La rivolta di Praga (da non confondere con la Primavera di Praga del 1968) si è verificata dal 5 all'8 maggio 1945: la resistenza ceca e la popolazione di Praga si ribellarono all'occupazione tedesca. Negli scontri persero la vita circa cechi e 1000 soldati tedeschi. La rivolta fu il preambolo alla liberazione della città dalle forze naziste che si ebbe formalmente con l'arrivo dell'Armata Rossa.
Alla base della rivolta L'occupazione nazista della Cecoslovacchia determinò la militarizzazione dell'economia, l'eliminazione dei diritti politici, la deportazione in Germania per lavori forzati; tutti questi fattori influirono sulla vita della popolazione ceca. L'oppressione non colpì solo la classe operaia, ma anche i "ceti medi“, i piccoli e medi imprenditori. Il sentimento anti nazista e antifascista della popolazione di Praga si manifestò già dall'inizio dell'occupazione del Terzo Reich, basta ricordare la grande manifestazione del 28 ottobre 1939, in cui perse la vita lo studente Jan Opletal, e quella che si ebbe il successivo 15 novembre ai suoi funerali, alla quale i nazisti replicarono con un brutale attacco contro gli studenti, che portò alla chiusura di tutte le scuole superiori cecoslovacche; anche se Praga non fu mai una città di “collaborazionisti” e nemmeno una città della “resistenza”, non si può nascondere che gli anni dell'occupazione, pur non galvanizzando la popolazione locale, non abbiano lasciato cicatrici terribili e indelebili di una dittatura spietata e feroce.Prerequisites and tradition p.96, Bartosek, Karel. 1965. The Prague Uprising. Prague, Czech Republic: Artia
Grazie all'apporto di comunisti, antifascisti cechi e con l'aiuto dei sovietici, fu possibile organizzare unità partigiane che guadagnarono gradualmente sempre maggior peso nella lotta di liberazione. Secondo ricerche più recenti, nella primavera del 1945, circa 120 unità partigiane grandi e piccole si unirono in un unico gruppo che annoverava antifascisti. Essi presero parte alla "battle of the rails", in cui sabotarono le ferrovie e i trasporti stradali attaccando i treni delle truppe tedesche e danneggiando stazioni e ponti. In questo periodo, a Praga, esistevano due tipi di organizzazioni e gruppi “illegali”Spring of 1945 and the Proletarian Resistance Groups pp.101-102, Bartosek, Karel. 1965. The Prague Uprising. Prague, Czech Republic: Artia: organizzazioni e gruppi composti da patrioti che effettuavano una vera e propria lotta contro il nazismo; la più importante organizzazione fu il Partito Comunista di Cecoslovacchia. Gruppi composti da persone che nulla avevano in comune con la lotta al nazismo, ma che tentarono di realizzare un colpo di stato a proprio favore; questi ultimi non avevano il supporto della popolazione ed erano costituiti da ufficiali del Central Military Command, denominato Central National Committee in Prague.
In aggiunta a quanto detto in precedenza, l'avvicinarsi della fine della guerra ebbe un effetto galvanizzante sui residenti di tutta la Cecoslovacchia che rafforzò il desiderio di dimostrare, in modo esplicito, l'odio amaro verso gli occupanti tedeschi. In occasione del 68º anniversario della rivolta (5 maggio 2013), alludendo a ogni forma di dittatura Miloš Zeman (3º Presidente della Repubblica Ceca) ha, infatti, affermato: "La causa profonda è stata l'umiliazione crescente della nazione ceca e la perdita di dignità, perché la gente non poteva esprimere le proprie opinioni apertamente...".
La vigilia Dal 30 aprile al 1º maggio 1945, l'Obergruppenführer Karl Hermann Frank, comandante delle SS e della polizia, annunciò alla radio di Praga che avrebbe annegato qualsiasi rivolta in un "mare di sangue"Battle for Czech Radio. Frank ordinò ai suoi militari di domare qualsiasi manifestazione di gioia, nelle strade di Praga, per l'imminente arrivo degli alleati e incaricò l'esercito e le forze di polizia tedesche di sparare a chiunque avesse disobbedito. Furono distribuiti volantini per dissuadere la popolazione dalla rivolta con il seguente testo:
Cittadini di Praga, potete scegliere tra combattere, devastazione e spargimento di sangue umano oppure pace, disciplina e benessere
Se scegliete la pace e la disciplina, continuerete ad avere il supporto della Germania senza perdita di vite umane in Repubblica Ceca e Moravia. In caso di azioni contro la Germania, ci sarà l'ordine di opporsi con tutti i possibili mezzi militari, con il risultato di distruggere la vostra prosperità e creare un enorme campo di battaglia. I ribelli diffondono false notizie alla radio. Non solo saranno responsabili delle loro azioni, ma anche delle vite degli innocenti che hanno vissuto in pace per 6 anni. Voi potete ancora scegliere tra prosperità e deportazione, miseria, fame e morte.
