La ferrovia Biella-Novara è una linea ferroviaria regionale del Piemonte che collega Biella al nodo ferroviario di Novara per Milano e Alessandria, servendo alcuni paesi delle province di Biella, di Novara e di Vercelli.

Inaugurata nel 1939 ed originariamente concessa all'industria privata, la linea ebbe una gestazione travagliata; priva della trazione elettrica inizialmente prevista, la stessa fu oggetto di risoluzione anticipata della concessione venendo incorporata nel 1961 nella rete delle Ferrovie dello Stato.

Storia

Dopo decenni di discussioni e richieste, alimentate soprattutto dalla borghesia industriale di Cossato allora centro in piena espansione, la possibilità di realizzare una ferrovia fra Biella e Novara fu discussa in una riunione dei parlamentari piemontesi presso la camera di commercio di Torino, preludio all'emanazione del regio decreto che il 17 novembre 1925 affidò alla Società Ferrovie Elettriche Novaresi (SFEN) la costruzione e l'esercizio della lineaL. Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, op. cit., pp 165-166. in qualità di subconcessionaria del Comune di NovaraFENIT 1946 1996, op. cit., p. 58., da esercirsi a trazione elettrica.

Intrapresi i relativi lavori, il costo dell'opera risultò pari a 70 milioni di lire e fu realizzata sotto la direzione di Enrico Tavola, su progetto di Francesco Cartasegna, progettista anche del Lingotto di Torino, che rispecchiava quanto definito dal progetto di massima redatto dall'ingegner Rizzo, che fu poi nominato primo presidente della SFEN.

Il protrarsi dei lavori di costruzione, unitamente alla carenza di capitali e alla decisione di rimandare gli analoghi lavori sulla direttrice Torino-Milano, impose la rinuncia alla trazione elettrica; come conseguenza, la SFEN assunse la nuova denominazione commerciale di Società Ferrovia Biella Novara (SFBN), pur mantenendo sugli orari la precedente ragione socialeM. Matto, La ferrovia Biella-Novara, op. cit., p. 172..

La linea fu inaugurata il 18 maggio 1939 alla presenza del capo del Governo Benito Mussolini, diventando peraltro operativa solo dal 20 luglio 1940 a causa della necessità di completare alcuni impianti e dell'assenza del materiale rotabileNico Molino, 7 automotrici da Biella a Novara, op. cit..

Gli eventi legati alla seconda guerra mondiale lasciarono il loro segno sulla linea, con la distruzione dei ponti presso Cerreto Castello operata fra l'8 e il 9 gennaio 1945 ad opera dei partigiani biellesi.

Nel 1958 venne realizzato a Biella il collegamento con la Biella-Santhià, che fino ad allora si attestava al proprio capolinea di Biella Piazza Vittorio Veneto, nel nuovo impianto comune di Biella San Paolo.

L'esercizio di Stato Il 21 gennaio 1961, in anticipo rispetto alla naturale scadenza della concessione e su istanza della stessa SFBN, la linea venne incorporata nella rete statale e l'esercizio fu assunto dalle Ferrovie dello StatoOrdine di Servizio n. 1 del 1961, che procedettero al parziale rinnovo dell'armamento.

La gestione FS proseguì negli anni successivi senza particolari clamori o problemi, se si eccettua l'interruzione avvenuta a Biella nel 1978 in conseguenza dei danni al ponte sul torrente Cervo causati da una piena di quest'ultimoNotizia su Italmodel Ferrovie, n. 213, marzo 1978, p. 216..

