Socialisti Democratici Italiani (SDI) è stato un partito politico italiano socialdemocratico di centro-sinistra, nato il 10 maggio 1998 a Fiuggi, dall'iniziativa di alcuni dirigenti ed esponenti di movimenti socialisti provenienti dal Partito Socialista Italiano (PSI), dal Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) e dalla Federazione Laburista. A livello internazionale, aderiva al Partito del Socialismo Europeo e all'Internazionale Socialista.

Lo SDI è stato impegnato nel percorso della Costituente Socialista che ha ridato vita, nel 2007, al Partito Socialista, nel quale è confluito.

Storia Costituente Socialista: nascono i Socialisti Democratici Italiani I socialisti, dopo lo scioglimento del PSI, dovuto allo scandalo di Tangentopoli, si ritrovano senza precisi riferimenti identitari ed assumono variegate collocazioni all'interno del sistema politico italiano, senza un partito che raccolga le precise istanze dell'esperienza riformista che era stata propria del PSI.

Da una presa d'atto di tale situazione si materializza l'esigenza di fondare un partito, rivolto soprattutto alle istanze del socialismo europeo, per ricomporre almeno parzialmente questo scenario.

Così, il piccolo movimento dei Socialisti Italiani, guidato da Enrico Boselli si fa promotore di una Costituente Socialista, alla quale aderiscono:

una parte del gruppo dirigente del Partito Socialista Democratico Italiano di Gian Franco Schietroma;

la componente del Partito Socialista facente capo ad Ugo Intini, formato da ex-PSI ed ex-PSDI; dissidenti della Federazione Laburista che non condividevano l'entrata del movimento all'interno dei DS, il cui principale esponente è Alberto Benzoni.

Così nasce il nuovo partito dei Socialisti Democratici Italiani, che organizza il suo congresso costitutivo a Fiuggi il 10 maggio 1998: qui si ritrova un gruppo di orfani del partito che fu di Bettino Craxi, i quali eleggono come loro presidente Enrico Boselli. I Socialisti Democratici Italiani, contestualmente alla loro costituzione, compiono una scelta di campo ed entrano a far parte della coalizione di centrosinistra, L'Ulivo, che in questa fase è al governo del Paese sotto la guida di Romano Prodi.

Europee 1999 e ingresso nel Governo D'Alema I

Il debutto ufficiale del partito al contatto degli elettori avviene in occasione delle elezioni europee del 1999, quando lo SDI raccoglie circa 660 000 voti ed il 2,1%, piazzandosi come una forza con un discreto successo ma non certo paragonabile alla tradizione del PSI. Vengono eletti parlamentari europei Enrico Boselli e Claudio Martelli.

Intanto, lo SDI partecipa alla formazione dei governi dell'Ulivo. Dopo la caduta del Governo Prodi, cui il partito aveva fornito il suo appoggio pur senza esprimere una propria presenza, a causa del venir meno dell'appoggio di Rifondazione Comunista, diventa Presidente del Consiglio Massimo D'Alema, che chiamerà, nel suo primo governo Angelo Piazza al Ministero della Funzione Pubblica e Gian Franco Schietroma come sottosegretario alle Finanze.

Successivamente il gruppo alla Camera vede l'adesione di Tiziana Parenti, fuoriuscita dall'Unione Democratica per la Repubblica di Francesco Cossiga e, ancor prima, da Forza Italia.

Strappo con D'Alema e il Governo A dicembre del 1999 si apre, tuttavia, una crisi all'interno dell'esecutivo: al congresso del partito, il leader socialista Enrico Boselli critica l'operato di D'Alema, sostenendo che la sua premiership avrebbe provocato una sicura sconfitta alle future elezioni. Il presidente del Consiglio, intervenendo al congresso socialista, sostiene di avere avuto il merito di riportare i socialisti al governo citando la figura di Giuliano Amato, ministro del Tesoro in carica. Tale citazione, tuttavia, viene assunta come una provocazione da parte dello SDI, visti gli infelici rapporti tra Amato e il partito.

