, o , è un personaggio della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, sceneggiata e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga di Yoshiyuki Sadamoto. Nel doppiaggio originale è interpretato da Fumihiko Tachiki, mentre nell'adattamento italiano il suo ruolo è affidato a Massimo Corvo e, nel ridoppiaggio di Netflix, a Roberto Draghetti. Il personaggio è comparso in altre opere tratte della serie animata, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion.

Gendō nella serie originale è il comandante supremo dell'agenzia speciale Nerv, deputata allo studio e all'annientamento di una serie di misteriosi nemici del genere umano chiamati angeli.. L'uomo, segnato e afflitto dall'improvvisa morte della sua sposa Yui, abbandona il suo unico figlio Shinji Ikari per potersi dedicare a tempo pieno a un piano chiamato Progetto per il perfezionamento dell'uomo.. Il suo atteggiamento pragmatico, freddo e calcolatore lo porta a usare qualsiasi mezzo pur di raggiungere i propri scopi personali..

Il personaggio di Gendō è emerso in dei sondaggi di popolarità, ma ha anche subito delle critiche da parte degli appassionati, che hanno criticato il suo atteggiamento distaccato e spietato; altri invece ne hanno apprezzato la caratterizzazione e l'introspezione psicologica, arrivando a considerarlo uno dei personaggi negativi più memorabili della storia dell'animazione nipponica.

Concezione e sviluppo

Hideaki Anno, regista e principale sceneggiatore della serie, prese il nome di Gendō da un personaggio presente in un progetto fallito dello studio Gainax, un anime pianificato prima di Evangelion ma mai prodotto. Per il suo cognome da celibe optò per la parola ; per quello da sposato scelse invece , così da collegarsi ai nomi di altri personaggi di Neon Genesis Evangelion, ispirati a termini provenienti dal gergo nautico o a navi della Marina imperiale giapponese. Il suo design fu affidato a Yoshiyuki Sadamoto, mangaka della versione cartacea della serie. La Gainax, stando a quanto da lui stesso dichiarato, venne influenzata dalla serie televisiva UFO e modellò il rapporto fra il comandante Ikari e Kōzō Fuyutsuki in base a quello fra il comandante Ed Straker. e il colonnello Alec Freeman. della serie classicaDall'intervista a Yoshiyuki Sadamoto in .

Come tema centrale della serie la produzione scelse di inserire quello della comunicazione interpersonale, e più in particolare della comunicazione fra generazioni diverse., così da riflettere sull'incomunicabilità e le difficoltà relazionali del mondo moderno, giudicato quasi allo sfacelo.. Per la psicologia del personaggio, padre del protagonista incapace di entrare in contatto emotivo con il proprio stesso figlio, il regista si basò sulla propria personalità, proprio come per tutti gli altri personaggi della serie.. L'agenzia speciale Nerv venne pensata come una metafora dello studio Gainax, mentre il comandante Ikari fu descritto dallo stesso Anno come una rappresentazione della propria ombra, il lato oscuro e incosciente della psiche di un individuo. Il regista inoltre dichiarò di aver concepito Gendō come una rappresentazione della società e dei suoi limiti., aggiungendo: «Non credo di aver proiettato così tanto [dentro di lui]».. La figura di Gendō fu comunque influenzata dal vissuto personale dei membri del personale. Gli appassionati hanno ipotizzato che anche il vissuto personale di Hideaki Anno e il suo rapporto con suo padre possa aver influenzato il personaggio del comandante Ikari. Suo padre, Takuyo Anno, a causa di un incidente giovanile con una sega elettrica rimase ferito alla gamba sinistra e fu conseguentemente costretto a portare una protesi artificiale... L'uomo in seguito all'incidente diventò instabile a livello emotivo. Il giovane Anno crebbe quindi in un ambiente familiare teso, segnato dalle punizioni fisiche ed emotive del genitore, che arrivò al punto di dirgli una frase come: «Vorrei che tu non fossi mai nato». Secondo Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia della serie:

Nelle prime fasi progettuali di Evangelion si decise di rappresentare Gendō come un uomo «dal comportamento e dalle parole enigmatiche», strenuo difensore del Progetto per il perfezionamento, espressivo, tumultuoso, simile a un dottor Victor Frankenstein del ventunesimo secolo.. Con il tempo sarebbe diventato ossessionato dalla ricerca, giustificando ogni mezzo pur di raggiungere il proprio scopo, al punto da trasformare il suo stesso corpo e diventare un essere umano digitalizzato. Il suo obiettivo sarebbe stato però di natura benevola, nella convinzione di poter realizzare un sogno utopico capace di portare vera uguaglianza fra le persone.. Nel primo episodio della serie avrebbe chiamato Shinji per combattere contro un angelo chiamato Raziel, e nel quarto, intitolato , avrebbe ignorato il figlio il giorno del suo compleanno, idee poi accantonate durante la produzione della serie.. Negli intenti iniziali degli autori, inoltre, non avrebbe partecipato a una spedizione di indagine al polo sud; lo scenario originale lo vedeva coinvolto in un misterioso incidente in seguito al quale l'intero Mar Morto sarebbe evaporato, svelato nella ventesima puntata della serie animata.. Nel finale si sarebbero infine scoperti i suoi veri obbiettivi e il vero scopo del Perfezionamento, durante il quale sarebbero stati svelati dei ruderi di un luogo chiamato , mai menzionato nella versione definitiva.. Nella conclusione originariamente prevista dal personale inoltre ci sarebbe stata una scena in cui Gendō, separandosi dal figlio, avrebbe detto , in maniera simile al finale della precedente opera dello studio Gainax, Nadia - Il mistero della pietra azzurra, in cui il capitano Nemo, padre della protagonista Nadia, pronuncia la stessa frase prima di sacrificarsi..

