È una leggenda dell'Aeronautica Militare..: fu insignito della medaglia d'oro al valor militare e di sei d'argento, della croce di Ferro tedesca di 2ª classe, il passaggio in servizio permanente effettivo e due promozioni per merito di guerra, tre croci al merito di guerra; diventando il più giovane e decorato ufficiale superiore della Regia Aeronautica; più di 200 azioni belliche, 750 ore di volo di guerra su un totale di 1.460; due guerre combattute da protagonista, 8 vittorie in Spagna, dove risultò tra i migliori piloti da caccia, affrontando anche 7 mesi di durissima prigionia, e nella seconda guerra mondiale è l'indiscusso asso dei Tuffatori.; sopportò la perdita in combattimento, nell’ultima guerra, di 19 piloti, 16 membri di equipaggio e 13 specialisti. del proprio reparto; a soli 28 anni è stato il più giovane comandante di Stormo della Regia Aeronautica, Stormo che sarà uno dei pochi ad essere decorato di Medaglia d’Oro; in 7 anni passò da Sottotenente di complemento a Maggiore in servizio permanente effettivo, facente funzione di Ten.Col.; istruttore di volo acrobatico e campione nel volo a vela, dove vinse titoli nazionali e fece parte del gruppo olimpico; il suo "Valzer!" è ancora usato nel suo Gruppo sugli F-35.....
Il 3 settembre 1943 fu firmato segretamente l'armistizio e il 4 settembre Cenni, al comando del 5º Stormo, venne mandato a ostacolare lo sbarco alleato in Calabria e, in copertura ai suoi uomini, fu attaccato da cinque Spitfire. Tentò di salvarsi volando a bassa quota tra le insenature dell'Aspromonte, ma venne abbattuto.
Il 5º Stormo dell'Aeronautica Militare è stato intitolato alla sua memoria, così come il 102º Gruppo del 6º Stormo di Ghedi.
Biografia L'infanzia Il 27 febbraio del 1915, nel comune di Casola Valsenio (Ravenna), sull’Appennino tosco-romagnolo, tra Imola e Faenza, nacque Giuseppe Cenni. Il padre, commerciante di cavalli per l’Arma di cavalleria, a causa del grosso ridimensionamento di tali reparti, dopo la grande guerra, fu costretto a spostarsi a Parma per una nuova occupazione. A circa 3 anni Giuseppe perse la madre. Gli anni scolastici Giuseppe li passò in seminario, la cui rigida disciplina della struttura religiosa fu una seconda dura prova.
Lasciato il seminario, Giuseppe si trasferì a vivere da solo a Parma, città che poi lo “adotterà”“Giuseppe Cenni è il militare più decorato della storia di Parma di tutte le armi” (Cfr. Gazzetta di Parma); “Parma è sicuramente una delle città più decorate d’Italia in campo aeronautico, infatti ben cinque medaglie d’oro al Valor Militare brillano sul Labaro della locale sezione dell’Associazione Arma Aeronautica. Naturalmente, tutte queste decorazioni sono ugualmente importanti, e tutti i cinque piloti che se le sono guadagnate sul campo sono ugualmente degni di essere ricordati. Ma uno, in particolare, emerge per le eccezionali imprese di cui si rese protagonista e che l’hanno fatto diventare il pilota di Parma più famoso: il maggiore Giuseppe Cenni.” (Cfr. )., per frequentare l'Accademia di Belle Arti - Toschi, nella sezione edilizia. Proprio tra i banchi di scuola Cenni conobbe Adriano Mantelli, di 2 anni più grande, e già appassionato di volo a vela.. Fu così che i due coltivarono a Parma la loro passione per l'aviazione, insieme ad altri ragazzi, frequentando anche i corsi preliminari di volo a vela, voluti da Balbo, a Cantù: viaggi lunghissimi in bicicletta per pochi minuti di volo. Arrivarono anche a costruire, completamente da soli, un veleggiatore. Non vi fu da sorprendersi se undici di loro entrarono poi in Regia Aeronautica e alcuni divennero generali, come Alessandrini e Sirocchi.
Conclusa l’Accademia di belle arti, Cenni entrò alla facoltà di Architettura, per seguire le orme di uno zio titolare di un’importante impresa edile a Salsomaggiore Terme, e del cugino che aveva un prestigioso studio di architettura..
