La Repubblica libera della Carnia fu un'entità politicamente autonoma costituita dai partigiani nel corso della seconda guerra mondiale nel 1944.

Storia La Repubblica prese vita il 1º agosto 1944 e fu preceduta dalle convocazioni dei rappresentanti di ogni comune della Carnia i quali, al ritorno nei propri comuni, procedettero alla costituzione dei Comitati di Liberazione Nazionale comunali. L'11 agosto i tre comitati di vallata (Alto Tagliamento, Degano e But), che avevano partecipato alla costituzione della Zona Libera, diedero vita al CLN carnicoArchivio Comunale di Villa Santina, fasc 468., "Diario di Villa Santina", Giuseppe Santanera. La Repubblica cessò di esistere l'8 ottobre dello stesso anno a causa della controffensiva messa in atto dai tedeschi con l'ausilio di truppe fasciste della Milizia di Difesa Territoriale e cosacche con l'operazione Ataman.

Precedette di poche settimane la nascita della Repubblica partigiana dell'Ossola e, nonostante abbia avuto vita assai breve, fu la più ampia zona libera in tutto il Nord Italia. Si estendeva infatti per 2.580 km², comprendeva ben 40 comuni e contava oltre 80.000 abitanti; come capitale venne scelto il paese di Ampezzo, nella Val Tagliamento.

Tra gli esponenti di spicco di quella esperienza si ritrovano Mario Lizzero “Andrea”, commissario delle Brigate Garibaldi, don Aldo Moretti “Lino”, esponente della Osoppo e della Democrazia Cristiana, Gino Beltrame “Emilio”, del PCI, Nino Del Bianco “Celestino”, del Partito d'Azione, Manlio Gardi, del PLI ed esponenti locali, come i socialisti Giovanni Cleva e Dino Candotti, Luigi Nigris della DC, Umberto Passudetti del PLI, Romano Marchetti “Da Monte” dell'Osoppo.

La Repubblica ebbe fine a inizio ottobre con l'Operazione Waldläufer, messa in atto dal Comando tedesco il 2 ottobre e che si concluse, con la seconda fase, il 13 ottobre. Essa vide lo spiegamento di militari fascisti e tedeschi, con l'appoggio dei Cosacchi, che al termine delle operazioni si stabilirono nell'area creando il Kosakenland. Tale operazione mirò a chiudere in una morsa la debole Repubblica, con un fronte sud dalla Val d'Arzino, e un fronte nord, da Tolmezzo e dal Cadore. Una simile operazione, l'Operazione Klagenfurt, ebbe luogo nel Friuli Orientale, zona partigiana di controllo prettamente militare, che precedette l'operazione in Carnia. Al 20 ottobre tutta la Carnia risultava occupata dalle forze dell'Asse, con la morte di circa 300 partigiani.

Entrambe le operazioni causarono devastazioni e perdite umane rilevanti per piccoli centri rurali di poche centinaia di abitanti, portando ad una fase di scoramento presso la popolazione civile. La mano pesante dei Tedeschi nel Friuli Orientale, con gli incendi e i saccheggi di Nimis, Attimis e Faedis, oltre che alle deportazioni di civili, indusse l'Arcivescovo di Udine a scrivere una missiva al professor Michele Gortani e al clero locale di accettare la proposta di resa del Comando tedesco in cambio di una mitezza nelle sentenze, facendosi interprete della scarsa fiducia della popolazione locale sulle reali capacità delle forze partigiani, che però rifiutarono tale soluzione. Con l'occupazione cosacca continuarono i saccheggi, gli arresti e gli stupri perpetrati a centinaia sia, più massicciamente, dalle truppe cosacche che da esponenti della Xª MAS e dalle truppe tedesche, lasciando una profonda cicatrice sulla popolazione locale, che dovette subire anche due eccidi a Trasaghis e ad Ovaro il 2 maggio. Il territorio dell'ex Repubblica della Carnia fu l'ultimo lembo di territorio italiano ad essere liberato.

I comuni Comune Attuale provincia Abitanti (al 31.12.1943)AmpezzoUD2.494AndreisPN1.090Arta TermeUD4.455BarcisPN1.092BordanoUD1.467Cavazzo CarnicoUD1.658CerciventoUD1.227CimolaisPN1.078ClautPN2.222ClauzettoPN1.775ComegliansUD1.814EnemonzoUD2.456Erto e CassoPN2.048Forgaria nel FriuliUD3.107Forni AvoltriUD1.664Forni di SopraUD2.027Forni di SottoUD1.533FrisancoPN1.704LaucoUD2.651LigosulloUD447Lorenzago di CadoreBL854MedunoPN2.698OvaroUD3.969PaluzzaUD4.067PaularoUD4.140Prato CarnicoUD2.519RavasclettoUD1.582RaveoUD774RigolatoUD2.161SaurisUD896SappadaUD1.325SocchieveUD2.392SutrioUD1.716Tramonti di SopraPN1.838Tramonti di SottoPN2.223TrasaghisUD3.909Treppo CarnicoUD1.456VerzegnisUD1.825Villa SantinaUD1.889Vito d'AsioPN3.047

Altre località furono coinvolte solo parzialmente, essendo sottoposte ad un forte controllo da parte delle forze di occupazione: Amaro, Castelnovo del Friuli, Cavasso Nuovo, Moggio Udinese, Pinzano al Tagliamento, Tolmezzo, Travesio, Montereale Valcellina.

Con l'organizzazione di libere elezioni in tutti i comuni, che furono organizzate tra agosto e settembre e a cui parteciparono tutti i partiti antifascisti dell'epoca, il diritto di voto alle donne trovò il suo primo riconoscimento in Italia proprio all'interno della Repubblica partigiana della Carnia. Potevano votare solo le donne che vennero considerate capofamiglia, circostanza per nulla rara vista la partecipazione degli uomini in azioni di armi sia con l'esercito che con truppe partigiane.

Note

Voci correlate Repubbliche partigiane Suffragio femminile

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Repubblica della Carnia 1944. Alle radici della libertà e della democrazia, repubblicadellacarnia1944.uniud.it

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