Ritenuto uno dei più forti tennisti italiani di sempre, è stato n. 7 del mondo, sesto miglior ranking ATP raggiunto da un tennista italiano dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato, e numero 1 d'Italia per 198 settimane. Vanta cinque titoli del circuito maggiore su 13 finali disputate.
Nelle prove del Grande Slam è stato semifinalista al Roland Garros e agli US Open.
Insieme ad Adriano Panatta, Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti è uno dei cinque tennisti italiani a essersi qualificati almeno una volta per le finali del Masters di fine anno nel singolare maschile.
Nel 1976 contribuì in modo determinante alla prima storica vittoria in Coppa Davis da parte della nazionale italiana dei Quattro Moschettieri, che giunsero in finale anche nel 1977, 1979 e 1980.
Fu campione italiano assoluto di singolare per sette anni consecutivi, dal 1976 al 1982, al pari di Nicola Pietrangeli e Fausto Gardini che, tuttavia, conquistarono i rispettivi titoli in anni non consecutivi.
A livello Juniores è stato il primo tennista italiano a vincere una prova del Grande Slam.
Da allenatore, è stato capitano non giocatore della nazionale italiana di Coppa Davis dal 2001 al 2020.
Dal 2002 al 2016, è stato capitano non giocatore della nazionale italiana di Fed Cup, con cui si è aggiudicato quattro titoli mondiali (2006, 2009, 2010 e 2013).
Nel 2019 ha affiancato il coach Franco Davín nella gestione tecnica di Fabio Fognini, che ha poi assunto in toto fino alla conclusione della stagione 2020, per poi riprenderla per i primi mesi del 2023.
Dal gennaio 2024 all'agosto 2025 ha affiancato Simone Tartarini come coach di Lorenzo Musetti.
Biografia Carriera sportiva Crebbe tennisticamente ad Alessandria sotto la guida di Giuseppe Cornara.
1971: Roland Garros Juniores, Orange Bowl e debutto nel circuito maggiore Esordì nel circuito maggiore al torneo di Palermo, dove fu sconfitto al primo turno da Pierre Barthes in tre set. Un mese più tardi debuttò anche agli Internazionali d'Italia. A negargli il primo successo ATP fu il trentottenne Nicola Pietrangeli che si impose in due set.
Salì alla ribalta del tennis internazionale grazie alla vittoria al Roland Garros Juniores, dove sconfisse in finale il britannico Stephen Warboys per 2–6, 6–3, 6–1, diventando il primo tennista italiano uomo della storia a conquistare una prova del Grande Slam Under–18. Sempre a Parigi, superò anche le qualificazioni del torneo Open, conquistando il diritto a disputare la sua prima prova del Grande Slam, dove fu sconfitto al primo turno da Graham Stilwell in quattro set.
In dicembre trionfò al prestigioso Orange Bowl Under–18, dove sconfisse in finale Vitas Gerulaitis col punteggio di 6–4, 6–1, 6–2.
1972: prime vittorie ATP e debutto in Davis Il teatro del suo primo successo in un incontro ATP fu il Foro Italico di Roma nella sua seconda presenza agli Internazionali d'Italia. A farne le spese fu Lew Hoad, testa di serie nº 15, superato col punteggio di 7–5, 5–7, 6–4. Dopo la vittoria su Raymond Moore, Barazzutti fu eliminato negli ottavi di finale da Ilie Năstase. Il 1972 fu l'anno del suo debutto in Coppa Davis. Nella sfida tra Italia ed Austria, vinse entrambi i singolari contro Ernst Blanke ed Hans Kary. Contro la nazionale romena che eliminò l'Italia, perse da Ilie Năstase, vincendo a risultato acquisito contro Petre Marmureanu.
Al suo esordio assoluto a Wimbledon fu sconfitto al primo turno per mano di John Feaver.
1973: ingresso tra i top 100 Iniziò la stagione con due tornei disputati in Spagna, a Valencia e Barcellona, dove fu eliminato in entrambi i casi dal sedicenne Björn Borg, che lo estrometterà anche al terzo turno del torneo di Monte Carlo.
Nella sua seconda esperienza al Roland Garros vinse i suoi primi due incontri a livello di Grande Slam, superando, nell'ordine, Emilio Montano e Jun Kamiwazumi. Al terzo turno fu bloccato da Boro Jovanović.
