La Basilica Collegiata della Santissima Trinità del Cancelliere, comunemente conosciuta come basilica La Magione, (Chiamata anche Basilica della ss. Trinità, Basilica del Cancelliere, Commenda della Magione); è una delle più antiche chiese della città di Palermo, sita nei pressi del quartiere della Kalsa, di fronte all'omonima piazza.Pagina 482, Tommaso Fazello, "Della Storia di Sicilia - Deche Due" Della storia di Sicilia deche due del r.p.m. Tommaso Fazello siciliano... - Tommaso Fazello - Google Libri , Volume uno, Palermo, Giuseppe Assenzio - Traduzione in lingua toscana, 1817.Pagina 103, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", Dizionario geografico del Regno di Sicilia composto dall'abate Francesco... - Google Libri , Palermo, Reale Stamperia, 1800.Pagina 39, Antonio Mongitore, "Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo..." Palermo divoto di Maria Vergine, e Maria Vergine protettrice di Palermo... - Antonio Mongitore - Google Libri , Tomo primo, Palermo, Gaspare Bayona, 1719, pp. 697..

Ha la dignità di basilica minore.

Storia, Cronologia, enti ecclesiastici: Beni e Benefici

Premesse

Dominio bizantino di Palermo durò dal 535 fino alla conquista islamica della Sicilia. La caduta di Palermo in mano araba avviene tra gli anni 830–831. Il complesso del cancelliere molto probabilmente era complesso con moschea. La fondazione propria dell'edificio è ignota, forse bizantina, ulteriori indagini stratigrafie aiuterebbero a identificare anche una probabilmente edificazione certa del luogo.

Epoca Normanna Gli archivi custodivano il Tabulario della Commenda della Magione. L’archivio della Commenda della Magione è importante per gli storici, perché riguarda l’amministrazione dei beni appartenenti alla chiesa della Magione. La conferma dei benefici avviene anche ad opera di alcuni Papi come, Onorio III. L'ordine, nel tempo, raggiunse tutta la Sicilia, stabilendosi soprattutto intorno a Palermo. La convivenza tra questi ordini ecclesiastici (ma con forti componenti di laici) non fu sempre felice. La commenda ebbe in seguito, aggregati o sotto la sua dipendenza, molti altri possedimenti o istituti, come le Commende gerosolimitane, le abbazie di Parco delle Madonie e Partinico, le baronie di Prizzi e Palazzo Adriano, le tenute reali di Ficuzza e Boccadifalco ed altri. Tra gli aggregati spicca, per importanza, il Gran Priorato di Messina, la cui origine (1070) va collegata alla necessità degli amalfitani di disporre di una grancia nei pressi del porto cittadino, allo scopo di conservare le mercanzie, e di un ospedale a uso dei pellegrini che percorrevano una delle tante rotte marittime in vista della Prima Crociata, in particolare coloro che da Messina partivano alla volta di Gerusalemme e ne ritornavano.

La Basilica della Santissima Trinità fu l'ultima delle chiese edificate durante la dinastia normanna degli Altavilla: re Tancredi di Lecce vi seppellì il figlio Ruggero e lui stesso volle essere sepolto nella Basilica (febbraio 1194).

Dominio del Sacro romano impero

Enrico VI di Svevia il 28 dicembre 1194 fece disseppellire i resti di Tancredi e Ruggero che, privati delle insegne regali, furono decapitati e quindi gettati in una fossa comune. Nel 1197 Enrico VI cacciò i cistercensi, che gli erano stati ostili, e favorì l'Ordine Teutonico, che annoverava lo stesso imperatore tra i suoi confratelli. I Cavalieri Teutonici, in seguito a donazioni, ne aumentarono la proprietà e il prestigio. Divenuta la "Casa dei Cavalieri Teutonici", da cui il nome della chiesa del precettore generale dell'ordine. La chiesa e i possedimenti da essa gestiti erano governati da un precettore generale di Sicilia che aveva anche giurisdizione su tutte le case o mansiones (da qui il nome) Commenda della magione. La titolazione "Del cancelliere" deriva infatti dal fatto che era allora la sede del cancelliere ecclesiastico.

