La battaglia di Qadeš (ma anche Kadesh o Qadesh, e Kinza in lingua ittita) fu combattuta sulle rive del fiume Oronte, in Siria, nel 1274 a.C., e contrappose le due più grandi potenze del Vicino Oriente antico, l'Egitto ramesside e le forze ittite di Muwatalli II; questa battaglia costituì l'atto finale di una lunga serie di guerre tra i due regni e fu probabilmente quella dove venne impiegato il maggior numero di carri da combattimento trainati da cavalli (circa 5000 o 6000).

Costituì anche il primo conflitto della storia antica a essere così ben documentato che fu poi possibile ricostruire in ogni sua fase, includendo la strategia militare e le armi impiegate nei combattimenti, e tra l'altro fu la battaglia meglio documentata di tutta la storia antica.Ockinga, 1987, p. 38, "No battle fought in antiquity is so well-documented as the clash between the Egyptians and the Hittites before the city of Kadesh on the Orontes in 1275 BC" Inoltre a tale avvenimento seguì il primo trattato internazionale di cui si conoscano chiaramente le clausole.

Non si sa con certezza chi vinse realmente, anche perché sono stati trovati documenti ittiti che attestavano la loro vittoria, e documenti egizi che invece raccontavano come gli Ittiti avessero perso: gli storici moderni sono comunque propensi ad affermare che a vincere furono gli Ittiti.

Il testo egizio in cui si parla della vittoria del faraone Ramses II (1279 – 1213 a.C.) è invece conosciuto con il nome di Poema di Qadeš, e fu un effettivo resoconto della battaglia molto enfatizzante per la parte egizia; il poema ebbe un'enorme risonanza in tutto il Regno, tanto da essere scolpito in molti importanti templi dell'epoca.

Le fonti antiche La Battaglia di Qadeš è documentata in tre fonti antiche, benché le due più importanti siano di provenienza esclusivamente egiziana.

Il bollettino di Qadeš e poema di Pentaur Il cosiddetto Bollettino di Qadeš costituisce la versione ufficiale e più sintetica della narrazione egiziana della battaglia. Il testo è attestato in sette copie monumentali incise nei principali complessi templari voluti da Ramses II, tra cui il Ramesseo, il Tempio di Luxor, Abido, Karnak e Abu Simbel.

A questa versione si affianca una redazione più ampia e letteraria, nota come Poema di Pentaur, che sviluppa in forma narrativa ed enfatica gli stessi eventi. Le due versioni sono generalmente considerate parte del medesimo insieme di iscrizioni commemorative di Qadeš, prodotto nell’ambito della celebrazione ufficiale della campagna militare di Ramses II.

Il trattato di Qadeš

Il documento che formalizzò la tregua tra l'Egitto e l'impero ittita, conosciuto come Trattato di Qadeš, è il primo testo nella storia riguardante un trattato di pace. Fu copiato in numerosi esemplari scritti in accadico, lingua ufficiale della diplomazia dell'epoca, su preziose foglie di argento.

Frammenti relativamente ampi del trattato scritti su tavolette d'argilla, contenenti la versione ittita del trattato (sempre in lingua accadica) stati rinvenuti negli archivi della capitale ittita Hattusa e sono attualmente conservati nel Museo di Archeologia di Istanbul.

Contesto storico L'importanza della Siria

Punto di incontro, incrocio e negoziazione di traffico e commercio del suo tempo, area dotata di incommensurabili risorse naturali, la Siria era il crocevia mercantile, culturale e militare del mondo antico. Non produceva solo ingenti quantità di grano, ma era un punto attraverso il quale passavano le merci provenienti dalle navi che attraversavano l'Egeo e quelle di paesi ben più lontani che entravano in Asia Minore tramite il porto di Ugarit, una sorta di antica Venezia che dominava il commercio del Mediterraneo orientale e si trovava, appunto, ubicata in Siria. Oltre a ciò, la sua posizione strategica, la produzione agricola e ovina, i diritti di traffico ed esportazione, trasformavano la Siria nella zona di maggiore importanza strategica del mondo antico.

