esercito singalese, nelle vicinanze di Thirunelveli. Trenta soldati furono uccisi nell'attacco, che portò ad un periodo di persecuzioni della popolazione singalese nei confronti delle minoranze tamil. Tali eventi, che durarono una settimana e videro fra i 400 e i morti fra i tamil, furono soprannominati Luglio Nero. Si sospettò inoltre che il pogrom fosse stato pianificato o quanto meno incoraggiato dal governo singalese, essendo in quel periodo molto forte l'odio etnico nei confronti dei tamil.