Il Periplo del Mare Eritreo (in greco koinè: Περίπλους τῆς Ἐρυθρᾶς Θαλάσσης, traslitterato Períplous tês Erythrâs Thalássēs), noto anche con il titolo latino Periplus Maris Erythraei, è un periplo greco-romano scritto in greco koinè nel I secolo. L'opera descrive la navigazione e le opportunità commerciali dai porti dell'Egitto romano, come Berenice Troglodytica, lungo le coste del Mar Rosso e oltre, fino al Corno d'Africa, al Golfo Persico, al Mar Arabico e all'Oceano Indiano, includendo l'odierno Sindh in Pakistan e le regioni sud-occidentali dell'India.
Il testo è stato datato in modi diversi tra il I e il III secolo, ma oggi la datazione alla metà del I secolo è la più comunemente accettata. Secondo l'orientalista William Mac Guckin Slane, il Periplo fu probabilmente scritto da un marinaio greco-egiziano. Il classicista Wilfred Harvey Schoff e lo storico Dionisius Agius lo datano entrambi intorno al 60 d.C.
Nome
Un periplo (in greco koinè: περίπλους, traslitterato períplous, letteralmente «navigazione attorno») era un registro nautico che annotava itinerari di navigazione insieme a dettagli commerciali, politici ed etnologici riguardanti i porti visitati. In un'epoca in cui le mappe non erano di uso comune, esso funzionava come una combinazione tra atlante e guida di viaggio.
Il Mare Eritreo (in greco koinè: Ἐρυθρὰ Θάλασσα, traslitterato Erythrà Thálassa, letteralmente «Mare Rosso») era un'antica denominazione geografica che comprendeva sempre il golfo di Aden, tra l'Arabia Felix e il Corno d'Africa, e spesso veniva estesa, come avviene in questo Periplo, a includere anche l'attuale Mar Rosso, il Golfo Persico e l'Oceano Indiano come un'unica area marittima.
Datazione e attribuzione Il manoscritto bizantino del X secolo che costituisce la base della conoscenza moderna del Periplo attribuisce l'opera ad Arriano, apparentemente soltanto perché il testo si trovava accanto al molto più tardo Periplo del Ponto Eusino dello stesso autore.
Un'analisi storica pubblicata da Wilfred Harvey Schoff nel 1912 restrinse la datazione del testo agli anni 59-62 d.C.,. in accordo con le moderne stime che collocano l'opera alla metà del I secolo. Schoff propose inoltre un'analisi sull'autore originario del testo,. giungendo alla conclusione che fosse «un Greco residente in Egitto e suddito romano».. Secondo i suoi calcoli, ciò sarebbe avvenuto durante il periodo di Tiberio Claudio Balbillo, che casualmente era anch'egli un greco-egiziano.
Schoff aggiunge che l'autore non poteva essere «un uomo altamente istruito», come dimostrerebbero «la frequente confusione tra parole greche e latine e le sue costruzioni goffe e talvolta scorrette dal punto di vista grammaticale».. A causa «dell'assenza di qualsiasi descrizione del viaggio lungo il Nilo e attraverso il deserto da Copto», Schoff preferì collocare la residenza dell'autore a Berenice piuttosto che ad Alessandria.
L'arabista e archeologo ottocentesco Eduard Glaser identificò invece come autore l'oscuro scrittore greco Basilis. Eduard Glaser, Skizze der Geschichte und Geographie Arabiens, II, 164. Schoff respinse energicamente questa ipotesi..
John Hill sostiene che «il Periplo può oggi essere datato con sicurezza tra il 40 e il 70 d.C. e, probabilmente, tra il 40 e il 50 d.C.».. Questa datazione corrisponde a quella proposta da Lionel Casson («tra il 40 e il 70 d.C.») nella sua opera fondamentale The Periplus Maris Erythraei: Text with Introduction, Translation and Commentary..
Sinossi
L'opera è composta da 66 sezioni, la maggior parte delle quali ha la lunghezza di un lungo paragrafo. Ad esempio, la breve sezione 9 recita integralmente:
In molti casi la descrizione dei luoghi è sufficientemente accurata da permetterne l'identificazione moderna; in altri, invece, il dibattito rimane aperto. Ad esempio «Rhapta» viene indicata come il mercato più meridionale della costa africana di «Azania», ma esistono almeno cinque località compatibili con la descrizione, da Tanga fino alle aree a sud del delta del Rufiji. La descrizione della costa indiana menziona chiaramente il fiume Gange; oltre quel punto, tuttavia, il testo diventa ambiguo e descrive la Cina come una «grande città interna chiamata Thina», considerata fonte della seta grezza.
