Viene qui di seguito riassunta, anche in forma cronologica, la Storia della Slovenia.

Storia antica L'attuale territorio della Slovenia era originariamente abitato da popolazioni celtiche e illiriche, quando i Romani ne iniziarono la conquista intorno al 230 a.C.

Roma dominò per circa sette secoli la regione, che fu divisa fra tre provincie: Italia (Regio Venetia et Histria), Norico e Pannonia. Le sue principali città erano Celeia, Emona, Nauportus Poetovio. La romanizzazione della regione era completa all'arrivo delle invasioni barbariche. Nel 450 d.C. Attila distrusse Emona, la principale città della regione, che comunque si riprese momentaneamente sotto gli Ostrogoti di Teodorico.

V-III secolo a.C.: l'attuale territorio sloveno è abitato da tribù illiriche 229-219 a.C.: guerre illiriche, mediante le quali Roma estenderà la propria influenza sulla regione II secolo a.C.-V secolo d.C.: dominazione romana. L'area entrerà a far parte, in tarda età repubblicana, della provincia del Norico, e, a partire dal I secolo dell'era volgare, verrà suddivisa fra le tre province di Norico, Pannonia e Dalmazia (Illyricum). In epoca alto-imperiale inizia a diffondersi il cristianesimo, che però si imporrà come religione dominante solo nel IV secolo 388 - Nei pressi dell'odierna Ptuj viene combattuta la battaglia della Sava fra l'usurpatore Magno Massimo e l'imperatore Teodosio I che riporta una schiacciante vittoria sul proprio avversario 394 - Nella media valle del Vipacco (attualmente in territorio sloveno) viene combattuta la battaglia del Frigido (cosiddetta "battaglia della Bora") fra l'usurpatore Flavio Eugenio e l'imperatore Teodosio I che lo sconfigge V secolo: popolazioni germaniche invadono il territorio che, a partire dal 445 circa, subisce devastazioni e saccheggi anche da parte degli Unni

Storia medievale

Durante le invasioni barbariche ai tempi della fine dell'Impero romano d'Occidente molte popolazioni romanizzate dell'arco alpino ripiegarono nella penisola italiana o furono assimilate o annientate. Come si deduce dai registri della Chiesa Metropolitana di Aquileia lo stesso destino toccò alle popolazioni romanizzate dei centri urbani delle regioni orientali dell'Italia romana: Emona, Celeia, Poetovio, Aguntum, Teurnia, Virunum, Scarabantia, Postumia, Idria.“Slovenian history: From prehistoric cultures to late Middle Ages” di Peter Stih (in sloveno).

I territori abbandonati vennero popolati da tribù slave sospinte verso ovest dalla espansione degli Avari. Come risulta dalla Historia Langobardorum dello storico longobardo Paolo Diacono la migrazione verso ovest delle tribù slave fu arrestata nel 720 presso il fiume Natisone dai Longobardi, che consentirono ad esse di insediarsi sulle colline prospicienti la pianura friulanaPaolo Diacono, Historia Langobardorum, libro V, capitolo 23.

Durante l'VIII secolo l'opera missionaria di monaci irlandesi o di scuola irlandese del vescovato di Salisburgo e del patriarcato di Aquileia, iniziata nel 753 dal monaco irlandese san Modesto inviato nella regione come corepiscopo di Carantania dal vescovo Virgilio di Salisburgo, portò alla cristianizzazione delle comunità slave, a cui i Franchi dall'inizio del IX secolo consentirono di espandere i propri insediamenti fino alle aree spopolate dell'Istria settentrionale a ridosso delle ancora prospere cittadine costiere come risulta documentato nel Placito del RisanoJanko Jež - Monumenta Frisingensia: la prima presentazione in Italia dei Monumenti letterari sloveni di Frisinga del X-XI secolo...: con traduzione dei testi, cenni di storia del popolo sloveno e dati sugli Sloveni in Italia – Trieste: Mladika; Firenze: Vallecchi Editore, 1994 - ISBN 88-8252-024-2Boris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale, Bandecchi &Vivaldi, Pontedera, 2007 - ISBN 978-88-86413-27-5 Centro di Documentazione Multimediale delle Culture Giuliana, Istriana, Fiumana, Dalmata: Medievale – Il Placito di RisanoStoria Liceo F. Petrarca – Trieste – a.s. 2001/2002: Il Carso tra natura e Cultura Sotto Carlo Magno, la Carniola fece parte della Marca del Friuli, ma poi divenne un margraviato autonomo, governato da un margravio di etnia slava con sede a Kranj, soggetto ai duchi di Carinzia. L'area occidentale alpino-litoranea invece continuò a far parte del Friuli storico.

