Fin dagli anni settanta è ritenuta una delle interpreti più rappresentative della musica leggera italiana.. Assai discussa anche per le complesse vicissitudini personali, vanta una lunga carriera musicale durante la quale ha pubblicato diciotto album in studio, cinque album dal vivo, due EP e sette raccolte ufficiali, per un totale di oltre 12 milioni di dischi venduti. La sua discografia vanta importanti collaborazioni con alcuni tra i maggiori artisti e produttori italiani.
Dopo aver collezionato numerose esperienze come attrice e ballerina tra gli anni sessanta e settanta, intraprende la carriera discografica rivelandosi all'attenzione del grande pubblico con i brani Sei bellissima (1975) e Dedicato (1978). A cavallo del decennio successivo Bertè raggiunge poi l'apice della fama, grazie ai brani E la luna bussò (1979), In alto mare (1980) e Non sono una signora (1982). Il suo album Traslocando del 1982 è ritenuto uno dei migliori della musica pop italiana.
Ha partecipato complessivamente a dodici edizioni del Festival di Sanremo, vincendo il Premio della Critica "Mia Martini" nel 2024 con il brano Pazza. Nel 2008 le è stato assegnato il "Premio alla Carriera Città di Sanremo", mentre nel 2019, per placare il malcontento del pubblico in sala dovuto al suo quarto posto con il brano Cosa ti aspetti da me, è stato inventato per lei il "Premio Pubblico dell'Ariston".
Biografia L'infanzia
Loredana Carmela Rosaria Bertè è nata a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, il 20 settembre 1950, esattamente tre anni dopo sua sorella Domenica Rita Adriana (nota come Mia Martini, 20 settembre 1947-12 maggio 1995). Il padre, Giuseppe Radames Bertè (1921-2017), nativo di Villa San Giovanni, e la madre, Maria Salvina Dato (1925-2003), di Bagnara Calabra, erano entrambi insegnanti: il padre è stato professore di latino e greco e in seguito preside di liceo, mentre la madre era maestra elementare. La coppia ha avuto altre due figlie: Leda (nata il 1º gennaio 1946) e Olivia (nata il 28 gennaio 1958). I genitori vivevano già da tempo in provincia di Macerata, dove il padre fu prima docente e poi preside a San Ginesio, però le quattro sorelle nacquero tutte nel comune originario dei genitori, presso la casa della nonna, come imponeva la tradizione del tempo. La famiglia visse prima a Porto Recanati e poi ad Ancona.
Per molti anni la cantante non ha mai fatto pubblicamente alcun cenno alla propria infanzia. Un anno dopo la morte della sorella, Bertè si sfoga in un memoriale sulle pagine del settimanale Oggi, dove per la prima volta ricorda la difficile situazione familiare: un padre violento e una madre assente che non amavano le figlie e imponevano loro una rigida disciplina.
In un'intervista concessa nel maggio del 2009 a Maurizio Becker,Musica Leggera, n. 4. Bertè attribuisce la morte della sorella ai problemi psicologici derivati da tali difficoltà; la sorella Leda ha del resto confermato le affermazioni di Loredana.
Gli esordi Nel 1962 i genitori si separano e in seguito, nel 1965, si trasferisce a Roma insieme alla madre e alle sorelle. "Il periodo di Roma è stato il più felice della mia vita", dichiarerà moltissimi anni dopo; qui inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo come ballerina al Piper Club (dove conosce Renato Fiacchini, successivamente affermatosi con lo pseudonimo di Renato Zero).
Nel 1966 entra nel gruppo di ballo dei Collettoni e Collettini, che accompagnavano Rita Pavone nei suoi spettacoli, iniziando così a lavorare con il regista Gino Landi e il coreografo Don Lurio in trasmissioni come Partitissima e Canzonissima. Iniziano anche le prime esibizioni dal vivo con Renato Zero, in cui uniscono il canto, la danza e il mimo. Di ritorno da una tournée messicana con il gruppo di ballo che accompagna Rita Pavone, a New York assiste a una rappresentazione del musical Hair: decide di presentarsi ai provini per la messa in scena del relativo allestimento italiano, a cui infine prende parte ottenendo il ruolo di Jeanie (che in una scena appare completamente nuda); Bertè partecipa anche alla realizzazione del disco, come corista e come voce solista in un brano.
