La battaglia dell'Eurimedonte fu una battaglia sviluppatasi prima per mare e successivamente protratta sulla terraferma, tra la Lega delio-attica e l'impero persiano governato da Serse I. La datazione dell'evento è incerta, si presuppongono due date il 469 e il 466 a.C. Lo scontro, avvenuto in prossimità della foce del fiume Eurimedonte (ora chiamato Köprüçay) in Panfilia, Asia Minore, è da considerare facente parte delle battaglie della Lega delio-attica svoltesi durante le guerre persiane.
La Lega delio-attica, a cui appartenevano Atene e gran parte delle città-stato del mar Egeo, nacque come conseguenza della guerra intrapresa dai persiani, che prima tentarono l'invasione nel 492-490 a.C. (Prima guerra persiana) e successivamente aggredirono la Grecia nel 480-479 a.C. (Seconda guerra persiana). In seguito alle vittoriose battaglie di Platea e di Micale, gli alleati greci intrapresero una contro offensiva assediando le città di Sesto e Bisanzio. La nascita della Lega delio-attica permise la continuazione delle ostilità per tutto il decennio seguente con lo scopo di spossessare l'impero Achemenide delle sue basi militari nell'Egeo.
Il Gran Re dopo aver allestito una potente flotta, coadiuvata da un grande esercito, radunò presso l'Eurimedonte la sua armata in vista di un'ulteriore offensiva contro i Greci. La spedizione con ogni probabilità mirava a percorrere la costa dell'Asia Minore riconquistando il controllo delle città che si affacciavano sul mar Egeo. I preparativi non passarono inosservati così Atene inviò il generale ateniese Cimone, al comando di 200 triremi a Faselide, in Licia, che si unì alla Lega delio-attica. Questa azione bloccò di fatto la strategia persiana sul nascere.
Cimone si spostò presso l'Eurimedonte, dove navigando lungo la foce del fiume fece convergere la flotta persiana. La maggior parte di questa si incagliò e i marinai fuggirono tra le file dell'esercito persiano creando il panico; con il nemico in fuga, Cimone fece sbarcare i suoi soldati ed attaccò l'esercito persiano. I Greci conquistarono l'accampamento nemico, catturarono molti prigionieri e riuscirono a distruggere 200 triremi nemiche attraccate sulla spiaggia. Questa lampante doppia vittoria abbassò il morale dei Persiani e impedì altre campagne nell'Egeo fino al 451 a.C. Tuttavia sembra che la Lega delio-attica non sfruttò il suo vantaggio, probabilmente a causa di altri eventi nel mondo greco che distolsero energie e uomini dallo scacchiere in questione.
Antefatto Dopo la battaglia di Micale, in cui le città greche dell'Asia Minore si ribellarono ai Persiani, l'obiettivo condiviso dalle poleis greche fu l'Ellesponto; era di primaria importanza togliere il controllo persiano dallo stretto distruggendone i canapi usati per il famoso ponte di barche. La flotta alleata salpò allora per il Chersoneso Tracico, ancora in mano dei Persiani, e assediò e conquistò la città di Sesto. L'anno seguente, il 478 a.C., gli Alleati inviarono un esercito a conquistare la città di Bisanzio. L'assedio ebbe successo, ma il comportamento del generale spartano Pausania allertò molti, tra gli Alleati, e questi venne richiamato in patria.L'assedio di Bisanzio fu l'ultima azione dell'alleanza ellenica che aveva sconfitto i Persiani; infatti ritornati a Samo i Greci discussero animatamente sul futuro dell'alleanza e sugli obiettivi che essa doveva perseguire. Gli Spartani proposero di evacuare le città ioniche, in quanto per loro era impossibile proteggere per sempre gli Ioni, in perenne conflitto con l'Impero achemenide.. Gli Ateniesi, però, si opposero a questo progetto e decisero di far entrare nell'alleanza Samo, Chio, Lesbo e le altre isole che avevano combattuto al fianco dei Greci dopo Micale, impegnandole in un giuramento sull'isola di Delo, dove venne convocato un congresso in cui venne stretta una nuova alleanza atta alla continuazione della lotta contro i Persiani. Nacque così la Lega delio-attica, guidata da Atene. Tuttavia non è chiaro esattamente quando le città ioniche e dell'Asia Minore si unirono alla lega.. Tucidide