Il governo De Gasperi VI è stato il quinto esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo della I legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, è rimasto in carica dal 27 gennaio 1950 al 26 luglio 1951 (sebbene già dimissionario dal precedente 16 luglio), per un totale di 545 giorni, ovvero 1 anno, 5 mesi e 29 giorni.

De Gasperi prestò giuramento il 27 gennaio, i ministri, il giorno seguente.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al suo insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Commissari Sottosegretari Totale 1 12 2 23 38 - 3 - 4 7 - 2 1 2 5 - 1 1 - 2Totale 1 18 4 29 52

L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri alla fine del suo mandato si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Commissari Sottosegretari Totale 1 14 3 23 40 - 2 1 2 5 - 1 - - 1Totale 1 17 4 25 46

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriCommissariSottosegretariTotale1 -1 -2 -3 -36 -2 -46 -2 -46 -1135 -3 - -3 -1 -23 - - -33 -1 -12 -11 -2 - - -22 -1 - -1 - -1 -1 - - -11 - - -11 - - -11

Situazione parlamentare Al momento dell’insediamento del governo, il 27 gennaio 1950: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centrismo (333): DC (305), PSLI (19), PRI (9) Appoggio esterno Misto (3) Opposizione PCI (126), PSI (56), BN (19), PSU (15), PNM (14), MSI (6), Misto (2)Senato della Repubblica Maggioranza Centrismo (142): DC (131), PRI (6), Misto (5) Appoggio esterno Misto (2) Opposizione PCI (47), PSI (25), BN (7), Indipendenti (4), Misto (10)

Al momento dell’uscita del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI) dal governo, il 5 aprile 1951: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centrismo (314): DC (305), PRI (9) Appoggio esterno Misto (3) Opposizione PCI (126), PSI (56), PSLI (19), BN (19), PSU (15), PNM (14), MSI (6), Misto (2)Senato della Repubblica Maggioranza Centrismo (137): DC (131), PRI (6) Appoggio esterno Misto (2) Opposizione PCI (47), PSI (25), BN (7), Indipendenti (4), Misto (15)

Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Alcide De Gasperi (DC) Giulio Andreotti (DC)Sottosegretario del Consiglio dei ministri Edoardo Angelo Martino (DC)Sottosegretario per l'assistenza ai reduci e partigianiMinistri senza portafoglioMinistri senza portafoglio Raffaele Pio Petrilli (DC)Fino al 05/04/1951 Ugo La Malfa (PRI)Fino al 05/04/1951 Pietro Campilli (DC)Fino al 05/04/1951Ministeri Ministri Sottosegretari di Stato Affari esteri Carlo Sforza (Indipendente di area PRI) Francesco Maria Dominedò (DC)Sottosegretario con delega per gli Italiani all'Estero Giuseppe Brusasca (DC)Dal 31/01/1950 Africa italiana Alcide De Gasperi (DC)(ad interim) Carica non assegnata Interno Mario Scelba (DC) Teodoro Bubbio (DC)Dal 31/01/1950 Bilancio Giuseppe Pella (DC)(ad interim) Carica non assegnata Finanze Ezio Vanoni (DC) Edgardo Castelli (DC)Dal 31/01/1950 Ferdinando Casardi (DC)Dal 31/01/1950 Tesoro Giuseppe Pella (DC) Silvio Gava (DC)Dal 31/01/1950 Piero Malvestiti (DC)Dal 31/01/1950 Ennio Avanzini (DC)Sottosegretario per i Danni di GuerraDal 31/01/1950 Domenico Chiaramello (PSLI) Dal 31/01/1950 al 05/04/1950Sottosegretario per le Pensioni di guerra Tiziano Tessitori (DC)Dal 19/04/1951 Grazia e giustizia Attilio Piccioni (DC) Egidio Tosato (DC)Dal 31/01/1950 Difesa Randolfo Pacciardi (PRI) Giovanni Bovetti (DC)Dal 31/01/1950 Enrico Malintoppi (PRI)Dal 31/01/1950 Nicola Vaccaro (DC)Dal 31/01/1950 Industria e commercio Giuseppe Togni (DC) Vinicio Ziino (DC)Dal 31/01/1950 Eduardo Di Giovani (PSLI)Dal 31/01/al 05/04/1950Commercio con l'estero Ivan Matteo Lombardo (PSLI)Fino al 05/04/1951 Edoardo Clerici (DC)Dal 31/01/1950 Ugo La Malfa (PRI)Dal 05/04/1951 Agricoltura e foreste Antonio Segni (DC) Emilio Canevari (PSLI)Dal 31/01/1950 al 05/04/1950 Emilio Colombo (DC)Dal 31/01/1950 Lavori pubblici Salvatore Aldisio (DC) Ludovico Camangi (PRI)Dal 31/01/1950 Lavoro e previdenza sociale Achille Marazza (DC) Vittorio Pertusio (DC)Dal 31/01/1950 al 01/02/1950 Leopoldo Rubinacci (DC)Dal 31/01/1950Trasporti Ludovico D'Aragona (PSLI)Fino al 05/04/1951 Bernardo Mattarella (DC)Dal 31/01/1950 Emilio Battista (DC)Dal 31/01/1950 Pietro Campilli (DC)Dal 05/04/1951Marina mercantile Alberto Simonini (PSLI)Fino al 05/04/1951 Fernando Tambroni (DC)Dal 31/01/1950 Raffaele Pio Petrilli (DC)Dal 05/04/1951 Poste e telecomunicazioni Giuseppe Spataro (DC) Vito Giuseppe Galati (DC)Dal 31/01/1950 Pubblica istruzione Guido Gonella (DC) Virginio Bertinelli (PSLI)Dal 31/01/1950 al 05/04/1950 Carlo Vischia (DC)Dal 31/01/1950Alti CommissariatiAlimentazione Vittorio Ronchi (Indipendente)Fino al 17/02/1950 Antonio Segni (DC)Dal 17/02/1950Igiene e sanità pubblica Mario Cotellessa (DC) Aldo Spallicci (PRI) Alto Commissario Aggiunto Turismo Pietro Romani (DC)