Per il paese transitavano vetro, rame, stagno, legni preziosi, gioielli, tessili, alimenti, articoli di lusso, prodotti chimici, maiolica e porcellana, attrezzi e metalli preziosi. Attraverso una ragnatela di rotte commerciali che cominciavano e finivano in Siria, quelle merci si distribuivano per tutto il Medio Oriente, mentre altri prodotti arrivavano lì da paesi come Iran e Afghanistan.

La Siria soffriva però dello svantaggio di trovarsi in mezzo alle due grandi potenze politiche e militari della sua epoca: l'impero egiziano e Hatti, l'immenso Impero Ittita. Come è ovvio, ambedue ambivano al dominio di tale regione per sfruttarla a proprio vantaggio. In realtà, oggi si considera che il semplice fatto di controllare la terra siriana significava, 3300 anni fa, l'automatica salita di qualunque nazione all'esclusiva élite di chi meritava il nome di "potenza mondiale". Così sembrarono capirlo dapprima gli ittiti e gli egizi, poi anche gli assiri e Nabucodonosor.

Precedenti contrasti Le tre super potenze Due generazioni prima dell'avvento di Ramses, le potenze dominanti nella regione non erano solo l'Egitto e l'impero ittita. In gioco vi era anche il gran regno di Mitanni.

Il grande re ittita Šuppiluliuma I (1344-1322 a.C.), nonno di Muwatalli II, appena salito al trono diede vita a una serie di campagne militari con cui mirava a riaffermare il dominio ittita sulla Siria Settentrionale, che dopo la morte del sovrano Mursili I (?- ca. 1530 a.C.) aveva cominciato ad affievolirsi, fino a scomparire del tutto nel giro di pochi decenni. Il posto degli ittiti nello scacchiere siriano era stato preso proprio dal regno di Mitanni, che fra la fine del XVI secolo e l'inizio del XV secolo divenne così una delle grandi potenze del Vicino Oriente Antico. Le relazioni fra Egitto e Mitanni restarono a lungo tempo tese finché il grande faraone egiziano Thutmosi III (1479 a.C. – 4 marzo 1425 a.C.) con la vittoria nella battaglia di Megiddo (1457 a.C.) e la conseguente campagna siriana ridimensionò una volta per tutte la presenza e l'influenza del regno di Mitanni nella regione. Amenhotep II (1427-1401 a.C.), figlio e successore di Thutmosi III, condusse anch'egli una vittoriosa campagna militare nella siria settentrionale, costringendo infine il re di Mitanni, probabilmente Šuttarna II, preoccupato anche dalla rinnovata politica espansionistica del sovrano ittita Tuthaliya I/II, a scendere a patti con gli egiziani. Questi stipulò un trattato di pace con Amenhotep III e gli diede in sposa la figlia Gilukhipa. Anche Tušratta, figlio e successore di Šuttarna II fece sposare la figlia Tadukhipa (fra l'altro nipote di Gilukhipa) con Amenhotep III.

Nel trattato di pace il sovrano di Mitanni riconosceva i diritti egiziani sul regno di Amurru, la valle del fiume Oronte e la città di Qadeš. Per compensare queste cessioni, Amenhotep rinunciava per sempre ai territori di Mitanni, conquistati da Thutmosi III durante le sue vittoriose campagne siriane.

Amenhotep IV/Akhenaton (1353-1336 oppure 1351-1334 a.C.), successore di Amenhotep III, si rivelò molto debole in politica estera e questo diede l'occasione a Suppiluliuma I di condurre una forte politica espansionistica in Siria. Il sovrano ittita dopo aver sconfitto il re di Mitanni Tušratta e averlo sostituito con Šattiwaza, riuscì in una serie di campagne militari pluriennali a conquistare i territori appartenuti precedentemente a Mitanni e tutta la Siria settentrionale fino alla città di Qadeš e al fiume Oronte, i quali vennero a fissare il punto di confine fra il regno ittita e il regno egiziano.

Le campagne di Ramses II Con l'avvento della XIX dinastia, l'Egitto reagì alla minaccia ittita e il faraone Seti I riuscì a conseguire qualche successo e riuscì probabilmente, anche se solo per un breve periodo di tempo, a riconquistare la città di Qadeš. Ramses II, suo figlio, decise di proseguire su questa via.