attesta la presenza di Ioni a Bisanzio nel 478 a.C., quindi è possibile che almeno alcune delle città ioniche abbracciarono la confederazione nei primi mesi del 478 a.C.. La presenza del politico ateniese Aristide, con il mandato di organizzare i tributi di ciascun membro della Lega nel Ponto, dove morì nel 468 a.C., testimonia in modo inequivocabile l'espansione della Lega in Asia Minore.Plutarco, Aristide, 25–26.La neonata Lega si prefissò come obiettivo ufficiale di vendicare i torti subiti devastando il territorio del Re.. Di conseguenza, le forze militari impiegate trascorsero gran parte del decennio seguente, eliminando le rimanenti guarnigioni persiane dalla Tracia, estendendo poi, il territorio controllato dai confederati nell'Egeo, e in Asia Minore,Plutarco, Cimone, 12.. ponendo così, le basi di quello che può essere considerato un vero e proprio impero talassocratico, controllato da Atene.
Inizio La campagna di guerra comandata da Cimone lungo l'Eurimedonte sembra essere stata organizzata in risposta all'allestimento di una grande flotta e al raggruppamento dell'esercito di supporto ad Aspendo, da parte dell'impero Achemenide. Si ritiene che egli fosse stato incaricato di scongiurare in maniera preventiva un'ulteriore aggressione persiana.. Cawkwell asserisce che i preparativi disposti dai Persiani ad Aspendo furono il primo tentativo organizzato per contrastare l'attività dei Greci dopo il fallimento delle guerre persiane e che sicuramente, il tempo impiegato per approntare l'armata fu allungato da lotte intestine all'interno dell'impero.A questo proposito, Cawkwell descrive i problemi strategici dei Persiani:
La marina militare del tempo doveva la sua mobilità al lavoro svolto dai vogatori, che limitavano notevolmente lo spazio a disposizione nella stiva, perciò vi era la necessità di tornare a terra frequentemente, per gli approvvigionamenti.. Ciò limitò fortemente le capacità delle flotte antiche, le quali potevano operare solo in prossimità di basi navali sicure.. Cawkwell sostiene pertanto che le forze persiane riunitesi ad Aspendo, mirassero a spostarsi lungo la costa meridionale dell'Asia Minore, conquistando tutte le città in cui vi si imbattevano, finché la marina non avesse potuto operare tranquillamente.Alessandro Magno avrebbe utilizzato questa strategia al contrario nell'inverno del 333 a.C.: in mancanza di una flotta con cui sconfiggere i Persiani, Alessandro decise di sottrarre le basi navali persiane catturando i porti del sud dell'Asia Minore, impossessandosi di fatto della flotta imperiale. Plutarco sostiene che Cimone, venuto a sapere dell'assembramento militare ad Aspendo, fosse salpato da Cnido (in Caria) con 200 triremi; forza ivi radunata dagli Ateniesi in precedenza, perché già a conoscenza dei piani persiani. In effetti nessun'altra attività concernente la Lega avrebbe richiesto sull'isola la presenza di una flotta di tale portata. Cimone giunse in Caria perché si aspettava che i Persiani marciassero direttamente in Ionia, lungo la strada reale provenienti da Sardi. La presenza ad Aspendo sia della marina che della fanteria potrebbe averlo convinto che non ci sarebbe stato alcun attacco immediato alla Ionia. Sempre secondo Plutarco, capite le intenzioni dei nemici, Cimone navigò con queste 200 triremi verso la città greca di Faselide, punto nevralgico dietro le linee nemiche, deciso ad anticipare la strategia avversaria. La polis resistette alle richieste di ingresso nella città, perciò come ritorsione si iniziò a devastarne i territori, ma grazie alla mediazione del contingente proveniente da Chio la popolazione di Faselide accettò di prendere le parti della lega. Essi contribuirono alla spedizione con l'invio di truppe e di un tributo di dieci talenti. Conquistata Faselide, la più orientale città greca in Asia Minore dotata di un porto di grande importanza, egli bloccò di fatto la campagna militare dei Persiani prima che potesse iniziare. A Cimone non restava altro che prendere l'ulteriore iniziativa ed attaccare direttamente la flotta persiana ad Aspendo.