Quartier Generale della difesa Tedesca in Repubblica Ceca e Moravia
Nell'analizzare il movimento di liberazione a Praga, alla vigilia della rivolta, un altro fattore da menzionare è il Consiglio Nazionale CecoThe Czech National Council pp.123-125, Bartosek, Karel. 1965. The Prague Uprising. Prague, Czech Republic: Artia. Fu creato, dopo un lungo periodo di lavori preparatori, il 30 aprile 1945 su iniziativa dei comunisti e sindacalisti rivoluzionari. Esso era costituito da vari membri del fronte antifascista in rappresentanza di diverse forze sociali. Per il nucleo rivoluzionario del Consiglio Nazionale Ceco, l'elemento decisivo nella rivolta sarebbe stato la massa armata. Nei giorni precedenti la rivolta, ha cercato fortemente di paralizzare, con la forza, le attività di tutti coloro che volevano realizzare 'golpe' venendo a patti con i nazisti. Le proclamazioni martellanti e continue precedenti il 5 maggio, contenevano di solito messaggi con avvertimenti e minacce simili a: “Prima della completa liberazione del nostro paese, è più che mai necessario per tutti voi, aver compreso la necessità, lo scopo e gli obiettivi di una lotta senza compromessi contro il nazismo, la necessità di organizzarsi in un'unità armata e di non cadere nelle provocazioni della Gestapo. Rifiutate tutti i tentativi di dividervi, tutte le provocazioni, tutte le manovre e le loro promesse”The Czech National Council p.124, Bartosek, Karel. 1965. The Prague Uprising. Prague, Czech Republic: Artia.
Le giornate dell'insurrezione Antonin Sum, avvocato coinvolto nel movimento di resistenza locale e futuro segretario personale di Jan Masaryk, ricorda bene quei giorni. Egli afferma che di fronte agli ultimi giorni della guerra, i Cechi non avevano altra scelta che combattere. Non farlo avrebbe significato lasciare il loro destino nelle mani dei loro occupanti: "In quel momento la guerra non era ancora ufficialmente finita, era necessario fare qualcosa contro i tedeschi, perché si stavano concentrando attorno a Praga... Avrebbero distrutto il nostro paese, e probabilmente ciò rientrava nel piano di Hitler. Prima della sua morte, Hitler diede ordini severi di continuare la guerra fino alla completa distruzione."
Nel pomeriggio del 4 maggio ci furono le prime azioni contro gli occupanti; alcuni conducenti di tram rifiutarono di accettare pagamenti con moneta tedesca; nelle strade e nelle piazze cominciarono ad essere eliminate le insegne e le denominazioni tedesche. Si sentirono i primi spari. Molta gente si riversò per le strade; alcuni inneggiavano al presidente e al governo contro le forze di occupazione, altri, pur minacciati dalle SS con le pistole, cantavano l'inno e strappavano le bandiere con le svastiche. In una strada di Vršovice, sotto i colpi nazisti, cadde il primo civile ceco, Ladislav Posl, un conducente di tram simpatizzante del gruppo dei ‘Communist’. L'eco degli spari si sentiva da lontano e, in breve tempo, una crescente tensione si impadronì della gente che, senza nessun segnale e senza nessun ordine, cominciò spontaneamente ad eliminare ogni cosa tedesca.
5 maggio Il 5 maggio era una giornata nuvolosa, diversa dagli altri giorni ordinari. Per ordine delle autorità di occupazione, migliaia di persone non andavano a lavorare; al sabato, infatti, le fabbriche di Praga erano chiuse: l'assembramento dei lavoratori era un pericolo difficile da fronteggiare in caso di ribellione. Questa tattica non era nuova; i nazi-fascisti avevano iniziato ad applicarla fin dall'inizio del 1944, quando i lavoratori dell'Italia settentrionale avevano preparato uno sciopero generale. Dichiarando il sabato ‘giorno non lavorativo’, cercavano di prevenire le riunioni dei lavoratori.
Alle 6 di mattina del 5 maggio, la Radio di Praga iniziò le sue trasmissioni del sabato con un annuncio beffardo: ‘It is just sechs o'clock', innescando la rivolta.
Alle 8 i tedeschi fecero annunciare, con gli altoparlanti, che erano severamente vietati assembramenti di gruppi con oltre 5 persone e il danneggiamento di simboli tedeschi.
Nonostante il fatto che la polizia, attuasse in alcuni punti una linea rigida sul rispetto degli ordini, la folla in strada continuò a crescere per tutta la mattina e le persone si ostinarono a cancellare i segni tedeschi sugli edifici.
Un gruppo di poliziotti cechi tentò di cogliere di sorpresa l'edificio-radio di via Vinohradská, senza rendersi conto della presenza delle SS che già si trovavano all'interno, ciò diede luogo ad aspri combattimenti. Con il frastuono dei combattimenti in sottofondo, la stazione radio continuò a trasmettere messaggi di sfida e a incoraggiare i cittadini a ribellarsi. Verso le 13:00 del 5 maggio 1945, i partigiani erano pronti a combattere. L'annunciatore radiofonico trasmise un appello alla nazione ceca di riversarsi per le strade di Praga costruendo delle barricate. Nel frattempo i partigiani occuparono la sede della Gestapo e il quartier generale della Sipo. Nel pomeriggio del 5 maggio, il sindaco di Praga giurò formalmente fedeltà al Comitato Nazionale. I cechi continuarono le demolizioni dei segnali stradali e le scritte in lingua tedesca dei negozi, attaccarono i tedeschi e sequestrarono le loro armi. Nelle restanti ore del 5 maggio, i nazisti tentarono di sedare la rivolta sferrando un attacco dall'esterno della città. L'intento di questa manovra era quello di unirsi con le forze tedesche che si erano posizionate all'interno. La notizia dei carri armati tedeschi e unità motorizzate diretti verso la capitale, raggiunse la resistenza dei cechi. Nelle ore serali del 5 maggio, il rapporti di forza tra gli insorti e i tedeschi iniziò a cambiare. Dopo una fase di predominio della resistenza, all'inizio della rivolta, seguì una fase di stabilizzazione che equilibrò le forze in campo.A New October 28th? pp.17-19, Bartosek, Karel. 1965. The Prague Uprising. Prague, Czech Republic: Artia
La notte delle barricate