La partita spagnola o apertura spagnola (chiamata anche Ruy López nei paesi anglofoni) è un'apertura molto popolare del gioco degli scacchi, adottata dai più grandi giocatori di ogni epoca quali Steinitz, Lasker, Capablanca, Alechin, Keres, Tal', Spasskij, Fischer, Kasparov, Karpov, Korčnoj, Kramnik, Carlsen, Anand, Lékó. È caratterizzata dalle mosse 1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5
Le analisi di questa apertura sono state sviluppate molto in profondità e solo i giocatori più esperti sono in grado di capirne fino in fondo tutti gli aspetti tattici e posizionali. Si considera che la conoscenza approfondita della partita spagnola sia un segno di completezza scacchistica.
Furono gli spagnoli Luis Ramírez de Lucena e Ruy López de Segura, nel XVI secolo, a capire per primi l'efficacia di questo impianto. Una prima considerazione teorica del tratto "Af1-b5" risale al 1561, quando a Madrid apparve il libro Libro de la invención liberal y arte de juego de Axedrez scritto da Ruy López de Segura, benché Lucena avesse menzionato il tratto del testo 60 anni prima, senza però intendimenti teorici.
Strategia Con 3. Ab5, il Bianco attacca indirettamente il pedone debole e5 minacciando di cambiare il proprio alfiere col Cc6. Da notare che questa minaccia al momento non è attuabile, in quanto dopo la sequenza 4. Axc6 dxc6 5. Cxe5, seguirebbe 5. ... Dd4. La risposta più frequente del nero è: 3. … a6 questa mossa è stata introdotta nella pratica da Morphy nel XIX secolo. Se l'alfiere cattura il cavallo, il Nero rimane con la coppia degli alfieri, seppure a prezzo di un leggero indebolimento della propria struttura pedonale. Se l'alfiere si ritira in a4 il Nero ha l'opzione prima o poi di rimuovere definitivamente la minaccia sul Cc6 mediante la spinta b7-b5.
La strategia del Bianco è riassumibile nei seguenti punti: sviluppare rapidamente i propri pezzi per favorire un rapido arrocco posizionare una torre sulla colonna "e" per difendere il pedone e4. Questo ha due ulteriori vantaggi: libera eventuali pezzi leggeri che fossero impegnati in difesa, pezzi che è bene possano avere la maggiore mobilità possibile nel mediogioco, a differenza delle torri che entrano in gioco mediamente più avanti contrasta indirettamente la spinta avversaria in d5 in quanto il pedone e5 potrebbe finire con il trovarsi sotto attacco da parte di un pezzo in più. cercare di ottenere un centro di pedoni d4-e4. Per fare questo spesso il Bianco rimanda la spinta del pedone centrale d2-d4 ad un momento più opportuno, dopo averla preparata con c3 tenere sotto pressione il cavallo c6 con l'alfiere campochiaro al fine di lottare per il controllo delle importanti case centrali d4 ed e5, sempre nell'ottica di costituire prima o poi un compatto centro di pedoni.
La strategia del Nero è riassumibile nei seguenti punti: cercare di pervenire alla spinta in d5 per costituire a sua volta un centro di pedoni rimuovere la pressione sul Cc6 per avere gioco più libero al centro messo sotto pressione dal Bianco sviluppare rapidamente l'ala di re e arroccare in vista di possibili aperture del centro fare pressione sul pedone in e4 bianco per favorire la creazione del centro d5-e5 (di frequente con le mosse, non nell'ordine: a6, b5, Ab7, Cf6, 0-0 e Tfe8) premere sul centro bianco cercando di impedire l'affiancamento centrale d4-e4
Questo in particolare si può vedere nella sequenza che porta alla posizione base della variante chiusa.
Controgambetto spagnolo
Il controgambetto spagnolo è una variante poco comune, perché dà al Bianco un buon vantaggio che, a gioco corretto, porta tranquillamente alla vittoria. Viene per lo più giocato a bassi livelli con lo scopo di sorprendere l'avversario e farlo cadere in qualche errore.
La sequenza che lo caratterizza è 1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 d5. La risposta più comune del Bianco è, ovviamente, 4.Cxe5, dato il Cavallo Nero è inchiodato e, perciò, il pedone è indifeso. Le possibili continuazioni per il Nero sono 4.Cge7 (la migliore), 4.Dd6 o 4.Ae7.
