Origine ʿAbd al-Raḥmān era figlio di ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī, di cui non si conoscono gli ascendenti, come riportano sia la Histoire de la conquête de l'Espagne par les Musulmans, sia gli Ajbar Machmuâ: crónica anónima, e la Ibn Abd-el-Hakem's History of the Conquest of Spain.

Biografia Rinomato tābiʿī, partecipò alla conquista musulmana della Penisola iberica (711-714) e poi a numerose spedizioni militari contro le sacche di resistenza cristiana nelle Asturie tra il 730 e il 731, oltre ad avere sedato diverse rivolte in Spagna.

Dopo la sconfitta subita dai musulmani a Tolosa del 721 le truppe arabo-berbere islamiche acclamarono il loro generale ʿAbd al-Raḥmān comandante dell'esercito e wālī di al-Andalus ad interim, che quindi resse il governo di al-Andalus fino a quando fu nominato wālī ʿAnbasa ibn Suḥaym al-Kalbī, come riporta la Histoire de l'Afrique et de l'Espagne. Il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia riporta che ʿAbd al-Raḥmān era un uomo pio, che apparteneva alla generazione che aveva conosciuto vari Compagni del profeta Maometto e godeva di un enorme prestigio nella penisola iberica, tanto che gli assassini di ʿAbd al-ʿAzīz ibn Mūsā, nel 716, cercarono la sua collaborazione in quanto era considerato la persona di maggior prestigio in al-Andalus.

Nel maggio del 730, come conferma la Histoire de l'Afrique et de l'Espagne, ʿAbd al-Raḥmān fu nominato Wālī di al-Andalus, carica che mantenne per circa due anni e mezzo. Come i suoi predecessori, ʿAbd al-Raḥmān continuò a ignorare la presenza di Pelagio, che, nelle Asturie, con un nucleo di seguaci, controllava una parte del territorio, come riporta anche gli Ajbar Machmuâ: crónica anónima, riferendosi all'anno 728.

Nell'autunno del 731, alla testa delle sue truppe, ʿAbd al-Raḥmān attraversò i Pirenei, penetrò in Aquitania, e approfittando delle difficoltà del duca d'Aquitania Oddone (che era impegnato contro i Franchi di Carlo Martello) lo sconfisse nella Battaglia della Garonna, mentre secondo l'anonimo continuatore del cronista Fredegario e gli Annales Mettenses ʿAbd al-Raḥmān al-Ghāfiqī fu chiamato dallo stesso Oddone I per contrastare Carlo MartelloFredegario, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars prima, auctore anonymo, CVIII, ma che una volta arrivati a Bordeaux cominciarono a uccidere e a bruciare alcune chiese. Anche secondo lEx Chronico Hermanni contracti i Saraceni, chiamati da Oddone I, devastarono la Gallia, inclusa l'Aquitania.Dopo la conquista, il saccheggio e l'incendio di tutte le chiese di Bordeaux Oddone fu costretto a un'alleanza contro i Franchi con ʿAbd al-Raḥmān, il cui esercito continuava l'avanzata verso il nord dell'Aquitania, saccheggiando i ricchi monasteri, fino a Poitiers, che, assediata, seppe resistere; ma mentre il grosso dell'esercito proseguiva verso Tours (dove contava di saccheggiare i tesori custoditi nelle chiese della città), la basilica di Sant'Ilario, fuori dalle mura di Poitiers, fu incendiata.Allora Oddone, sciolta l'alleanza con i musulmani, implorò l'aiuto di Carlo, il quale, dopo la riconciliazione, accorse e si attestò alla confluenza dei fiumi Clain e Vienne.I due eserciti si fronteggiarono per sette giorni e finalmente, un sabato di ottobre del 732 (cento anni esatti dalla morte di Maometto, come riporta lo storico Christian PfisterChristian Pfister, "La Gallia sotto i franchi merovingi: vicende storiche", in "Storia del mondo medievale", vol. I, 1999, pagg. 709), si scontrarono vicino a Poitiers, e, pur superiore di numero, l'esercito di ʿAbd al-Raḥmān fu sconfitto dai Franchi di Carlo Martello e il generale perse la vita assieme a molti dei suoi uomini. Quando i Franchi, il giorno successivo alla battaglia, cercarono di riprendere il combattimento, si accorsero che gli arabi erano fuggiti abbandonando i loro accampamenti con tutto il materiale bellico, come riporta lo storico C.H. BeckerC.H. Becker, "L'espansione dei saraceni in Africa e in Europa", in "Storia del mondo medievale", vol. II, 1999, pag. 79. Secondo alcuni cronisti arabi il generale ʿAbd al-Raḥmān era una persona molto amata sia dal suo popolo che dai suoi soldati. Note

Bibliografia Fonti primarie Fredegario, FREDEGARII SCHOLASTICI CHRONICUM CUM SUIS CONTINUATORIBUS, SIVE APPENDIX AD SANCTI GREGORII EPISCOPI TURONENSIS HISTORIAM FRANCORUM. Annales Mettenses Priores. Monumenta Germaniae historica, Scriptorum, tomus 1. Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius.

Letteratura storiografica M. Christian Pfister, "La Gallia sotto i franchi merovingi: vicende storiche", in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 688–711 C.H. Becker, "L'espansione dei saraceni in Africa e in Europa", in Storia del mondo medievale, vol. II, 1999, pp. 70–96

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