Esclusa dai periodici elenchi di "rami secchi" da sopprimereNotizia su Tutto treno, n. 22, giugno 1990, p. 7., la linea usufruì nel 1990 di uno stanziamento dedicato alla ristrutturazione delle linee secondarie piemontesiNotizia su Tutto treno, n. 26, novembre 1990, p. 6. che portò entro l'anno successivo alla redazione dei relativi progetti da parte delle FSNotizia su Tutto treno, n. 30, marzo 1991, p. 9.. La linea fu dunque chiusa al trafficoNotizia su I Treni, n. 114, aprile 1991, p. 5. per consentire fra l'altro il completo rinnovo dell'armamentoNotizia su Tutto treno, n. 35, settembre 1991, p. 7. con uno di tipo più pesante con rotaie da 60 kg per metro allacciate su traverse in cemento; il nuovo sistema di esercizio comportò contestualmente il declassamento a fermata delle stazioni di Biella Chiavazza, Vigliano-Candelo, Masserano, questa poi soppressa definitivamente dai nuovi orari, Ghislarengo, Carpignano Sesia e Nibbia, l'introduzione di blocco conta-assi, la predisposizione al CTC, il comando dei passaggi a livello da parte dei treni e un nuovo segnalamento luminoso a protezione dei passaggi a livello stessi e delle stazioni di Biella San Paolo, Cossato, Rovasenda e Casaleggio; queste ultime videro l'installazione di Apparati Centrali Elettrici a pulsanti d'Itinerario. La riapertura all'esercizio avvenne il 19 giugno dell'anno successivoNotizia su Tutto treno, n. 46, settembre, p. 7..

Anni duemila All'inizio degli anni duemila, la gestione della linea passò a Rete Ferroviaria Italiana, la quale avviò i primi interventi mirati all'elevazione della velocità ammessaAlessandro Sasso, Velocizzazione in vista per la ex SFBN, notizia su Mondo Ferroviario, n. 168, luglio 2000, p. 10..

A partire da inizio anno 2016, enti privati, Regione e comuni si sono uniti per finanziare un progetto volto principalmente ad elettrificare la tratta Biella-Santhià, oltre ad effettuare studi sul miglioramento della Biella-Novara (che inizialmente includeva nell'elettrificazione anche il tratto Biella-Cossato, lasciato poi in sospeso per il problema di un tunnel). Tale progetto è nato per risolvere il problema dell'isolamento dovuto alla mancanza di relazioni dirette verso alcune località importanti come Torino e Milano e a migliorare l'efficienza delle ferrovie biellesi.

Nel frattempo si verifico un incidente durante Il maltempo del 28 febbraio 2016, che provocò il cedimento del muro di contenimento nella frazione Battiana di Lessona, facendo deragliare una delle due automotrici in corsa verso Novara, ma fortunatamente si concluse senza feriti. Tale evento fu frutto delle carenti condizioni di sicurezza dell'infrastruttura.

Il progetto atteso è stato firmato il 20 maggio 2016, con l'impegno delle aziende firmatarie a versare la propria quota per coprire il costo di . A fine anno sono stati stanziati dalla Regione per avviare un programma di lavori su base triennale per l'ammodernamento e la messa in sicurezza di entrambe le linee ferroviarie. Tali lavori riguardano la sostituzione della massicciata, al rinnovo dell'armamento e alla prevenzione per il dissesto idrogeologico. A marzo 2018 sono stati stanziati altri 4 milioni da RFI per il consolidamento dei ponti sui principali torrenti (contro l'erosione e il dissesto idrogeologico) e la velocizzazione della linea, portando il limite di velocità al di sopra dei 100 km/h (rispetto ai 90 km/h in vigore), in modo da ridurre i tempi di percorrenza.

Il 18 febbraio 2022 è stato approvato un accordo per la realizzazione di una fermata ad Agognate, al servizio del nuovo centro logistico di Amazon, siglato con la Regione, il Comune di Novara, RFI e Vailog (società di trasporto europeo); conclusa l'8 gennaio 2023. Inoltre, nella stessa località è stato realizzato un posto di movimento, dotato di Apparato centrale computerizzato, per la gestione remota del raccordo merci con la ditta Intermodaltrasporti, dalla stazione di Novara; attivato dal 28 febbraio 2023. La realizzazione di tale impianto ha comportato l'installazione di nuovi segnali luminosi e la sostituzione del vecchio sistema di controllo SSC (Sistema di Supporto alla Condotta del macchinista), con il moderno SCMT (Sistema Controllo Marcia Treno), nel tratto Nibbia-Novara.

Elettrificazione A partire dall'8 settembre 2024 sono ufficialmente partiti i lavori di elettrificazione nel tratto Novara-Agognate, volti a potenziare il traffico merci verso lo scalo merci della ditta intermodaltrasporti, per consentire ai convogli di raggiungere direttamente il raccordo, evitando il cambio della trazione a Novara, che impongono le rotture di carico. Tale intervento è stato completato e attivato all'esercizio il 30 agosto 2026RFI - CT TO 17/2026.

