Il Senato (in francese: Sénat) è la camera alta del Parlamento francese. L'altra è l'Assemblea Nazionale.

Il Senato era presente anche durante il Secondo Impero francese e la Terza Repubblica. È eletto a suffragio indiretto e anche per questo ha minore visibilità rispetto all'Assemblea Nazionale; i dibattiti al Senato sono di solito meno intensi e sono meno seguiti da parte dei mezzi di comunicazione. Il suo peso nella storia francese non è però d'altra parte da sottovalutarsi, tanto che proprio alla bocciatura del referendum sulla riforma del Senato si legò la fine della carriera politica di Charles de Gaulle nel 1969.

Il Senato è escluso dal voto di fiducia all'esecutivo. Constitution de la République française - Titre 5. L'attuale presidente è Gérard Larcher eletto il 1º ottobre 2014.

Storia Secondo Impero Il Senato, sotto la Seconda Repubblica e poi il Secondo Impero, era la camera alta del Parlamento istituita dalla Costituzione del 14 gennaio 1852, in seguito al colpo di Stato del 2 dicembre 1851, sul modello del Senato conservatore del Primo Impero francese. Rimase in carica fino alla proclamazione della Repubblica il 4 settembre 1870 assieme alla camera bassa, il Corpo legislativo. I suoi membri erano nominati a vita dapprima dal Principe-Presidente e in seguito dall'Imperatore. Il Senato era responsabile del mantenimento e della revisione della Costituzione, deliberava tramite senatoconsulti.

Dal 1867 in poi, il Senato acquisì poteri legislativi e nel 1870, proprio alla fine del regime, perse il potere costituente per diventare una seconda assemblea legislativa accanto al Corpo legislativo.

Originariamente composta da 80 membri, l'imperatore Napoleone III si riservò il diritto di nominare nuovi membri, portando potenzialmente l'assemblea a 150 senatori. Dal 1870 in poi, il numero totale dei senatori poté essere aumentato a due terzi del numero dei membri del Corpo legislativo. Terza Repubblica Dopo l'iniziale regime di governo provvisorio (1870-75) in cui venne istituita una camera legislativa unica chiamata "Assemblea nazionale", le leggi costituzionali del 1875 istituirono un Parlamento con un Senato e una Camera dei deputati.

Si trattava di un sistema bicamerale perfetto, in cui entrambe le Camere avevano pari poteri legislativi. Le leggi dovevano essere approvate in maniera identica da entrambe le Camere. L'unica differenza era che la Camera dei deputati votava per prima sui disegni di legge di bilancio. Il Capo dello Stato doveva ottenere l'approvazione del Senato per sciogliere la Camera bassa.

La creazione del Senato fu un compromesso tra repubblicani e monarchici (a loro volta divisi tra orleanisti e legittimisti), poiché questi ultimi osteggiavano l'idea di un'Assemblea Nazionale unica. I repubblicani accettarono la presenza di un'assemblea di carattere conservatore in cambio dell'adesione dei monarchici alla Repubblica.

Originariamente, il Senato era composto da 300 senatori, l'età minima era fissata a 40 anni. 225 senatori erano eletti indirettamente da un collegio elettorale dipartimentale per un mandato di nove anni e venivano rinnovati in parte ogni tre anni. 75 senatori, invece, erano nominati a vita, scelti tra i membri dell'Assemblea nazionale.

Inizialmente il Senato era escluso dal rapporto fiduciario con il governo, che veniva instaurato solo con la Camera. La questione divise giuristi e politici fino al 1896,Bertrand Joly, Storia politica dell'affare Dreyfus , Fayard 2014, p.140 quando il Senato rifiutò di approvare i finanziamenti militari per consentire il rimpatrio della forza di spedizione dal Madagascar al governo Bourgeois, che considerava troppo di sinistra. Léon Bourgeois fu costretto a dimettersi, creando così un precedente. Questo potere riconosciuto al Senato sarebbe stato una delle cause dell'instabilità governativa, in particolare dopo la Prima guerra mondiale.Jean-Marie Mayeur, p.166

Il Senato poteva costituirsi in Alta Corte in caso di tradimento o illecito da parte del Presidente della Repubblica o in caso di minacce alla sicurezza dello Stato, funzione ereditata dalla Camera dei pari.Legge del 24 febbraio 1875 relativa all'organizzazione del Senato

Quinta Repubblica Il Senato venne istituito nuovamente come Camera alta del Parlamento francese con la costituzione del 1958, sostituendo il Consiglio della Repubblica che funse da camera alta durante la Quarta Repubblica.

