Petruška ( trascritto anche Pétrouchka o Petrushka) è un balletto in quattro scene con musica di Igor' Stravinskij composto fra il 1910 e il 1911. Il titolo originale, in russo e francese, era Петрушка. Потешныя сцены въ 4хъ картинахъ Игоря Стравинскаго и Александра Бенуа — Pétrouchka. Scènes burlesques en quatre tableaux d'Igor Stravinsky et Alexandre Benois. Il balletto non avrebbe dovuto originariamente essere pubblicato in russo e francese, ma in russo e tedesco; dopo una prima serie di correzioni il tedesco fu accantonato e venne sostituito con il francese.Cfr. .
Petruška fu una delle creazioni che il coreografo Michel Fokine realizzò per la compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev. Interprete principale fu Vaclav Nižinskij, le scene e i costumi furono ideati da Alexandre Benois. La prima rappresentazione avvenne a Parigi al Théâtre du Châtelet il 13 giugno 1911. La storia è basata sull'omonimo personaggio della tradizione russa, una marionetta dal corpo di segatura e la testa di legno, che prende vita e riesce a provare sentimenti. Petruška è stato avvicinato alle figure di Pierrot e di Pinocchio, ma in realtà il burattino stravinskiano, a parte una certa malinconia che lo accomuna al primo, non ha nulla a che vedere con le due figure e ha anche poco del burattino popolare russo che, nella tradizione, è manesco e truffaldino.
In Petruška musica, scenografia, danza e coreografia sono fusi in maniera impeccabile, in un moderno spettacolo teatrale.L'idea di Djagilev e di alcuni collaboratori, tra cui Benois e Bakst, di creare con i Balletti russi una forma di spettacolo in cui molti elementi diversi si unissero per realizzare quello che secondo Wagner era un Gesamtkunstwerk (opera d’arte totale), aveva già preso avvio con L'uccello di fuoco e trova in Petruška una prima espressione ideale.Cfr. . Riunendo il balletto d'ispirazione folclorica e quello di scuola classica è stato creato un forte contrasto tra i due mondi; inoltre, l'incontro tra tradizione russa ed esperienze moderne, con contorni fortemente innovativi, vengono sottolineati dalla musica dissonante e politonale di Stravinskij. Ancora oggi, a distanza di molti anni dalla prima messa in scena, Petruška, per la sua forza espressiva e l'intensa verità umana, è uno dei balletti più rappresentati e amati.
Storia Genesi
Nel 1910, terminate le rappresentazioni de L'uccello di fuoco a Parigi, Stravinskij, verso la fine di agosto, si recò con la famiglia a Clarens in Svizzera, nei pressi di Montreux. Accantonando momentaneamente l'idea per la realizzazione de La sagra della primavera, lavoro che si preannunciava complesso e impegnativo, il musicista si volle distrarre scrivendo un pezzo per pianoforte e orchestra in cui lo strumento avesse un ruolo di primo piano.. Stravinskij ricorda che:
Petruška non fu quindi originariamente concepito come balletto, ma come brano orchestrale per pianoforte e orchestra in forma di scherzo o di divertimento in cui il pianoforte doveva interpretare una marionetta con il dono della vita che faceva adirare l'orchestra con scherzi improvvisi.
In seguito il musicista pensò a lungo al titolo da dare alla composizione finché un giorno, mentre passeggiava presso le rive del lago Lemano, gli venne improvvisamente in mente Petruška, l'infelice burattino del teatro popolare russo, sempre presente in tutte le fiere. Poco tempo dopo Djagilev si recò a Clarens, nei pressi di Montreux, dove Stravinskij soggiornava, e rimase stupito quando ascoltò, invece dei primi abbozzi del Sacre, un brano totalmente diverso; ne rimase fortemente impressionato, e la musica gli piacque così tanto che volle a tutti i costi che Stravinskij lo utilizzasse per un nuovo balletto.