Il Periplo afferma inoltre che una rotta diretta dal Mar Rosso alla penisola indiana attraverso l'oceano aperto fu scoperta da Ippalo (I secolo a.C.).
Nel Periplo sono citate numerose merci commerciali, ma alcuni dei termini che le designano non compaiono in nessun'altra opera della letteratura antica, rendendone difficile l'identificazione. Un esempio è lakkos chromatinos. Il termine lakkos non ricorre altrove nella letteratura greca o romana antica. Il nome riappare nel latino tardo medievale come lacca, preso dall'arabo medievale lakk, derivato a sua volta dal sanscrito lakh, indicante la lacca: una resina rossastra originaria dell'India, utilizzata sia come vernice sia come colorante rosso.Sino-Iranica di Berthold Laufer, 1919, p. 476, nota 9. Si veda anche A Glossary of Colloquial Anglo-Indian Words and Phrases di Yule e Burnell, 1903, p. 499. Anche altri prodotti commerciali menzionati nel testo rimangono oscuri o di difficile interpretazione.
Regni himyarita e sabeo
Le navi himyarite percorrevano regolarmente la costa dell'Africa orientale. Il Periplo del Mare Eritreo descrive l'impero commerciale di Himyar e Saba, riuniti sotto un unico sovrano, «Charibael» (probabilmente Karabʾil Watar Yuhanʾem II), il quale viene presentato come in rapporti amichevoli con Roma:
Regno dell'incenso Il regno dell'incenso è descritto più a est, lungo la costa meridionale della penisola arabica, con il porto di Cana (sudarabico Qana, l'odierna Bi'r Ali nello Hadramaut). Il sovrano di questo regno è chiamato Eleazus, o Eleazar, nome che si ritiene corrisponda al re Iliazz Yalit I:
Somalia Ras Hafun, nella Somalia settentrionale, è ritenuta il sito dell'antico centro commerciale di Opōnē. Nel sito sono stati rinvenuti reperti di ceramica egizia, romana e proveniente dal Golfo Persico da parte di una missione archeologica dell'Università del Michigan. Opōnē compare nella tredicesima sezione del Periplo del Mare Eritreo, che afferma in parte:
Nell'antichità Opōnē fungeva da scalo commerciale per mercanti provenienti dalla Fenicia, dall'antico Egitto, dalla Grecia antica, dalla Persia, dallo Yemen, dalla Nabatea, dall'Azania, dall'Impero romano e da altre regioni, grazie alla sua posizione strategica lungo la rotta costiera che collegava l'Azania al Mar Rosso. Mercanti provenienti persino dall'Indonesia e dalla Malesia transitavano per Opōnē, commerciando spezie, sete e altre merci prima di proseguire verso sud, in direzione dell'Azania, oppure verso nord, verso l'Arabia meridionale o l'Egitto, lungo le rotte commerciali che attraversavano l'intero Oceano Indiano. Già intorno al 50 d.C., Opōnē era ben nota come centro del commercio della cannella, insieme a quello dei chiodi di garofano e di altre spezie, dell'avorio, delle pelli di animali esotici e dell'incenso.
L'antica città portuale di Malao, situata presso l'attuale Berbera, nella Somalia settentrionale, è anch'essa menzionata nel Periplo:
Impero di Aksum
Aksum viene menzionata nel Periplo del Mare Eritreo come un importante centro commerciale dell'avorio, esportato in tutto il mondo antico:
Secondo il Periplo, il sovrano di Aksum era Zoscales, che oltre a governare Aksum controllava anche due porti sul Mar Rosso: Aduli (nei pressi di Massaua) e Avalites (Assab). Si dice inoltre che fosse esperto di letteratura greca:
Rhapta
Teoria del Rufiji (Tanzania)
Le ricerche dell'archeologo tanzaniano Felix A. Chami hanno portato alla scoperta di resti di oggetti commerciali romani nei pressi della foce del fiume Rufiji e della vicina isola di Mafia, sostenendo l'ipotesi che l'antico porto di Rhapta sorgesse sulle rive del Rufiji, poco a sud di Dar es Salaam.
