Considerato uno dei maggiori esponenti del naturalismo, fu uno dei romanzieri francesi più apprezzati, più pubblicati, tradotti e commentati in tutto il mondo, lasciando il segno nel mondo letterario francese per molto tempo. I suoi romanzi hanno avuto diversi adattamenti per il cinema e per la televisione.
La sua vita e la sua opera sono state oggetto di numerosi studi storici. A livello letterario, è maggiormente noto per i Rougon-Macquart, un affresco romantico in venti volumi raffigurante la società francese sotto il Secondo Impero che raffigura il percorso di una famiglia attraverso le sue diverse generazioni e di cui ciascuno dei rappresentanti, di una particolare epoca e generazione particolari, è oggetto di un romanzo.
Zola descrisse la società del Secondo Impero nelle sue diversità, evidenziandone la durezza nei confronti dei lavoratori (Germinale, 1885), le sue turpitudini (Nanà, 1880), ma anche i suoi successi (Al paradiso delle signore, 1883). In una ricerca della verità che prende a modello i metodi scientifici, Émile Zola accumula osservazioni e documentazioni dirette su ogni argomento. Con il suo acuto senso del dettaglio e della metafora efficace, con il ritmo delle sue frasi e le sue costruzioni narrative, fu in grado di creare un potente mondo immaginario, abitato da domande angosciate sul corpo umano e sociale.
Gli ultimi anni della sua vita furono segnati dal coinvolgimento nell'Affare Dreyfus con la pubblicazione, nel gennaio 1898, sul quotidiano L'Aurore, dell'articolo "J'Accuse…!", che gli costò una causa per diffamazione e l'esilio a Londra lo stesso anno.
Biografia
Origini familiari Il padre di Émile, François Zola (nato Francesco Zolla; 1795–1847), è un militare e ingegnere italiano naturalizzato francese. Nato a Venezia, proviene da una famiglia originaria del territorio bresciano che ha prestato servizio per varie generazioni nell'esercito della Serenissima. Dopo una breve carriera militare si dedica a importanti opere di ingegneria. Nell'ambito di un progetto per l'ampliamento del porto marsigliese, poi non realizzato, si reca spesso a Parigi, dove conosce Françoise-Émilie-Aurélie Aubert (1819-1880), una donna originaria di Dourdan, nella Beauce (la regione di Chartres, a sud della capitale), venuta a Parigi con i genitori - vetraio e imbianchino il padre, cucitrice la madre - nei primi anni trenta.P. Walker, Zola, London-Boston-Melbourne-Henley 1985, pp. 1-3. Nonostante i ventiquattro anni di differenza e la scarsa dote di lei, si sposano al municipio del I arrondissement il 16 marzo 1839.P. Walker, cit., p. 3. Il matrimonio religioso viene celebrato l'anno successivo, il 29 febbraio 1840, nella chiesa di Saint-Germain-l'Auxerrois.H. Mitterand, Zola, Paris 1999, vol. I, p. 45.
I primi anni: trasferimento ad Aix-en-Provence
Figlio unico, Émile Zola nasce nel II arrondissement (all'epoca ancora nel vecchio III arrondissement) di Parigi, al 10 bis di Rue Saint-Joseph, il 2 aprile 1840. Nel 1843, la famiglia Zola si trasferisce ad Aix-en-Provence, dove il padre è stato chiamato a dirigere la costruzione di una diga e di un canale per alimentare la città di acqua potabile. Prende in affitto una casa sita al numero 6 di rue Silvacanne, alla periferia della città.H. Mitterand, cit., pp. 66-67. L'anno successivo anche i nonni paterni del futuro scrittore si stabiliscono in Provenza.H. Mitterand, cit., pp. 54-55.
