Fu inoltre magister militum per Illyricum, nominato nel 398 dall'imperatore Arcadio. Fu il primo re dei Visigoti, il ramo occidentale dei Goti, opposto agli Ostrogoti, che, dopo circa vent'anni di guerra ininterrotta, ebbero la figura di un re che amministrasse il potere supremo e non fosse solo un consigliere o un condottiero. Appartenente alla dinastia dei Balti, non se ne conoscono gli ascendenti.
Biografia Giovinezza
Abbiamo scarse notizie di Alarico nel periodo antecedente al 395; per lo più vaghe allusioni contenute nei panegirici di Claudiano. Claudiano ci informa che Alarico nacque sull'isola di Peuce, sul Danubio.Claudiano, Sul sesto consolato di Onorio, 105-106. Secondo un tardo storico del VI secolo, Giordane, Alarico apparteneva alla dinastia dei Balti.Giordane, Getica, 146. Il suo popolo era stato costretto dalle invasioni degli Unni a chiedere ospitalità ai Romani nel 376, anno in cui furono insediati in Tracia in seguito a un accordo con l'Imperatore Valente. Nel 382 un nuovo trattato tra i Goti e l'imperatore Teodosio I li riconosceva come alleati (foederati o symmachoi), permettendo loro di insediarsi in alcune province dell'Impero e di godere di una parziale autonomia in cambio dell'impegno di assistere militarmente l'Impero nelle battaglie come contingenti mercenari alleati.
Alarico era uno dei guerrieri goti insediatosi in Tracia all'interno dell'Impero romano all'epoca di Valente e Teodosio. All'epoca della migrazione dei Goti in Tracia, nel 376, Alarico doveva essere ancora fanciullo, a giudicare dal fatto che Claudiano, narrando l’invasione dell’Italia del 401-403, lo accusi di temerarietà giovanile, per cui nel 401 sicuramente doveva avere meno di quarant'anni; considerando il fatto che già intorno al 391 aveva cominciato a predare le province dell’Impero, e quindi all'epoca doveva avere almeno una ventina di anni, si ritiene che Alarico fosse nato intorno al 365/370.
In uno dei suoi panegirici, Claudiano allude a una rivolta di Alarico antecedente al 395, nel corso della quale tese un'imboscata all'imperatore Teodosio sul fiume Maritza.Claudiano, La guerra gotica, 524. La Cesa colloca questi avvenimenti nel 391/392, nel contesto di una rivolta generale degli alleati Goti, sia quelli insediati in Macedonia che quelli insediati in Tracia. Alarico sarebbe stato a capo dei ribelli Goti di Tracia e avrebbe teso un'imboscata all'Imperatore Teodosio sulla Maritza dopo che quest'ultimo aveva represso con successo la rivolta dei Goti di Macedonia narrata da Zosimo.. L'esercito di Alarico fu ulteriormente rinforzato dall'alleanza con invasori barbari transdanubiani, tra cui i Bastarni che avrebbero poi ucciso il magister militum Promoto in un'imboscata. Alla fine però Alarico fu messo in difficoltà dalla controffensiva romana condotta dal magister militum di origini vandaliche Stilicone, e fu indotto dai parziali rovesci subiti a più miti propositi: fu firmato un nuovo trattato tra i Goti di Tracia guidati da Alarico e l'Impero, in cui ai Goti fu rinnovato il permesso di insediarsi nelle province settentrionali della Tracia in cambio dell'impegno di servire in contingenti alleati l'esercito di Teodosio nella imminente campagna militare contro l'usurpatore d'Occidente Eugenio..
I Goti di Alarico, posti sotto la supervisione del generale romano (seppur di origini gotiche) Gainas, furono schierati da Teodosio in prima linea nel corso della battaglia del Frigido (5-6 settembre 394), subendo perdite considerevoli: secondo Orosio, ben 10.000 Goti perirono nel corso della battaglia.Orosio, VII,35. Successivamente alla battaglia, che vide la vittoria di Teodosio e la detronizzazione e l'esecuzione dell'usurpatore Eugenio, i Foederati Goti furono congedati e rispediti in Tracia, anche se è controverso il momento in cui ciò accadde. Diversi studiosi ritengono che gli alleati Goti furono congedati da Stilicone solo nel gennaio 395, mentre altri, come la Cesa, ritengono inverosimile che Teodosio avesse permesso a truppe di dubbia fedeltà come gli alleati Goti di entrare in Italia, e sostengono che li avesse congedati egli stesso immediatamente dopo la vittoria al Frigido..
