è un film d'animazione del 1988, scritto e diretto da Isao Takahata e prodotto dallo Studio Ghibli e da Shinchōsha.
Tratto dall'omonimo racconto semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka, la pellicola racconta le tragiche vicende personali di un ragazzino giapponese e di sua sorella minore negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, esplorando la loro vita straziante con uno sguardo intensamente neorealista.
Uscito nelle sale nipponiche in doppia programmazione con Il mio vicino Totoro, il film ebbe degli incassi modesti; tuttavia, fu accolto in maniera estremamente positiva dalla critica e in breve tempo divenne un classico dell'animazione giapponese. È considerato uno dei migliori film di guerra mai realizzati.
In Italia, il film è stato distribuito in home video da Yamato Video a partire dal 1995. Nel novembre 2015 è stata distribuito nelle sale italiane con il titolo La tomba delle lucciole e una nuova edizione doppiata. Nel settembre 2025 il film è stato ridistribuito in sala da Lucky Red con un terzo doppiaggio, mantenendo il secondo titolo.
Trama
Il 21 settembre 1945, nell'atrio della stazione ferroviaria di Kōbe, un ragazzo muore di fame fra l'indifferenza dei passanti. Tutto quello che possiede è soltanto una scatola di latta delle caramelle "Sakuma Drops". Quando la scatola viene gettata via da un inserviente, appare il fantasma di una bambina che la raccoglie venendo presto raggiunta da quello del ragazzo. Inizia così il flashback che racconta la loro storia.
Tre mesi prima, nel giugno 1945, a Kōbe l'orrore della Seconda guerra mondiale si abbatte sul giovane Seita che si vede costretto a scappare al rifugio antiaereo insieme al resto della popolazione del suo villaggio prendendosi in carico sua sorella Setsuko. Costretto a separarsi dalla madre, mentre il padre è impegnato come ufficiale nella Marina imperiale giapponese (si allude al fatto che sia probabilmente caduto in battaglia), fugge da casa quasi senza comprendere ciò che accade: è meravigliato all'inizio nel vedere che gli aerei non sgancino bombe esplosive ma incendiarie. Solo quando le case di legno intorno a lui iniziano a bruciare comprende appieno l'azione degli americani.
Durante il suo pellegrinaggio per la città rasa al suolo si reca alla scuola alla ricerca della madre. Mentre la sorella viene presa in cura da una conoscente, Seita ritrova la mamma gravemente ustionata e coperta di bende. La vede quindi morire sotto i suoi occhi e quando esce dalla scuola non gli resta che raccontare una bugia alla piccola Setsuko. Da quel giorno la piccola non chiederà altro che rivedere la madre, ma ogni volta con delle scuse il ragazzo riesce a rassicurarla e a nasconderle la verità.
Seita si dirige quindi verso la casa di una zia, in un villaggio vicino, e riceve una calda accoglienza. La donna sembra molto disponibile e offre loro un riparo e del cibo. Seita crede quindi di aver trovato un luogo in cui stare ma quando il cibo inizia a scarseggiare, la zia si dimostra molto dura nei suoi confronti e il ragazzo si sente costretto a lasciare l'abitazione. Il personaggio della zia è caratterizzato da una forte devozione alla causa del loro imperatore.
I due si trasferiscono quindi in un rifugio nelle vicinanze di un lago e per un po' di tempo riescono a vivere grazie al riso che erano riusciti a comprare e ad altri prodotti che avevano lasciato nella loro vecchia casa. Ma ben presto il cibo finisce nuovamente e con i soldi rimasti il giovane non è più in grado di comprare viveri: la guerra ha portato al razionamento forzato delle provviste e nessuno può aiutarlo.
Iniziano così i tempi difficili e Seita è costretto ad allontanarsi dal rifugio per cercare il cibo arrivando a saccheggiare le case degli sfollati durante gli attacchi nemici, oppure a rubarlo ai contadini, che lo malmenano duramente. In una occasione Seita viene picchiato da un contadino che lo manda alla polizia, ma il poliziotto non lo incolpa, vedendo che sta morendo di fame, e lo lascia andare via in libertà. In questo tempo Seita assiste al veloce deperire della piccola Setsuko che ormai non ride e non gioca più come una volta, ma passa le giornate senza forze mentre soffre la fame. Quando Seita la porta dal dottore, questi gli comunica che la bambina è denutrita e l'unica cosa di cui ha bisogno è cibo, non medicine.