Nei primi anni provenzali François Zola viaggia molto per lavoro, soggiornando a Marsiglia e Parigi; è in occasione di uno di questi spostamenti che moglie e figlio lo seguono nella capitale nella seconda metà del 1845. Il primo vero contatto con la realtà parigina si risolve per Zola in una cocente delusione. Molti anni dopo rievocherà il suo arrivo nella grande città: nel racconto La Banlieue, contenuto ne Le Capitaine Burle (1883), il narratore afferma di essersi aspettato una «successione di palazzi» mentre altro non c'erano, prima dell'ingresso in città, che «edifici malfamati, case sospette, vie scure». «Mi ricordo», dice inoltre, «[...] di aver provato in quel contesto una delle delusioni più crudeli della mia vita».In E. Zola, Œuvres complètes, Paris, Cercle du livre précieux, 1966-1970, t. IX, p. 613.
Morto il padre nel 1847, Zola viene iscritto alla Pension Notre-Dame (o, dal nome del direttore Joseph Isoard, Pension Isoard), la scuola elementare in cui entra in ritardo, all'età di sette anni. La primissima istruzione gli è stata impartita in casa dalla madre e dalla nonna materna - forse anche dal padre -, che gli hanno insegnato a leggere e a far di conto.H. Mitterand, cit., p. 70. Alla Pension Notre-Dame studia il latino e si applica con discreto profitto, legando in particolare con due compagni, Philippe Solari, che diventerà scultore, e Marius Roux, futuro romanziere e giornalista.H. Mitterand, cit., pp. 77-78.
Al Collège Bourbon: l'amicizia con Paul Cézanne Nel 1852 entra come interno al Collège Bourbon (l'attuale Lycée Mignet), unico istituto laico in una città fortemente clericale. È uno studente modello, che quasi sempre riesce a ottenere molti dei premi di fine anno. Già appassionatosi ai romanzi d'avventura, si dedica massicciamente alla loro lettura quando, tra l'estate e l'autunno del 1854, trascorre tre mesi in campagna, con madre e nonni, per sfuggire a un'epidemia di colera. Legge, tra gli altri, Alexandre Dumas padre, Eugène Sue e Paul Féval.H. Mitterand, cit., pp. 97-104.
Secondo Paul Alexis, scrittore destinato a diventare uno dei più cari amici di Zola (nonché suo biografo), questi avrebbe portato a compimento già a dodici anni «un grande romanzo storico di ambientazione medievale, un episodio delle crociate, credo, con dettagli tratti dal Michaud».P. Alexis, Émile Zola. Notes d'un ami, Paris 1882, p. 25; citando Michaud, Alexis allude alla Histoire des croisades di Jean-François Michaud, pubblicata a Parigi nel 1812. In ogni caso dell'opera non è rimasta traccia, come perduta è andata la commedia Enfoncé le pion, in tre atti e in versi, che secondo Henri Mitterand, massimo biografo zoliano, fu cominciata al tempo del Collège Bourbon e conclusa durante il primo anno parigino, nel 1858.H. Mitterand, cit., p. 109.
In settima o in sestaIl sistema scolastico francese segue un ordine decrescente; la settima classe corrisponde al primo anno, la sesta al secondo, e così via. stringe con Paul Cézanne, di un anno più vecchio, un'amicizia destinata a durare trent'anni.H. Mitterand, cit., pp. 111-112. Successivamente si unisce, a completare un terzetto cui i compagni danno la qualifica di "inseparabili", Jean-Baptistin Baille, che eccelle nelle materie scientifiche e diverrà un fisico apprezzato.F. Brown, Zola. Une vie, Paris 1996, pp. 32 e 41. I tre si riconoscono per la loro sensibilità e profondità, in un contesto come quello del Collège Bourbon, frequentato fondamentalmente da figli di notai, avvocati, artigiani o ricchi contadini, destinati a seguire senza sforzo le orme paterne e per nulla interessati allo studio.H. Mitterand, cit., p. 112; F. Brown, cit., p. 29.
Con Cézanne e Baille, Zola organizza lunghe gite nella campagna circostante, dove i tre amici nuotano nudi nei meandri del fiume Arc o vanno a caccia, accompagnati da libri di poesie.H. Mitterand, cit., pp. 132 e ss..; F. Brown, cit., pp. 41 e ss.. «Non eravamo soli», racconterà Zola, «avevamo con noi dei libri, nelle tasche o nei carnieri. Per un anno, Victor Hugo regnò su noi come monarca assoluto».E. Zola, Œuvres complètes, cit., vol. XII, p. 328. Alla passione per l'autore delle Orientales e delle Feuilles d'automne si sostituisce presto quella per il de Musset di Rolla e delle Nuits, la cui «umanità canzonatoria o disperata», essi sentono «più vicina a loro rispetto all'enfasi sostenuta di Hugo».H. Mitterand, cit., pp. 138-140; cit. a p. 140.