Nel 1970 debutta in sala di registrazione, come corista assieme alla sorella per l'album di Chico Buarque de Hollanda Per un pugno di samba, arrangiato da Ennio Morricone e prodotto da Sergio Bardotti; nello stesso anno partecipa anche nei cori del 45 giri Gingi, pubblicato da Pippo Baudo.
Nel 1971 partecipa ai cori del primo album della sorella Mia Martini, Oltre la collina.
Nel 1972 è di nuovo in teatro con la commedia musicale Ciao, Rudy di Garinei e Giovannini, ispirata alla figura artistica di Rodolfo Valentino, dove ha l'occasione di recitare con Alberto Lionello, Mita Medici e Paola Borboni. Nell'album che racchiude le canzoni della commedia e che viene pubblicato l'anno successivo canta il brano Piaceva alle donne. Nello stesso anno è, insieme a Penny Brown, una delle narratrici della prima opera-rock italiana Orfeo 9 per la regia di Tito Schipa Jr., pellicola trasmessa da Rai 2 e tratta dall'omonimo spettacolo teatrale andato in scena nei due anni precedenti.
Nel 1973 è tra le possibili soubrette di Canzonissima, condotta da Pippo Baudo, ma viene bocciata dalla dirigenza della Rai a causa della sua prorompenza fisica, giudicata inadatta al pubblico della domenica pomeriggio (sarà Mita Medici la prescelta). In quel periodo appare sui rotocalchi per la storia d'amore con il tennista Adriano Panatta.
Nel 1974 appare nella versione televisiva dell'operetta No no Nanette per la regia di Vito Molinari. Nello stesso anno recita nella commedia musicale Forse sarà la musica del mare insieme a Minnie Minoprio e Lando Buzzanca, in cui canta la canzone L'onnipotente uomo con Renato Cortesi, contenuta nell'LP della colonna sonora.
Streaking e la censura (1974)
Dopo diversi provini, alcuni dei quali successivamente incisi dalla sorella (Bolero, canzone che nel 1973 Mia Martini incise nel suo album Il giorno dopo, era in realtà destinata proprio a Loredana), viene notata dal discografico Alfredo Cerruti che la vuole lanciare come cantante sexy procurandole un contratto con la CGD, che nel 1974 pubblica il suo primo LP dal titolo Streaking (in inglese: "irrompere nudi tra la folla"), prodotto da Enrico Riccardi. L'album, uno sperimentale concept interamente incentrato sulla tematica sessuale, mostra subito l'atteggiamento provocatorio e trasgressivo di Bertè (il brano Il tuo palcoscenico si conclude con l'urlo della parola "cazzo" e una suggestiva coda di chitarra elettrica), scatenando la censura radiotelevisiva dell'epoca, che riesce a farlo ritirare dal mercato, principalmente a causa delle foto interne in cui la giovane cantante appare completamente nuda.
La copertina del disco (opera di Mauro Balletti e Luciano Tallarini) è molto particolare, praticamente una busta contenente il vinile che si apriva in dodici facciate delle dimensioni del disco; le sei esterne comprendevano la copertina e i testi, mentre le altre sei mostravano Bertè completamente senza veli.
Sempre nello stesso anno (luglio 1974) appare completamente nuda per un servizio fotografico sulla rivista Playboy, immortalata da Angelo Frontoni.
Il successo Da Sei bellissima a Dedicato (1975-1978)
Il successo discografico arriva nel 1975 con Sei bellissima, canzone che esalta le sue capacità vocali ed espressive, divenuta nel tempo un vero e proprio classico della musica italiana. Scritta da Claudio Daiano per il testo e da Gian Pietro Felisatti per la musica, Sei bellissima viene arrangiata da Vince Tempera, ispiratosi a Bella senz'anima di Riccardo Cocciante.