Infine, un giorno, di ritorno dal solito pellegrinaggio in città, Seita apprende in banca da altri cittadini della resa incondizionata dell'Impero giapponese e dell'annientamento della flotta, compreso l'incrociatore sul quale si trovava il padre. Morto così anche quest'ultimo, il ragazzo scappa sofferente comprendendo che lui e sua sorella erano gli unici rimasti della famiglia, senza più una casa dove andare.
Tornando al rifugio, Seita trova la sorella agonizzante nel proprio letto. La piccola è intenta a succhiare delle biglie scambiandole per delle caramelle e chiede al fratello se vuole anche lui delle polpette di riso che sono in realtà fatte di fango. Il ragazzo non può far altro che tentare di nutrirla con dell'anguria, ma ormai è troppo tardi. Così, quando la guerra termina e la vita lentamente ricomincia, Seita è costretto a cremare la sorella da solo e a dirle addio, circondato da centinaia di lucciole danzanti nell'aria. Infine dopo qualche giorno anche Seita, ormai prostrato, muore. Seita e Setsuko diventano così due fantasmi e continuano ad abitare nel luogo dove hanno vissuto.
Da allora sono passati molti anni e Kōbe è ora formata da moderni grattacieli, ma la sera sulla collina che sorveglia la città si possono ancora vedere gli spiriti di Seita e Setsuko di nuovo insieme, seduti su una panchina circondata dalle lucciole.
Produzione Nell'autunno del 1986, dopo l'uscita in sala di Laputa – Castello nel cielo, venne proposto a Tokuma Shoten, società che controllava lo Studio Ghibli, un nuovo film di Hayao Miyazaki: Il mio vicino Totoro. Tokuma Shoten si dimostrò contraria all'idea poiché considerava il progetto "modesto" e Toshio Suzuki decise di suggerire la produzione, in contemporanea, di un secondo lungometraggio da affiancare alla pellicola di Miyazaki.
Scelta del soggetto Il superiore di Suzuki, Hideo Ogata, chiese a Isao Takahata di incentrare la pellicola sul periodo finale della Seconda guerra mondiale e l'immediato dopoguerra e di concentrarsi, in particolare, sul contrasto tra la voglia di vivere dei bambini e la realtà in cui si trovavano. Inizialmente si optò per adattare il romanzo Nihon hashitta shōnentachi (I ragazzi che corsero per il Giappone, del 1985); tuttavia venne considerato troppo difficile da trasporre.
Suzuki, allora, propose di usare come soggeto Una tomba per le lucciole, racconto semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka che aveva letto a puntate alla fine degli anni '60. Nonostante si discostasse dalle indicazioni date da Ogata (i bambini del romanzo non erano "pieni di vita, ma [morivano]"), Suzuki consigliò a Takahata di leggerlo e il regista, una volta terminata la lettura, si disse interessato a tradurlo in animazione. Takahata, in particolare, rimase colpito dal personaggio di Seita: secondo il regista, l'incapacità del protagonista di sopportare le avversità ricordava più i ragazzini degli anni '80 che quelli degli anni '40.
L'aumento dei costi di produzione dovuto alla realizzazione di due film in contemporanea provocò le proteste di Tatsumi Yamashita, amministratore delegato di Tokuma Shoten. La pellicola di Takahata venne dunque prodotta dalla Shinchōsha, casa editrice del romanzo di Nosaka. Akiyuki Nosaka inizialmente fu sorpreso di sapere che avrebbero tratto un film d'animazione dal suo libro; tuttavia, quando durante la produzione visitò lo studio Ghibli, si convinse che l'animazione era la tecnica migliore per trasporre la storia.
Sceneggiatura e animazione La produzione di Una tomba per le lucciole iniziò nel gennaio 1987 e Takahata redigé una sinossi della trama. Il regista volle rendere il comportamento dei due fratelli l'elemento fondamentale del film. Egli non aveva intenzione di realizzare "un'opera piena di autocommiserazione."