Ingresso in Regia Aeronautica Scuola da caccia Durante il primo anno di Università decise, volontariamente seguendo la propria passione, di svolgere il servizio militare. Fu così che, il 19 giugno del 1935, Cenni entrò in Regia Aeronautica come allievo Ufficiale pilota di complemento, e già il 30 luglio effettuò il suo primo volo solista senza istruttore sui cieli di Siena ai comandi di un Fiat AS.1 e alle spalle 8 ore di volo. La nomina di pilota giunse il 19 agosto dopo 18 ore di volo; poi a Grottaglie (Taranto), per il brevetto di pilota da caccia che arrivò, dopo 41 ore di volo, il 20 novembre. La prima fase lo aveva visto sul Ba.25, mentre nella seconda sul C.R.20..
3º Gruppo caccia al 6º Stormo
Fu subito assegnato alla 153ª Squadriglia del 3º Gruppo caccia terrestre: uno dei più prestigiosi per la caccia, e che infatti era appena andato a costituire il neonato 6º Stormo Caccia a Campoformido (Udine), provenendo dal 1º Stormo.. L’attività addestrativa, anche nei reparti, continuava ad essere molto intensa e specialmente indirizzata all’acrobazia. Uno degli istruttori che maggiormente aiutò Cenni nella sua crescita fu Corrado Ricci, che nutrì fin da subito una particolare simpatia verso "quel giovane dai grandi occhi azzurri, alto, magro e profondamente innamorato del volo", come lo ricorda lo stesso Ricci. In quel periodo Cenni ebbe modo di pilotare diversi velivoli tra cui il Caproni Ca.100 (il famoso “Caproncino”), Fiat C.R.30 e soprattutto Fiat C.R.32. Volò anche con il Fiat C.R.20 “Asso”, velivolo sul quale Cenni si esibì in acrobazie fin dal suo primo volo..
La guerra in Spagna Arruolamento nell'Aviazione Legionaria
Ai primi di agosto del 1936 i piloti dei tre migliori stormi da caccia di quegli anni, 1°, 4° e 6°, furono convocati perché si stavano cercando volontari per una missione estera. Cenni si offrì subito e venne scelto per essere tra i primi 12 piloti di caccia italiani a sostegno dei nazionalisti del generale Franco in quella che sarebbe stata la Guerra civile spagnola.
Di quel primo manipolo di uomini Cenni, con i suoi 21 anni, era il più giovane. Aveva maturato 122 ore di volo delle quali 81 effettuate presso il reparto. All’alba del 14 agosto 1936 il cargo italiano Nereide entrò nel porto di Melilla, sulla costa mediterranea del Marocco spagnolo, che era appena stata occupata dalle forze nazionaliste guidate dallo stesso Franco. Il carico della nave consisteva in 12 Fiat C.R.32, che erano stati imbarcati nel porto della Spezia una settimana prima; la nave aveva anche trasportato 18 volontari della Regia Aeronautica in Nord Africa.
Ma, data l’iniziale neutralità dell’Italia nel conflitto iberico, tutti i membri italiani della spedizione dovettero arruolarsi nel Tercio de Extranjeros, la legione straniera Spagnola (Aviazione Legionaria), assumendo falsa identità. Fu così che il S.Ten. Cenni divenne l'Alférez Victor Stella..
La "Cucaracha"
La prima fase della missione prevedeva il collaudo dei mezzi in dotazione e operazioni di vigilanza lungo la costa del Marocco. In questa occasione Cenni ebbe modo di provare il Breguet.19 e fare vari voli sul trimotore Junkers 52. Ben presto arrivarono le partenze su allarme e le scorte; il primo giorno significativo arrivò il 15 settembre quando Stella, che aveva azzardato un volo sul campo nemico di Andújar e si accorse di come fosse in quel momento sguarnito. Rientrato al comando per fare rapporto, come da ordini, pochi minuti dopo era nuovamente in volo con un S.81 che bombardò i mezzi sulla pista. Lo stesso Cenni, a volo radente, mitragliò facendone incendiare due. Il 17 fu chiamato in soccorso a Cáceres e, mentre atterrava, un camion, carico di bombe, gli attraversò la pista: fu inevitabile lo schianto e il cappottamento del velivolo. Miracolosamente Cenni ne uscì illeso, tanto che due giorni dopo era nuovamente in volo. Il primo scontro arrivò il 25, con i primi colpi a segno che danneggiarono fortemente un aereo. Così il 26 mattina e pure nel pomeriggio dove Cenni ottenne la sua prima vittoria su un Breguet.19, oltre a un Potez in collaborazione con Mantelli.
