La processione è un concetto prettamente teologico, presente nella dottrina cristiana, oltre che in filosofia. Essa designa l'attività con cui, nell'unica Sostanza di Dio, vengono generate le tre Persone, o ipostasi, di cui Egli è composto.
Processioni trinitarie
Dio, concepito dunque non staticamente, genera le ipostasi senza che tuttavia queste divengano entità separate poiché rimangono in Lui. Si parla in proposito di consustanzialità: i tre livelli spirituali in cui Dio si articola sono fatti della stessa sostanza divina (a differenza della concezione subordinazionista che li vedeva in un'ottica degradante). Nel Cristianesimo queste tre realtà o ipostasi sono: Padre, Figlio, e Spirito Santo.
Nella Trinità cattolica, come in quella protestante, si distinguono in particolare due processioni: il Padre genera il Figlio, mentre dal Padre e dal Figlio procede lo Spirito Santo. Secondo quanto stabilito dal Concilio di Lione II (Constitutio de summa Trinitate del 18 maggio 1274, cf. Denz. 850)), lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio come da un unico principio e con un'unica spirazione e non con due spirazioni separate per ciascuna delle altre due divine persone.
La prima è chiamata generazione, la seconda è detta spirazione.Paolo Scarafoni, Il Dio presente, pp. 162-178, Torino, G. Giappichelli editore, 2013. Secondo il rito cristiano greco-ortodosso invece, di tradizione bizantina come le Chiese orientali o la Chiesa assira d'Oriente, lo Spirito Santo procede esclusivamente dal Padre, e non viene adoperata dunque la formula Filioque («e dal Figlio»), a differenza della Chiesa latina che l'ha aggiunta nel Credo:
Le due processioni sono immanenti a Dio che a sua volta è trascendente rispetto al creato. Il Verbo procede dal Padre per via di intelligenza (Logos significa anche "mente" o "ragione" del Padre); lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio per via di amore.
afferma che Dio Figlio opera nei cieli e sulla Terra le stesse cose che vede fare a Dio Padre.
Il Padre invece non ha alcuna processione, resta totalmente trascendente senza manifestarsi nella storia. Purtuttavia, al tempo di Gesù fu udita la Sua voce dalla folla (), così come nel Primo e Secondo Tempio di Gerusalemme si manifestava la Sua presenza reale nel Sancta sanctorum. Anche è riferito a Dio Padre il cui volto può essere visto solo nella vita dopo la morteGesù appare in numerose vite di santi oltreché nei miracoli eucaristici
La processione dal punto di vista dottrinario La processione stabilisce dei particolari legami di relazione reciproca. La generazione del Figlio, Verbo di Dio, è essenzialmente un processo conoscitivo: nel proprio Figlio il Padre conosce se stesso.«Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv ). Lo Spirito Santo è invece relazione d'amore: è il dono che il Padre e il Figlio si scambiano vicendevolmente.
Storia del concetto
L'influsso della concezione trinitaria cristiana si ebbe già in un pensatore pagano: Plotino di Licopoli, il quale dall'Uno faceva derivare il nous o intelletto, che a sua volta generava l'anima.
Egli spiegava questo rapporto di «processione», o próodos, in maniera complementare a quello di «conversione» o epistrophé, che consiste viceversa nella contemplazione della realtà di provenienza, e quindi nella risalita. La stessa anima umana, situata nel punto più basso dell'emanazione dominato dalla materia, può decidere di sua libera iniziativa di invertire la necessità della dispersione, risalendo verso la contemplazione dell'intelligibile.
Oltre alla potenza espansiva discendente, e a quella contemplativa risalente, Proclo evidenziava come ogni ipostasi possieda anche quella di «manenza», per cui essa resta al contempo in se stessa.Roberto Radice, Plotino, § 6, La fortuna e gli influssi: i seguaci diretti di Plotino, RCS Mediagoup, 2014. La processione neoplatonica non è da intendersi pertanto come creazione, perché non vi è sostanziale alterità fra i gradi inferiori e quelli superiori.
In Plotino e nel suo seguace Proclo, tuttavia, questa processione avveniva appunto in senso digradante.
Origene Adamantio e poi Gregorio Nazianzeno affermarono invece per la prima volta un rapporto paritario e non di subordinazione fra le tre ipostasi.
Agostino d'Ippona e Tommaso d'Aquino approfondirono ulteriormente la natura della processione divina, affermando che le tre Persone non possono essere tre sostanze diverse, altrimenti si avrebbero tre divinità. Essi insistettero sul concetto di relazione, quale ragione dell'articolarsi di un'unica natura divina in tre Persone distinte.Paolo Gamberini, Un Dio relazione: breve manuale di dottrina trinitaria, Roma, Città Nuova, 2007.
Agostino enfatizzò il fatto che la generazione del Verbo al di fuori del tempo rese la vita del Figlio coeterna a quella del Padre, e analogamente la processione dello Spirito Santo, avvenuta quando non esisteva il tempo, rese coeterne, uguali, incorporee, immutabili ed indivisibili tutte le persone della Santissima Trinità [Agostino, La Trinità, XV, 26, 47-48].
Note
Bibliografia Luigi Pelloux, L'assoluto nella dottrina di Plotino, Vita e Pensiero, 1994 Maria Luisa Gatti Perer, Plotino e la metafisica della contemplazione, introduzione di Giovanni Reale, Vita e Pensiero, 1996 Battista Mondin, Storia della teologia, 4 voll., Edizioni Studio Domenicano, 1996 Paolo Scarafoni, Il Dio presente, Torino, G. Giappichelli editore, 2013
Voci correlate Conversione (teologia cristiana) Emanatismo Trinità (cristianesimo) Teologia cristiana Filioque
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