Fu uno dei più famosi e influenti pensatori del tardo Medioevo; fu inoltre appassionato teologo, traduttore competente, influente consigliere di re Carlo V di Francia e vescovo della diocesi di Lisieux. Fu filosofo della Scolastica e viene considerato tra i principali fondatori e divulgatori delle scienze moderne e uno dei più originali pensatori del XIV secolo William A. Wallace, Prelude to Galileo: essays on medieval and sixteenth-century sources of Galileo's Thought.

Biografia Oresme nacque intorno al 1320-1325 nel villaggio di Allemagne (oggi Fleury-sur-Orne) vicino a Caen, nella diocesi di Bayeux in Normandia. Non si sa praticamente nulla della sua famiglia. Il fatto che Oresme frequentasse il Collegio di Navarra, un'istituzione patrocinata e sovvenzionata dalla famiglia reale a favore di studenti troppo poveri per pagarsi gli studi presso l'Università di Parigi, lascerebbe supporre che provenisse da una famiglia di contadini.

Studiò le Arti Liberali a Parigi (prima del 1342) insieme a Jean Buridan (il cosiddetto fondatore della Scuola Francese di filosofia naturale), ad Alberto di Sassonia e, forse, a Marsilio di Inghen, e lì ricevette il Magister Artium. Una lettera papale ritrovata , relativa a un provvedimento che garantiva a Nicola il diritto a un beneficio, comprova che era già maestro reggente nelle arti dal 1342. Questa data di laurea così precoce della laurea colloca Oresme a Parigi durante la crisi della filosofia naturale di Guglielmo di Ockham. Nel 1348 era studente di teologia cristiana a Parigi; nel 1356 conseguì il titolo di dottore e nello stesso anno divenne Gran Maestro (grand-maître) del Collège de Navarre.

Molti dei suoi trattati latini più meditati risalgono a prima del 1360 e mostrano come, a quella data, Oresme fosse già affermato come filosofo scolastico e con un'altissima reputazione; questo attirò l'attenzione della famiglia reale e lo mise in stretto contatto con il futuro Carlo V di Francia nel 1356. A partire dal 1356, durante la prigionia del padre, Giovanni II, in Inghilterra, Carlo agì come regnante e dal 1364 al 1380, come Re di Francia. Il 2 novembre 1359, Oresme divenne segretario del Re (secretaire du roi) e nel periodo seguente sembra fosse stato nominato cappellano e consigliere del Re. Pare che Carlo avesse la più alta stima per il carattere e il talento di Oresme, spesso seguì i suoi consigli e gli commissionò molte opere in francese, allo scopo di divulgare le scienze e il gusto per la cultura in tutto il regno. Su insistenza di Carlo, Oresme pronunciò un discorso davanti alla corte papale di Avignone, denunciando il disordine ecclesiastico di quel tempo. Secondo una lunga tradizione, Oresme sarebbe stato anche il tutore del Delfino di Francia (che più tardi divenne Carlo VI), ma la cosa non è certa. Oresme fu per tutta la vita amico intimo e consigliere di Re Carlo Le Sage, fino alla morte di questi, avvenuta nel 1380. La sua influenza sulla politica progressista, economica, etica e filosofica di Carlo fu probabilmente molto forte, ma un'approfondita indagine di questi fatti non è stata ancora compiuta. Oresme fu la persona più importante di una stretta cerchia di intellettuali alla corte di Carlo, quali Raoul de Presle e Philippe de Mézières.

La fiducia del re nelle capacità di Oresme è evidenziata dal fatto che il Gran Maestro di Navarre fu inviato dal "Delfino di Francia" a chiedere un prestito alle autorità municipali di Rouen nel 1356 e di nuovo nel 1360. Nel 1361, con il sostegno di Carlo, mentre era ancora gran maestro di Navarre, Oresme fu nominato arcidiacono di Bayeux. È noto che Oresme, fervente filosofo scolastico, abbandonò mal volentieri l'interessante posizione di gran maestro.