La sua seconda partecipazione al torneo di Wimbledon lo vide uscire nuovamente al primo turno per opera di John Lloyd.
Nella semifinale della Zona B europea di Coppa Davis, disputata sulla terra rossa di Torino, vinse entrambi i singolari contro la Spagna, prima con Manuel Santana e poi con José Higueras, fornendo un contributo decisivo al successo dell'Italia sulla squadra iberica. La vittoria ottenuta in cinque set contro Jan Kodeš non fu, invece, sufficiente ad evitare la sconfitta dell'Italia nella finale della Zona B europea disputata contro la Cecoslovacchia sulla terra rossa di Praga.
Con l'introduzione del nuovo sistema di calcolo computerizzato, il 23 agosto Barazzutti figurava alla posizione n. 73 della classifica mondiale, quinto tennista italiano a essere entrato nella top 100.
Nel suo debutto sull'erba degli US Open, Barazzutti non andò oltre il primo turno fermato dallo statunitense Charles Owens.
Chiuse la stagione, la prima con la classifica computerizzata, al numero 76.
1974: prime semifinali ATP, successo su Nastase Sulla terra rossa di Monaco, raggiunse la sua prima semifinale ATP. Il 17 maggio, superando nei quarti di finale Ilie Nastase, col punteggio di 3–6, 7–6, 6–1, diventò il primo tennista italiano a sconfiggere il numero uno della classifica mondiale computerizzata. In semifinale rimediò soltanto tre giochi con François Jauffret.
Nella semifinale del torneo di Bournemouth, il 25 maggio, Nastase vendicò la sconfitta subita otto giorni prima a Monaco, imponendosi col punteggio di 9–8, 9–7, in un match interrotto per pioggia sul tiebreak del primo set con il tennista romeno in vantaggio 5-2 e ripreso e concluso il giorno successivo.
Alla sua terza partecipazione al Roland Garros il suo cammino si concluse nuovamente al terzo turno, per mano di Eddie Dibbs.
Sulla terra rossa di Bastad giunse ai quarti di finale dove si arrese per la quarta volta in carriera a Björn Borg.
Nella finale della Zona A europea disputata contro la Romania sulla terra rossa di Mestre e vinta dall'Italia per 3–2, Barazzutti fu nuovamente sconfitto da Nastase ma il suo successo su Ion Tiriac determinò il passaggio del turno degli "azzurri".
Chiuse la stagione al 57º posto del ranking ATP.
1975: prima finale ATP e top 40 Il 1975 fu una delle sue stagioni meno brillanti, segnata dalle eliminazioni al secondo turno al Roland Garros ed al primo turno a Wimbledon, e dalla mancata partecipazione agli US Open.
Al torneo di Barcellona fu eliminato al primo turno da Björn Borg, nell'incontro più combattuto da lui disputato contro il tennista svedese, che si impose soltanto al tie–break del terzo set.
Agli internazionali d'Italia fu sconfitto al terzo turno da Raúl Ramírez.
In Coppa Davis, nella semifinale della Zona B europea disputata contro la Francia sulla terra rossa dello Stade Roland Garros, l'Italia fu sconfitta per 3–2. Dopo l'incontro perso da Adriano Panatta con François Jauffret, Barazzutti portò la situazione in parità, battendo Patrice Dominguez. Panatta e Bertolucci si aggiudicarono la gara di doppio su Jauffret e Dominguez, portando in vantaggio l'Italia, 2–1. Dominguez riportò la Francia in parità, battendo Panatta. L'incontro decisivo, vinto da Jauffret su Barazzutti, decretò l'eliminazione dell'Italia dal torneo.
A novembre, al torneo di Manila, raggiunse la sua prima finale in un torneo del circuito maggiore, battendo quattro giocatori australiani, tra cui, nei quarti di finale, il numero 6 del mondo Ken Rosewall, sconfitto con due tie–break, nella sua seconda vittoria in carriera contro un top 10. Nella prima finale ATP disputata da un tennista italiano su una superficie diversa dalla terra rossa, fu sconfitto in due set da Ross Case.
Chiuse la stagione al numero 40 del ranking ATP.
1976: Coppa Davis, primo titolo ATP, due finali
Iniziò la stagione coi quarti di finale raggiunti a Valencia e l'eliminazione al primo turno a Barcellona.