Durante il loro viaggio di ritorno nelle loro terre di insediamento in Tracia Settentrionale, il loro malcontento nei confronti dell'Impero cominciò a crescere. Essi temevano che l'imperatore Teodosio li avesse schierati in prima linea al solo fine di indebolirli in maniera da approfittarne revocando loro l'autonomia acquisita in virtù delle sconfitte inflitte all'esercito romano, prima di tutte quella di Adrianopoli del 378. Avendo perso 10.000 dei loro soldati al Frigido, i Goti intendevano rivoltarsi in modo da mettere al sicuro la loro autonomia all'interno dei confini dell'Impero, prima che i Romani ne potessero approfittare. A dire di Zosimo, lo stesso Alarico era scontento per il fatto che non gli fosse stata assegnata da Teodosio una carica militare romana (Alarico verosimilmente ambiva a quella di magister militum).Zosimo, V,5. Arrivati in Tracia, i Goti decisero di rivoltarsi apertamente. Fu forse in quel momento che Alarico fu nominato loro re; di certo, al di là del titolo regale o meno, era il loro capo militare.La questione è in realtà controversa. Stando al racconto dello storico del VI secolo Giordane (Getica, 146), il quale è però pieno di grossolani errori, Alarico sarebbe stato eletto re dei Goti solo intorno al 400. Secondo lo scrittore del VII secolo Isidoro di Siviglia, Alarico era già re dei Goti sotto il regno di Teodosio I, mentre secondo il cronista del VI secolo Marcellino Comes (Chronicon, s.a. 395) avrebbe assunto tale titolo a partire dal 395. Alcuni studiosi hanno addirittura messo in dubbio che Alarico detenesse effettivamente il titolo di rex Gothorum, facendo notare che le fonti coeve agli avvenimenti non gli attribuiscono mai siffatto titolo ma semmai quello di comandante militare dei Goti. Per esempio, per quanto riguarda le fonti greche, Alarico viene definito (filarca dei Goti) da Olimpiodoro (frammento 3 Muller), (governatore dei Goti) da Sozomeno (Storia Ecclesiastica, IX,4), ma non viene mai definito da essi un (re). Invece i latini Tirannio Rufino, Agostino (De civitate dei, I,2) e Prospero Tirone lo definiscono dux gothorum (sempre condottiero dei Goti). Le fonti che lo definiscono rex sono Agostino (Retract., II,43.1), Merobaude (Panegirici, II, 134 e 138), Marcellino Comes (s.a. 395), Giordane (Getica, 146 e 157), Cassiodoro (Variae, XII,20 e Chronicon, s.a. 400). Cfr. .
Rivolta e invasione della Grecia
All'inizio del 395 i Goti di Alarico, in rivolta, marciarono minacciosamente su Costantinopoli, devastandone le campagne circostanti ma astenendosi dal saccheggiare le tenute di Flavio Rufino, prefetto del pretorio d’Oriente e reggente del nuovo imperatore d'Oriente Arcadio. Il mancato saccheggio delle tenute di Rufino da parte dei Barbari alimentò i sospetti di una presunta collusione di Rufino con i Goti, accusato da diverse fonti di aver istigato Goti e Unni a invadere l'Impero allo scopo di approfittare del caos conseguente per detronizzare con un colpo di Stato Arcadio e impadronirsi del trono.Claudiano, In Rufinum, II, 70 sgg. Rufino avrebbe poi visitato l’accampamento goto, secondo il racconto prevenuto di Claudiano vestito da goto, per negoziare con Alarico. Non sono noti i dettagli dell’incontro, ma ciò che è certo è che, in seguito alle negoziazioni tra Alarico e Rufino, i Goti si allontanarono da Costantinopoli dirigendosi minacciosamente verso la Macedonia e la Tessaglia.
