Componente del gruppo cabarettistico I Gatti di Vicolo Miracoli agli albori della sua carriera, si è poi affermato come solista negli anni '80 interpretando commedie di successo e divenendo uno dei volti più noti della commedia italiana dell'epoca..
Ha interpretato anche ruoli drammatici in film di Gian Luigi Polidoro (Sottozero), Pupi Avati (l'episodio d'apertura di Sposi) e Marco Ferreri, vincendo sotto la regia di quest'ultimo il Premio del Gotha della Critica italiana come miglior attore al Festival internazionale del cinema di Berlino nel 1993, per la sua interpretazione in Diario di un vizio.
Biografia L'infanzia e i primi anni
Nasce a Catania da Salvatore Calà e Maria Rosa Fichera, detta Rosetta; il bisnonno paterno, Calogero Calà, originario di San Cataldo, emigrò nella città etnea negli anni venti. All'età di 2 anni, a causa del lavoro del padre ferroviere, si trasferisce con la famiglia dapprima a Milano, dove frequenta le scuole elementari e in seguito definitivamente a Verona, dove ultima le scuole medie e consegue il diploma presso l'Istituto superiore paritario Aleardo Aleardi, dopo avere frequentato nei precedenti 4 anni il liceo classico Scipione Maffei..
Dopo la maturità si iscrive a Lettere antiche all'Università di Bologna, che abbandona poco tempo dopo. È a Milano che Calogero assume il soprannome di Jerry, datogli scherzosamente da alcuni compagni di scuola divertiti dalle sue imitazioni di Jerry Lewis. In un'intervista sul Corriere della Sera dichiara: «Non ero il cruccio dei professori, ma diciamo che sin da allora cercavo di fare ridere i miei compagni. Per una risata prendevo anche un brutto voto, era il mio obiettivo principale per cui sacrificavo anche il rendimento» Negli anni veronesi entra a fare parte della formazione beat adolescenziale Pick-up, che però presto abbandona per entrare nel maggiormente consolidato gruppo beat Le Ombre. Frequentando il Maffei entra inizialmente nel gruppo teatrale e canoro Studio 24, da cui usciranno nel 1971 I Gatti di Vicolo Miracoli. Calà esce dagli Studio 24 per terminare gli studi superiori e conseguire il diploma.
Gli esordi con I Gatti di Vicolo Miracoli
Tornato a Verona Jerry Calà viene coinvolto da Umberto Smaila nella formazione di un nuovo gruppo teatrale e musicale composto dai reduci rimasti dello Studio 24, che comprende anche Nini Salerno, Gianandrea Gazzola, Spray Mallaby e Franco Oppini. Quest'ultimo tuttavia ne fuoriesce subito per rientrare nel 1974, sostituendo Gazzola e Mallaby.
Agli inizi del 1971 il gruppo prende così il nome de I Gatti di Vicolo Miracoli, trasferendosi prima a Roma e poi a Milano dove, scoperto da Cino Tortorella, viene lanciato dal Derby. I "Gatti" approdano in seguito alla televisione, raggiungendo il successo nel 1977 con la partecipazione al programma Non stop, diretto da Enzo Trapani.
I Gatti di Vicolo Miracoli incidono tre album e numerosi singoli, tra cui Prova, Capito?! e Ciao, ispirati ai tormentoni lanciati da Calà in televisione. Nel 1980 i "Gatti" debuttano al cinema nella pellicola di Carlo Vanzina Arrivano i gatti, cui fa seguito l'anno successivo Una vacanza bestiale. Ambedue i film si rivelano successi e la Dean Film, assieme ai fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, offre un contratto a Jerry Calà per ulteriori tre film da solista. La carriera come attore
A seguito del grande successo ottenuto dal film di Carlo Vanzina I fichissimi (1981), di cui è protagonista assieme a Diego Abatantuono, Calà lascia I Gatti di Vicolo Miracoli convinto dall'amico e collega Bud Spencer sul set di Bomber (1982) di Michele Lupo, lanciando così la propria carriera cinematografica solista con il contributo di Claudio Bonivento, il suo agente dell'epoca. Da allora interpreta numerosi film comici di successo, a partire da Vado a vivere da solo, il suo primo film da protagonista assoluto, diretto nello stesso anno da un esordiente Marco Risi e per il quale compone anche l'omonimo 45 giri.