Cronologia 1950 27 gennaio - De Gasperi scioglie la riserva e comunica la lista dei ministri. 30 gennaio - Sciopero generale della Fiat contro la politica militare del governo. 31 gennaio - De Gasperi presenta il nuovo governo nei due rami del Parlamento. 2/3 febbraio - Operai impegnati in picchetti di solidarietà per le vertenze in corso alla San Giorgio denunciati alla magistratura.Scontri a Napoli tra disoccupati e polizia: 27 feriti, tra i quali 7 agenti. La Camera del lavoro proclama lo sciopero generale cittadino per il giorno dopo. 9 febbraio - Inizia negli Stati Uniti la stagione del maccartismo. 14 febbraio - Il governo ottiene la fiducia alla Camera con 314 voti favorevoli e 189 contrari. 18 febbraio - I proprietari terrieri lombardi, riuniti in un convegno a Milano, chiedono la mano pesante contro le occupazioni delle terre. 22 febbraio - Il MSI lancia la proposta di un accordo coi gruppi monarchici per la creazione di un polo di destra conservatore. 24 febbraio - Il quotidiano "La libertà", vicino alle posizioni del presidente della camera Giovanni Gronchi, pubblica una intervista di Palmiro Togliatti che, commentando il dibattito sulla fiducia che si è svolto alla Camera, accusa De Gasperi di "avvilire” con il suo "fanatismo ideologico" la funzione del Parlamento e la maggioranza della DC di impedire un corretto dialogo fra forze politiche diverse. Una nota dell’ufficio stampa della DC precisa che «La Libertà» non è un giornale della corrente gronchiana della DC, come ha scritto «l’Unità», ma un quotidiano che si «colloca all’opposizione della DC». Lo stesso Gronchi replicherà alle critiche mosse al giornale e alla sua persona dalla DC e dall’Azione cattolica con un articolo che apparirà sul n.10 settimanale «Politica sociale» del 9 marzo. 5 marzo - Si costituisce a Roma la Unione italiana lavoratori partecipano: Italo Viglianesi, Enzo Dalla Chiesa e Renato Bulleri del PSU, Raffaele Vanni e Amedeo Sommovigo del PRI, esponenti del PSLI e indipendenti. Presente ai lavori l’ex presidente del Consiglio Ferruccio Parri. Cinque i punti fondamentali indicati nella dichiarazione programmatica approvata: indipendenza dai partiti, dai governi e dalle confessioni religiose; valorizzazione dell'autonomia delle federazioni di categoria; adozione del metodo democratico con partecipazione attiva dei lavoratori; unità d'azione con le altre due organizzazioni confederali CGIL e CISL. 8 marzo - Il presidente della Camera Giovanni Gronchi replica con un editoriale su «Politica sociale» alle critiche mosse alla sua persona dalla maggioranza della DC e dall’Azione Cattolica. 11 marzo - A Petralia la polizia assale un corteo di contadini e di donne. Nella mischia che segue 16 feriti. Un anziano ferito gravemente. A Bisacquino l’assalto investe una colonna che torna dalla manifestazione su un fondo incolto. La polizia strappa con violenza le bandiere del PCI, del PSI e anche della DC che precedono la colonna, butta a terra donne e anziani. I contadini reagiscono. Inizia la sassaiola. La polizia spara. Tre feriti, di cui uno moribondo. Il giorno dopo l'Unità accusa la polizia di sostituirsi al potere mafioso. 