Wonder Woman, il cui vero nome è Diana Prince, è un personaggio dei fumetti statunitensi creato da William Moulton Marston (testi) e H. G. Peter (disegni), pubblicato dalla DC Comics. La sua prima apparizione avviene in All Star Comics (Vol. 1) n. 8 (dicembre 1941).

Prima eroina femminile della DC Comics, è considerata una delle tre icone fondanti dell'Universo DC, insieme a Batman e Superman. È figlia di Zeus e Ippolita, un'amazzone e olimpionica. Nella sua patria, la nazione insulare di Themyscira, il suo titolo ufficiale è Principessa Diana di Themyscira. Quando si fonde con la società al di fuori della sua terra natale, a volte adotta la sua identità civile Diana Prince.

Il sito web IGN ha inserito Wonder Woman alla quinta posizione nella classifica dei cento migliori supereroi dei fumetti, la Top 100 Comic Book Heroes. Risulta 6ª nella classifica di Comics Buyer's Guide «Le 100 donne più sexy dei fumetti» ed è stata nominata come il 20° più grande personaggio dei fumetti secondo la rivista Empire.

Storia editoriale

Il personaggio esordì sul n. 8 della testata antologica All-Star Comics nel gennaio 1942 per poi diventare uno dei personaggi più famosi dei fumetti di genere supereroistico diventando ben presto protagonista di quattro testate: Wonder Woman, che esordì nel 1942, All Star Comics, Sensation Comics, dove venivano pubblicate principalmente le avventure della Justice Society of America, nei cui ranghi era entrata nel corso del n. 12 di All Star Comics e Comics Cavalcade, pubblicazione trimestrale antologica.

Quando Marston si ammalò definitivamente la ventenne Joye Hummel lo sostituì segretamente dal 1944 al 1947. Le sue prime storie sono state pubblicate nella primavera del 1945 nel numero 12 di Wonder Woman. Nel giro di tre anni il personaggio divenne un enorme successo editoriale. Hummel è stata la prima donna a scrivere storie per Wonder Woman. All'epoca non ebbe nessun riconoscimento.

La prima serie dedicata al personaggio, Wonder Woman (vol. 1), esordì nel 1942 e si concluse nel 1987 con il n. 329 per ripartire con una seconda serie omonima nell'ambito dell'evento Crisi sulle Terre infinite subito dopo nel febbraio 1987; venne edita per 226 numeri mensili fino ad agosto 2006 quando venne sostituita dalla terza serie omonima, Wonder Woman (vol. 3), pubblicata per 59 numeri fino a ottobre 2011 quando chiuse con il n. 614 in quanto dal n. 45 venne modificata la numerazione considerando anche i 555 numeri pubblicati delle precedenti serie che, sommati ai 45 della terza, fecero proseguire la numerazione dal n. 600. Il mese successivo esordì la quarta serie della testata, Wonder Woman (vol. 4), legata all'iniziativa editoriale The New 52, reboot narrativo e di rilancio delle serie a fumetti della DC Comics che nel 2011 ha azzerato tutte le testate facendo partire 52 nuove serie regolari; nel luglio 2016 la serie si è conclusa dopo 55 numeri. Alla chiusura di questa è esordita la quinta serie, Wonder Woman (vol. 5), ad agosto 2016.

Il personaggio supera la crisi che negli anni cinquanta colpisce l'industria dei fumetti nata a causa della crociata del dott. Wertham che col libro Seduction of the Innocent del 1954, accusava i fumetti di minare l'integrità morale dei giovani. In particolare Wonder Woman, con i suoi vestiti e i suoi modi disinibiti, era ritenuta un pessimo esempio per le ragazze e le situazioni sull'Isola Paradiso al limite dell'omosessualità. La creazione di severe regole da parte della Comics Code Authority, unite al fatto che già dal 1947 Marston era morto lasciando le redini della serie ad altri scrittori più tradizionali, causò una involuzione qualitativa e l'abbandono del femminismo convinto. È di questi decenni la creazione di Wonder Girl e di altre situazioni assurde o romantiche che si allontanarono dallo spirito originario del personaggio.

