La letteratura brasiliana è formata dalle opere letterarie composte in lingua portoghese dal Cinquecento fino ai giorni nostri in Brasile.

Gli inizi Il Brasile venne scoperto il 22 aprile 1500 da parte della flotta portoghese, comandata dall'ammiraglio Pedro Álvares Cabral, il quale rivendicò le terre alla Corona di Lisbona con il nome di "Terra da Vera Cruz" (Terra della Vera Croce).

I coloni sbarcati su questa nuova terra rimasero affascinati dalle bellezze e dalle particolarità di questo Nuovo Mondo. Cominciarono a descriverla in ogni sua caratteristica, finché il paesaggio divenne l'oggetto principale di questa nuova letteratura. Al punto che sostituirono all'esaltazione epica della patria europea l'esaltazione del nuovo continente.

Lo scrittore-colono nella sua scrittura, cerca di risaltare il più possibile ogni elemento del luogo; il paesaggio è definito come un "paradiso terrestre", ricco di una grande varietà di flora e fauna, cui si accosta la descrizione dell'indio brasiliano e dell'incanto esotico delle donne.

I coloni, in queste descrizioni del paesaggio, utilizzano uno stile letterario formatosi in molti secoli di storia portoghese.

A queste annotazioni sul paesaggio seguirono i primi tentativi poetici da parte dei coloni, che unirono alle strutture letterarie portoghesi una metrica locale.

Questa particolare unione venne utilizzata anche come metodo di ricerca di uno "stile brasiliano". Gli scrittori-coloni utilizzavano uno stile di scrittura portoghese, ma volevano staccarsi da quest'ultimo, attraverso un processo di autodefinizione che passava per la scrittura.

Questi modi di scrittura delineeranno negli anni due tipi di letteratura, una più di tipo coloniale, propria del nuovo esploratore e una di tipo nazionale, legata ai metodi di scrittura del Portogallo.

Carta di Pero Vaz de Caminha Pero Vaz de Caminha è nato in Portogallo, nella città di Porto nel 1450. Era imbarcato con la spedizione di Pedro Alvares Cabral come scrivano di bordo. Era uno scrittore capace e ben affermato, in grado di mescolare una cultura umanistica con la capacità di descrizione analitica.

Pero scriverà l'atto di nascita del Brasile, uno dei documenti più importanti nella storia delle scoperte e delle colonizzazioni: La Carta do Achamento do Brasil (traducibile come: Notizia della scoperta del Brasile), riconosciuto come il primo documento di Letteratura Brasiliana.

Il documento è scritto sotto forma di libro di memorie; per questo si inserisce nel genere letterario delle notizie di viaggio, diventato un genere tipico di quegli anni. Il documento era stato composto da Pero per il Re, e copre il periodo trascorso a bordo e i giorni subito successivi allo sbarco nella nuova terra.

La carta sarà pubblicata solo 300 anni dopo, nel 1817.

Lingua della letteratura La letteratura brasiliana è scritta in portoghese, utilizzato come lingua principale della cultura in tutto lo Stato.

La lingua arriverà ad assumere nell'uso letterario, caratteri puristi diversi dal portoghese europeo. Questo nuovo portoghese si svilupperà in direzione di una maggiore autonomia.

Troviamo cambiamenti interessanti nel lessico, dove elementi portoghesi come i popolarismi vengono via via modificati, fino a diventare dei veri e propri brasilianismi lessicali, individuabili anche sul piano fonologico. Si trovano facilmente nei nomi locali di alberi, frutti, piante e animali, spesso anche per concetti propri del luogo.

Tuttavia, queste nuove modalità d'uso non saranno ancora sufficienti per poter affermare che è nata una nuova lingua con propri tratti distintivi, derivata da quella portoghese. Nell'uso famigliare e in quello regionale si noteranno tendenze differenti all'interno della variante brasiliana, rispetto al portoghese; ma per quanto riguarda l'uso letterario, quest'ultimo rivela una fondamentale unitarietà tra le due lingue.

