Livorno (AFI: , ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Toscana.
Terza città della regione per popolazione e quinta dell'Italia centrale, con i comuni limitrofi di Pisa e Collesalvetti costituisce anche un vertice di un "triangolo industriale". È situata lungo la costa del Mar Ligure ed è uno dei più importanti porti italiani, sia come scalo commerciale sia come scalo turistico. Centro industriale di rilevanza nazionale, è però da tempo in declinoAldo Cecchella, Il declino industriale nelle province di Lucca, Pisa e Livorno, Centro Studi Economico-Finanziari tra le Provincie di Livorno, Lucca e Pisa, 1995..
Tra tutte le città toscane è solitamente ritenuta la più recenteL. Moni, La costruzione di una città portuale: Livorno, Livorno 2002, p. 9.Rivista geografica italiana, volume 65, 1958, p. 197., sebbene nel suo territorio siano presenti diverse testimonianze storiche, artistiche e architettoniche sopravvissute ai massicci bombardamenti della seconda guerra mondiale e alla successiva ricostruzione. La città, notevolmente sviluppatasi dalla seconda metà del XVI secolo per volontà dei Medici prima e dei Lorena in seguito, fu un importante porto franco frequentato da numerosi mercanti stranieri, sede di consolatiPer esempio Livorno fu la prima sede consolare degli Stati Uniti d'America nella penisola italiana. Si veda S. Di Giacomo, Dall'Atlantico al Mediterraneo: i rapporti commerciali e diplomatici tra gli Stati Uniti e Livorno, 1831-1860, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2004, p. 21. e compagnie di navigazione. Ciò contribuì ad affermare i caratteri di città multietnica e multiculturale per eccellenza, dei quali sopravvivono importanti vestigia. La vocazione internazionale portò a identificare la città come Leghorn in inglese, Livourne in francese e Liorna in spagnolo.N. Harris, Livorno e l'Italia. Due paesi a confronto, in Editori, tipografi e lumi. La stampa a Livorno dal 1644 al 1830, Livorno 2012, p. 27.. Livorno è anche sede dell'Accademia navale della Marina Militare.
Geografia fisica Territorio
Il comune di Livorno ha una superficie di P. Innocenti, Il turismo in Provincia di Livorno. Dinamica recente e prospettive, Livorno 2004, p. 12..
La città si trova a tre metri sul livello del mare (quota in piazza del Municipio). Non vi sono corsi d'acqua rilevanti, a parte alcuni piccoli torrenti (Chioma, Rio Ardenza, Rio Cigna, Rio Maggiore, Torrente Ugione). Il terreno è generalmente pianeggiante, salvo elevarsi a est e a sud, dove ha inizio il sistema della Colline Livornesi (quota massima 462 metri sul livello del mare presso il Poggio Lecceta). Conseguentemente anche la costa, che da Marina di Carrara a Piombino è sempre bassa, si alza quasi a picco sul mare, nella zona detta del Romito.
Il territorio comunale di Livorno comprende anche l'isola di Gorgona e le Secche della Meloria, facenti parte del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano.
L'isola di Gorgona ha una superficie di e si trova a dalla costa labronica.
Dal punto di vista geologico il territorio livornese e i suoi dintorni sono caratterizzati da numerosi materiali come le arenarie e i gabbriM. Pozzana (a cura di), Livorno, la costruzione di un’immagine. Paesaggi e giardini, Cinisello Balsamo 2002, p. 128.; in particolare, le colline alle spalle della città presentano terre dalla intensa tonalità rossa; più in basso, la panchina livornese è formata da calcarenite color ocra. La parte settentrionale del comune fa invece parte della pianura alluvionale dell'Arno.
Il comune è classificato, allo stesso modo della maggior parte dei comuni toscani, con grado di sismicità 9 (categoria 2), con il territorio comunale che è stato anche l'epicentro di alcuni terremoti. Il 5 aprile 1646 l'evento sismico raggiunse la magnitudo 5,17 della scala Richter e il VII grado della scala Mercalli; il 27 gennaio 1742 il sisma ebbe una magnitudo 5,15 e il VI-VII grado d'intensità; l'8 gennaio 1771 il terremoto raggiunse la magnitudo 5,03 e il VI-VII grado d'intensità; il 3 aprile 1814 si ebbe la magnitudo 5,22 e il VI-VII grado d'intensità.