L'unica attenzione da parte del Bianco è non giocare 4.Axc6, perché riporterebbe immediatamente in partita il Nero e, addirittura in caso di altre disattenzioni, di farlo vincere. Infatti in questo caso la continuazione è 4.bxc6 5.Cxe5 Dg5, con minaccia del Nero al Cavallo e al pedone in g2. A questo punto l'unica soluzione per il Bianco per rimanere in partita è 6.Cf3 e il Nero risponde con Dxg2, riprendendo il pedone perso in precedenza e riportando la situazione in sostanziale parità. Altre mosse possono portare velocemente alla sconfitta del Bianco, come ad es. nella partita Jerry Bookter - Bill Floyd, Columbia, 1979..
Variante Bird
È caratterizzata dalla mossa <br/ > 3...Cd4<br/ > Il Nero rinuncia alla difesa di e5 e invece contrattacca con una minaccia verso l'Alfiere in b5. L'inconveniente è che dopo lo scambio di Cavalli su d4, il Nero avrà una struttura pedonale leggermente inferiore, anche se con un leggero guadagno di spazio.
Variante Nürnberg
Con la mossa 3...f6 il Nero cerca di impedire al Bianco di giocare ciò che gli darebbe più controllo sul centro della scacchiera. Tuttavia, questa apertura presenta molti problemi per il Nero, perché: rende il lato del Re Nero più debole e più facile da attaccare; impedisce al Cavallo di muoversi in una buona casella dove può difendersi e attaccare meglio; crea una debolezza nelle case f7 e f6; mette il Re in pericolo di essere attaccato dai pezzi del Bianco.
Questi sono alcuni dei motivi per cui la variante Nürnberg non è una buona apertura per il Nero. Il Bianco ha molti modi per usare a suo vantaggio gli errori del Nero e ottenere una posizione migliore. Ad esempio, uno dei modi in cui il Bianco può continuare a giocare è:
4.O−O Ac5<br/ > 5.c3 Cge7<br/ > 6.d4 exd4<br/ > 7.cxd4 Ab6<br/ > 8.Cc3 O−O<br/ > 9.d5 Ce5<br/ > 10.Cxe5 fxe5<br/ > 11.d6 Cg6<br/ > 12.Dd5+ Rh8<br/ > 13.dxc7 Dxc7<br/ > 14.Ae3<br/ >
In questa posizione, il Bianco ha un chiaro vantaggio, poiché il Re Nero non è al sicuro, i pezzi Bianchi sono più attivi e il Bianco ha due Alfieri che possono attaccare da lontano.
Variante di Lucena
Difesa di Cozio
La difesa di Cozio con 3...Cge7, è una delle varianti più antiche, ma è diventata sempre meno popolare come risposta alla terza mossa del Nero. La ragione è la posizione troppo remissiva, che non lascia molto spazio al Nero. Sebbene Bent Larsen lo usasse occasionalmente con successo, rimane una delle varianti meno esplorate della Ruy Lopez.
Variante di cambio
La ripresa 4…bxc6, per quanto giocabile, non si incontra quasi mai perché il Nero avrebbe un gioco troppo passivo. 5.Cxe5 non dà niente per 5…Dg5 con gioco pari, perciò il Bianco gioca 5.d4 exd4 6.Dxd4 Df6 7.e5! (un sacrificio di pedone in cambio di un grande vantaggio di sviluppo) 7…Dg6 8.0-0 Dxc2 9.Cc3 con chiaro vantaggio.
4.Axc6 dxc6 In questa variante il Bianco cede volontariamente l'alfiere campochiaro per danneggiare la struttura pedonale dell'avversario. Uno degli obiettivi del Bianco in questa variante è quello di riuscire a cambiare tutti i pezzi fino ad entrare in un finali di pedoni molto favorevole se non vinto. Se il Bianco riesce ad arrivare a un finale senza pezzi con la seguente struttura:
la partita è quasi automaticamente vinta. Il Nero non sarà in grado di liberarsi dell'impedonatura sull'ala di donna e il Bianco si ritrova in pratica a giocare un finale con un pedone in più: l'importante è che il Bianco non cambi mai con axb o cxb, un cambio bxc o bxa del Nero non fa sì che il Nero possa crearsi un pedone passato sull'ala di donna, anche se ha una teorica maggioranza.
Il Nero non deve sottovalutare questa velenosa variante. Soprattutto deve cercare di non cambiare pezzi, cosa che come detto avvantaggia il Bianco che ha una struttura pedonale migliore, e in special modo deve cercare di mantenere la coppia di alfieri, vero compenso dinamico del secondo giocatore in questa variante.