Realizzazione Dopo aver convinto Stravinskij a sviluppare il tema che aveva ascoltato, l'impresario si fermò per qualche tempo in Svizzera e, seguendo l'idea che il compositore aveva in mente, insieme definirono l'intreccio e lo svolgimento del lavoro,. stabilendo come luogo d'azione la fiera e come personaggi, oltre a Petruška, la Ballerina, il Moro e il Ciarlatano. Il musicista, che nel frattempo si era trasferito in Francia a Beaulieu-sur-Mer, iniziò subito a comporre il primo quadro. Stravinskij e Alexandre Benois, a cui era stata affidata la realizzazione scenica del balletto, anche se distanti geograficamente, collaborarono da subito alla realizzazione del lavoro tramite corrispondenza, scambiandosi idee, suggerimenti, riflessioni e stato di avanzamento dei rispettivi lavori, creando poco per volta il canovaccio.. Mentre in Russia Benois portava a termine scene e disegni dei costumi, il musicista utilizzò la parte già scritta per pianoforte per il secondo quadro, scrisse interamente il terzo e buona parte dell'ultimo..
Poco prima di Natale Stravinskij raggiunse Djagilev a San Pietroburgo dove fece ascoltare i progressi raggiunti nel lavoro all'amico e a Benois. Il pittore ne fu entusiasta e ricorda:«suonò nel mio piccolo salotto blu: il pianoforte era il mio, vecchio, terribilmente duro [...] Quello che ascoltai allora andava oltre le mie speranze». Stravinskij lavorò ancora alla partitura, quindi completò e rifinì il libretto con l'aiuto di Benois. Questa occasione fu l'ultima concessa al compositore per rivedere la città della sua infanzia: infatti non vi ritornò più. Rientrato a Beaulieu, Stravinskij riprese la composizione, ma dovette ben presto interrompere a causa di una grave intossicazione da nicotina. Dopo un mese di cure si dedicò ancora al lavoro e verso la fine di marzo 1911 il musicista, lavorando intensamente, aveva praticamente terminato tre quarti di tutta la partitura orchestrale..In seguito partì per Roma per raggiungere Djagilev che allestiva uno spettacolo al Teatro Costanzi; fece ascoltare quanto aveva composto all'impresario, a Nižinskij e a Benois che furono entusiasti della composizione;L'unico che dissentì fu Fokine che era notevolmente critico sulla musica realizzata da Stravinskij e con il quale la collaborazione si era sempre dimostrata problematica, fin dai tempi della realizzazione de L'uccello di fuoco. Cfr. . incoraggiato dagli amici, ultimò il balletto l'undici maggio 1911 e diede inizio alle prove dello spettacolo.. Rientrati tutti a Parigi, iniziarono le prove con l'orchestra affidata alla conduzione di Pierre Monteux che, da allora in poi, fu il direttore ufficiale per i Balletti russi.
La musica, troppo innovativa per l'epoca con le sue armonie particolari e le sue asprezze, trovò inizialmente opposizione tra gli orchestrali che, quando inziarono a provare le singole parti, scoppiarono a ridere rifiutandosi di suonare una partitura affermando che ciascuna nota era in contrasto con le leggi dell'armonia. Monteux, professionista esperto e coscienzioso, dovette comunque ricorrere all'autorevolezza di Djagilev per imporsi e faticò non poco per ricondurre all'ordine l'orchestra e a convicere gli esecutori che non si trattava di uno scherzo.
Prima rappresentazione e accoglienza
La prima rappresentazione avvenne a Parigi al Théâtre du Châtelet il 13 giugno 1911 alla presenza di un foltissimo pubblico.Djagilev si occupò con grande cura di ogni aspetto per la riuscita della serata; nonostante il periodo fosse di grande tensione internazionale (si era alla vigilia della Crisi di Agadir), tutta l'organizzazione funzionò alla perfezione e comunque il pubblico del bel mondo parigino era più preoccupato degli eventi mondani che delle minacce di guerra. Cfr. . Pierre Monteux fu impeccabile nella direzione dell'orchestra, le scene e i costumi erano stati realizzati da Alexandre Benois, Michel Fokine creò la coreografia e seguì la regia scenica. Il ruolo di Petruška venne affidato a Vaclav Nižinskij che ne trasse una delle sue interpretazioni più memorabili, unendo alle sue note doti virtuosistiche un'intensa espressione drammatica che diede al burattino un'anima;. Tamara Karsavina fu la Ballerina,Stravinskij avrebbe voluto Bronislava Nižinskaja per la parte della Ballerina, ma Djaghilev, poiché la danzatrice aveva un viso magro e ossuto, le preferì la Karsavina, più aggraziata e dai tratti da "bambola".Cfr. . Alexandre Orlov il Moro, Enrico Cecchetti il Ciarlatano.