Classificazione sismica: "zona 3"
Clima
Il clima della città è di tipo mediterraneo, con estati mitigate dalla brezza marina (massima assoluta di registrata dal Lamma nel luglio 1986) e inverni miti (minima storica di registrata dal Lamma nel gennaio 1985). Le precipitazioni sono concentrate principalmente in primavera (massimo secondario) e autunno. Tuttavia sono presenti differenze: sulla zona costiera, le precipitazioni annuali medie rilevate dal Mareografo si aggirano sui , mentre la stazione della Valle Benedetta () in collina, rileva una media che oscilla tra annui.
Rare le nevicate: Livorno ha una media di giorni di neve inferiori a uno e accumuli inferiori a ogni anno; in pochissimi casi le nevicate sono copiose (nel 2012 raggiunti quasi i ); talvolta si verificano nevicate miste a pioggia nelle zone collinari o più interne, con piccoli o assenti accumuli. Sulle Colline Livornesi, in particolare Gabbro e Valle Benedetta, solitamente si verificano precipitazioni nevose con modesti accumuli.
Classificazione climatica: "zona D", 1408 GG Diffusività atmosferica: "alta", Ibimet CNR 2002
Origini del nome Il toponimo potrebbe essere ricondotto a un nome personale etrusco *Leprnal/Lebĕrna, oppure Liburna/Liburnānu, a cui si possono accostare gli antroponimi latini Liburnius, Leburna o Leburnius, oppure in qualche relazione con il latino liburna, nel senso di "imbaracazione tipo brigantino" o "feluca".
Un'altra ipotesi è che il termine abbia relazione con la parola del francese antico libe, che si usava per indicare un blocco di pietra da lavorare, come, appunto, quelle estratte sulle scogliere di Livorno. Alla radice prelatina lib- si sarebbe poi aggiunto il suffisso –orna, oppure -orno.
Storia
Dalle origini al XVIII secolo
Le origini di Livorno sono ignote e si perdono nelle leggende e nella mitologia, ma certamente il sito era frequentato sin dall'epoca preistorica, come documentato da numerosi reperti archeologici, quali cuspidi di freccia, lamine usate come coltelli, raschiatoi e punteruoli. Nelle campagne intorno alla città furono rinvenuti anche oggetti d'epoca etrusca e romana, a testimoniare la frequentazione del sito.P. Vigo, Livorno, Bergamo, 1915, pp. 15-24. Già nel I secolo a.C. Cicerone nella lettera al fratello Quinto («…ut aut Labrone aut Pisis conscenderet. Tu, mi frater, simul et ille venerit, primam navigationem…») cita il nome di Labrone, a testimonianza che il territorio era abitato stabilmente sin dai tempi antichi. L'aggettivo labronico è tutt'oggi comunemente utilizzato come sinonimo di livornese.
Il toponimo Livorna, originaria variante di quello che già a partire dal XIV secolo diventerà "Livorno", appare per la prima volta in un documento risalente al 904 d.C. e successivamente il 13 novembre 1017, nel quale il vescovo di Pisa dette in livello alla famiglia degli Orlandi, il castello di Livorno ed un piccolo agglomerato di abitazioni poste sulla costa dell'odierno Mar Ligure, in una cala naturale, a pochi chilometri a sud della foce dell'Arno e di Pisa. All'epoca Livorno collaborava con il vicino Porto Pisano, il grande scalo marittimo della Repubblica di PisaS. Ducci, "Portus Pisanus". Torna alla luce l'antica vocazione marinara di Livorno, in CN Comune Notizie, n. 68, luglio-settembre 2009, pp. 5-11., ma il progressivo interramento di quest'ultimo favorì lo sviluppo del piccolo borgo labronico, che tra il XIII e il XIV secolo fu dotato di un sistema di fortificazioni e di un maestoso faro, noto con il nome di Fanale.
Tramontata la Repubblica, Livorno passò ai Visconti di Milano, successivamente, nel 1407, ai genovesi e infine nel 1421 ai fiorentini in cambio di . Nel XVI secolo i Medici, granduchi di Toscana, contribuirono in maniera determinante allo sviluppo di Livorno e del suo sistema portuale con l'intento di farne il principale sbocco a mare del Granducato. Bernardo Buontalenti fu pertanto incaricato di progettare una nuova città fortificata intorno al nucleo originario dell'abitato labronico, con un imponente sistema di fossati e bastioni (si veda la voce Fosso Reale).
