La donna nella storia del cristianesimo ha ricoperto una serie di ruoli, in particolare nell'ambito del monachesimo, della cura della salute, dell'educazione e dell'attività missionaria. Fino in epoca contemporanea, le donne erano escluse dai ministeri episcopali e clericali in alcune Chiese cristiane; di contro, un numero significativo di donne ha esercitato la sua influenza sulla vita della Chiesa, a partire dalle contemporanee di Gesù Cristo, passando per sante, teologhe, dottoresse della Chiesa, missionarie, badesse, suore, mistiche, fondatrici di istituti di vita religiosa, leader militari, sovrane e martiri.
La cristianità è sorta in seno a società patriarcali che ponevano gli uomini in posizioni di autorità nel matrimonio, nella società e nel governo e, nonostante restringesse l'accesso al sacerdozio ai maschi, nei suoi primi secoli ha offerto alle donne un migliore status sociale e per questo ha trovato consenso nella comunità femminile. Con l'eccezione delle Chiese orientali, nella maggior parte delle confessioni le donne hanno rappresentato la maggioranza dei praticanti delle funzioni religiose dal cristianesimo primitivo all'epoca presente.David Murrow, Why Men Hate Going to Church, Nashville, 2005, 2011. . In seguito, in qualità di monache, le donne hanno avuto un ruolo importante nel cristianesimo attraverso conventi e abbazie, e hanno continuato nel corso della storia a essere attive nella fondazione di scuole, ospedali, case di cura e insediamenti monastici. Le donne rappresentano la grande maggioranza dei membri della vita consacrata nella Chiesa cattolica, la chiesa cristiana più diffusa. Dal XX secolo, l'ordinazione femminile si è diffusa in alcune chiese protestanti. Le donne laiche sono state molte attive nel quadro generale della vita delle chiese, supportando le comunità delle parrocchie.
Nella Chiesa cattolica, nella Chiesa ortodossa e nel luteranesimo, a Maria, la madre di Gesù, è riservata una particolare venerazione, che la assurge a modello di virtù materne centrali nella loro visione del cristianesimo. La devozione mariana non è invece una caratteristica del cristianesimo riformato.
Antico Testamento Genesi
La Bibbia inizia proprio con un racconto cosmogonico nel quale uomo e donna sono creati insieme, tanto da arguirne una perfetta simmetria e la medesima dignità.Così Giovanni Paolo II nell'Udienza del 16 gennaio 1980, incentrata sul rapporto tra uomo e donna, tra mascolinità e femminilità, dove si riconosce che la sessualità, in Eden, non è strettamente finalizzata alla procreazione
Ma è il secondo racconto della creazione che ha avuto più fortuna, quello nel quale la donna, generata a partire dall'uomo, tradisce Dio e l'uomo, e porta il peccato nel mondo. L'asimmetria viene anticipata nell'Eden con il riconoscimento di un ruolo "strumentale" della donna rispetto all'uomo, essendo la donna riconosciuta come "aiuto" all'uomo: «Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo» (Gn 2, 22), perché «non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto.» (Gn 2, 18).
Il peccato originale, compiuto per primo dalla donna (Gn 3, 6), istituzionalizza l'asimmetria di ruolo tra i due generi. Dopo il peccato le caratteristiche dell'uomo e della donna sono distinte:Su questo tema ha scritto Piersandro Vanzan, redattore di La Civiltà Cattolica, in Famiglia Oggi n.10, ottobre 1997, "La reciprocità asimmetrica" l'uomo deve faticare per procurarsi il cibo («il suolo … Con dolore ne trarrai il cibo … con il sudore del tuo volto mangerai il pane», Gn 3, 17-19), mentre la donna è caratterizzata dalla condizione di madre e dall'attrazione-sottomissione verso l'uomo («Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà», Gn 3, 16).
Vengono qui enunciate due caratteristiche fondamentali della femminilità, le quali si caratterizzano tradizionalmente come costanti nella donna: la maternità, legata alla procreazione, e la sua incapacità di esercitare potere sopra l'uomo.