Nel 1983 interpreta il personaggio muto Parola nel film Al bar dello sport, tra i suoi maggiori successi, di cui è coprotagonista assieme a Lino Banfi per la regia di Francesco Massaro. Inizialmente rifiutò più volte di interpretare la parte, dandosi per malato in modo da saltare le prove e posticipare l’inizio delle riprese, perché riteneva che il pubblico non avrebbe gradito un film dove non poteva pronunciare nessuno dei suoi tormentoni, specie nel suo periodo di massima popolarità. Convinto poi dall’amico Lino Banfi e dai produttori, Calà si preparò al ruolo seguendo il metodo Strasberg, frequentando per un mese un gruppo di sordomuti studiandone i movimenti e il comportamento. L’interpretazione di Calà verrà sorprendentemente apprezzata da alcuni degli stessi critici che ne avevano pesantemente stroncato tutti i film precedenti, paragonata da alcuni nel suo piccolo alle prove attoriali dei volti del cinema muto come Buster Keaton.
Seguono poi nello stesso anno altre due pellicole di Vanzina, Sapore di mare e Vacanze di Natale, che - forti di un grande successo al botteghino - ne consacrano definitivamente la carriera di attore. Nel primo film interpreta Luca, un ricco e viziato "figlio di papà" alle prese con le vacanze estive a Forte dei Marmi; nel secondo Billo, cantante vagabondo e pianista donnaiolo che lavora presso il piano bar del Vip Club di Cortina d'Ampezzo, entrambi tra i suoi personaggi più celebri.
Il fortunato sodalizio cinematografico con Vanzina prosegue così grazie all'uscita di Vacanze in America (1984), che si rivela anch'esso un successo economico, pur non riuscendo a eguagliare l'incasso dei due titoli dell'anno precedente a causa dello scontro al botteghino con Non ci resta che piangere dell'accoppiata Benigni-Troisi, e Yuppies - I giovani di successo (1986), dove interpreta Giacomo, caricatura dell'imprenditore meneghino della Milano da bere. Nello stesso anno - stavolta diretto da Enrico Oldoini - esce anche il seguito Yuppies 2, che diventa il suo maggior successo commerciale con un introito di quattordici miliardi di lire.
Lancia inoltre nuovi tormentoni divenuti molto popolari in altri celebri film da lui interpretati durante gli anni ottanta, tra i quali: Domani mi sposo (1984) ancora di Francesco Massaro; Un ragazzo e una ragazza (1984) e Colpo di fulmine (1985), nuovamente diretti da Marco Risi; Il ragazzo del Pony Express (1986) di Franco Amurri, per il quale incide assieme a Umberto Smaila il singolo Pony Express Time; Rimini Rimini (1987) di Sergio Corbucci; Delitti e profumi (1988) di Vittorio De Sisti (per il quale sempre l'anno precedente era già stato protagonista della serie televisiva in 6 episodi Professione vacanze); Fratelli d'Italia (1989) di Neri Parenti.
Successivamente rifiuta il contratto a lui offerto da Aurelio De Laurentiis, produttore di alcuni dei suoi film di maggior successo, a causa di divergenze creative ed economiche, allontanandosi quindi artisticamente dai suoi amici e colleghi Massimo Boldi e Christian De Sica, che resteranno così gli unici protagonisti dei "cinepanettoni". Si rilancia quindi al cinema con il film Abbronzatissimi (1991), diretto da Bruno Gaburro, anch'esso tra i suoi più rilevanti esiti e che si rivela un successo economico con 4 miliardi di lire d'introito..
La svolta drammatica
Sempre nel 1993 si affaccia al cinema d'autore con il grottesco Diario di un vizio diretto da Marco Ferreri, in un per lui inedito ruolo drammatico. Nel film interpreta infatti Benito Balducci, uomo romano disturbato mentalmente a cui rimangono sempre meno mesi di vita a causa del suo pessimo stile esistenziale, interpretazione che gli vale il premio del gotha della critica italiana come miglior attore al Festival internazionale del cinema di Berlino.