Al popolamento della nuova città contribuì l'emanazione, tra il 1591 e il 1593, delle cosiddette "Leggi Livornine", che richiamarono a Livorno mercanti di qualsivoglia natione, garantendo agli abitanti libertà di culto e di professione religiosa (seppur con forti limitazioni per i protestanti), nonché l'annullamento di condanne penali (con l'eccezione delle condanne per assassinio e "falsa moneta"). Questi privilegi erano diretti soprattutto agli ebrei sefarditi scacciati dalla penisola iberica. Arrivarono in molti, soprattutto commercianti, e costituirono una florida e operosa comunità ebraica di lingua spagnola e portoghese. Gli ebrei vivevano liberi a Livorno, non rinchiusi in un ghetto, come invece avveniva nelle altre città d'Italia fino all'epoca dell'Unità d'Italia. Nel tempo la comunità ebraica divenne tra le più importanti d'Italia, come testimoniato dai nomi illustri di molti suoi membri, tra i quali spiccano il pittore Amedeo Modigliani, il filantropo Moses Montefiore e i rabbini Elia Benamozegh ed Elio Toaff. Il porto e la città furono anche soggiorno di numerose altre comunità straniere, organizzate in "Nazioni", i cui membri, a differenza degli ebrei, non erano ritenuti sudditi toscani (inglesi, olandesi, francesi, corsi, ragusei, greci, armeni, spagnoli, portoghesi, sardi, svedesi, danesi, austriaci, prussiani, ecc.) ed erano rappresentati da propri consoli, disponendo anche di specifici luoghi di culto e di sepoltura.
Dal punto di vista economico l'istituzione del porto franco favorì il proliferare di attività commerciali strettamente legate alle intense attività portualiV. Marchi, Un porto europeo ed intercontinentale in Toscana, San Giovanni in Persiceto 1984, pp. 77-82., tanto da divenire il modello per analoghe iniziative nel resto d'Europa, come nel caso della cittadina svedese di MarstrandA. Prosperi, Livorno, 1606-1806: luogo di incontro tra popoli e culture, 2006, p. 46..
Dal XVIII secolo ai giorni nostri
Nel XVIII secolo la fine della dinastia medicea e l'avvento dei Lorena non ostacolarono l'espansione cittadina, con la formazione di grandi sobborghi suburbani a ridosso delle fortificazioni buontalentiane. Anche dal punto di vista culturale il Settecento portò a un proliferare delle arti in genere e in particolare dell'editoria; qui vennero pubblicati Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria (nel 1764, in forma anonima) e, nel 1770, la terza edizione dellEncyclopédie ou Dictionnaire raisonnè des Sciences, des Arts et des Métiers di Diderot e D'Alembert, nella stamperia Coltellini ricavata nel vecchio Bagno dei forzatiLa terza edizione settecentesca dellEncyclopédie seguiva quella di Parigi (1751-1772) e Lucca (1758-1776). Si veda G. Benucci, La terza edizione settecentesca dell'Encyclopédie di Diderot e d'Alambert, in Comune Notizie, 12-13, ottobre 1994 - marzo 1995, pp. 31-46..
Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento la città subì l'assedio delle truppe francesi, capeggiate da Napoleone Bonaparte, degli spagnoli e degli inglesi. Durante l'occupazione francese, alcune opere d'arte presero la via della Francia a causa delle spoliazioni napoleoniche. Secondo il catalogo pubblicato nel Bulletin de la Société de l'art français del 1936, da Livorno i francesi prelevarono una sola opera d'arte per inviarla in Francia nel luglio 1796, ma questa non fece mai ritorno in Italia dopo il Congresso di Vienna.
La Restaurazione e il ritorno al potere dei Lorena con Ferdinando III e poi Leopoldo II, permise la realizzazione di grandi opere pubbliche, come il completamento dell'acquedotto di Colognole, mentre le fortificazioni medicee furono in gran parte smantellate per far posto a eleganti palazzi della borghesia livornese.