Nell'Italia bizantina, il Ducato di Pentapoli era una circoscrizione militare (compresa tra Romagna, Marche e Umbria) governata da un duca (dux) nominato da e sotto l'autorità dell'esarca d'Italia (584-751). In realtà il ducato comprendeva al suo interno due Pentapoli (dal greco "πεντάπολις", "cinque città"): quella marittima (comprendente le città di Rimini, Pesaro, Ancona, Senigallia e Fano) e quella annonaria o montana (comprendente le città di Gubbio, Cagli, Urbino, Fossombrone e Jesi). Per tale motivo il ducato viene definito talvolta "doppia pentapoli" o "decapoli".

La Pentapoli marittima Tale distretto comprendeva i territori di cinque importanti città episcopali: Rimini, Pesaro, Ancona, Fano e Senigallia. Inizialmente era soggetto al governo dell'esarca di Ravenna. In seguito guadagnò una certa autonomia. Oggi i territori della Pentapoli sono ricompresi tra la Romagna e le Marche.

All'epoca della sua costituzione confinava a nord con il nucleo centrale dell'esarcato governato direttamente dall'esarca (il Ravennate). Il confine era il corso del fiume MarecchiaPaola Novara, La Romagna delle pievi, Il Ponte Vecchio, Cesena 2020, pag. 240.. Gli altri confini: ad est il mar Adriatico, ad ovest, lungo la dorsale appenninica, il Ducato di Tuscia (istituito dai Longobardi nel 570), a sudovest il Corridoio Bizantino, ovvero quella fascia montana di territori bizantini che collegava Ravenna a Roma ed a sud, sul letto del fiume Misco (ora Musone), il Ducato di Spoleto, costituito dai Longobardi nel 570.

La Pentapoli marittima si estendeva probabilmente nell'entroterra fino alle montagne dell'Appennino, e forse oltre. La sua città più meridionale era Humana (Numana) sulla riva settentrionale del Misco. Il Dux della Pentapoli risiedeva probabilmente a RiminiEnciclopedia Treccani, voce Pentapoli, da cui si cita: È probabile, ma non certo, che Rimini ne fosse la capitale.. Il Dux era al tempo stesso l'autorità civile e militare; a suoi ordini era un numerus, la guarnigione permanente composta da circa 500 fanti. Papa Gregorio Magno cita nel 591 il Numerus Ariminiensis. Nella città esisteva un quartiere fortificato presso il romano romano ponte di Tiberio; inoltre lo scalo marittimo, alla foce del fiume Marecchia, era chiamato Corte dei Duchi (Curtis ducibus), popolarmente detto in seguito "la Castellaccia".

La Pentapoli annonaria o montana

La Pentapoli annonaria, detta talvolta montana, era costituita dalle città vescovili di Gubbio, Cagli, Urbino, Fossombrone e Jesi, delle quali Cagli e Fossombrone erano poste lungo la consolare Via Flaminia, ossia la parte settentrionale del cosiddetto Corridoio Bizantino, la striscia di terra che congiungeva Ravenna a Roma, le due città principali dell'Esarcato d'Italia. Diversi studiosi moderni identificano la Pentapoli annonaria, che costituiva la parte interna del ducato di Pentapoli ed era densamente fortificata, con la Provincia castellorum attestata dalla Cosmografia ravennate..Nella Cosmografia Ravennate, redatta tra la fine del VII e gli inizi dell'VIII secolo, viene affermato item Annonaria Pentapolensis est super ipsam Pentapolim, id est Provincia Castellorum, cfr. Diversi studiosi moderni sostengono, sulla base di questo passo della Cosmografia Ravennate, che la parte interna della Pentapoli, quella Annonaria, fosse anche nota come Provincia Castellorum (cfr. ). Altri studiosi, sulla base della testimonianza dell'autore del XII secolo Guido di Ravenna (che nella Geographica scrive: Quinta provinciarum Italiae Annonica Pentapolensis est, super quam regio est quae castellanorum appellata est ab antiquis) identificano la Provincia Castellorum con una provincia contigua alla Pentapoli da identificare con le Alpi Appennine ().