Nel luglio 1968, Charles de Gaulle chiese al governo di Maurice Couve de Murville di lavorare a una riforma del Senato. L'obiettivo era quello di fondere il Senato con il Consiglio economico e sociale e di privarlo del potere legislativo. L'idea del generale de Gaulle di trasformare il Senato in un organo consultivo risaliva al 1962. La vittoria dei no al referendum del 27 aprile 1969 costrinse il fondatore della Quinta Repubblica a dimettersi.27 aprile 1969: se ne va De Gaulle 27 aprile 1969 Dimissioni del presidente de Gaulle

Nel 2000 il Parlamento votò un disegno di legge volto a passare alla rappresentanza proporzionale nei dipartimenti con tre o più senatori e ad aumentare il numero dei delegati per i grandi comuni, ma quest'ultima misura venne bocciata dal Consiglio costituzionale poiché il Senato doveva rappresentare gli enti locali.Legge n. 2000-641 del 10 luglio 2000 relativa all'elezione dei senatori

Nel 2003, la durata del mandato venne ridotta da nove a sei anni. I senatori non sono più rinnovati per terzi ma per metà, le elezioni vennero tenute tenute comunque ogni tre anni. L'età minima venne abbassata da 35 a 30 anni e la rappresentanza proporzionale applicata solo ai dipartimenti con quattro o più senatoriLegge n. 2003-697 del 30 luglio 2003 che riforma l'elezione dei senatori . Nel 2011, l'età minima venne abbassata da 30 a 24 anni.Legge organica n. 2011-410 del 14 aprile 2011 relativa all'elezione dei parlamentari e dei senatori

Elezione

Fino al settembre 2004 il Senato aveva 321 senatori, eletti per un periodo di nove anni. Da allora il mandato è stato ridotto a sei anni, mentre il numero dei senatori è aumentato progressivamente fino a raggiungere 346 nel 2010 per adeguarsi all'aumento demografico. Ogni tre anni si procedeva all'elezione di un terzo dei senatori; anche questo aspetto è progressivamente cambiato fino ad arrivare al rinnovo di metà Senato ogni tre anniMode d'élection des sénateurs., in base alla ripartizione dei dipartimenti metropolitani in due gruppi (chiamati série 1 e 2). Attualmente il numero dei senatori è di 348.

I senatori sono eletti a suffragio indiretto. I 12 senatori in rappresentanza dei francesi residenti all'estero sono scelti dai 155 membri dell'Assemblea dei francesi all'estero. I restanti senatori sono eletti su base dipartimentale da un collegio elettorale composto da: deputati e senatori appartenenti a quel dipartimento; consiglieri regionali appartenenti alla sezione dipartimentale corrispondente al dipartimento in questione; i consiglieri dipartimentali; i delegati dei consigli municipali, o i loro supplenti. Questo gruppo di elettori rappresenta il 95% del collegio elettorale.. Nei comuni con meno di abitanti i consigli municipali eleggono tra i loro membri: 1 delegato per i consigli municipali aventi dai 7 agli 11 membri (fino a 500 abitanti); 3 delegati per i consigli municipali composti da 15 membri (fino a abitanti); 5 delegati per i consigli municipali composti da 19 membri (fino a abitanti); 7 delegati per i consigli municipali composti da 23 membri (fino a abitanti); 15 delegati per i consigli municipali aventi dai 27 ai 29 membri (fino a abitanti) Article L284 - Code électoral.. Nei comuni con almeno abitanti tutti i consiglieri municipali sono delegati di diritto. Inoltre, nei comuni con almeno abitanti, i consigli comunali eleggono delegati supplementari in proporzione di 1 ogni 800 abitanti eccedenti i Article L285 - Code électoral.. È pratica diffusa che i delegati supplementari siano: i membri dei rispettivi partiti, i militanti o simpatizzanti, i collaboratori di chi è stato eletto, i loro parenti ed amici.. Questo sistema elettorale provoca uno sbilanciamento politico nella composizione dei senatori, poiché privilegia le zone rurali della Francia, storicamente più a destra delle zone urbane. L'effetto è che, durante la Quinta Repubblica, la maggioranza del Senato è stata continuamente di centro-destra fino al 2011, anche quando l'Assemblea Nazionale, eletta a suffragio diretto, aveva maggioranze di sinistra. Con il parziale rinnovo nel 2011 la sinistra vi ha ottenuto la maggioranza per la prima volta dal 1958, anno dell'istituzione del Senato.