Riguardo a questo film dirà:
Nonostante il plauso al Festival di Berlino, quando Diario di un vizio esce in sala non si rivela un successo economico e registra un incasso nettamente inferiore alla media delle commedie che era solito interpretare Calà. Questo gli rende difficile il salto nel cinema d'autore e lo fa cadere in un periodo di depressione: infatti nonostante i favori dei critici nei confronti della sua interpretazione e, in generale, del film che è divenuto materia di studio negli indirizzi cinematografici delle università, i registi drammatici continuano a snobbarlo ritenendolo troppo legato al cinema comico.
L'unica proposta che arriva è quella di Cecchi Gori per girare Abbronzatissimi 2 - Un anno dopo, sempre sotto la regia di Gaburro: Calà si dice inizialmente scettico e chiede così un consiglio proprio a Marco Ferreri, il quale gli risponde di non montarsi la testa e di interpretare assolutamente il sequel di Abbronzatissimi perché, a detta sua, l'attore è come una prostituta e deve accettare ogni ruolo indipendentemente dal genere.
Il debutto alla regia e il grave incidente
Nel 1994, dopo avere abbandonato la regia di un film intitolato Il Longobardo, per via di divergenze creative con la Rai, rifiuta inizialmente quella di Chicken Park, parodia demenziale dello spielberghiano Jurassic Park, per poi invece cedere alle insistenti proposte del produttore Galliano Juso e finendo così con il dirigere per la prima volta sé stesso. La pellicola, presentata alla quattordicesima edizione del Fantafestival di Roma, diventa un vero e proprio culto e viene direttamente trasmessa in prima serata su Italia 1 nel 1995 registrando un auditel di 4 milioni di telespettatori.
Il 7 febbraio 1994, durante la fase del montaggio di Chicken Park, rimane vittima di un grave incidente stradale sul lungàdige veronese, dove rischia di morire a causa della rottura dell'arteria femorale. Viene tuttavia operato in tempo al locale ospedale di Borgo Trento. Torna a camminare nel 1995 dopo avere passato sei mesi spostandosi con l'ausilio di una sedia a rotelle, periodo durante il quale rilascia anche alcune dichiarazioni sulle difficoltà di accesso a diversi servizi da parte dei disabili nella città di Roma.
La ripresa nella seconda metà degli anni novanta Nel 1995 esce il secondo film di cui cura anche la regia, Ragazzi della notte, ambientato nelle discoteche sul Lago di Garda e con il quale si riallaccia al genere drammatico. L'opera viene distribuita nelle sale da Medusa Film in sole 40 copie, ciò nonostante ottiene un inaspettato successo incassando quasi un miliardo di lire a fronte di un budget di pochi milioni. Due anni dopo torna dietro la macchina da presa con il film Gli inaffidabili, interpretato assieme ai ritrovati Gatti di Vicolo Miracoli. La pellicola non riesce a replicare il successo del precedente Ragazzi della notte, incassando appena 163 milioni di lire al botteghino.
Successivamente si allontana dal mondo del cinema, lanciandosi come cantante e showman in una serie di spettacoli che, attraverso le colonne sonore dei suoi film più celebri, ripercorrono la sua carriera mischiando musica e cabaret. Il nuovo mestiere si rivela, a detta sua, molto gratificante e lo spettacolo approda anche in teatro, oltre che nelle varie piazze e locali d'Italia, tanto da spingerlo a pubblicare gli album E mi ritorni in mente (2001) e Gran Calà - Anni '60 (2004), entrambi composti da brani musicali presenti appunto negli omonimi spettacoli teatrali. Ancora per il palcoscenico, nel 2002 interpreta la versione teatrale del celebre film Amici miei assieme a Franco Oppini e Nini Salerno, sotto la regia dello stesso Mario Monicelli.
Nel 1998 è stato direttore artistico della stagione turistica nel comune di Cefalù in Sicilia, incaricato dal sindaco Simona Vicari. Sempre alla fine degli anni '90, riprende a recitare per il piccolo schermo con i film per la televisione Non chiamatemi papà (1997), di Nini Salerno, e Amici di ghiaccio - Death Run (1999), di Curt M. Faudon, oltre alla fiction in quattro episodi Anni '60, diretta da Carlo Vanzina e trasmessa in prima visione su Canale 5 dal 3 al 24 ottobre dello stesso anno.