La provincia di Asti (Provincia d'Ast in piemontese) è una provincia italiana del Piemonte di abitanti, con capoluogo Asti.

Confina a nord-ovest con la città metropolitana di Torino, a est con la provincia di Alessandria, a sud con la Liguria (provincia di Savona) per soli nel comune di Serole e a ovest con la provincia di Cuneo.

Geografia fisica

Montagne La Provincia di Asti comprende una piccola parte di Appennino Ligure, dove raggiunge la sua altezza massima con il Bric Puschera ().

Colline La maggior parte del territorio astigiano è composto da rilievi collinari quali il Monferrato, Colline del Po e Langhe.

Pianura In provincia di Asti la pianura è rappresentata dalle valli dei fiumi e dei torrenti tra le colline, in particolare la Valle Belbo che attraversa il sud della provincia. In queste sono edificate il capoluogo ed altri comuni principali.

Corsi d'acqua e laghi I principali corsi d'acqua che bagnano il territorio sono i fiumi Tanaro e Bormida e i torrenti Banna, Belbo, Tiglione, Borbore, Stura e Versa (principalmente affluenti dei fiumi Tanaro e Po). L'unico lago della provincia è il lago di Codana, nel comunie di Montiglio Monferrato.

Clima La provincia presenta un clima tipicamente padano, con estati molto calde ed afose e inverni freddi e nebbiosi. Le precipitazioni sono sotto la media nazionale.

Storia

Dalla provincia sabauda alla dominazione francese Una circoscrizione provinciale con capoluogo Asti è documentata nell'ordinamento sabaudo a partire dal 1560. La provincia astigiana, pur con funzioni e confini differenti rispetto all'ente contemporaneo, rimase una delle circoscrizioni amministrative dello Stato sabaudo fino alle riorganizzazioni introdotte durante la dominazione francese.

Durante il periodo francese l'assetto amministrativo fu profondamente modificato. Nel 1801 Asti divenne capoluogo del dipartimento del Tanaro, una delle circoscrizioni istituite nel Piemonte occupato dalla Francia. Con decreto dell'11 settembre 1802 i dipartimenti piemontesi furono formalmente annessi alla Repubblica francese. Il 6 giugno 1805 il dipartimento del Tanaro fu soppresso e il territorio astigiano, trasformato nell'arrondissement di Asti, fu aggregato al dipartimento di Marengo, con capoluogo Alessandria. Tale ordinamento rimase in vigore fino alla caduta dell'Impero napoleonico.

Restaurazione e circondario di Asti Con la Restaurazione, l'editto del 21 maggio 1814 ripristinò le antiche strutture amministrative sabaude e fu ricostituita l'Intendenza di Asti. Con la riorganizzazione amministrativa del 1818 Asti fu compresa nella Divisione di Alessandria, pur conservando una propria intendenza provinciale.

Per effetto delle Regie Patenti del 25 agosto 1842, sotto il profilo dell'amministrazione economica l'Intendenza di Asti fu posta alle dipendenze dell'Intendenza generale di Casale. L'Intendenza generale di Casale fu poi soppressa dalle Regie Patenti del 30 ottobre 1847, nell'ambito della nuova organizzazione amministrativa del Regno.

La legge 23 ottobre 1859, n. 3702, emanata nel Regno di Sardegna, riorganizzò il territorio dello Stato in province, circondari, mandamenti e comuni. L'antica provincia di Asti fu soppressa e il suo territorio costituì il circondario di Asti, inserito nella provincia di Alessandria insieme ai circondari di Alessandria, Acqui, Casale, Novi e Tortona.

Ricostituzione della provincia La provincia di Asti fu ricostituita nel 1935. Il Consiglio dei ministri ne deliberò la ricostituzione il 30 marzo e il successivo regio decreto-legge 1º aprile 1935, n. 297, dispose la formazione della nuova circoscrizione provinciale mediante il distacco di 105 comuni dalla provincia di Alessandria.Regio Decreto Legge 1º aprile 1935, n. 297 La nuova provincia entrò in funzione il 15 aprile 1935.

Le fonti istituzionali dell'epoca e quelle archivistiche successive parlano di «ricostituzione» della provincia, in considerazione dell'esistenza della precedente circoscrizione provinciale sabauda soppressa nel 1859.