Zosimo, a riguardo di questo incontro, insinua che Rufino avrebbe indotto Alarico a invadere la Grecia, assicurandogli che si sarebbe insignorito agevolmente dell'intera provincia; nel seguito della narrazione, riferisce poi che il proconsole dell'Acaia Antioco e il comandante della guarnigione delle Termopili Geronzio avrebbero ricevuto l'ordine da parte di Rufino di appoggiare Alarico non opponendogli resistenza e in questo modo spiega il perché i Goti avessero potuto passare le Termopili, un passo facilmente difendibile, senza trovare resistenza da parte della sua guarnigione. Secondo Zosimo e altri storici antichi, Rufino intendeva permettere ai Barbari di devastare le province dell'Impero al fine di approfittare dell'indebolimento conseguente dello stato per detronizzare Arcadio con un colpo di Stato e diventare Imperatore.Zosimo, V,7.
Secondo la Cesa, il racconto di Zosimo è comunque troppo confuso e ingarbugliato, nonché di parte a sfavore di Rufino, affinché gli si possa dare credito, e nega sia il presunto tradimento di Rufino sia la possibilità che in quell'incontro Rufino avesse già concesso ad Alarico la carica militare di magister militum e al suo popolo nuove terre di insediamento a condizioni più favorevoli..La tesi che Alarico avesse ricevuto da Rufino la carica di magister militum per Illyricum, con l'incarico di difendere la Grecia da Stilicone che intendeva annetterla all'Impero d'Occidente, è sostenuta tra gli altri da Burns (cfr. ), il quale nega che Alarico avrebbe commesso saccheggi in Grecia sulla base dell'evidenza archeologica, e sostiene che a devastare la Grecia sarebbe stato addirittura Stilicone, nel corso della sua seconda spedizione in Grecia (). Il Burns interpreta il "tradimento" di Geronzio e di Antioco tramandato da Zosimo come un indizio che Alarico agisse con il sostegno delle autorità imperiali e avesse ricevuto da Rufino la carica di magister militum per Illyricum con l'incarico di difendere la Grecia dagli attacchi di Stilicone volti ad annetterla alla pars occidentis. Secondo la Cesa, in quell'incontro Rufino accettò di pagare solo un riscatto, per allontanare il barbaro da Costantinopoli e così salvare la capitale, ma non avrebbe negoziato alcun accordo segreto, come sembra invece insinuare Zosimo.
In ogni modo, i Goti di Alarico devastarono la Macedonia e la Tessaglia. Forse è proprio al 395 che si colloca l'episodio tramandato da Socrate Scolastico secondo cui gli abitanti della Tessaglia affrontarono in battaglia i Goti di Alarico nei pressi del fiume Peneo, infliggendogli perdite.Socrate Scolastico, VII,10. È ugualmente possibile comunque che questo episodio fosse avvenuto nel 397, nel corso della marcia dei Goti dal Peloponneso all'Epiro.. In ogni modo Alarico si trovò a fronteggiare in Tessaglia l'esercito di Stilicone, che all'epoca comprendeva sia le legioni d'Occidente che quelle d'Oriente, non avendo ancora fatto ritorno a Costantinopoli le truppe orientali che avevano seguito Teodosio in Italia nella sua spedizione contro l'usurpatore Eugenio. L'intervento di Stilicone contro Alarico non fu però gradito da Rufino, che temeva che il generalissimo d'Occidente intendesse in realtà marciare su Costantinopoli per prendere il suo posto come reggente di Arcadio (Stilicone sosteneva di essere stato nominato da Teodosio sul punto di spirare reggente anche di Arcadio). Per mettere al sicuro la propria posizione di reggente di Arcadio, Rufino indusse quindi Arcadio a scrivere a Stilicone, ordinandogli di fare ritorno in Italia e di rispedire a Costantinopoli le truppe orientali del suo esercito che ancora non erano state restituite alla pars orientis. Stilicone obbedì, ma le legioni orientali sotto il comando di Gainas, forse istigate da Stilicone, al loro arrivo a Costantinopoli uccisero Rufino (27 novembre 395). Gli succedette come primo ministro di Arcadio l'eunuco Eutropio.