Solo nel '900, con la rivoluzione modernista, il brasiliano acquisterà una propria autonomia. I modernisti (Mário de Andrade, Sousândrade) nella loro opposizione verso la terra madre e il sarcastico e polemico rifiuto verso l'Europa in generale, riuscirono a dar vita ad una lingua letteraria brasiliana.

Temi letterari La letteratura brasiliana si caratterizza per la scelta dei temi trattati: quelli che maggiormente ne fanno parte sono di tipo storico-folcloristico e storico-sociale.

La storia del Brasile giocherà sempre un ruolo molto importante all'interno della letteratura.

Il viaggio Il tema più caratteristico e suggestivo della letteratura è probabilmente quello del viaggio, contraddistinto dal tono lirico usato dagli scrittori.

Questi scritti erano destinati a far conoscere all'uomo d'oltre oceano il nuovo mondo, con le sue innumerevoli particolarità e differenze, come un reportage di viaggio.

Viene descritto il paesaggio naturale, con la sua flora e fauna, insieme alla componente indigena: racconteranno della bellezza delle donne e spiegheranno le differenze tra indio e nero.

L'indio L'indio del 500 in Brasile parve agli europei un selvaggio sottosviluppato tecnologicamente, rispetto a loro. È un uomo senza storia, ben lontano da quelli presenti in altre parti dell'America, che hanno dato origine a più importanti culture, come gli Aztechi e i Maya nel Messico.

I colonizzatori lo descriveranno in modo molto dispregiativo, definendolo come personalista, incosciente, nomade-cacciatore e tendente al cannibalismo, impossibile da inserire in una organizzazione di lavoro.

Diverrà una figura fondamentale in letteratura, al punto che per i romantici sarà la personificazione di una libertà non addomesticata.

I neoromantici si spinsero ancora più in là; l'indio sarà la figura basilare per il manifesto della non scoperta del sud America, perché già abitata da una popolazione indigena.

Negli ultimi decenni, il problema dell'Amazzonia, con i suoi sviluppi economico-sociali, ha aperto in letteratura nuovi percorsi per il tema dell'indio, con la produzione di nuovi sfondi e personaggi più aderenti all'attuale realtà originaria del paese.

Il nero I primi schiavi sbarcarono nel 1531 sulle coste di Bahia, nel nordest del Brasile, dove si coltivava esclusivamente canna da zucchero. Il nero sarà la figura che più si contrapporrà all'indio, in tutte le sue sfaccettature.

Era nato come schiavo da lavoro, un essere umano privato dai bianchi della propria umanità e dei propri diritti, per poi diventare parte integrante del neonato Brasile; sarà la colonna portante dell'economia.

I bianchi e neri, impareranno a convivere insieme, identificando nella figura del mulatto il loro carattere comune. Nelle fazendas i neri e i mulatti vivono e crescono accanto ai padroni bianchi, i neri scambiano con gli indigeni il loro patrimonio culturale fatto di musiche, storie e rituali africani, e gli indios portano i riti degli stregoni feiticeiros.

La sua trasposizione in letteratura sarà un procedimento lento, che avviene solo con una presa di coscienza sociale, avviata dall'estero con i filoni di pensiero europei; dalla Francia umanistica e illuminista e dall'America abolizionista.

Il tema nero come argomento collettivo è, tuttavia, un prodotto degli ultimi due secoli.

Literatura de Cordel

È una letteratura originaria del Portogallo, sviluppatasi a partire dalla fine del XV secolo. Il termine cordel significa letteralmente "cordicella" e indica il modo con cui venivano esposti i testi, attaccati a una cordicella.

La stampa a basso costo fatta su carta riciclata per un costo minore faceva sì che gli scritti fossero destinati al popolo, dato che i libri avevano un costo economicamente inaccessibile per molte persone.

Il genere popolano è da sempre stato considerato come un derivato della produzione cardinale, per il sistema di produzione, il tipo di pubblico a cui era indirizzato e le modalità con cui veniva trasmesso, che non erano propri della letteratura colta.