Frattanto la situazione economica della famiglia, già difficile nel 1847, quando la morte del padre ha lasciato molti debiti da saldare, va progressivamente peggiorando. Émilie Aubert possiede 121 azioni della Société du canal Zola, e Jules Migeon, l'azionista di maggioranza, le deve 150 000 franchi. Prima e dopo la bancarotta della Société, dichiarata nel 1852, la madre di Zola si impegna inutilmente in onerose battaglie giudiziarie che si risolvono sistematicamente nello scacco, costringendola a traslochi sempre più frequenti in dimore sempre più modeste.F. Brown, cit., pp. 24 e ss.. Anche per far studiare il figlio al Collège Bourbon è stato necessario chiedere una borsa, poi accordata, al consiglio municipale, favore che la vedova impetra, si legge nel verbale, «come ricompensa postuma per i servizi resi dal marito alla città di Aix».C. Becker, «Quelques documents sur la jeunesse d'Émile Zola à Aix-en-Provence», in Cahiers naturalistes, n. 55, 1981, p. 169.
Nel 1856, Zola può beneficiare di una novità introdotta solo quattro anni prima dal ministro dell'educazione Hyppolite Fortoul; mentre fino al 1852 esisteva il programma unico, ora gli allievi possono scegliere tra maturità classica (baccalauréat ès lettres) e scientifica (baccalauréat ès sciences). Opta per la soluzione che più lo avvicina alla tradizione familiare: la maturità scientifica.F. Brown, cit., pp. 47-48.
La madre Émilie continua con le sue battaglie legali e quando, il 22 dicembre 1857, il tribunale di commercio della Senna decreta che la donna non ha diritto, neanche in minima parte, al capitale della vecchia Société, non volendosi arrendere sale a Parigi, pronta a fare ricorso anche alla Corte imperiale. La trafila va per le lunghe, il tribunale civile le dà torto, ma è autorizzata a ricorrere alla Corte. Émilie, per evitare spese eccessive e per non lasciare troppo tempo da soli il padre e il figlio (la madre è morta l'11 novembre 1857), chiede loro di raggiungerla. Nel febbraio 1858, così, Zola lascia la Provenza e i suoi due grandi amici, mentre si trova nel pieno della seconda classe, il penultimo anno.H. Mitterand, cit., pp. 141-145.
Il ritorno a Parigi
Giunto nella capitale, Zola va a vivere al 63 di rue Monsieur-le-Prince, nel Quartiere latino. Da una cittadina di provincia si trova catapultato in una metropoli brulicante di vita e in espansione, nel pieno della trasformazione haussmanniana, durante il Secondo Impero. Il modesto appartamento ammobiliato che la madre ha preso in affitto è vicino al prestigioso Lycée Saint-Louis, dove Zola viene iscritto. Malgrado la precaria situazione economica, la famiglia gode di protettori influenti, grazie ai quali ottiene una borsa e la possibilità di entrare ad anno in corso. Zola si sente spaesato e solo, preoccupato inoltre dalle difficoltà materiali domestiche. In un liceo d'élite, il più adatto per chi voglia intraprendere la carriera di ingegnere, i suoi compagni sono brillanti, snob e più ricchi di lui.H. Mitterand, cit., pp. 153-161. Scriverà il 19 agosto 1879, su Le Voltaire: «Fui profondamente ferito, quando constatai che invece di confermarmi tra i primi, mi trovai a essere il ventesimo, su una sessantina di allievi. Evidentemente, il livello degli studi era molto più alto a Parigi che in provincia. Ammetto che mi disgustai e che diventai uno studente decisamente mediocre».E. Zola, in Œuvres complètes, cit, vol. XIV, p. 252.