Insieme a Coco Chanel, viene considerata una delle più influenti figure della moda nel periodo fra le due guerre mondiali..

Inventrice del rosa shocking, collaborò fra gli altri con Salvador Dalí, Alberto Giacometti e Leonor Fini. Le sue creazioni furono largamente influenzate dai surrealisti, e disegnò anche i costumi di diversi film. Usava il soprannome Schiap parlando di sé in terza persona., uso che si ritrova nell'autobiografia Shocking LifeCfr. ..

Biografia La gioventù e il matrimonio fallito

Nacque il 10 settembre 1890 a Palazzo Corsini a Roma. La madre, Giuseppa Maria de Dominicis, proveniva da una famiglia aristocratica napoletana, il padre Celestino Schiaparelli da una famiglia di intellettuali piemontesi; allievo di Michele Amari, nel 1875 era diventato professore di Lingua e letteratura araba all'Università di Roma e fu il primo bibliotecario dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Suo zio era il famoso astronomo Giovanni Schiaparelli e suo cugino l'egittologo e senatore Ernesto Schiaparelli.

Elsa si dedicò agli studi di filosofia sognando di diventare poetessa. Nel 1911, con l'aiuto dell'editore Riccardo Quintieri, pubblicò la raccolta di poesie Arethusa con l'editore Società tipografica La Gutenberg. La famiglia era ostile alle sue aspirazioni poetiche e la raccolta fu considerata inopportuna, quindi venne mandata in un convento della Svizzera tedesca. Nel 1913 partì per Londra per occuparsi di bambini orfani, dopo aver ricevuto l'offerta di questa occupazione da un'amica..

Lì conobbe il conte William de Wendt de Kerlor, un teosofo, che sposò, all'inizio del 1914. La coppia si trasferì a Nizza e, nel 1916, a New York. Nel 1920 nacque loro figlia, Maria Luisa Yvonne Radha detta "Gogo". Tuttavia il matrimonio si rivelò fallimentare e la Schiaparelli chiese il divorzio nel 1922, rimanendo sola con una figlia, che si ammalò di poliomielite. In questo periodo collaborò con antiquari commerciando oggetti d'arte per procurarsi il denaro per tornare in Europa.. Durante la prima guerra mondiale a New York conobbe e cominciò a frequentare gli artisti dell'avanguardia dadaista: Francis e la moglie Gaby Picabia le fecero conoscere il fotografo Man Ray e Marcel Duchamp.. Con i Picabia decise di tornare a Parigi, ospitata da Gaby Picabia, e, dopo un periodo di povertà, la figlia venne mandata in un collegio a Losanna..

L'incontro con l'ambiente della moda Fu a Parigi che Elsa Schiaparelli ebbe il suo primo contatto con l'ambiente della moda dell'epoca. Durante una passeggiata con l'amica americana Blanche Hays visitò la casa di moda dello stilista Paul Poiret in rue du Faubourg Saint-Honoré.. Poiret le regalò un cappotto, per lei troppo caro, affermando «lei potrebbe indossare qualunque cosa in qualunque posto».. Schiaparelli divenne allieva di Poiret, che le fece creare dei modelli. Cominciò a vendere le sue creazioni a piccole case di moda e nel 1925 divenne per breve tempo la stilista di una di esse, la Maison Lambal.. Fu respinta la sua richiesta di assunzione all'atelier Maggy Rouff, quindi iniziò a lavorare, nel 1927, nel suo appartamento in rue de Seine, realizzando pullover neri decorati con disegni bianchi trompe-l'œil; il suo lavoro fu ben accolto e suscitò l'interesse dei magazzini Strauss, negli Stati Uniti.

Schiaparelli fu determinante nello sviluppo del maglione, che fino ad allora era considerato un indumento a uso puramente pratico per la campagna, perché privo di forma. L'idea arrivò da una donna americana che indossava un maglione che non appariva privo di forma, realizzato con fili di due colori: un secondo filo di lana di un colore contrastante con quello del primo era inserito ogni quattro o cinque punti. Il maglione era stato cucito a mano da una donna armena, Aroosiag Mikaëlian detta "Mike", che aveva un piccolo laboratorio artigianale con il fratello e altre lavoratrici a maglia; Mikaëlian iniziò a collaborare con Schiaparelli.. Quest'ultima ideò il maglione a "doppio nodo" (in inglese bow-knot), con collo a V e un doppio nodo sul collo disegnato in trompe-l'œil, che fu poi realizzato da Mikaëlian. All'epoca Chanel produceva già a macchina maglioni e vestiti lavorati a maglia, ma senza queste innovazioni nei colori. Illustrato e commentato su Vogue nel dicembre 1927, fu poi venduto, e imitato dai produttori di massa, negli Stati Uniti, dopo aver suscitato subito l'interesse, oltre che delle donne parigine, anche di un commerciante della ditta newyorkese Abraham & Straus, che glielo ordinò subito.