Dopo la Liberazione furono progressivamente ricostituiti numerosi comuni che durante il periodo fascista erano stati soppressi e aggregati ad altri enti. I primi provvedimenti risalgono già al 1946 e proseguirono negli anni immediatamente successivi; in conseguenza di tali ricostituzioni il numero dei comuni della provincia raggiunse quota 120.

Il territorio provinciale fu interessato da diversi gravi eventi alluvionali nel corso del XX secolo. Particolarmente rilevanti furono le alluvioni del 1948, che colpirono tra gli altri Asti, Canelli, Incisa Scapaccino e Nizza Monferrato, quelle dell'autunno 1968, che interessarono numerosi comuni dell'Astigiano, e l'alluvione del novembre 1994, durante la quale il Tanaro e i suoi affluenti provocarono estesi allagamenti e gravi danni anche nel capoluogo e nel territorio provinciale.

Nel 1998 il numero dei comuni scese da 120 a 118 in seguito alla fusione di Colcavagno, Montiglio e Scandeluzza, disposta dalla legge regionale 22 dicembre 1997, n. 65, che istituì il nuovo comune di Montiglio Monferrato. Dal 1º gennaio 2023 i comuni sono 117, in seguito alla fusione di Moransengo e Tonengo nel nuovo comune di Moransengo-Tonengo, istituito con legge regionale 27 dicembre 2022, n. 27.

Simboli

Stemma Lo stemma provinciale è stato concesso con regio decreto di re Vittorio Emanuele III del 28 marzo 1938.

Nella versione concessa nel 1938 lo stemma recava il capo del Littorio, elemento reso obbligatorio per gli emblemi degli enti pubblici durante il fascismo. Il capo fu eliminato in seguito al decreto legislativo luogotenenziale 10 dicembre 1944, n. 394.

Gonfalone Il primo gonfalone provinciale fu concesso con regio decreto di re Vittorio Emanuele III dell'11 ottobre 1938. Un nuovo gonfalone fu concesso con decreto del presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 23 marzo 1954. È costituito da un drappo di rosso recante al centro la figura di san Secondo a cavallo, accompagnata dallo stemma provinciale.

Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di rosso caricato al centro dello stemma provinciale.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Nel territorio provinciale sono numerosi gli edifici ecclesiastici di grande bellezza e importanza artistica e culturale, tra le quali sono degni di citazione la Abbazia di Vezzolano, presso Albugnano, e la Cattedrale di Santa Maria Assunta (Asti). Sono da segnalare la presenza di una moschea, di un tempio e di un museo ebraico e della Sala del Regno dei Testimoni di Geova in Asti e Nizza Monferrato.