Il dibattito politico si infiamma e D'Alema decide di rassegnare le sue dimissioni al neoeletto Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 19 dicembre, il quale successivamente gli riaffida l'incarico di formare il governo, che otterrà una nuova fiducia dal Parlamento ma con l'astensione dei Socialisti Democratici Italiani, che decidono di non partecipare al Governo D'Alema II.

I rapporti con il resto della coalizione e soprattutto con i Democratici di Sinistra si rinsaldano soltanto successivamente, quando - nell'aprile del 2000 - diventa presidente del Consiglio lo stesso Amato: al nuovo Governo i Socialisti Democratici Italiani aderiscono con un proprio ministro, Ottaviano Del Turco, che riceve la delega al dicastero delle Finanze, e con due sottosegretari: Intini agli Esteri e Schietroma all'Interno.

Scissione della Lega Socialista

Nel 2000 Bobo Craxi e Claudio Martelli lasciarono polemicamente i Socialisti Democratici Italiani per fondare un nuovo partito socialdemocratico, la Lega Socialista, con lo scopo di allearsi con il centro-destra guidato da Silvio Berlusconi. La Lega Socialista operava già come corrente interna del partito.

Un anno più tardi, nel 2001, la Lega Socialista, insieme al Partito Socialista di Gianni De Michelis, diede vita al Partito Socialista - Nuovo PSI, partito coalizzato nella Casa delle Libertà.

Politiche 2001: il Girasole e opposizione

La coalizione dell'Ulivo si prepara, intanto, alle elezioni politiche del 2001, sostenendo la candidatura a premier di Francesco Rutelli. Lo SDI è parte integrante dello schieramento e presenta, nella quota proporzionale, una lista insieme ai Verdi, denominata Il Girasole, per superare lo sbarramento del 4% previsto dalla legge elettorale in vigore. La lista prende ispirazione dal modello tedesco di coalizione rosso-verde (composta da SPD e Alleanza 90/I Verdi).

Il Girasole, tuttavia, non raggiunge i risultati sperati: nonostante l'aggregazione, raccoglie soltanto il 2,2% e non accede alla ripartizione dei seggi proporzionali. Lo SDI si ritrova con 9 deputati e 6 senatori, finisce nel gruppo misto e non può costituire gruppi parlamentari autonomi.

A vincere le elezioni è la Casa delle Libertà di Silvio Berlusconi che diventa presidente del Consiglio. Il nuovo governo diventa operativo e lo SDI, dall'opposizione, tenta un proprio rafforzamento elettorale, lavorando anche nell'ambito del centrosinistra per ripristinare la credibilità della coalizione, la cui leadership - in questi anni - viene nuovamente affidata a Romano Prodi, che nel frattempo è presidente della Commissione europea.

Progetto unitario dell'Ulivo Dallo stesso Prodi partono segnali di novità: il suo obiettivo è quello di creare una base forte e credibile che possa assicurare la stabilità ad un futuro governo di centrosinistra.

L'idea compie i suoi primi passi in occasione delle elezioni europee del 2004, quando Prodi propone a tutti gli alleati di presentarsi sotto un unico simbolo, il simbolo dell'Ulivo che - sostiene - per gli italiani significa buon governo e cambiamento. I Socialisti Democratici Italiani, con il parere favorevole espresso nel III Congresso del partito (aprile 2004), aderiscono all'appello: Boselli, in tale circostanza, tra le altre cose, si rende protagonista di una polemica con Antonio Di Pietro, manifestando contrarietà all'ingresso di Italia dei Valori nel progetto riformista.

Dall'intesa maturata dai socialisti insieme ai Democratici di Sinistra, alla Margherita e ad altri piccoli soggetti politici quali i Repubblicani Europei, nasce la lista "Uniti nell'Ulivo" che alle Europee ottiene il 31% dei consensi, con l'obiettivo di dare una spinta riformista nel Parlamento europeo. Lo SDI elegge due eurodeputati: Pia Locatelli ed Ottaviano Del Turco (il quale, un anno dopo, però, si dimetterà dalla carica dopo la sua elezione a presidente della Regione Abruzzo).