Nel X secolo diverse cittadine e vallate della zona furono aggregate, seppur distanti, a Principati vescovili dell'area tedesca, mentre nel 1071 anche la Carniola fu sottoposta alla giurisdizione secolare dei Patriarchi di Aquileia. Questi la diedero in feudo alla casata di Babenberg, iniziando così il legame storico e statuale fra la Slovenia e l'Austria. Nel 1245, Federico II di Babenberg, duca d'Austria e di Stiria, ottenne il titolo di Ducato anche alla Carniola. Nel 1278 la città di Capodistria e la zona costiera istriana a lei vicina, fino a quel momento appartenuta al Patriarcato, si unì alla Repubblica di Venezia. Seguì un periodo di governo della casa di Carinzia e Tirolo, che erano già signori anche dell'area di Gorizia, ma alla morte di Enrico di Carinzia e Tirolo nel 1335 la Carinzia, la Carniola, la Stiria ed altri possedimenti furono assegnati dall'Imperatore Ludovico il Bavaro a Ottone IV d'Asburgo. Dal 1335 pertanto iniziò il lungo periodo di dominio asburgico.

VI secolo: le popolazioni slave antenate degli Sloveni e dei Croati, spinte verso ovest dagli Unni, raggiungono i territori a est delle Alpi Giulie 493-553: l'area entra a far parte del Regno d'Italia di Teodorico e dei suoi successori 553-600 circa: all'indomani delle guerre gotiche la regione, riconquistata da Giustiniano I, viene invasa dalla tribù barbariche dei Longobardi, Avari e Slavi; l'Impero bizantino potrà esercitare un effettivo controllo solo sulla parte sud-occidentale di essa. VII secolo: tribù slave, dalle quali deriveranno gli sloveni, si impongono sugli Avari e su altre popolazioni barbare, stanziandosi definitivamente nell'attuale Slovenia, e in zone dell'Austria sudorientale 627-658: l'area entra presumibilmente a far parte dell'Impero di Samo VIII secolo: sottomessi dai Franchi e convertiti al cristianesimo, gli slavi della regione diverranno fedeli sudditi dell'Impero carolingio (800) Nella 1ª metà del X secolo coloni slavi si insediarono anche nella Bassa friulana spopolate da ben 12 devastanti incursioni degli UngariGombač, Boris: Atlante storico dell'Adriatico orientale Bandecchi & Vivaldi Editori, Pontedera 2007, ISBN 978-88-86413-27-5. 952: gli sloveni entrano a far parte del ducato di Carentania. Successivamente da questo ducato si staccano due regioni: la Carniola e la Stiria XIII secolo: gli sloveni entrano a far parte del regno di Ottokar di Boemia 1278: il Sacro Romano Impero sconfigge Ottokar a Marchfeld e la Stiria cade sotto gli Asburgo 1335: anche la Carinzia e la Carniola entrano a far parte dei domini degli Asburgo

La Slovenia nell'Impero asburgico L'attuale Slovenia fece parte del Sacro Romano Impero per molti secoli. Gli Asburgo ne furono i massimi feudatari. La supremazia degli Asburgo venne minacciata dall'unico casato nobile sloveno, i Conti di Celje (Cilli) che si estinsero nel 1456. Tutto il territorio dell'odierna Slovenia, ad eccezione delle città del litorale della Repubblica di Venezia, passò agli Asburgo.

Dal Trecento in poi furono fondati importanti centri religiosi: i monasteri, che difesero il Cattolicesimo durante le sommosse protestanti. Diverse località slovene ottennero i diritti come città in questi secoli: Kamnik (1228) e Kranj (1256), Škofja Loka (1274), Novo mesto (1365) e Celje (1451).