Architetture civili Castelli Qui di seguito vi sono elencate i principali complessi e castelli della Provincia di Asti: Belveglio (castello) Bruno (castello dei Faà) Bubbio (castello) Burio (fraz. di Costigliole d'Asti, castello) Calamandrana (castello) Calosso (castello Roero, torre circolare) Camerano Casasco (castello di Camerano, palazzo Balbo) Camerano Casasco (castello di Casasco) Canelli (castello Gancia ex Scarampi Crivelli) Casorzo (resti del castello, torre) Cassinasco (torre, altri resti del castello) Castagnole Monferrato (resti del castello) Castell'Alfero (castello dei conti Amico) Castellero (castello) Castelletto Molina (castello) Castello di Annone (borgo, ruderi del castello) Castelnuovo Belbo (resti delle mura del castello) Castelnuovo Calcea (castello) Cerro Tanaro (resti del castello) Cessole (resti del castello) Cisterna d'Asti (castello) Coazzolo (castello) Colcavagno (fraz. di Montiglio Monferrato, castello dei Balbiano) Corsione (resti del castello) Cortanze (castello dei Roero) Cortazzone (castello) Corveglia (fraz. di Villanova d'Asti, castello, torre) Cossombrato (castello dei Pelletta) Costigliole d'Asti (castello) Cunico (resti del castello) Dusino San Michele (castello) Frinco (castello) Gorzano (fraz. di San Damiano d'Asti, castello) Incisa Scapaccino (castello nuovo) Incisa Scapaccino (resti del castello medievale) Loazzolo (resti del castello) Maranzana (castello) Marmorito (fraz. di Passerano Marmorito, resti del castello dei Radicati) Moasca (castello Pacherano-Secco Suardo) Mombaldone (borgo, resti del castello dei marchesi del Carretto) Mombercelli (resti del castello) Monale (castello Scarampi) Monastero Bormida (castello) Moncalvo (resti del castello dei marchesi del Monferrato) Moncucco Torinese (castello dei Grisella) Mondonio (fraz. di Castelnuovo Don Bosco, castello dei Turco) Montaldo Scarampi (resti del castello) Montegrosso d'Asti (castello) Montemagno (castello dei Conti Calvi di Bergolo) Moransengo (castello) Nizza Monferrato (palazzo comunale e torre civica) Olmo Gentile (castello, torre) Passerano Marmorito (castello Radicati) Piea (castello) Pino d'Asti (castello) Rinco (fraz. di Montiglio Monferrato, castello, torre) Roatto (castello) Robella d'Asti (castello) Roccaverano (resti del castello, torre) Rocchetta Tanaro (castello dei Marchesi di Incisa della Rocchetta) San Giorgio Scarampi (torre) San Martino Alfieri (castello) San Marzano Oliveto (castello degli Asinari) San Paolo Solbrito (castello di Solbrito, "castello" di San Paolo) Schierano (fraz. di Passerano Marmorito, resti del castello) Scurzolengo (castello) Sessame (ruderi del castello) Settime (castello dei Borsarelli di Riofreddo) Soglio (castello) Tigliole (castello, palazzo Comunale) Tonco (resti del castello) Vaglio Serra (castello Stella, palazzo dei baroni Crova) Vesime (ruderi del castello degli Scarampi) Viale (castello) Vigliano d'Asti (castello) Villa (fraz. di Isola d'Asti, castello) Villanova d'Asti (castello De Robertis, torre Civica) Montiglio Monferrato (castello)

Altro

Palazzo Mazzetti, sede del Museo del museo e della Pinacoteca civica Basilica di San Giovanni Bosco presso Castelnuovo Don Bosco Chiesa di San Secondo ad Asti Cripta di Sant' Anastasio sede del Museo Lapidario di Asti Torre Troyana di Asti Chiesa di San Pietro in Consavia ad Asti Torre e castello di Roccaverano Castello di Piea Castello di Cisterna d'Asti Museo paleontologico territoriale dell'Astigiano ad Asti Museo del Risorgimento di Asti Castello di Monastero Bormida Chiesa di San Nazario e San Celso a Montechiaro d'Asti

Società Evoluzione demografica Da quanto si evince dai dati ISTAT di dicembre 2019, in quella data si contavano abitanti, di cui stranieri.

Le più grandi comunità di stranieri, cioè quelle oltre le persone, sono: Romeni: persone Albanesi: persone Marocchini: persone Macedoni: persone

Qualità della vita Nel dicembre 2014 la qualità della vita del capoluogo, Asti, era migliorata rispetto all'anno precedente, ma la città si attestava al 97º posto per ordine pubblico su 107 classificate. A pari merito con Asti erano la città di Savona mentre, in Piemonte, si possono citare Torino (102) e Novara (104). Questi dati erano forniti dall'annuale classifica de Il Sole 24 Ore, che mette a confronto, sulla base di un'indagine statistica che analizza diversi parametri suddivisi in sei capitoli di indagine, la qualità della vita nei diversi capoluoghi di provincia italiani. Migliori le posizioni nelle altre categorie.

Riassumendo Asti era all'incirca a metà della classifica generale che vedeva sul podio Ravenna, Trento e Modena e ultima Agrigento. Rispetto all'anno precedente, Asti aveva recuperato quattro posizioni.

Etnie e minoranze straniere La popolazione straniera residente in provincia di Asti al 1º gennaio 2017, considerando cittadini stranieri le persone di cittadinanza non italiana aventi dimora abituale in Italia, si attesta a persone, che rappresentano l'11,2% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 29,9% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (19,4%) e dal Marocco (11,5%).

Religione