Protagonista della canzone italiana del dopoguerra insieme a Claudio Villa, Narciso Parigi, Luciano Virgili e Giorgio Consolini, nell'arco della sua carriera ha venduto quarantacinque milioni di dischi in tutto il mondo. Da assoluto autodidatta fu capace di sviluppare un modo di cantare notevole per timbro, espressività e il declamato chiarissimo. Tra le sue migliori interpretazioni si ricordano Mamma, Rosso di sera, Spazzacamino, Tango delle capinere e Scrivimi.

Biografia Luciano Tajoli nacque a Milano il 17 aprile 1920 in via Bessarione 42, nel popolare quartiere Vigentino, primogenito di Francesco, rilegatore di libri, e di Antonia Colomba, cameriera. La sua infanzia fu segnata dalla poliomielite, che lo colpì a un anno di età, lasciandolo claudicante. Appassionato del canto, iniziò a esibirsi a quattro anni nelle osterie milanesi accompagnato dal padre. La prima canzone che imparò fu Balocchi e profumi, cantandola, su richiesta della maestra, per i compagni delle elementari. Terminata nel 1933 la scuola di avviamento al lavoro per poliomielitici, lavorò prima come apprendista in una sartoria, poi come garzone in una barberia di Porta Romana, avendo la possibilità di lunedì liberi, giorni ideali per chiedere audizioni alle case musicali. Quando si accorse che lo stare in piedi per ore gli costava fatica, diventò calzolaio, continuando a cantare alle feste private, nei caffè o per serenate, in cambio di piccoli compensi.

Dal 1936 prese qualche lezione gratuita di canto presso le case editrici della Galleria del Corso, dove si recava in cerca di scritture. Fu notato da Vittorio Mascheroni, che gli propose d'interpretare proprie canzoni nelle sale da ballo per dieci lire a sera. I primi guadagni incoraggiarono Tajoli a dedicarsi a tempo pieno alla musica. Per alcuni mesi del 1938, dopo un provino all'EIAR di Milano andato male, studiò col maestro Mario Schisa, perfezionando la tecnica di emissione in presenza del microfono, per evitare che l'amplificazione coprisse le sfumature del suo timbro tenorile, in particolare i caratteristici passaggi alla mezza voce e al falsetto. Forte della nuova preparazione, nel 1939 partecipò al concorso per voci nuove Il quarto d'ora del dilettante, al Teatro Odeon di Milano, e lo vinse col brano Raggio di sole di Alexandre Derevitsky, dopodiché firmò per l'etichetta discografica Odeon, con la quale incise il suo primo 78 giri, contenente Fior di rose e Madonna fiorentina. Nel 1940 ottenne una piccola parte nella rivista Scandalo '40 al Mediolanum di Milano: lo spettacolo, mediocre, rivelò le sue doti suscitando l'entusiastica accoglienza del pubblico. Seguì poco dopo una tournée in Germania, e alcuni giornali lo ribattezzarono Klein Gigli.

Tra il 1941 e il 1942 incise Villa triste e Luna marinara, due pezzi che approdarono subito alla radio. Esonerato dal fronte, negli anni della guerra debuttò nel teatro di varietà col Carro di Tespi e cantò in numerosi spettacoli di rivista come Scala d'argento (1943), Follie della città (1944), Tutto per lo sfollato (1944) e Cosa succede a Porta Romana? (1945), esibendosi poi, a guerra finita, in Quando cantava il cuore, messo in scena a Napoli, in cui apparve accanto a Mario Riva e a Pupella e Beniamino Maggio. Frattanto aveva incontrato una sarta milanese di cinque anni più giovane, Natalina Agnesi, che sposò il 22 febbraio 1943, dopo qualche resistenza della famiglia di lei. Nel 1947 prese parte ad Ancora un po' di cuore e nello stesso anno, con un camion quale palcoscenico mobile, intraprese un lungo tour nelle province del Nord Italia che rafforzò la sua popolarità nel ceto medio-basso. A questa fascia di pubblico dedicava brani melodico-sentimentali come Malinconia d'amore, Credimi, E zitto amore, Lontananza e Serenata serena, ma anche canzoni napoletane come Core 'ngrato, Santa Lucia luntana e Munasterio 'e Santa Chiara. Nello stesso periodo conobbe a Trieste il pianista Luciano Maraviglia, con il quale, in oltre vent'anni di collaborazione, scrisse alcune delle sue canzoni più note, come Ti voglio così, Luce degli occhi miei e Il valzer della strada.