Storia La storiografia moderna ritiene che il ducato di Pentapoli fu istituito contemporaneamente all'esarcato intorno al 584, o al più alcuni anni dopo, anche se le fonti coeve (come l'Epistolario Gregoriano) non ne fanno esplicita menzione, attestando al più la presenza di un dux permanente a Rimini (Gregorio cita tale Arsicino o Ursicino) a partire dal 591: si ritiene che il territorio sotto la sua giurisdizione, chiamato "Pentapoli" da fonti di epoca posteriore, comprendesse anche le città interne di Urbino, Fossombrone, Jesi, Cagli e Gubbio.. Nel 598 il magister militum Bahan, da identificare probabilmente con il duca della Pentapoli, invase il Piceno longobardo spingendosi nelle sue conquiste fino a Osimo prima che la sua avanzata fosse arrestata dai Longobardi di Spoleto, condotti dal duca Ariulfo, nei pressi di Camerino..

La prima menzione esplicita nelle fonti coeve alla Pentapoli si ha nel 649 nella lettera di Mauro, arcivescovo di Ravenna, a Papa Martino I riguardante la controversia del monotelismo. Gli atti del concilio del 680 attestano che Rimini, Pesaro, Fano, Numana, Osimo e Ancona facessero parte della "provincia di Pentapoli" (provinciae Pentapolim). L'inserimento di Altino nella Pentapoli al posto di Rimini nella versione latina del testo è un errore di traduzione dal greco emendato in edizioni critiche successive. Vedasi PBE, Paulos 13 e Paulos 14. La prima menzione di un ducato di Pentapoli si ha nella biografia di Papa Sergio I del Liber pontificalis, dove viene affermato che nel 692, alla notizia che l'imperatore Giustiniano II aveva inviato in Italia il protospatario Zaccaria con l'ordine di deportare il pontefice a Costantinopoli per punirlo per la mancata approvazione delle decisioni adottate al Concilio Trullano, le truppe del ducato pentapolitano (ducatus etiam Pentapolitani), insieme ai soldati di Ravenna e dei territori limitrofi, presero le difese di Papa Sergio I marciando su Roma: Zaccaria fu così impossibilitato a portare a termine la missione dovendo anzi implorare la protezione del pontefice contro gli eserciti in rivolta.

In alcune fonti dell'VIII secolo, come il Liber Pontificalis (che nella biografia di Papa Zaccaria I usa l'espressione utrarumque Pentapolim) e una lettera di Papa Adriano I a Carlo Magno datata novembre 775 (dove viene usata l'espressione utrarumque Pentapoleos), viene affermato che le Pentapoli fossero due. In una lettera di Papa Gregorio II all'imperatore Leone III Isaurico viene menzionata una "decapoli" (decapolim) minacciata dai Longobardi. Sulla base di queste fonti, gli studiosi usano talvolta il termine "doppia pentapoli" o "decapoli" per indicare il ducato nel suo complesso, facendo distinzione tra una pentapoli marittima (costituita dalle cinque città di Rimini, Pesaro, Ancona, Senigallia e Fano) e una pentapoli interna o annonaria (costituita dalle cinque città di Gubbio, Cagli, Urbino, Fossombrone e Jesi).

Entrambe le province furono conquistate dai Longobardi tra il 727 e il 729. Nel 742 re Liutprando venne ad accordi con papa Zaccaria, accettando di cedere parte dei territori. Ma il suo successore Astolfo tradì i patti. Papa Stefano II decise allora di chiamare in aiuto Pipino il Breve, il Maggiordomo di palazzo del re dei Franchi. Incoronato re, nel 754 Pipino scese per la prima volta in Italia, sconfisse i Longobardi in battaglia e costrinse re Astolfo a cedere tutti i territori conquistati. Successivamente il re dei Franchi consegnò al papa (Promissio Carisiaca) tali territori, che andarono a formare - insieme al Ducato romano - il nascente Stato della Chiesa. La denominazione di «Pentapoli» e anche il ducato con sede a Rimini per qualche tempo comunque permasero: le fonti citano Maurizio (770); Giuliano (806, Iulianus Gloriosus Dux); Martino (893, di cui si conserva nel Museo di Rimini l’arca funeraria che era nella cattedrale di Santa Colomba); forse Orso (905).

Note

Bibliografia

Voci correlate Esarcato d'Italia Impero Romano d'Oriente Maurizio (imperatore) Promissio Carisiaca o Donazione di Pipino

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