Dal testo originale non emerge alcunché di sessuale,L'insegnamento e le parole ufficiali della chiesa non collegano l'albero del bene e del male e il peccato originale con la sessualità; si veda ad esempio ma l'aver mangiato dell'albero della conoscenza del bene e del male viene spesso collegato alla scoperta della sessualità.Si veda ad esempio Giuliano Ferrara, Mangiare il frutto e avvicinarsi a Dio , Il Foglio, 25 agosto 2008 Da ciò seguono le interpretazioni della prima donna, Eva, come colpevole e seduttrice.
Condizione femminile nell'ebraismo antico Il Vecchio Testamento tratteggia una società patriarcale e maschilista, in linea con il suo tempo. La donna ebraica doveva fare i conti con la Legge che limitava le sue libertà considerevolmente: per esempio durante le mestruazioni era considerata impuraLevitico ed era impuro tutto ciò che da lei veniva toccato in quei giorni.
Tuttavia non sono mancati nellAntico testamento personaggi femminili di rilievo: è il caso di Debora, che raggiunse quella che ai tempi era la più alta carica amministrativa, quella di Shofetim, cioè giudice e governatore; ma bisogna ricordare anche Tamar, la nuora di Giuda, che si prostituì e concepì Perez e Zerach, da cui discenderà il santo profeta re Davide e tutta la sua casa regnante sino a Gesù. Inoltre, un'esaltazione della donna appare nei Salmi e nel Cantico dei Cantici.
La donna nei Vangeli
I Vangeli canonici Nei Vangeli Gesù è presentato vicino ai più deboli, per esempio bambini, lebbrosi e donne.
Con queste ultime Gesù si comporta in modo liberale in diversi episodi evangelici:
difende una prostituta dal linciaggio da parte degli scribi e dei fariseiVangelo di Giovanni dialoga di religione con una samaritana (cioè una reietta, secondo le concezioni ebraiche)Vangelo secondo Giovanni permette a una malata (l'emorroissa) di toccarlo e la guarisce per la sua fede.Vangelo secondo Marco
Infine, la vergine Maria riceve l'Annunciazione dell'arcangelo Gabriele ed è presente nel cenacolo degli Apostoli (), uniti dalla preghiera e dalla carità; Gesù risorto si rivela per primo a due donne.
Questo atteggiamento ha di sicuro comportato dello scandalo non solo tra i suoi detrattori, ma anche tra i suoi più intimi.Vangelo secondo Giovanni Paolo nella lettera agli Efesini conferma la pari dignità dei due sessi, dicendo che le gli uomini sono a capo delle donne come Cristo lo é per la Chiesa.Lettera agli Efesini
I Vangeli apocrifi L'eguaglianza tra uomini e donne nelle comunità cristiane fu difesa nel Vangelo secondo Filippo che fa di Maria Maddalena «la consorte di Cristo. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla bocca. Gli altri discepoli allora gli chiesero: - Perché ami lei più di tutti noi? - Il Salvatore rispose chiedendo loro: - Perché non vi amo come lei?»,Vangelo secondo Filippo, 64, 5 e lo gnostico Dialogo del Salvatore fa di Maddalena, con Filippo e Tommaso, il discepolo preferito «che parlava come una donna che conosceva il Tutto».Dialogo del Salvatore III, 139, 12-13
Nel Vangelo di Maria, dopo la crocifissione, Maddalena insegna agli apostoli, suscitando la reazione di Pietro, irritato di dover ascoltare lei, «preferita di molto a tutti noi» e Levi gli fa osservare che «se il Salvatore l'ha fatta degna, chi sei tu per rifiutarla? Certamente il Signore la conosce molto bene. Perciò l'ha amata più di noi».Vangelo di Maria, 17, 18 e 18, 15
Le donne delle comunità cristiane primitive Le posizioni delle lettere di Paolo Si fa risalire a norme dettate da Paolo di Tarso la sottomissione delle donne nelle comunità cristiane ma la sua posizione appare contraddittoria. Paolo insiste nel tentativo di conciliare la predicata uguaglianza di tutto il genere umano («non esiste più né giudeo né gentile, né uomo né donna», Lettera ai Galati ) con il consiglio alle donne di sottomettersi ai propri mariti:
Nella Lettera ai Romani , Paolo raccomanda la diacona Febe e saluta Giunia, «segnalata tra gli apostoli ed è stata in Cristo prima di me». Inoltre, nella Prima lettera ai Corinzi () le donne possono profetizzare.