Ulteriori scenari vennero suggeriti in fase di produzione da Mitsuo Iso, animatore e sceneggiatore della serie. Negli scenari di Iso Gendō, dopo aver fallito nell'esperimento di Perfezionamento di Yui, avrebbe isolato una singola cellula nel fallito tentativo di clonare la moglie. Tornado dopo tre anni però avrebbe trovato una bambina, Rei.. Iso propose inoltre di fare in modo che solo Gendō avesse potuto inizialmente toccare Rei senza essere respinto da un campo di forza.. In un'altra bozza di quello che sarebbe diventato il ventunesimo episodio invece egli avrebbe incontrato il padre di Asuka.. Fuyutsuki avrebbe rivelato segreti del comandante al partito di opposizione, ma Ikari poi avrebbe fatto vedere a Fuyutsuki Arqa e avrebbe organizzato un colpo di stato insieme a lui.. Nella seconda metà della serie invece il comandante Ikari sarebbe partito dal Giappone, e in sua assenza le Forze strategiche di autodifesa del Giappone avrebbero invaso la Nerv. In una scena Gendō avrebbe chiamato Rei con il nome di Yui, ma Rei gli avrebbe risposto affermando di non essere sua moglie, e Gendō avrebbe pianto sull'addome della ragazza.. Gendō sarebbe stato sparato, per poi cadere nel lago Ashino; nel finale avrebbe inoltre manovrato l'Eva-06 in uno scontro psicologico con Shinji.. Il comandante si sarebbe dunque fuso ad Arqa e unito con l'Albero della Vita assieme ai dodici angeli finali, in una situazione simile a quella della fiaba di Jack e la pianta di fagioli.. Gendo avrebbe inoltre avuto un occhio solo. e avrebbe trovato delle tessere speciali nelle quali gli Arqani avrebbero trascritto la propria personalità. Ikari, soffrendo di un animo tormentato, avrebbe infine raggiunto la moglie sotto forma di pietra.. Il comandante avrebbe infatti stretto un patto con Arqa e i dodici Apostoli per far diventare Rei Yui, in una atmosfera simile a Dororo, assaggiando metaforicamente il frutto proibito come nel mito del paradiso perduto. Lui solo avrebbe saputo che uccidendo Rei si sarebbero fermati i dodici angeli finali.. Shinji e Gendō sarebbero inoltre stati coinvolti in una esplosione nucleare.. Shinji, dopo aver scoperto della morte di Gendō, avrebbe perso il suo senso di scopo.. In un'altra proposta invece sarebbe stato il ragazzo stesso a uccidere suo padre.

Doppiaggio

Il ruolo di Gendō venne interpretato dal doppiatore giapponese Fumihiko Tachiki, sia nella serie animata originale sia nei due lungometraggi del 1997 Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion. Il seiyū interpretò il personaggio anche negli spin-off tratti dalla serie originale, o in alcuni videogiochi, come in Meitantei Evangelion e Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd, e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Tachiki trovò difficoltoso riuscire a immedesimarsi o a comprendere Evangelion e il personaggio assegnatogli, chiedendosi perciò, secondo le sue stesse parole, «se odiassi o se invece amassi Gendō». Non riuscendo a inquadrare le laconiche frasi e le intenzioni di Gendō rimase confuso, venendo costretto a chiedere come recitare le sue battute e interpretare una determinata frase. Lui stesso dichiarò: «Quando iniziai a recitare nella serie televisiva ero stato appena catapultato negli eventi. Fu molto dura e mi tormentai molto su come rendere bene il personaggio». Durante le sessioni per la serie originale e per i lungometraggi del 1997 però ricevette il continuo supporto del personale, venendo istruito e diretto da Hideaki Anno e dal direttore del suono..

Difficoltà simili incontrò per il Rebuild of Evangelion, e in particolare per la pellicola Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, ambientata a quattordici anni di distanza dal secondo lungometraggio e doppiata dopo quasi vent'anni dalla serie originale. Tachiki, pur restando interdetto dall'ambientazione futuristica e dai cambiamenti di trama, fu aiutato dall'esperienza accumulata e la maggiore maturità, grazie alle quali recitò in modo più franco e sereno rispetto alla serie classica. Per l'ultimo capitolo della saga, Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time, Tachiki rimase molto sorpreso dalla sceneggiatura, dovendo ripassare le proprie battute diverse volte mentre guardava i disegni ancora incompleti della pellicola. Le prime sessioni del doppiatore verterono sui suoi dialoghi con Fuyutsuki, con un collega quindi più anziano di lui, rilassandosi di più in fase di registrazione. Nonostante i cambi di caratterizzazione al personaggio il personale non chiese a Tachiki di doppiarlo emotivamente, ma con naturalezza, senza passione o tensione particolare. Anche in tal caso ebbe delle difficoltà, visto il cambio di direzione. Particolarmente complicato fu una scena in cui urla il nome di Yui, in cui dovette alzare la voce; la produzione gli richiese di convogliare tutte le emozioni e i sentimenti in quel frangente, e alla fine gli fece male la gola..