Presidente I senatori eleggono tra di loro un presidente; l'attuale è Gérard Larcher, di LR. Il Presidente del Senato è collocato al terzo posto nell'ordine protocollare, ma secondo la costituzione della Quinta Repubblica è la seconda carica dello Stato francese e, in caso di morte, dimissioni o destituzione per ragioni di salute del Presidente della Repubblica, diventa Presidente ad interim in attesa di nuove elezioni presidenziali. Ciò è successo in due occasioni, entrambe con Alain Poher come presidente del Senato, una volta con le dimissioni di Charles de Gaulle e l'altra alla morte di Georges Pompidou.

Poteri

Secondo la Costituzione francese, in materia di iniziativa legislativa il Senato ha praticamente gli stessi poteri dell'Assemblea Nazionale. I disegni di legge possono essere presentati dal governo (projets de loi) o da una delle due camere del Parlamento (propositions de loi); solo in tema di bilancio viene riservata un'iniziativa all'Assemblea, mentre al Senato va quella in tema di enti locali. Perché una legge sia promulgata, essa deve essere approvata da entrambe le camere.

Poiché in sede di esame parlamentare ambedue le camere, così come lo stesso governo, possono modificare il testo di un disegno di legge, può essere necessario che quest'ultimo passi in diverse letture prima che si trovi un accordo tra l'Assemblea Nazionale e il Senato. Se le due camere non riescono ad approvare un testo che abbia identici contenuti, per uscire dallimpasse il Primo ministro o i presidenti delle due camere possono convocare una commission mixte paritaire (commissione mista paritaria) formata da sette deputati e da sette senatori, la cui appartenenza ai gruppi politici sia proporzionale alla composizione delle due assemblee. Il testo così concordato è poi trasmesso alle due camere, dove esso sarà sottoposto a eventuali emendamenti parlamentari o governativi e quindi approvato definitivamente. Se la commissione mista non riesce ad accordarsi su di un nuovo testo o se questo testo non è approvato dalle due Camere, il Primo ministro può domandare all'Assemblea Nazionale di esaminare il testo nella formulazione in cui si trovava allorquando esso le era stato trasmesso prima del passaggio davanti alla commissione mista. Tale articolato potrà essere sottoposto a eventuali emendamenti presentati dal governo o dai deputati, e quindi sarà approvato in via definitiva dall'Assemblea Nazionale.

Questa procedura non viene intrapresa frequentemente: di solito le camere trovano un accordo oppure il governo ritira il progetto di legge. Tuttavia in questo modo si assicura all'Assemblea Nazionale un potere dominante nella formazione delle leggi, particolarmente importante perché è l'Assemblea Nazionale a esprimere la fiducia al governo e a potergliela negare con una mozione di censura. Quando l'Assemblea e il Senato hanno maggioranze di diversa tendenza, ci si attende che il Senato tenda ad adeguarsi alle posizioni dell'Assemblea, in modo da ridurre il pericolo di aperti conflitti tra le due camere.

Il Senato opera anche come controllo sull'azione governativa, pubblicando ogni anno diversi rapporti su svariati argomenti.

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