Dalle considerazioni di cui sopra si può ben capire che la variante per lungo tempo più popolare per il Bianco sia stata: 5.d4 exd4 6.Dxd4 Dxd4 7.Cxd4 giocata anche da Lasker in una famosa partita contro Capablanca nel torneo di San Pietroburgo del 1914. Con il tempo la tecnica difensiva del Nero si è affinata, portando questa variante ad essere giocata di rado. Negli anni '60 del XX secolo la variante di cambio ha avuto nuova vita grazie al contributo di Fischer che portò per un certo tempo in voga la mossa: 5.0-0 con l'intento di giocare in maniera più dinamica contro il centro nero, una visione contrapposta ad una visione che può essere definita statica, che mirava solamente a valorizzare il vantaggio dovuto alla migliore struttura pedonale. Il Nero dopo la quinta mossa del Bianco si ritrova con un pedone attaccato che deve essere difeso. Le risposte più comuni del Nero in questa variante sono: 5…f6 difendendo direttamente il pedone, posizione che porta ad un gioco più manovrato 5…Ag4 difendendo indirettamente il pedone, posizione che porta ad un gioco più tattico. Uno sviluppo tipico può essere: 6.h3 h5 e l'alfiere non può essere preso pena un attacco da matto dopo 7.hxg4 hxg4 8.Cxe5 Dh4
Difesa berlinese
In questa variante il Nero si disinteressa dell'attacco indiretto portato al pedone e5 con la terza mossa del Bianco, e contrattacca immediatamente al centro sviluppando nello stesso tempo un pezzo. È considerata una difesa molto solida, nella quale il Nero ottiene di solito posizioni ristrette ma senza punti deboli o difficili da attaccare. Se il Bianco non gioca con energia è facile che il Nero riesca a prendere il sopravvento.
Uno sviluppo tipico chiamato il per la sua estrema solidità può essere quello illustrato nel diagramma 1: 4.0-0 Cxe4 5.d4 Cd6 6.Axc6 dxc6 7.dxe5 Cf5 8.Dxd8 Rxd8 con gioco pari.
A vedere la posizione risultante da questa sequenza il Bianco è apparentemente in grande vantaggio: ha un avamposto centrale costituito dal pedone e5 il re è arroccato mentre il re avversario ha perso il diritto di arroccare ed è rimasto al centro è in vantaggio di sviluppo ha una struttura pedonale migliore mentre il Nero ha una brutta impedonatura in c6 Eppure a dispetto di tutto ciò non è facile per il Bianco trovare un piano di gioco in grado di sfruttare queste caratteristiche: il Bianco per sfruttare appieno le possibilità della posizione avrebbe bisogno proprio dell'alfiere campochiaro che ha cambiato in c6 il pedone in e5 rende l'alfiere camposcuro in qualche modo "cattivo" il pedone in e5 può essere attaccato dai pezzi del Nero e nello stesso tempo la sua difesa pone al Bianco altri problemi strategici: qualora venisse difeso con f2-f4, i pedoni bianchi finirebbero per limitare ancora più l'alfiere superstite del Bianco. In generale come detto il Bianco deve giocare con molta energia. Una condotta eccessivamente prudente darebbe al Nero il tempo di disporre i propri pezzi e di reagire con forza, anche grazie al possesso della coppia degli alfieri e alla natura aperta della posizione.
Gambetto Jaenisch
In questa variante (nota anche come difesa Schliemann o gambetto Schliemann), proposta da Carl Jänisch, Il Nero si disinteressa dell'attacco portato indirettamente al pedone e5 dall'Alfiere b5 e contrattacca al centro offrendo un pedone, sulla falsariga della partita viennese in contromossa. C'è da dire che il Bianco non ha convenienza a prendere in f5, in quanto dopo 4.exf5 e4 il cavallo non può essere riposizionato facilmente.
Il Bianco reagisce di solito puntellando il pedone in e4. Questo può essere fatto in due modi: 4.d3 che porta a un gioco più posizionale 4.Cc3 che porta a un gioco molto più tagliente. Possibili sviluppo di quest'ultima variante può essere: 4...fxe4 5.Cxe4 d5 6.Cxe5 dxe4 7.Cxc6 Dg5 7...Dd5 con posizioni a doppio taglio.
Difesa Steinitz
Questa variante, detta anche vecchia difesa Steinitz, è solida, ma passiva e contratta.