Al torneo di Nizza, superò, nell'ordine, Sashi Menon, Balázs Taróczy, Wojciech Fibak e Jean–François Caujolle, che in semifinale aveva eliminato Adriano Panatta. Il 12 aprile, sconfisse in finale Jan Kodeš in cinque partite (6–2, 2–6, 5–7, 7–6, 8–6), annullando un match point, grazie a una volée di Kodeš terminata sul nastro e ricaduta sul campo del giocatore cecoslovacco, e rimontando in due occasioni un break di svantaggio nel set decisivo. Barazzutti diventò così il terzo tennista italiano a conquistare un titolo del circuito maggiore nell'era Open.
Agli Internazionali d'Italia giunse per la prima volta ai quarti di finale dove fu sconfitto dal numero due del mondo e testa di serie numero uno, Guillermo Vilas, che fu poi suo giustiziere anche negli ottavi di finale del Roland Garros.
Nell'ultima settimana di maggio, nei quarti di finale della Zona B europea di Coppa Davis, disputati contro la Iugoslavia sulla terra rossa di Bologna e vinti dall'Italia per 5–0, Barazzutti si aggiudicò entrambi i singolari, rispettivamente contro Zeljko Franulovic e Nicola Pilic. Dal 16 al 18 luglio, per la semifinale della Zona B europea, l'Italia affrontava al Foro Italico di Roma una Svezia priva di Björn Borg, che diede sorprendentemente forfait dopo la sua prima vittoria a Wimbledon. Barazzutti vinse il singolare contro Kjell Johansson in cinque set. L’Italia si impose per 4–0.
A Bastad Barazzutti raggiunse la sua terza finale in carriera, dove, dopo aver mancato 3 match point sul 6–4, 5–3, fu sconfitto da Tonino Zugarelli, che conquistò così il suo unico titolo ATP in carriera. Il 6 luglio Barazzutti salì alla posizione nº 18 del ranking mondiale, diventando il terzo tennista italiano (su un totale di 13) ad essere entrato nella top 20 dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato.
Dopo un'assenza di due anni, fece la sua seconda esperienza agli US Open, la sua prima su terra verde, fermandosi al secondo turno, sconfitto da John Yuill, dopo aver eliminato al primo Paul Kronk.
Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, disputata contro l'Australia dal 24 al 26 settembre al Foro Italico di Roma, gli "azzurri" si imposero per 3–2. Barazzutti ottenne la vittoria in singolare nell'incontro di apertura contro John Newcombe. Nel singolare successivo Panatta fu sconfitto da John Alexander; Panatta e Paolo Bertolucci si aggiudicarono la prova di doppio contro il duo formato da Newcombe e Roche. Barazzutti perse il singolare con Alexander e, sul 2–2, Panatta sconfisse Newcombe regalando all'Italia la prima finale di Coppa Davis.
Sulla terra rossa di Tokyo, Barazzutti giunse ancora in finale sconfiggendo nel turno precedente il numero nove del mondo Ken Rosewall. Nell'atto conclusivo si arrese in due set a Roscoe Tanner.
Dal 17 al 19 dicembre, all’Estadio Nacional de Chile di Santiago, andò in scena la finale di Coppa Davis tra Italia e Cile. Barazzutti vinse il primo singolare su Jaime Fillol (7–5, 4–6, 7–5, 6–1), seguito da Panatta che sconfisse Patricio Cornejo. La vittoria del doppio Panatta–Bertolucci, sul duo cileno formato da Fillol e Cornejo (3–6, 6–2, 6–3, 9–7) rese ininfluenti i due singolari successivi e decretò il successo dei ragazzi capitanati da Nicola Pietrangeli. L'Italia conquistava la prima Coppa Davis della sua storia.
Barazzutti chiuse la stagione al 22º posto del ranking ATP.
1977: nº 1 d'Italia, 3 titoli ATP, finale a Monte Carlo, semifinale US Open, finale Davis Iniziò la sua stagione migliore sul sintetico del WCT di Richmond, dove giunse in semifinale eliminando Dick Stockton negli ottavi e Ross Case nei quarti. Ad estrometterlo dal torneo fu Vitas Gerulaitis che lo sconfisse in tre set.