Il Periplo afferma infatti:
Chami riassume così le prove a favore dell'identificazione di Rhapta:
Felix Chami ha inoltre rinvenuto prove archeologiche di un intenso commercio romano sull'isola di Mafia e, poco distante, sulla terraferma presso la foce del Rufiji, databili ai primi secoli dell'era cristiana. Inoltre J. Innes Miller sottolinea che monete romane sono state trovate anche sull'isola di Pemba, immediatamente a nord di Rhapta..
Teoria di Quelimane (Mozambico) Carl Peters sostenne invece che Rhapta sorgesse nei pressi dell'odierna Quelimane, in Mozambico,C. Peters, 1902. The Eldorado of the Ancients, pp. 312-319, 347. Londra: Pearson and Bell. basandosi sul fatto che, secondo il Periplo, la linea costiera in quel tratto si dirigerebbe verso sud-ovest. Peters suggerì inoltre che i «Pyralaoi» («Popolo del Fuoco»), descritti come stanziati all'ingresso del canale del Mozambico, fossero gli abitanti delle vulcaniche isole Comore. Egli riteneva anche che Menuthias, descritta come ricca di fiumi e coccodrilli, non potesse essere Zanzibar, proponendo invece Madagascar come identificazione più plausibile.
Supremazia himyarita-sabea Il Periplo informa che Rhapta era sottoposta al saldo controllo di un governatore nominato dal re arabo di Musa; vi si raccoglievano tributi e il porto era servito da «navi mercantili equipaggiate per lo più con capitani e agenti arabi che, grazie ai continui rapporti e ai matrimoni misti, conoscono bene la regione e la sua lingua».
Il Periplo dichiara esplicitamente che Azania, comprendente Rhapta, fosse soggetta a «Charibael», re sia dei Sabei sia degli Omeriti, nell'angolo sud-occidentale dell'Arabia. È noto che il regno fosse alleato di Roma in questo periodo. Charibael viene descritto nel Periplo come «amico degli imperatori (romani), grazie a continue ambascerie e doni»; pertanto Azania potrebbe essere considerata a buon diritto uno stato vassallo o dipendente di Roma, analogamente a quanto avviene per Zesan nella cronaca cinese del III secolo Weilüe..
Bharuch
Il commercio con il porto indiano di Barygaza è descritto in modo dettagliato nel Periplo. Nahapana, sovrano dei Satrapi Occidentali indo-sciti, viene menzionato con il nome di Nambanus,Durga Prasad, History of the Andhras. come governatore della regione attorno a Barigaza:
Sotto i Satrapi Occidentali, Barigaza costituiva uno dei principali centri del commercio romano nel subcontinente indiano. Il Periplo elenca le numerose merci importate ed esportate:
Merci in grande quantità provenivano anche da Ujjain, capitale dei Satrapi Occidentali:
Primi regni Chera, Pandya e Chola
La città portuale perduta di Muziris (nei pressi dell'attuale Kodungallur), nel regno Chera, così come il primo regno Pandya, vengono menzionati nel Periplo del Mare Eritreo come importanti centri commerciali per il pepe e altre spezie, manufatti metallici e pietre semipreziose nei traffici tra Damirica e l'Impero romano.
Secondo il Periplo, numerosi marinai greci partecipavano attivamente al commercio con Muziris:
Secondo il Periplo del Mare Eritreo (53:17:15-27), Limyrike iniziava a Naura e Tyndis; Tolomeo (7.1.8) menziona soltanto Tyndis come punto iniziale. La regione probabilmente terminava a Kanyakumari e corrisponde quindi approssimativamente all'attuale costa del Malabar.. Inoltre quest'area fungeva da centro di smistamento per il commercio con l'interno del subcontinente, in particolare con la pianura gangetica:
Confine indo-cinese Il Periplo del Mare Eritreo descrive anche una fiera annuale che si teneva nell'attuale India nord-orientale, presso il confine con la Cina:
I Sêsatai sono indicati come la fonte del malabathron.. Nella traduzione di Schoff il nome compare come Besatae: si tratterebbe di un popolo affine ai Kirradai, stanziato nella regione compresa tra Assam e Sichuan.
Resti del regno indo-greco