Tuttavia, in
Nella coppia Paolo proclama l'uguaglianza dei due sessi, impone al marito di rispettare la propria moglie, ma ciò non va al di là del talamo coniugale:
In compenso, lo pseudo-Paolo della Prima lettera a Timoteo e della Lettera a Tito e stabilisce che il vescovo sia un uomo e invita le donne «a essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non venga screditata».
Torna la sottomissione all'uomo, giustificata dal riferimento al Genesi:
I passi «più pesantemente anti-femministi» del Nuovo Testamento si trovano nelle lettere di Paolo, nei versi si commenta come la donna, sia per l'essere stata creata dall'uomo e dopo di lui, che per essere stata ingannata dal serpente' disobbedendo poi al volere divino, sia ritenuta incapace di avere giudizio; ella pertanto è tenuta ad astenersi dall'imporsi sull'uomo. Del resto, Paolo era preoccupato di mantenere l'"ordine" nelle assemblee cristiane, per evitare che dall'esterno arrivassero pettegolezzi e critiche alla nuova setta, che già subiva accuse d'immoralità e di effeminatezza. Perciò insistette su un comportamento sessuale "corretto", compreso l'atteggiamento sottomesso delle donne nelle assemblee.Mary Daly, La Chiesa e il secondo sesso, 1982, pp. 40-44.
Gli gnostici e la parità dei sessi Nel cristianesimo, l'impressione che Dio sia definito in termini tipicamente maschili, quali "padre", "signore", "re", "giudice", ribaditi anche, dove possibile, nell'iconografia artistica, è stata ulteriormente confermata dalla formulazione del dogma trinitario, che associa all'idea di un "Dio padre" quella di un "Dio figlio", mentre la terza persona della Trinità – neutro nell'espressione greca di pneuma e femminile in quella ebraica di ruah – è tradotta anch'essa nelle lingue europee con il termine maschile di "Spirito".
È tuttavia esistita una tradizione cristiana-gnostica che descriveva Dio in termini di dualità sessuata: una preghiera gnostica recitava «Da Te, Padre, e tramite Te, Madre, i due nomi immortali, genitori dell'essere divino».Citato da Ippolito, Refutationes V, 6
Secondo lo gnostico Valentino, pur essendo in realtà indescrivibile, Dio può essere espresso come "Padre e Madre del Tutto", o "Padre Silenzio" (alogia, femminile) dove il "Silenzio" è il grembo che riceve il seme dalla "Fonte ineffabile" generando coppie di energia maschile e femminile. Il valentiniano Marco, che si definisce "grembo ricevente il Silenzio", celebra la messa invocando la Madre, «prima di ogni cosa, incomprensibile e indescrivibile Grazia [charis, femminile]», pregandola di scorrere come il vino dell'offerta.Ireneo, Adversus haereses I, 13, 2
Lo scritto gnostico La grande rivelazione descrive l'origine dell'universo: dal Silenzio apparve «un grande potere, la Mente [nous, maschile] dell'universo che governa ogni cosa ed è un maschio, e una grande Intelligenza [epinoia, femminile], una femmina che produce ogni cosa», un potere che è uno ed è, insieme, diviso, è «madre, padre, sorella, sposa, figlia e figlio di se stesso, è l'unica radice del Tutto».Ippolito, Refutationes VI, 17-18