Nel 1950 il regista Mario Landi lo fece debuttare nella pellicola strappalacrime musicale Canzoni per le strade; fu un successo, tanto che Tajoli, negli anni a seguire fu scritturato in altri film dello stesso filone, all'epoca molto amato dal pubblico pur se malvisto dalla critica cinematografica, come La pattuglia dell'Amba Alagi, Il romanzo della mia vita (in cui Tajoli interpretò la sua stessa biografia romanzata), Don Lorenzo, Ascoltami, Napoli piange e ride, Il cantante misterioso e Trieste mia!, che incassò oltre mezzo miliardo di lire di allora. Al suo fianco ebbe Ernesto Calindri, Giulietta Masina, Milly Vitale, Carlo Ninchi, Dante Maggio, i giovanissimi Antonella Lualdi e Franco Interlenghi e gli sfortunati Ermanno Randi e Marcella Mariani, prematuramente scomparsi. Nel contempo, propose un repertorio romantico anche ai microfoni della radio in programmi come Le vedette della settimana (1951), Il signore di trent'anni fa (condotto da Enrico Viarisio nel 1954), L'usignolo d'argento (1954) e Il traguardo degli assi (campionato a squadre tra cantanti presentato da Corrado con Antonella Steni nel 1959), e proseguì un'incessante attività dal vivo, anche all'estero, venendo accolto calorosamente tra gli emigrati italiani di Canada, Stati Uniti d'America, Australia, Venezuela, Cuba e Giappone.

Sempre negli anni cinquanta Luciano Tajoli divenne proprietario dell'azienda agricola Wandanna, situata sulle colline ad est di Montecarlo di Lucca. Suo il motto "Wandanna, il vino che fa cantare!".

In quegli anni il Festival di Sanremo si stava affermando come principale evento canoro italiano e, sebbene i dominatori delle prime edizioni fossero stati proprio gli interpreti del versante romantico e sentimentale, Tajoli non vi era ancora stato invitato, a causa della sua menomazione alle gambe, che lo costringeva a cantare appoggiato a una sedia e lo rendeva "poco telegenico"Eddi Anselmi, Festival di Sanremo - Almanacco illustrato della Canzone italiana, p 914, v. Luciano Tajoli. Nel 1960, scaduto il contratto con la Odeon, Tajoli passò alla CAR Juke Box dell'influente editore e compositore Carlo Alberto Rossi e l'anno successivo, superato lo scoglio che la Rai gli aveva messo davanti, riuscì finalmente a partecipare all'undicesima edizione del Festival di Sanremo. Il cantante milanese si presentò in coppia con lurlatrice Betty Curtis nel brano Al di là, firmato da Carlo Donida e dall'esordiente Mogol, aggiudicandosi a sorpresa, con oltre settecentomila preferenze, il primo posto. Sempre nello stesso anno partecipò al Giugno della Canzone Napoletana con i brani Cielo, in coppia con Aurelio Fierro, ed Eterno ammore, in coppia con Aura D'Angelo.

Nel 1962 Tajoli tornò al Festival di Sanremo con Il cielo cammina, ancora in coppia con Betty Curtis, e L'anellino, in coppia con Corrado Lojacono (canzoni entrambe eliminate). Nello stesso anno partecipò anche alla prima edizione del Cantagiro con Ad un palmo dal cielo, classificandosi al secondo posto. Nel 1963 partecipò ancora al Festival di Sanremo con Ricorda (quinta classificata, in coppia con Milva) e Le voci (eliminata, in coppia con Ennio Sangiusto), dopodiché fu nuovamente in gara al Cantagiro con Basta che tu sia qui. La sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo fu nel 1970, nella ventesima edizione, dove cantò, in coppia con Mal, il brano Sole pioggia e vento, che si classificò al nono posto. Il suo credito andava tuttavia riducendosi nei confronti di un pubblico ormai formato in maggioranza da giovani, attratto da generi e stili diversi. Nel 1972 Tajoli diede addirittura l'addio alle scene e fondò insieme al fratello Angelo un'azienda metalmeccanica presso Merate, in provincia di Lecco. Il ritiro, in realtà, durò pochi mesi e da quel momento la sua carriera proseguì senza sussulti tra serate nella provincia italiana e tournée all'estero.

Il 14 dicembre 1981 si unì al vecchio rivale Claudio Villa per un concerto alla Bussola di Sergio Bernardini, in Versilia, intitolato Finalmente insieme.