Il 23 novembre 1362, anno in cui divenne maestro di teologia, Oresme fu nominato canonico della Cattedrale di Rouen: all'epoca di questa nomina insegnava ancora regolarmente presso l'Università di Parigi. Il 10 febbraio 1363, fu nominato canonico alla Sainte-Chapelle, ricevette una semi-prebenda e il 18 marzo 1364 fu elevato alla posizione di decano della Cattedrale di Rouen. È probabile che la mano regale di Giovanni il Buono, padre di Carlo, sia stata influenzata dai suggerimenti del delfino, visti i frequenti cambiamenti di posizione di Oresme. Durante lo svolgimento dei diversi ruoli a lui assegnati di volta in volta nella cattedrale di Rouen (1364-1377), Oresme trascorse molto tempo a Parigi, soprattutto per occuparsi degli affari dell'Università. Sebbene molti documenti attestino la presenza di Oresme a Parigi, non possiamo altresì affermare che egli insegnasse anche là a quell'epoca.

Con l'inizio delle prolungate attività di traduzione di Oresme, su richiesta di Carlo V, egli risiedette in modo continuativo a Parigi, come è provato dalle lettere datate dal 28 agosto all'11 novembre 1372, inviate da Carlo a Rouen. La permanenza di Oresme a Parigi sembra esser stata prolungata da Carlo fino al 1380, quando Oresme iniziò a lavorare alla sua traduzione dellEtica Nicomachea di Aristotele nel 1369, che sembra sia stata completata nel 1370. La traduzione della Politica e della Economia di Aristotele sembra essere stata completata tra il 1372 e il 1374, il De caelo et mundo nel 1377. Oresme ricevette una pensione dalla tesoreria reale agli inizi del 1371 come ricompensa per il suo grande lavoro.

Grazie all'infaticabile lavoro svolto per Carlo e la famiglia reale, il 3 agosto 1377 con l'appoggio del Re, Oresme ricevette l'incarico di vescovo di Lisieux. Sembra che Oresme non avesse preso dimora a Lisieux fino al mese di settembre del 1380 e si sa poco riguardo agli ultimi cinque anni della sua vita. Oresme morì a Lisieux l'11 luglio 1382, due anni dopo la morte del Re Carlo, e fu seppellito nella cattedrale.

L'attività scientifica Economia In economia Oresme sostenne la teoria della moneta-merce contrariamente al pensiero corrente dell'epoca e anticipò un principio chiamato poi "Legge di Gresham". Il suo pensiero economico è contenuto in un Commento sull'"Etica" di Aristotele (1370), in un Commento sulla "Politica" e l'"Economia" di Aristotele (1371) e nel Trattato sulle Monete (De origine, natura, jure et mutationibus monetarum), opere scritte sia in latino che in francese; da esse, e specialmente dall'ultima, si evince che l'autore è stato un precursore della scienza dell'economia politica. Esse rivelano anche la sua padronanza della lingua francese e in questo modo, Oresme divenne uno dei primi fondatori del linguaggio e della terminologia scientifica francese: coniò un gran numero di termini scientifici in francese e anticipò l'utilizzo di termini latini nel linguaggio scientifico del XVIII secolo.

L'opera in francese Commenti sull'Etica di Aristotele fu stampata a Parigi nel 1488; quella sulla Politica e l'Economia nel 1489; il Trattato sulle monete fu stampato a Parigi all'inizio del XVI secolo. Il Traité de la première invention des monnoies, in francese, fu stampato a Bruges nel 1477La lista completa delle opere di Oresme si trova alla pagina Web Oresme-Bibliography..

Matematica Il suo contributo più importante alla matematica è contenuto nel Tractatus de configuratione qualitatum et motuum, ancora in forma di manoscrittoUn'edizione ridotta, stampata come Tractatus de latitudinibus formarum di Johannes de Sancto Martino (1482, 1486, 1505 e 1515), è stata per lungo tempo l'unica fonte per studiare il pensiero matematico di Oresme.. Nella "qualità" o nella forma casuale, come il calore, gli Scolastici distinguevano lintensio (il grado di calore in ogni punto) e lextensio (come la lunghezza della barra riscaldata). Questi due termini furono spesso sostituiti da latitudo e longitudo e, dai tempi di Tommaso d'Aquino fino al XIV secolo, ci fu un vivace dibattito sulla latitudo formae. Per amore di chiarezza, Oresme ebbe l'idea di utilizzare ciò che dovremmo chiamare coordinate rettangolari nella terminologia moderna, una lunghezza proporzionale alla longitudo, l'ascissa di un dato punto e una perpendicolare a quel punto, proporzionale alla latitudo, l'ordinata. Oresme mostra che la proprietà geometrica di una tale figura potrebbe essere considerata come corrispondente ad una proprietà della forma stessa. I parametri longitudo e latitudo possono variare o rimanere costanti. Oresme definisce latitudo uniformis quella rappresentata da una linea parallela alla longitudo, e ogni altra latitudo è difformis; la latitudo uniformiter difformis è rappresentata da una linea retta inclinata rispetto all'asse della longitudo.