La chiesa della Magione viene aggregata all’Ordine Costantiniano di S. Giorgio e data in commenda prima all'infante Gennaro di Borbone-Due Sicilie (morto nel 1789 a 9 anni), quindi al fratello Leopoldo di Borbone-Due Sicilie principe di Salerno (1790-1851) ed infine allo zio di quest'ultimo Leopoldo di Borbone-Due Sicilie conte di Siracusa (1813-1860).

Regno d'Italia e Repubblica italiana Dopo la sua morte, il complesso si amministrava direttamente come azienda autonoma sotto la dipendenza del Ministero delle Finanze, questo fino al 1864.

Commenda della Magione e Benefici delle terre siciliane

Primi Benefici delle Terre siciliane

Nel 1787 la Real Corte di Ferdinando IV di Napoli incamerò le terre di Villa di Adriano fino allora amministrate dagli abati di Fossanova. Le terre appartenevano a Matteo Bonello che le ripartì tra i monasteri di Sant'Angelo e San Cristoforo. Federico II confermò la donazione di Matteo Bonello concedendo l'area e le due istituzioni religiose, fino ad allora di pertinenza del demanio della Corte Imperiale, all'abbazia di Fossanova.

Strutture del complesso Esterno

Il recinto consacrato accoglieva la primitiva Moschea, l'Ospedale per pellegrini, il chiostro col monastero - convento., l'Antioratorio di Santa Cecilia che costituisce l'accesso al settecentesco Oratorio del Santissimo Crocifisso alla Magione.

è del 1717 il portale barocco con le statue della Fede e Carità introduce alla piazzetta antistante gli ingressi, sul timpano è incastonato un medaglione con la Croce Costantiniana. .

Ospedale per pellegrini Del 1197 sede dell'“ordo hospitalis Sanctae Mariae theutonicorum Jerusalem” altrimenti noto come Ospedale di Santa Maria dei Teutonici o Ospedale della Santissima Trinità di Gerusalemme, struttura fondata nel 1160 da Matteo d'Ajello, gestito dai Cistercensi, poi dai Teutonici.Pagina 363, "Opere storiche inedite sulla città di Palermo pubblicate su' manoscritti della Biblioteca comunale precedute da prefazioni e corredate di note per cura di Gioacchino Di Marzo" Opere storiche inedite sulla città di Palermo pubblicate su' manoscritti... - Google Libri, Volume 5, nello specifico la parte tratta da Francesco Maria Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, "Il Palermo d'oggigiorno", 5 maggio 1874, Palermo.

Oratorio del Santissimo Crocifisso alla Magione

La confraternita del Santissimo Crocifisso, con chiesa, dedita alle pratiche di pietà e di assistenza agli ammalati, ebbe in dotazione nel XVIII secolo dal cardinale Antonio Branciforte Colonna la concessione di un locale ricavato nel primitivo refettorio della Magione.

Nel tempo molti affreschi dei medaglioni si sono deteriorati. L'addobbo in stucco della fascia che raccorda le pareti con la volta a botte, sopra l'altare maggiore la raffigurazione dello Spirito Santo con cherubini disposti su raggiera. Due putti disposti sul cornicione. Un affresco quattrocentesco (1472) raffigura Gesù Crocifisso ritratto con la Vergine Maria e San Giovanni Evangelista, ubicato sull'altare, che da restauri recenti ha svelato un ulteriore frammento d'affresco d'epoca anteriore.Pagina 126, Gioacchino Di Marzo, "Delle Belle arti in Sicilia: dal sorgere del secolo XV alla fine del XVI" Delle belle arti in Sicilia - Gioacchino Di Marzo - Google Libri, Volume III, Palermo, Salvatore di Marzo editore, Francesco Lao tipografo, 1862.

L'altare in marmi mischi accoglie un Crocifisso del XVII secolo, sotto la mensa la teca contenente il Cristo morto.

Un Cuore di Gesù domina l'aula da una mensola della controfacciata, una statua in gesso rappresenta i pellegrini che presso la Magione trovarono accoglienza e conforto.

Antioratorio di Santa Cecilia

Bifora probabilmente IX secolo, con iscrizione in arabo. Crocifissone, affresco con Maria e Giovanni Evangelista, ai lati la figura minuta in basso è il Cavaliere Teutonico committente, opera del 1512.