Nel 1984 Tajoli raccolse i suoi maggiori successi nell'album 45 anni con voi amici miei e presentò il programma Canta che ti passa per l'emittente televisiva bresciana Teletutto, in cui sottopose il pubblico in studio a domande-quiz di cultura generale ed esibizioni canore. Sempre nello stesso anno condusse in diretta su Canale 39, emittente televisiva visibile in Toscana, dodici puntate di Una vita cantando dove, insieme al maestro Sante Palumbo, si esibì dal vivo con brani a richiesta in presenza del pubblico in sala. Nel 1986 Antennatre, emittente privata lombarda, gli dedicò una serie di special da cui vennero tratti due album registrati dal vivo nel corso dei programmi: Canzoniere italiano e Cocktail all'italiana. Sempre Antennatre propose, nel 1987, Venerdì all'italiana, spettacolo condotto da Tajoli con Renzo Villa.

Alla fine degli anni ottanta Tajoli festeggiò i cinquant'anni di carriera, incidendo gli album Nozze d'oro con la canzone italiana - 50° - Luciano Taioli nel mondo, vol. 1 (1941-1957) (1988) e Nozze d'oro con la canzone italiana - 50° - Luciano Taioli nel mondo, vol. 2 (1940-1955) (1989). Continuò a esibirsi anche nel decennio successivo, quando interpretò i suoi vecchi successi opportunamente rivisitati, riuscendo a essere sempre all'altezza delle aspettative.

Degno di nota fu l'impegno per la solidarietà che caratterizzò l'ultima fase della sua vita: nell'ottobre del 1984 donò alla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori l'incasso del concerto tenuto al Teatro Nazionale di Milano per i quarantacinque anni di carriera e nel 1989 fondò l'Associazione internazionale "Inno alla vita", con lo scopo di aiutare i bambini con disabilità.

Nel 1995, dopo l'ennesimo tour tenuto in Australia con l'amica Nilla Pizzi, cominciò a star male e, ricoverato per accertamenti, gli fu diagnosticata una grave epatopatia. Il 21 giugno 1996, in occasione del festeggiamento dei cinquantacinque anni di carriera, tenne a Merate il suo ultimo concerto a scopo benefico sotto una pioggia torrenziale, prima di farsi nuovamente ricoverare. Morì a settantasei anni meno di due mesi dopo, nella sua casa di vicolo Carbonini a Merate, dove viveva con la moglie. Dopo i funerali, Tajoli venne tumulato nella cappella di famiglia a Merate.

Nel luglio del 2020, in occasione del centenario della nascita di Luciano Tajoli, uscì il CD intitolato Luciano Tajoli - Centenario, contenente ventidue canzoni storiche, incise tra il 1939 e il 1963, rimasterizzate.

Discografia Singoli Dischi a 78 giri Serie GO 1939 – Fior di rose/Madonna fiorentina (Odeon, GO 19842) 1939 – Amami di più/Chi sarà (Odeon, GO 19844; lato B cantato da Vittorio Cappelletti) 1939 – Dammi il tuo indirizzo/Fontanella (Odeon, GO 19845) 1939 – Simpatia/Popolanella mia (Odeon, GO 19863) 1939 – Raggio di sole/Son geloso di te (Odeon, GO 19885) 1940 – L'eco mi risponde/Montanina (Odeon, GO 19886; lato B con Nino Amorevoli) 1940 – Mimosa/Voce lontana (Odeon, GO 19898) 1940 – Signora Illusione/Santa (Odeon, GO 19930) 1940 – Piccola tzigana/Destino (Odeon, GO 19964) 1940 – Chiesetta tra i fiori/Firenze sogna (Odeon, GO 19965) 1940 – Ultima rondinella/Verrà (Odeon, GO 19994; lato A con Carlastella) 1940 – Piano piano piano/Una zingara m'ha detto (Odeon, GO 19995; lato A cantato da Trio Vocale Passatore) 1940 – Madonna bianca/La bambola rosa (Odeon, GO 20019) 1940 – Perché/Devi ricordare (Odeon, GO 20037) 1940 – Non credo all'amore/Senza perdono (Odeon, GO 20038) 1940 – Ritorna a Napoli/Svegliati amore (Odeon, GO 20052) 1940 – Bruna (lasciati amare da me)/Peccati di gioventù (Odeon, 20061) 1940 – Leggenda del mare/Non si può (Odeon, GO 20069; lato B cantato da Renzo Mori) 1940 – Leggenda del mare/Zingaro che piangi (Odeon, GO 20072) 1940 – Solo per te/Finestra al sole (Odeon, GO 20100)