Nel Quattrocento e Cinquecento i Turchi fecero diverse incursioni nei territori sloveni. Gli abitanti della campagna cercarono di proteggersi creando i Tabor, le chiese fortificate. Ci furono inoltre anche rivolte di contadini, non solo scontenti della cattiva difesa dall'Impero ottomano, ma anche delle nuove tasse e dei servizi gratuiti. Le più grandi furono le rivolte del 1515 e del 1573. Queste rivolte continuarono fino al Settecento.

Napoleone Bonaparte creò le Province illiriche, che saranno l'embrione della futura Slovenia. Queste Province, istituite nel 1809 con capitale Lubiana, vennero sciolte nel 1813, quando furono rioccupate dall'Austria. L'età della Restaurazione vide sancita l'annessione all'Impero d'Austria anche delle terre che erano state della Repubblica di Venezia, fra cui Capodistria ed il litorale istriano.

XV-XVII secolo: la Carinzia, la Stiria e la Carniola subiscono invasioni turche 1478-1513: scoppiano rivolte contadine in Carniola domate nel sangue dagli Asburgo e dalla nobiltà locale, di origine prevalentemente germanica XVI secolo: si diffondono fra i gruppi etnici sloveni le dottrine della riforma. Si inizia ad utilizzare la lingua slovena dopo la traduzione del Nuovo Testamento in tale lingua ad opera di Primož Trubar 1584: vede la luce la prima grammatica slovena ad opera di Adam Bohorič. Negli stessi anni viene tradotta anche la Bibbia da J. Dalmatin XVIII secolo (ultimo decennio) e XIX secolo (primi due decenni) - Valentin Vodnik (1758-1819) è a capo del movimento di risveglio nazionale sloveno. 1797: vede la luce il primo giornale in lingua slovena. XIX secolo (prima metà) - Jernej Kopitar (1780-1844) crea un modello di lingua letteraria (ed un modello estetico) per lo sloveno che verrà accettato solo parzialmente e non senza annose polemiche XIX secolo (prima metà) - France Prešeren (1800-1849), esponente del classicismo prima, ed in seguito del romanticismo, massimo poeta in lingua slovena, scrive il testo dell'attuale inno nazionale della Slovenia. La data della sua morte (8 febbraio) viene commemorata ogni anno dal popolo sloveno con un'importante festa, la Giornata della cultura 1805: dopo l'arrivo di Napoleone anche le terre della futura Slovenia e della Croazia, ed italiane di quella che diventerà poi la regione Venezia Giulia, passano provvisoriamente sotto la dominazione francese con il nome di Province illiriche 1808: esce la prima grammatica slovena di Kopitar 1815: le Province Illiriche vengono incorporate nell'Impero austriaco 1849: a seguito della politica accentratrice del ministro austriaco Bach le popolazioni di lingua slovena vedono conculcati i propri diritti 1852: nasce la società letteraria di Sant'Ermagora 1882: il gruppo etnico sloveno ottiene la maggioranza alla dieta della Carniola e a quella del consiglio comunale di Lubiana 1907: viene introdotto da Francesco Giuseppe I d'Austria il suffragio universale maschile 1914-1918: durante la prima guerra mondiale i gruppi etnici sloveni sono arruolati nelle file dell'esercito austro-ungarico

La Slovenia nella Jugoslavia tra le due guerre mondiali

Dopo la prima guerra mondiale persa dall'Impero austro-ungarico, la regione divenne parte del neonato Regno di Jugoslavia ("Regno dei serbi, dei croati e degli sloveni") ad esclusione delle terre a ovest/sud-ovest del crinale delle Alpi Giulie, con il bacino dell'Isonzo, e la regione carsico-istriana che furono attribuite al Regno d'Italia. 1918: viene creato, dopo lo smembramento dell'Impero austro-ungarico, il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Parte della popolazione di lingua slovena residente nei territori rimasti sotto la sovranità dell'Austria o ceduti all'Italia, verrà incorporata in questi due Stati (30% circa dell'intero gruppo etnico sloveno) 1921: è votata nel Regno di Jugoslavia una carta costituzionale di ispirazione centralista (nota anche come Vidov dan, ossia il giorno di San Vito) 1929: colpo di Stato di re Alessandro I che instaura un regime semidittatoriale e centralista. Il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni viene ribattezzato Regno di Jugoslavia 1931: viene emanata una nuova costituzione che riflette gli orientamenti centralisti e autoritari dello Stato