I partiti della lista unitaria decidono anche di darsi una organizzazione federale, di dare ancora più concretezza al progetto dell'Ulivo delegando ad organi sovra-partitici le competenze specifiche di alcuni settori. Così, a febbraio 2005, viene costituita la Federazione dell'Ulivo, all'interno della quale lo SDI conta 2 (compreso il segretario nazionale) dei 12 componenti della presidenza.

Regionali 2005: Unità Socialista Intanto, in vista delle elezioni regionali che interessano 14 regioni italiane e dell'approssimarsi dell'appuntamento con il rinnovo del Parlamento nel 2006, la coalizione di centrosinistra si allarga ai partiti e ai movimenti che ne erano rimasti precedentemente esclusi ed assume la nuova denominazione di L'Unione, la quale conquista il governo di 12 regioni su 14.

I partiti della Federazione dell'Ulivo decidono di presentarsi sotto il simbolo dell'Ulivo in 9 regioni, mentre concorrono autonomamente nelle altre 5: la Federazione dell'Ulivo raccoglie un 34,2% (sulla base delle 9 regioni), mentre i Socialisti Democratici Italiani sono al 4,5% (sulla base delle 5).

Nelle regioni in cui corre da solo, l'SDI apre alla dicitura di Unità Socialista, come ennesimo riferimento all'obiettivo dell'unità dei socialisti e della costruzione di un progetto riformista nel centrosinistra, all'interno dell'Unione. In questa circostanza, infatti, l'SDI si apre ad altri movimenti locali d'ispirazione socialista.

I Socialisti Democratici Italiani abbandonano la Federazione dell'Ulivo La strada dei Socialisti Democratici Italiani, però, dopo la breve esperienza del 2004-2005 si divide da quella dei due partiti maggiori del centrosinistra, i DS e la Margherita, con i quali aveva costituito la Federazione dell'Ulivo.

I dissapori sorgono in seguito ai referendum sulla procreazione medicalmente assistita che si svolgono a giugno 2005: lo SDI, insieme ai DS, è per l'abrogazione della legge varata dal Governo Berlusconi giudicando restrittive le norme d'accesso ai trattamenti terapeutici; nella Margherita, pur lasciando libertà di coscienza ai propri elettori, prevale la posizione dell'astensione (annunciata, a livello personale, dallo stesso leader Rutelli) anche a seguito dell'appello lanciato ai cattolici in tal senso dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Alla fine il referendum fallisce: il quorum non viene raggiunto, va al voto solo il 25,6% degli elettori, ma la posizione della Margherita inasprisce i rapporti con i socialisti, il quale dà una sterzata nel verso della laicità e accusa la Margherita di clericalismo.

Pochi mesi dopo, il 16 ottobre 2005 si svolgono le elezioni primarie dell'Unione che conferiscono a Romano Prodi, sostenuto anche dai socialisti, l'investitura di leader della coalizione.

Progetto radical-socialista: la Rosa nel Pugno

Nel frattempo, abbandonata l'idea di una federazione dell'Ulivo (che poi si trasformerà nelle basi per la nascita di un vero e proprio partito unico), lo SDI si dedica a nuovi obiettivi e si rivolge all'area laica, socialista, liberale e radicale, avviando un percorso comune con i Radicali Italiani di Marco Pannella ed Emma Bonino, con l'intento di creare una nuova forza nel nome di "Fortuna, Blair e Zapatero": una prima convention costitutiva si tiene nel settembre 2005, a Fiuggi, siglando il progetto di un soggetto socialista e radicale sul modello spagnolo, sotto l'insegna di un socialismo liberale e libertario fortemente impegnato sul tema dei diritti civili e della laicità dello Stato.