A partire dal 1968, gli autori Mike Sekowsky, Dennis O'Neil e Dick Giordano rivitalizzarono la serie, cambiando radicalmente lo status del personaggio, che alla fine degli anni sessanta risultava totalmente anacronistico. Wonder Woman perde tutti i suoi poteri, abbandona il costume tradizionale e assume l'identità di Diana Prince. Grazie all'aiuto di un nuovo personaggio, I Ching, si addestra nelle arti marziali e affronta tutta una serie di avventure che, pur in uno stile totalmente diverso, ritrovano l'antico spirito del personaggio. L'esperimento ha successo (e la serie di Wonder Woman sfugge ancora una volta alla chiusura), ma dura solo fino al 1973, quando i poteri e il costume vengono ripristinati e le storie riprendono quelle della Golden Age, riscritte e ridisegnate.

Cambiamenti, però, arriveranno nuovamente: con il n. 329 di Wonder Woman del 1986, il matrimonio con Steve Trevor chiudeva l'era di Diana Prince per aprire quella della principessa Diana.

Dopo Crisi sulle Terre infinite, infatti, la serie ricominciò dal numero 1 la pubblicazione delle avventure di Wonder Woman, che venne affidata a George Pérez, il quale prese al volo l'occasione per rivoluzionare non poco il personaggio, legandolo sempre più alla sua tradizione greca. Questo arco di storie (una sessantina o poco più) sono probabilmente le migliori mai realizzate sul personaggio, grazie alle quali Perez dimostrò tutta la sua bravura non solo come disegnatore, ma anche come narratore.

Nel luglio 2010, in occasione dell'uscita del seicentesimo numero della sua serie, DC Comics ha rinnovato il costume dell'eroina, a opera di Jim Lee, con un paio di pantaloni neri attillati, un corsetto rosso e una giacca blu.

Pubblicazioni Le storie originali del periodo Golden Age dell'Amazzone (1941-1951) sono state raccolte dalla DC Comics in una serie di volumi cartonati/hardcovers (cioè con rilegatura e copertina rigida in cartoncino) denominata DC ArchivesPreviews, pubblicazione mensile, Editore Diamond Comic Distributors: Wonder Woman Archives vol. 5 HC di William Moulton Marston (testi) - Harry G. Peter (matite). Contenuto: Wonder Woman (prima serie) n. 10-11-12 e Sensation Comics dal n. 33 al 40. Copertina: Harry G. Peter. Formato: 240 pagine a colori (FC). Riedizione: gennaio 2010. Wonder Woman Archives vol. 6 HC di William Moulton Marston e altri autori (testi) - Harry G. Peter (matite). Contenuto: Wonder Woman (prima serie) n. 13-14-15 e Sensation Comics dal n. 41 al 48. Copertina: Harry G. Peter. Formato: 232 pagina a colori (FC). Prima edizione: giugno 2010.

Edizioni italiane Sostanzialmente una pubblicazione in lingua italiana continuativa di Wonder Woman si ha solo con le storie dell'era post-Crisis, quando sulle pagine di Justice League, la rivista che presentò le avventure della Justice League International di Keith Giffen, J. M. DeMatteis e Kevin Maguire, la Play Press pubblicò la prima ventina di numeri del ciclo di George Pérez nei primi anni novanta.

Successivamente venne presentata parte dell'arco narrativo di John Byrne nel mensile Wonder Woman pubblicato sempre dalla Play Press, che conteneva anche le avventure di Catwoman. In seguito, la serie di Wonder Woman è stata pubblicata ancora dalla Play Press in volumi per fumetteria scritti e disegnati prima da Phil Jimenez e poi sceneggiati da Greg Rucka.

Dal 2006 le avventure della supereroina sono tradotte dalla Planeta DeAgostini, inizialmente in albi dedicati ad altri personaggi o a supergruppi di cui fa parte (come il bimestrale JLA), dal 2008 anche con volumi intitolati espressamente al personaggio (come Wonder Woman: Un anno dopo del febbraio 2008).

Dal 2012 la RW Edizioni è subentrata come detentore dei diritti per la pubblicazione italiana, dedicando al personaggio il mensile per le edicole Wonder Woman/Freccia Verde (dal maggio 2012) e diversi volumi riservati alle fumetterie.