Per il character design, Miyazaki e Takahata si contesero a lungo Yoshifumi Kondō; dopo la mediazione del produttore Toru Hara, Kondō fu assegnato a Una tomba per le lucciole. Anche la colorista Michiyo Yasuda fu richiesta da entrambi i registi e anch'ella finì per lavorare alla pellicola di Takahata (pur avendo in contemporanea il ruolo di colorista capo per Il mio vicino Totoro).Tra gli animatori che presero parte alla lavorazione del film vi fu pure Hideaki Anno, il quale animò la scena della rivista navale.
Takahata insisté affinché i personaggi non avessero dei tratti caricaturali "o in stile manga," ma fossero "individui realistici, inconfondibilmente giapponesi." Per dare maggior morbidezza al tratto e adattarsi meglio ai fondali, si decise di disegnare i contorni delle figure con inchiostro marrone, anziché col consueto nero. Tale scelta provocò dei problemi con la macchina per la xerografia e gran parte delle linee dovette essere ricalcato dopo il passaggio sui rodovetri.
Secondo i piani iniziali, Il mio vicino Totoro e Una tomba per le lucciole sarebbero dovuti durare sessanta minuti a testa; tuttavia, Takahata superò il tempo previsto poco tempo dopo l'inizio della produzione, preventivando una durata finale di ottantotto minuti. Secondo Suzuki, ciò creò una competizione con Miyazaki, il quale dovette apportare importanti cambiamenti alla trama del proprio film per aumentare il minutaggio e tenere il passo di Takahata.
La produzione subiva costanti ritardi e i rapporti tra Takahata e Toru Hara si era guastati al punto che i due non si parlavano più. Takahata arrivò al punto di chiedere alla Shinchōsha di rimandare l'uscita del film. La casa di produzione rifiutò e Takahata, vista la scadenza imminente, dovette inserire due scene in bianco e nero.
Colonna sonora La colonna sonora di Una tomba per le lucciole venne composta da Michio Mamiya, collaboratore di Takahata fin dai tempi di Goshu, il violoncellista. Questa venne pubblicata da Tokuma Japan Communications il 25 giugno 1988 e ristampata il 5 aprile 1997. Nel film è presente anche il brano Home! Sweet Home!, cantato dal soprano Amelita Galli-Curci.
Tracce 1."Setsuko to Seita ~ Main Title (節子と清太~メインタイトル)"2:572."Yake Nohara (焼野原)"6:513."Haha no Shi (母の死)"6:344."Shoka (初夏)"3:145."Ike no Hotori (池のほとり)"2:216."Umi he (海へ)"1:377."Namiuchigiwa (波打際)"1:378."Higasa (日傘)"2:269."Sakura no Shita (桜の下)"1:3110."Dorobbusu (ドロップス)"2:1311."Hikkoshi (引越し)"2:1712."Keimai (兄弟)"2:1513."Hotaru (ほたる)"4:1214."Hotaru no Haka (ほたるの墓)"1:4615."Yuuyake (夕焼け)"0:5316."Shura (修羅)"3:0817."Hika (悲劇)"3:1218."Futari ~ End Title (ふたり~エンドタイトル)"8:52
Distribuzione
Il film venne distribuito da Toho, in contemporanea con Il mio vicino Totoro, il 16 aprile 1988. Inizialmente Tokuma Shoten avrebbe voluto far distribuire le due pellicole alla Toei (che aveva distruibito Laputa – Castello nel cielo), ma questa si era rifiuta poiché riteneva che i due film non si adeguassero alla sua linea aziendale.
I due film furono presentati in doppia programmazione, anche con la speranza che le scuole organizzassero delle proiezioni per vedere il film di Takahata, considerato di rilevanza culturale. La scelta di distribuirli in contemporanea venne criticata da Toru Hara, il quale la riteneva una manovra troppo ambiziosa.
Le due tagline del film, di cui una in comune con Il mio vicino Totoro, furono ideate dal copywriter Shigesato Itoi.
Date di uscita Il film uscì in sala nei seguenti Paesi:
16 aprile 1988 in Giappone (火垂るの墓; Hotaru no haka) 26 luglio 1989 negli Stati Uniti (Grave of the fireflies) 2 settembre 1991 in Australia (Grave of the fireflies) 19 giugno 1996 in Francia (La Tombeau des lucioles) 10 ottobre 2003 in Spagna (La tumba de las luciérnagas) 24 maggio 2013 nel Regno Unito (Grave of the fireflies) 19 giugno 2014 in Corea del Sud (반딧불이의 묘; bandisbul-iui myo)