Durante il quarto anno del suo regno (verso il 1275 a.C.), intraprese la riconquista di quei territori, mai sottomessi dal suo illustre predecessore Thutmose III. I vari conflitti degenerarono ben presto in una guerra vera e propria che nell'intenzione di entrambi gli avversari avrebbe dovuto essere decisiva. La fortezza di Qadeš era il simbolo della potenza ittita nel Vicino Oriente, e malgrado la sua fama di inespugnabilità, fu l'obiettivo finale della campagna militare egiziana.

Tra le cause della guerra vi erano anche motivazioni economiche; la Siria era, ed è tuttora, un luogo fertile (basta pensare al termine "Mezzaluna fertile"), ricco di materie prime essenziali, come il rame, con il quale si otteneva il bronzo per le armi. Inoltre questa zona costituiva uno snodo importantissimo per le vie di comunicazione perché univa le aree geografiche che a quel tempo costituivano il mondo più evoluto: quei territori, infatti, mettevano in comunicazione la Mesopotamia e la valle dell'Indo con il mar Mediterraneo.

Le forze in campo I due comandanti Ramses

Ramses II, terzo sovrano della XIX dinastia, nipote di Ramses I, figlio di Seti I, fu educato sin dall'infanzia nell'arte bellica, così da venire denominato come "il faraone guerriero". Gli fu insegnato come cavalcare cavalli e cammelli, dirigere un cocchio, combattere con la spada e, specialmente, scoccare frecce con incredibile precisione (immagine che ritroviamo spesso nei bassorilievi dei templi da lui costruiti).

Molto probabilmente, i principi egizi, fra i quattro o cinque anni d'età, venivano divisi dalle loro madri per trascorrere infanzia e adolescenza nei campi militari, in compagnia di generali e comandanti che gli avrebbero dovuto insegnare come divenire, in un futuro prossimo, perfetti re guerrieri.

Tra i sedici e i vent'anni Ramses seguì il padre in alcune campagne in Libia e, dopo l'improvvisa morte di Seti I, venne incoronato sovrano delle due terre. Già guerriero esperto conosceva molto bene l'importanza della Siria, e in particolar modo di Qadeš, quale punto strategico in grado di rendere grande chiunque ne avesse il dominio.

Nei primi anni del suo regno si preparò per questo conflitto, disprezzando in onore dell'interesse nazionale i termini del trattato che suo padre aveva firmato con gli ittiti. Tre anni prima degli inizi della campagna, Ramesse realizzò grandi e profondi cambiamenti nell'organizzazione dell'esercito e ricostruì l'antica capitale hiksos di Avaris, suo luogo natio, ribattezzandola Pi-Ramses, per utilizzarla come gran base militare nella futura campagna asiatica.

Muwatalli Sappiamo molto poco del sovrano ittita: fu incoronato quattro anni prima di Ramses, era il secondo dei quattro figli maschi del re Mursilis II, oppositore di Seti nella guerra precedente.

Alla morte di Mursilis, ereditò il trono suo figlio primogenito, che però non visse a lungo e diede così spazio a Muwatalli. Era senza dubbio un governante competente e forte, abbastanza onesto, buon amministratore: riorganizzò tutta l'amministrazione del suo impero per riuscire a riunire l'ingente esercito che si sarebbe confrontato, in seguito, con gli egiziani in Qadeš. Mai, né prima né dopo, nessun altro monarca ittita sarebbe riuscito a unire una forza simile in numero e potere.

Esercito egiziano

L'esercito egiziano era organizzato tradizionalmente in grandi Corpi organizzati a livello locale. Contavano ciascuna soldati divisi tra fanti e aurighi che guidavano i 500 carri da guerra aggregati a ciascuna divisione. Ramses II, a conoscenza della forza armata ittita, lo ampliò e lo riorganizzò. Ogni corpo dell'esercito aveva come emblema l'effigie del dio tutelare della città dove era stato creato, e dove generalmente era basato.

La struttura dell'esercito al tempo della battaglia era il seguente:

ArmataDenominazioneEmblema - Dei tutelariDi stanza aIstituito daPrimo Corpo"Potere degli Archi"AmonTebeEsercito tradizionaleSecondo Corpo"Abbondanza di Valore"RaEliopoliEsercito tradizionaleTerzo Corpo"Forza degli Archi"SethPi-RamsesRamses I o Seti IQuarto CorpoSconosciutoPtahMenfiRamses II