Oresme dimostrò che questa definizione è equivalente ad una relazione algebrica in cui figurerebbero le "longitudini" e le "latitudini" di ogni terna di punti: cioè, ottiene l'equazione della linea retta, e quindi precede di molto Cartesio nell'invenzione della geometria analitica. Nella sua dottrina, Oresme considera anche le figure a tre dimensioni. Oltre alla longitudo e alla latitudo di una forma, prese in considerazione anche la mensura o quantitas della forma, proporzionale all'area della figura che la rappresenta. Dimostrò il seguente teorema: una forma uniformiter difformis ha la stessa quantità di una forma uniformis della stessa longitudo e avente come latitudo la media tra i due limiti estremi della prima. Dimostrò poi come questo metodo di raffigurare la latitudo delle forme fosse applicabile al movimento di un punto, a condizione che il tempo fosse assunto come longitudo e la velocità come latitudo; la quantità è allora lo spazio percorso in un dato tempo. In virtù di questa trasposizione, il teorema della latitudo uniformiter difformis divenne la legge dello spazio percorso nel caso del moto che varia uniformemente. Oresme dimostrò esattamente ciò che fece Galileo solo nel XVII secolo. Inoltre, questa legge non fu mai dimenticata durante l'intervallo di tempo tra Oresme e Galileo, perché la insegnarono ad Oxford William Heytesbury e i suoi discepoli, poi a Parigi e in Italia, tutti i successivi discepoli di questa scuola.

NellAlgorismus proportionum e nel De proportionibus proportionum, Oresme sviluppò il primo metodo di calcolo delle potenze con esponenti razionali (ossia frazionari), cioè il calcolo delle proporzioni irrazionali (proportio proportionum). Alla base del metodo c'era l'uguaglianza posta da Oresme tra grandezze continue e numeri discreti, un'idea che a Oresme venne dalla teoria musicale del monocordo (sectio canonis). In questo modo, Oresme superò il limite pitagorico della divisione regolare di intervalli pitagorici come 8/9, 1/2, 3/4, 2/3 e fornì lo strumento per generare il temperamento equabile 250 anni prima di Simon Stevin. Ecco come suddividere un'ottava, ossia un rapporto , in dodici parti uguali:

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Oresme utilizzò questo metodo nella sua sezione musicale del Tractatus de configurationibus qualitatum et motuum nell'ambito della sua "teoria degli ipertoni o toni parziali" per produrre proporzioni irrazionali del suono (timbro brutto o colore del tono) nella direzione di un "tono parziale continuo" (rumore bianco). Infine Oresme si interessò molto ai limiti, ai valori di soglia e alle serie infinite mediante addizioni geometriche (Tractatus de configurationibus qualitatum et motuum, Questiones super geometriam Euclidis) che prepararono la via per il calcolo infinitesimale di Leibniz e Newton. Dimostrò la divergenza della serie armonica, utilizzando il metodo standard insegnato ancora oggi nelle lezioni di calcolo.

Musicologia Oresme, l'amico più giovane del famoso teorico della musica Philippe de Vitry, compositore e vescovo di Meaux, è considerato il fondatore della moderna musicologia. Egli trattò, con senso moderno, quasi tutti i temi della musicologia quali:

acustica (in Expositio super de anima, Quaestiones de anima, De causis mirabilium, De configurationibus, De commensurabilitate vel incommensurabilitate), estetica musicale (in De configurationibus, De commensurabilitate vel incommensurabilitate),