Gli scritti venivano appesi a questa cordicella, per essere esposti nelle edicole o sulle bancarelle, agli angoli delle strade per essere venduti durante le fiere, che erano il miglior posto per la diffusione di questi scritti. Queste fiere erano, inoltre, lo spazio di maggior ritrovo per la cultura popolare.

Questi testi avranno funzione sia di raccolta di libri popolari, sia di mezzi di informazione ed educazione, impiegati inoltre per promuovere svago e divertimento.

I coloni portarono con loro questa usanza, che si sviluppò rapidamente anche nel Nordest brasiliano.

Tale zona si presterà molto bene, sin dall'inizio, allo svilupparsi di tale letteratura, favorita dalla coesistenza di più culture, civiltà e tradizioni diverse. E di determinati fattori sociali, che saranno responsabili di particolari fenomeni, come l'insorgere di gruppi armati, chiamati cangaceiros.

Più che una vera e propria espressione culturale popolare si delineerà come un folklore contadino, per questa ragione diversi studiosi assegnano a tale produzione letteraria uno scarso valore.

Il pubblico, molto differenziato, sarà composto principalmente da contadini incuriositi dalla cronaca locale (delitti, feste e aggiornamenti politici) o interessati a narrazioni di tradizioni o di carattere storico, fantastico, religioso e a tematiche regionali.

È un genere in cui si uniscono antico e moderno, dove le tecniche orali e di scrittura tendono a mescolarsi, originando molti problemi per quanto riguarda la classificazione e l'attribuzione dei testi.

La Literatura de Cordel resterà una letteratura minore destinata al popolo, all'interno della quale si intrecceranno fonti indie, nere e portoghesi, ognuna di queste con le proprie tradizioni religiose, detti popolari e racconti. Sarà il motivo per cui le storie dell'epica cavalleresca sono conosciute anche nel sertão e figure come quella dei cangaceiros e quella di Carlo Magno sono molto spesso associate al Nordest, componendo una serie di canzoni e di gesti che fanno riferimento a quella parte geografica del Brasile.

Questa sovrapposizione di culture, in questo genere, avrà un ruolo fondamentale; la componente portoghese, sarà la più importante e darà luogo ad un fenomeno di sincretismo culturale.

Si tratta di una letteratura quasi di informazione, come lo sarebbero i quotidiani dei giorni nostri, fa da ritratto della collettività, informando su ciò che avviene, della situazione umana e sociale partecipando agli avvenimenti. Il narratore di queste storie quotidiane del sertão sarà il cosiddetto cantador (cantastorie) che contribuirà, oltre che alla divulgazione, alla creazione di legami tra comunità sertanejas altrimenti abbandonate a se stesse, grazie al suo continuo pellegrinaggio di città in città.

Alla base delle letteratura popolare c'è l'impegno di chiarire ed esaminare l'esperienza storica e sociale da cui nasce la Literatura de Cordel, che ha il compito di comunicare le paure e i timori della propria gente, affrontando tutto ciò che in qualche modo ne spegne i sogni collettivi di giustizia sociale, presentandosi come memoriale, documento e registro della storia del Brasile.

La Literatura de Cordel sarà apprezzata solo anni dopo la sua apparizione, come una vera comunicazione di una cultura popolare.

Cantador Il cantador si presentava al pubblico in qualità di narratore, musico, predicatore e indovino, dimostrando di potersi esibire in numerosi ambiti. Quando si esibiva adoperava sempre differenti scelte metrico-ritmiche, tanto che si può parlare di un'arte poetica nordestina.

I testi sono scritti seguendo delle determinate convenzioni, con lo scopo di coinvolgere il più possibile il pubblico cittadino; predilige la familiarità e la semplicità, con il fine di riuscire a determinare un certo tipo di contatto con il pubblico, senza trascurare il compito formativo che questi testi svolgono.

Per quanto riguarda il profilo sociale del cantador, era quasi sempre un uomo con scarsa istruzione, ma con un talento per lo spettacolo.