Santa Cecilia, dipinto raffigurante la patrona dei musicisti e cantanti, opera di Giacomo Lo Verde. name="Vincenzo Mortillaro-25Pagina 72, Agostino Gallo, "Elogio storico di Pietro Novelli da Morreale in Sicilia, pittore, architetto e incisore" Elogio storico di Pietro Novelli da Morreale in Sicilia, pittore, architetto... - Agostino Gallo - Google Libri, Terza edizione, Palermo, Reale Stamperia, 1830.

Collegio della Vitrera 1592, Collegio della Vitrera o Conservatorio di Santa Maria Maggiore detto delle «Male Maritate alla Vetraia».. Monastero - convento - chiostro Madonna delle Grazie, affresco rinascimentale, mura portico del chiostro. Portale rinascimentale, portico del chiostro.

Chiesa dei Santi Euno e Giuliano La Chiesa dei Santi Euno e Giuliano fu voluta nella seconda metà del XVII secolo dalla Confraternita dei Seggettieri o "Vastasi di cinga" o portantini, ossia i costruttori o conduttori di portantine. I lavori iniziarono nel 1651 e terminarono nel 1658.

Collegio di Santa Maria della Sapienza 1740, Istituzione sorta per accogliere, educare ed istruire le ragazze povere del rione.. 1782, L'edificio confluisce sotto il patronato dei re borbonici. 1787, 30 maggio, Ferdinando III di Borbone la aggrega all'Ordine Costantiniano di San Giorgio...

Restauri

è del XIX secolo il primo restauro, volto al ripristino delle originarie linee arabo - normanne fu diretto da Giuseppe Patricolo negli ultimi decenni di detto secolo.

Il sacro recinto ha subito varie trasformazioni nel tempo. Nel 1717 è documentata l'edificazione del portale barocco e l'integrazione di un loggiato in stile neoclassico su tutta la facciata, manufatto demolito durante il restauro condotto nel 1920 da Francesco Valenti.

Nel secondo dopoguerra seguirono alcuni restauri a causa dei bombardamenti del 1943.

L'edificio attuale

Facciata La facciata è caratterizzata da tre portali a sesto acuto, più piccoli i due laterali, strombati e incorniciati da bugne. Nel secondo ordine è presente una teoria di cinque monofore, delle quali tre cieche quelle centrali. Nel frontone che chiude il prospetto, tre monofore, quella centrale è posta in asse con il portale principale.

Il motivo delle monofore con ghiere si ripropone sui fianchi laterali e nelle absidi, delle quali, quella centrale è disegnata da archi intrecciati ben sporgenti mentre nelle minori, recanti slanciati archi a sesto acuto, sono appena accennati.

Controfacciata: Il soppalco ligneo sopra l'ingresso accoglie il maestoso organo.

Interno La chiesa si presenta come un particolare esempio di arte arabo - normanna con le finestre ogivali incassate e il motivo delle arcate intrecciate riprodotto nell'abside tipico del periodo. Otto colonne, sei archi e vari livelli calpestabili conducono nel presbiterio. Un dipinto su tavola proveniente da questa chiesa si conserva nel Museo Diocesano di Palermo.

Navata destra

Pietà, scultura marmorea, opera di Archimede Campini del 1953. In epoca rinascimentale nella primitiva Cappella della Pietà è documentata l'opera omonima commissionata ad Antonello Gagini nel 1513 e realizzata in seguito dal figlio Vincenzo Gagini, .. manufatto in mistura di stucco su basamento marmoreo.. Distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, dell'opera sono conservati dei frammenti. Acquasantiera, manufatto marmoreo del XVI secolo.

Cristo benedicente, scultura marmorea, opera della bottega dei Gagini.

Trittico, manufatto in marmo bianco. Le figure maggiori rappresentano la Santa Vergine con Bambino e Santa Caterina d'Alessandria con la ruota dentata simbolo del martirio. Due santi, verosimilmente San Nicola di Bari e San Bernardo da Chiaravalle o San Domenico ai lati. In alto la raffigurazione dellAnnunciazione con il Padreterno, Maria e l'arcangelo Gabriele. Nella predella in basso Crocifissione: Cristo in croce affiancato da Apostoli e Santi. Opera documentata dietro l'altare maggiore, verosimilmente costituiva la primitiva Cappella del Rosario costruita dai Domenicani.. Cappella di Santo Stefano, altare documentato con quadro di Santo Stefano Protomartire..

Navata sinistra