La serata iniziava proprio con Petruška seguito da La bataille de Kerjenetz, interludio tratto da La leggenda della città invisibile di Kitež di Rimskij-Korsakov eseguito a sipario chiuso; la rappresentazione proseguiva con Le Spectre de la rose, riproposto a grande richiesta, e infine Shéhérazade. L'attenzione del pubblico e della critica era rivolta al lavoro di Stravinskij, molto atteso dopo il successo de L'uccello di fuoco.
La rappresentazione ebbe un grande riscontro che fu però, per gli stessi organizzatori, una sorpresa; la posizione del balletto, prima in ordine di esecuzione nello svolgimento delle diverse proposte della serata, era piuttosto sfavorevole, inoltre il timore che le difficoltà del complicato allestimento scenico presentassero un ulteriore problema, preoccuparono Stravinskij e i suoi collaboratori.. Nonostante tutto, il successo fu notevole, ma alcuni critici furono spiazzati dalle musiche impervie, dissonanti, talvolta grottesche. A un critico che, dopo una prova generale, chiese: "Ci avete invitato qui per sentire questa roba?", Djagilev rispose laconico: "Esattamente"..
Tra le voci discordanti il critico Pierre Lalo, su Le Temps, affermò che in Petruška ci fosse troppa pantomima e ben poca danza e che, pur ammettendo che Stravinskij fosse dotato di grande talento, la nuova opera non aveva certo il valore de L'uccello di fuoco, trovando la musica «eccentrica, sconnessa e più superficiale [...] basata sugli effetti orchestrali che, nonostante la loro abbondanza e gradevolezza, non bastano a mascherare il vuoto di fondo.». Ai musicisti invece la nuova opera piacque molto; Maurice Ravel ne fu entusiasta e la apprezzò molto più che L'uccello di fuoco.. Claude Debussy, solitamente parco nei giudizi positivi delle opere altrui, scrisse allo stesso Stravinskij il 13 aprile 1912:
Tra il 1912 e il 1913 Stravinskij accompagnò Djagilev e il suo corpo di ballo in Europa per assistere a diverse rappresentazioni. A Berlino, alla presenza del Kaiser, Petruška venne rappresentato insieme ad altre opere; in questa occasione il musicista conobbe Richard Strauss e Arnold Schönberg che lo invitò a un'audizione del suo Pierrot Lunaire. In seguito a Budapest, vennero rappresentati Petruška e L'uccello di fuoco accolti con grande favore dal pubblico. Quando Stravinskij e Djagilev si recarono a Vienna nel 1913, la Wiener Philharmoniker, rivelando il suo atteggiamento molto conservatore, inizialmente mostrò ostilità nell'eseguire la partitura, definendola "schmutzige Musik" (musica sconcia).. L'avversione degli orchestrali arrivò fino a sabotare le prove; la malevolenza era dovuta, oltre all'incomprensione per la novità della musica, alla situazione politica molto tesa che si era creata allora fra Russia e Austria. Ciononostante la rappresentazione ebbe luogo senza proteste, ottenendo anche un discreto successo, lasciando però un ricordo piuttosto amaro per il musicista..
La musica innovativa e all'avanguardia di Petruška fu la causa della rottura dei rapporti fra il compositore e la famiglia di Rimskij-Korsakov; Andrej, figlio del maestro e un tempo buon amico di Stravinskij che gli dedicò L'uccello di fuoco, arrivò persino a recensire il balletto per un giornale russo definendolo beffardamente come una sorta di «vodka russa con profumi francesi»..
Petruška e personaggi analoghi