Bertè partecipa dunque a Un disco per l'estate 1975, ma viene eliminata, sfavorita nuovamente dalla censura per i versi "a letto mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente". Nel complesso la Rai giudica il testo troppo forte, pertanto Sei bellissima esce in due versioni: una con i versi incriminati e un'altra con i versi sostituiti da un innocuo "e poi mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente"; il 45 giri è il primo disco della cantante a entrare in classifica, dove rimane per quattordici settimane, Questo e gli altri dati sulle posizioni in classifica di Loredana Bertè sono ricavati anche dalle classifiche pubblicate nel corso degli anni dai settimanali Ciao 2001 e TV Sorrisi e Canzoni. raggiungendo l'ottava posizione della hit-parade.
Tra il 1970 e il 1976 Bertè appare in quattro film: Quelli belli... siamo noi di Giorgio Marluzzo, Il padrone e l'operaio di Steno, Movie Rush - La febbre del cinema di Ottavio Fabbri e Attenti al buffone di Alberto Bevilacqua.
Dopo la rottura del fidanzamento con Adriano Panatta e dopo un breve flirt con il bassista dei Pooh Red Canzian, Bertè intraprende una lunga relazione sentimentale con Mario Lavezzi, che è anche l'inizio di un fortunato sodalizio artistico. Normale o super (1976), LP a partire dal quale inizia il suo vero discorso musicale, è il primo dei cinque lavori in cui proprio Lavezzi figura non soltanto come autore, ma anche come produttore. L'album contiene, fra gli altri, anche Per effetto del tempo (primo brano scritto per lei da Ivano Fossati, insieme a Oscar Prudente), Indocina (in cui parla del lungo e sanguinoso conflitto in Vietnam) e il singolo Meglio libera, che rimane in classifica per ben diciannove settimane e che continua, per quel che riguarda il testo, il filone femminista, confermato l'anno dopo anche con il successivo 45 giri Fiabe (anche questo un discreto successo di classifica, molto trasmesso dalle emittenti libere).
Nel 1977 interpreta la soubrettina Dori in Bambole, non c'è una lira, storico varietà televisivo a puntate sul tema dell'avanspettacolo scritto da Maurizio Costanzo e Dino Verde per la regia di Antonello Falqui: è anche l'ultimo programma Rai girato in bianco e nero. Successivamente viene pubblicato il suo terzo LP, TIR. All'album, promosso anche attraverso lo special in onda sulla Rai intitolato Un viaggio in TIR, partecipano anche Fausto Leali, con cui rilegge insieme a Lavezzi la battistiana Le tre verità, e Mia Martini ai cori.
Nello stesso anno viene eletta miglior interprete femminile nell'ambito del popolare concorso Vota la voce, indetto dal settimanale TV Sorrisi e Canzoni, rinnovando la vittoria nel 1979, nel 1982, nel 1985 e nel 1986, stabilendo un record al femminile.
Nel 1978 collabora nuovamente con Ivano Fossati, che dopo avere scritto proprio per Loredana il testo di Pensiero stupendo (da lei rifiutato e successivamente interpretato dall'amica Patty Pravo) le offre la possibilità di interpretare un brano a scelta fra La mia banda suona il rock e Dedicato, canzone che Bertè incide, consacrandosi come «interprete seria, toccante, per la quale si schiude un successo a 360 gradi.» Dedicato le apre definitivamente le porte dei circuiti televisivi, malgrado la censura del verso "ai politici da fiera", in favore di un inoffensivo "alla faccia che ho stasera";Si manterrà la sostituzione del verso anche nella versione incisa dall'autore l'anno dopo nell'album La mia banda suona il rock. Bertè, comunque, dal vivo canterà sempre la canzone con il verso originale. Dopo il successo di questo singolo, che raddoppiò le vendite di Sei bellissima, nel 1979 Dedicato venne ripresa da Dalida con il titolo Dédié à toi, dando anche il titolo all'omonimo album.
Dal reggae al funky (1979-1981)