14 marzo - A Porto Marghera, sette lavoratori sono feriti dalla Celere mentre manifestano per la difesa della fabbrica Breda. Due di loro sono in fin di vita. In sciopero tutto il Veneto. Manifestazioni e sospensioni dal lavoro in tutta Italia. La CGIL sollecita un'inchiesta, adesione immediata del PCI, del PSI del PSU. Favorevole anche Giuseppe Saragat. Il 15 aggrediti dalla Celere braccianti a Pescara. Contro le aggressioni poliziesche e gli arresti di lavoratori e dirigenti sindacali manifestazioni in Sardegna e in Abruzzo. 17 marzo - Il governo presenta in parlamento il disegno di legge recante "Norme per l’espropriazione, bonifica, trasformazione ed assegnazione dei terreni ai contadini". 18 marzo - Il governo, su proposta del ministro Mario Scelba, autorizza i prefetti a disporre il divieto per una durata non superiore a tre mesi dei comizi e dei cortei nei comuni e, previa autorizzazione del ministero dell’Interno, in tutta la provincia tutte le volte che si verificano atti di violenza e intolleranza politica. Probiti i comizi interni alle fabbriche senza l’autorizzazione delle autorità di PS e il consenso del proprietario. Vietato lo strillonaggio e la vendita di giornali a domicilio da parte di persone non autorizzate. I prefetti devono impedire le occupazioni delle terre e perseguire legalmente i promotori e gli organizzatori. 21 marzo - Manifestazioni in tutta Italia contro i provvedimenti di Scelba.A Lentella (Chieti) la polizia uccide i braccianti Nicola Mattia, di anni 41, e Cosmo Mangiocco, di anni 26 che stanno attuando, insieme ad altri disoccupati, uno «sciopero alla rovescia». Ferite altre dieci. Indetto dalla CGIL lo sciopero generale in tutta Italia. 22 marzo - Sciopero in tutta Italia per l'eccidio di Lentella. A Roma cinque ore di scontri fra celere e manifestanti. A Parma al termine di una manifestazione sindacale la polizia uccide a colpi di mitra il disoccupato Attila Alberti, 32 anni, feriti Enrico Amadasi e il 18enne Lino Fontanasi. 23 marzo - San Severo (Foggia) – La locale sezione del MSI chiede di celebrare l’anniversario del fondazione dei fasci di combattimento. Una provocazione respinta dalla popolazione. Il 23 La Camera del lavoro decide di proseguire lo sciopero di protesta per i fatti di Parma. Scontri con la polizia a cui si aggiungono elementi neofascisti. La Celere spara. Numerosi i feriti, grave il venditore ambulante, iscritto alla DC, Michele Di Nunzio che morirà qualche giorno dopo. 24 marzo - Viene fondato a Napoli il sindacato di riferimento del MSI, denominato «Confederazione italiana sindacati nazionali lavoratori» (CISNAL). Il presidente è Gianni Roberti parlamentare missino. 27 marzo - Il ministro degli interni Mario Scelba risponde alla camera a numerose interrogazioni sull'eccidio di Lentella. Il governo è accusato di travisare i fatti. 1º aprile - L'Italia assume dall'ONU il mandato di amministrazione fiduciaria della Somalia.Grandi manifestazioni in Piemonte, sciopero di solidarietà coi braccianti per protestare contro la tracotanza degli agrari in Val Padana - Cariche della Celere a Biella e in altre località. 12 aprile - A Napoli sciopero generale contro l’arrivo della nave «Exilona» e lo sbarco di un ingente quantitativo di armi USA destinate all’esercito italiano. Manifestazioni e proteste nelle altre regioni. 16/20 aprile - Guido Gonella viene eletto dal consiglio nazionale nuovo segretario della DC: vice-segretari Giuseppe Dossetti, Umberto Tupini. I dossettiani entrano nella segreteria e polemizzano aspramente contro le politiche neo -liberiste di Giuseppe Pella al ministero del bilancio.