Dal 9 dicembre dello stesso anno è stata avviata la progettazione dell'elettrificazione sull'intera linea.

Caratteristiche

La linea è una ferrovia a binario semplice non elettrificato e ordinario lunga complessivamente . Il gestore Rete Ferroviaria Italiana la qualifica come "linea complementare".

A seguito dei provvedimenti di semplificazione adottati negli anni novanta, rimangono tre stazioni che costituiscono un punto di scambio: Cossato, Rovasenda e Casaleggio che dispongono di binari di incrocio e precedenza. La stazione di Rovasenda svolge anche il ruolo di interscambio con la Santhià-Arona. I treni possono raggiungere la velocità massima di .

Si tratta di una linea dall'andamento regolare, il cui sviluppo in curva non supera il 22 % del totale e che presenta una pendenza media del 5,5 per mille con punte massime del 20,4 per mille. In totale sono presenti due gallerie, quattordici ponti da una a nove campate, quindici cavalcavia e altre opere minori. Il raggio minimo delle curve non scende sotto ai .

Sicurezza e segnalamento La linea venne aperta all'esercizio con il regime d'esercizio del Dirigente Unico, essendo la linea a scarso traffico, combinato con il regime di circolazione del Blocco Elettrico Manuale, sistema all'avanguardia per l'epoca, in luogo del blocco telefonico garantendo un livello di sicurezza nettamente maggiore.

Anche le stazioni vennero sin dall'inizio dotate di apparati centrali elettrici per la manovra centralizzata dei deviatoi e dei segnali, altro netto miglioramento rispetto alle linee statali dove la manovra avveniva a mano sul piazzale. Erano presenti poi gli istrumenti di blocco e i pedali di occupazione / liberazione dei tratti di linea.

Il segnalamento utilizzato non era quello utilizzato sull'infrastruttura ferroviaria nazionale, ambito FS, anche se condivideva diversi aspetti fondamentali: ogni stazione disponeva di doppio segnalamento perennemente luminoso di 1ª categoria di protezione e partenza (il segnale di avviso veniva implementato qualora il segnale di protezione non fosse visibile a di distanza).

Data l'ingente quantita di passaggi a livello presenti in linea, i tratti di linea erano divisi in due e gestite (solamente per quanto riguardava i PL) come segue: i segnali di partenza, oltre ad avere la condizione di blocco elettrico, verificavano l'avvenuta chiusura di tutti i PL e, in caso ciò non avvenisse, assumevano l'aspetto giallo se comandati a via libera. All'inizio della seconda sezione di linea veniva posto un segnale a vela ovale, con sola protezione dei PL, che poteva assumere gli aspetti di giallo e verde.

Percorso

Partita da Biella la linea impegna due brevi gallerie costeggiando il torrente Cervo sulla sponda sinistra, per poi sbucare a Chiavazza sul ponte che lo attraversa; il binario prosegue attraversando l'area suburbana di Biella fino a Cossato, superando il torrente Quargnasca.

Da Cossato, superato il ponte del torrente Strona, si incontra un paesaggio caratterizzato dalle cosiddette "Baragge" nei pressi di Castelletto Cervo, per poi procedere in mezzo ai campi di grano e riso, incontrando il torrente Ostola e quello di Rovasenda. A Rovasenda la ferrovia incrocia il tracciato della Santhià-Arona, priva di esercizio, che viene sottopassata; il dislivello tra le due linee impose la creazione di due stazioni separate e fra loro raccordate.

Il resto del percorso continua in mezzo alle risaie. Tra Ghislarengo e Carpignano Sesia, la ferrovia attraversa il fiume Sesia e superato il paese passa sotto l'autostrada A26. Uscendo da Nibbia il binario sottopassa i cavalcavia su cui scorrono l'autostrada A4, e la ferrovia ad alta velocità della Torino-Milano. Fra di essi viene incrociato altresì il Canale Cavour. Subito dopo i cavalcavia sono presenti due raccordi ferroviari dell'azienda Intermodaltrasporti di Agognate, uno rivolto verso Biella e l'altro per Novara, entrambi soppressi nel 2014, mentre il secondo è stato riattivato nel 2017.