Biografia del personaggio Molto più che con altri personaggi, come Superman e Batman, la rivoluzione di Crisis ha avuto i maggiori effetti, probabilmente perché la serie è stata ideata e realizzata da uno dei cartoonist della miniserie (anche se Wolfman collaborò ai testi del primo numero). L'unico punto in comune tra le due incarnazioni è l'appartenenza alle Amazzoni. Nelle storie degli anni 2000 scritte da Greg Rucka la principessa amazzone è diventata vegetariana.

Diana Prince Ippolita, la regina delle Amazzoni dell'Isola Paradiso, prega Afrodite di farle dono di una figlia. La dea, allora, decise di dare alla vita una statuina, che Ippolita ribattezzò Diana. Alcuni anni più tardi la giovane lascia l'Isola Paradiso quando, sulle sue coste, cade Steve Trevor, pilota degli Stati Uniti d'America durante una battaglia nel corso della seconda guerra mondiale. Insieme al fidanzato e a Etta Candy e alle sue Holiday Girls, Diana combatté contro i nazisti, per poi continuare a vivere le sue avventure con Steve alla conclusione della guerra. Nel 1959 vengono, per la prima volta, modificate le origini del personaggio, eliminando, però, solo quegli episodi avvenuti durante la guerra e facendo, così, una distinzione tra la Wonder Woman di Terra-2 (quella che combatté la guerra) e quella di Terra-1.

La principessa Diana Crisi sulle Terre infinite, invece, portò all'azzeramento pressoché totale della continuity narrativa, dando a Perez la possibilità di rinarrare completamente le origini di Wonder Woman, iniziando sin dalla sua nascita.

Le Amazzoni, un antico gruppo militare composto da sole donne, viene sterminato dalle truppe di Ercole, che abusano anche del loro corpo fino a ucciderle. Gli dei dell'Olimpo, allora, decidono, per la loro devozione, di riportarle in vita come loro paladine, stanziandole su un'isola, l'Isola Paradiso, che come Avalon è nascosta da magiche mura quasi invalicabili.

Dopo alcuni secoli, trascorsi a proteggere le coste dai pochi umani capaci di superare le barriere e l'interno dai mostri contenuti in una grotta al centro dell'isola, Ippolita, loro regina, vede nascere in sé sempre più forte il desiderio di avere una figlia. Prima di essere uccisa da Ercole, infatti, ella attendeva la nascita di una bambina. Ancora una volta, come già nell'era pre-Crisis, corre in aiuto Afrodite, che le concede la possibilità di veder nascere una figlia che altrimenti non sarebbe mai nata.

Diana, così, cresce nell'Isola Paradiso, apparentemente unica bambina in un intero mondo di adulte (successivamente venne introdotta Donna Troy, che si scoprì essere, in realtà, una sorta di clone astrale di Diana, creato per non far crescere sola la piccola Diana), imparando l'arte, la cultura e le tecniche di combattimento e, soprattutto, unica tra tutte a non portare ai polsi i bracciali metallici, simbolo del violento e intollerante mondo degli uomini.

A questo punto, anche a causa del suo giovanile spirito di intraprendenza, Diana deve superare le opposizioni della madre per diventare la rappresentante delle Amazzoni nel mondo dell'uomo: Perez, in questo modo, la trasforma da un simbolo del femminismo, a un possibile campione della pace e della giustizia, lei che è nell'animo una delle più grandi guerriere del mondo. Le storie di Perez, infatti, spesso si reggono su questa dualità di Diana, che da un lato è mossa dal desiderio di portare la pace nel mondo, e dall'altra si muove con il suo addestramento militare. Dotata dei sandali di Hermes, che le consentono di attraversare la barriera tra i due mondi e di volare, della tiara d'oro con la stella al centro, simbolo del suo essere principessa, e del lazo d'oro forgiato da Efesto che costringe chi lo tocca a dire sempre la verità, Diana smette le vesti di Amazzone per indossare un costume cucito da sua madre in attesa che, nel suo popolo, sorgesse una campionessa in grado di indossarlo: un corpetto rosso con un'aquila stilizzata sul davanti, e un paio di mutandoni blu con stelle bianche, il tutto completato dai classici stivali rossi.