La squadriglia aveva intanto assunto il nome di “Cucaracha” (scarafaggio) e rappresenterà sicuramente una delle più leggendarie della Guerra civile spagnola; come simbolo assunsero uno scarafaggio nell'atto di suonare un sassofono. Vari furono le azioni e gli scontri nei giorni seguenti. Nel pomeriggio del 18 novembre ottenne una vittoria durante un combattimento aereo; il 23 ottobre, mentre si trovava in volo su Madrid, Cenni vide due dirigibili sulla città. Rientrato per far rapporto, vi ritornò per abbatterli: uno da solo e uno in collaborazione con l’asso spagnolo Morato. Il 6 novembre intervenne in soccorso, nelle vicinanze di Madrid, a una formazione costituita da bombardieri e caccia di scorta ma che erano stati duramente attaccati da dei Polikarpov I-15, più veloci e meglio armati; anche in questa occasione Cenni ottenne un'altra vittoria. Sempre sui cieli di Madrid, nella mattina del 15 novembre, Cenni ebbe modo di affrontare un duro scontro con dei Polikarpov I-16, un monoplano nettamente più veloce, riuscendone ad ottenere un'altra vittoria.
Il 2 dicembre tre bombardieri B-10 fecero incursione sul campo di Talavera: i caccia italiani, destinati all’allarme, decollarono subito, tra cui lo stesso Cenni. L’azione era stata condotta appositamente come diversivo per allontanare i caccia dalla pista. Poco dopo, infatti, 18 Polikarpov R-5 attaccarono il campo. Cenni, accortosi per primo dell’infruttuoso inseguimento, tornò alla base: questo gli consentì di rovinargli i piani e di abbatterne tre..
I 7 mesi di prigionia Nell'inverno del 1937 la Castiglia fu investita da un fenomeni di intense nevicate che bloccò a terra le squadre e impedì il normale svolgersi delle operazioni. Il 29 gennaio le condizioni meteo sembrarono migliorate; si decise così di compiere una missione che prevedeva l'aviolancio di viveri alla Guardia Civil e ai falangisti, tra cui donne e bambini, asserragliati nel santuario della Virgen de la Cabeza e ormai ai limiti delle forze. Decollarono da Siviglia tre unità di S.M.81, carichi di viveri e munizioni, scortati da tre Ro.37 e 9 CR.32. Durante il volo, un grosso fronte nuvoloso investì la formazione italiana. La missione venne annullata, ma i piloti si trovarono in assenza totale di visibilità. I CR.32, non attrezzati a queste condizioni, subirono la perdita di 6 velivoli: un pilota morì, quattro vennero catturati e uno riuscì ad atterrare in territorio amico. Cenni fu investito da uno dei suoi gregari che, con l'elica, gli tranciò i piani di coda. Fece in tempo a lanciarsi col paracadute, prima dello schianto. Salvatosi, cercò di raggiungere le postazioni alleate ma dopo quattro giorni fu catturato dai Repubblicani. Dopo 7 mesi, ridotto alla fame e provato dal trattamento riservatogli dai suoi aguzzini, intervenne la Croce Rossa Internazionale che lo fece inserire in uno scambio di prigionieri..
Tra le due guerre
A fine di luglio del 1937 Cenni rientrò a Parma; all’Istituto di Medicina legale fu trovato in pessime condizioni fisiche e gli fu prescritto un lungo periodo di convalescenza. Durante questo periodo, nonostante le raccomandazioni dei medici, fece visita a Ravenna al 3º Gruppo caccia terrestre dove effettuò un volo su un Caproni Ca 100..
Arrivò, intanto, il passaggio da ufficiale di complemento a sottotenente in servizio permanente effettivo per “merito di guerra”Regio Decreto 12 dicembre 1936 – Bollettino Ufficiale 2 settembre 1937 (pubblicato sul Bollettino Ufficiale 1938 – disp. 1, pag. 2). Nel dicembre del 1937 venne promosso a tenente. Ufficialmente aveva ripreso a volare già da ottobre dello stesso anno, principalmente in attività acrobatiche in seno al 6º Stormo a Campoformido.
Istruttore: acrobazia e arte militare