Forze contrapposte Greci Per Plutarco, la flotta della Lega delio-attica era quindi composta da 200 triremi. La costruzione di queste era stata ordinata agli ateniesi in numero di 20 l'anno da Temistocle, il quale fece potenziare la forza di penetrazione del rostro, micidiale arma per affondare le navi nemiche,. mentre Cimone ne migliorò le capacità per velocizzare le operazioni di imbarco.
L'equipaggio tipico di una trireme greca era di 200 uomini, 14 dei quali erano veri e propri soldati.. Già, nel corso della seconda guerra persiana, ogni nave portava sicuramente trenta fanti di marina in più, ma è probabile che tale procedura fosse stata adottata nella prima guerra persiana dall'Impero achemenide, durante la quale l'intero esercito venne condotto in Grecia via mare e solo poi utilizzato dai Greci. Comunque è risaputo che le navi di Chio, nella battaglia di Lade, furono dotate con 40 opliti di marina ciascuna. Ciò dimostra che una trireme poteva trasportare un massimo di 40-45 soldati, anche se questo tipo di imbarcazione era spesso destabilizzato dal peso aggiuntivo delle truppe.. Quindi al momento della battaglia dell'Eurimedonte nella flotta della Lega delio-attica c'erano probabilmente circa opliti.
Persiani A riguardo delle dimensioni della flotta persiana sono state fatte stime contrastanti: Tucidide dice che c'erano 200 navi fenicie, il che è considerato un fatto quasi certo;. Plutarco citando Eforo conta 350 navi, mentre riferisce che ve ne erano ben 600 secondo Fanodemo; inoltre aggiunge che la flotta persiana stava aspettando 80 navi fenicie provenienti da Cipro. Anche se il racconto di Tucidide è comunemente il più accettato, l'affermazione di Plutarco, riguardante i rinforzi potrebbe avere un fondo di verità; spiegherebbe infatti, perché Cimone fu così deciso nel lanciare l'attacco contro i nemici.. Mentre per quanto concerne l'esercito di terra, non esistono stime nelle fonti antiche. Tuttavia, si presume, che il numero dei marinai imbarcati dai Persiani fosse all'incirca quello dei Greci, in quanto, le navi persiane avevano capienza simile a quelle elleniche. Le informazioni che ci dà Plutarco, citando Eforo, sull'assegnazione dei ruoli di comando affermano che il comandante della flotta reale era Titrauste, mentre quello della fanteria Ferendate, aggiunge pure, che lo storico Callistene dava, invece, ad Ariomande il comando generale delle truppe.
Svolgimento Tucidide fece un resoconto della battaglia piuttosto sintetico, mentre più dettagliato ed attendibile è quello riportato da Plutarco. Egli riferisce che la flotta persiana ancorata al largo della foce dell'Eurimedonte era in attesa delle 80 navi fenicie provenienti da Cipro, quando Cimone attaccò i Persiani. La flotta imperiale, non volendo ingaggiare battaglia, si ritirò risalendo il fiume, ma Cimone continuò a far pressione costringendoli allo scontro. Indipendentemente dal numero di navi presenti, il fronte di battaglia persiano si ruppe rapidamente costringendo la flotta a dirigersi a riva, dove l'esercito era accampato. Alcune navi potrebbero essere state catturate o distrutte durante la battaglia navale, ma è probabile che la maggior parte di esse fosse stata in grado di approdare sulla terra ferma.