L'espansione A causa della gran richiesta, nel 1928 trasferì l'attività in rue de la Paix chiamandola Schiaparelli - Pour le sport. Tra i primi lavori con questa firma vi sono maglioni tatuaggio, pullover con riproduzioni delle ossa umane, costumi da bagno in jersey e accessori. Questi si trovano anche nella collezione detta N°1 del gennaio 1928, realizzata in maglieria di lana, cotone e filato di organza: coniugando l'alta moda e i capi sportivi, includeva pullover, top, pigiami, costumi da bagno e accessori per la spiaggia; fra le decorazioni, che secondo la monografia di Dilys E. Blum erano adatti alla donna dell'epoca, «dinamica e spregiudicata»., vi erano, oltre ai già citati scheletri umani, anche papillon colorati a trompe-l’oeil, righe, motivi geometrici, tatuaggi marinari, tartarughe e pesci, con colori accesi e contrastanti. A luglio 1928 tale collezione apparve sulla versione statunitense di Vogue, indossata dalla modella Bettina Jones e dal fotografo Horst P. Horst, fotografati da George Hoyningen-Huene; queste fotografie, con il loro «purissimo astrattismo delle bicromie», furono fra le più famose del XX secolo nell'ambito della moda ed ebbero una forte influenza sulla fotografia e sull'arte modernista degli Stati Uniti. Nello stesso anno produsse il suo primo profumo, "S".

Nel 1929 realizzò prodotti innovativi dal punto di vista dei tagli, ad esempio quelli aerodinamici, e dei materiali, con la creazione di borse di metallo e gli abbinamenti della lana con seta, gomma o pelle. Fra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 si dedicò soprattutto all'abbigliamento sportivo con motivi geometrici e linee agili, in linea con la moda dell'epoca, ma anticipando il suo stile di fine anni '30 con i forti contrasti di colore, l'uso moderno di tessuti anche sintetici, l'applicazione di cerniere e i gioielli eccentrici; un esempio è la collana Aspirin disegnata dalla scrittrice Elsa Triolet. Le creazioni di Schiaparelli ebbero successo sia a Parigi che a New York, con una fortuna commerciale non impedita dalla sua fama di artista. Nel 1930, dopo il maglione a doppio nodo, fu molto imitato dall'industria il "cappello matto" (mad cap), fatto a maglia e dotato di punte che si potevano modellare in diverse forme. Il crollo della haute couture di Parigi seguito alla crisi del 1929 non pose fine al suo lavoro con produttori americani; comprarono i suoi modelli l'importatore William H. Davidow e il negozio Saks Fifth Avenue di New York. Nonostante l'originalità dei suoi prodotti, erano sempre più popolari tra i clienti conservatori.

Nel 1932 la maison prese il nome di Schiaparelli - Pour le sport, pour la ville, pour le soir. Sì allargò la sede, che ospitava più di ottocento dipendenti in rue de la Paix a Parigi, con un totale di otto atelier estesi su diversi piani. Nel 1933 Schiaparelli aprì anche una boutique a Londra al numero 36 di Upper Grosvenor Street e la ditta arrivò a New York con l'apertura di nuovi uffici. L'espansione americana la portò a essere protagonista della copertina della rivista Time nel 1934, diventando la prima stilista donna a comparire su di essa. Nel 1935, grazie al successo, Schiaparelli raddoppiò i suoi dipendenti e si spostò al numero 21 di place Vendôme, nellhotel de Fontpertuis, creando due boutique decorate con pezzi d'arredamento di Jean-Michel Frank e Diego Giacometti, creatore di una gabbia di bambù dorato all'ingresso della boutique dei profumi. Nella seconda metà degli anni '30 erano dipendenti della maison più di quattrocento sarte.

Schiaparelli aprì a place Vendôme una sezione del negozio dedicata agli abiti prêt-à-porter già pronti, innovativa nella Parigi dell'alta moda. Fu anche la prima a creare collezioni basate su un tema unico, con i seguenti titoli: Stop, Look and Listen (estate 1935); Neoclassica (inverno 1936-37); Farfalle (primavera 1937); Fondo del mare (primavera 1938); Il circo (estate 1938); Pagana (autunno 1938); Cosmica (inverno 1938-39) o Zodiaco o Stelle fortunate; Commedia dell'arte (primavera 1939) o Commedia moderna; Tournures (estate 1939).

Le presentazioni delle collezioni non erano semplici sfilate, ma simili a veri e propri spettacoli, con trucchi, musica ed effetti di luce, e attirarono gli spettatori al pari del teatro.

Wallis Simpson, Marlene Dietrich, Katharine Hepburn, Greta Garbo, Lauren Bacall, Gala Dalí, Nusch Éluard, Vivien Leigh, Ginger Rogers, Juliette Gréco e Mae West erano alcune delle più assidue frequentatrici e clienti della boutique; Nusch Eluard ne indossò i prodotti per il suo ritratto a opera di Picasso. Ebbe anche diverse clienti inglesi nobili; un'altra cliente straniera fu l'attrice e arredatrice statunitense Elsie de Wolfe, che nel 1938 organizzò un ballo in maschera, chiamato Circus Ball, per cui Schiaparelli disegnò i costumi. Realizzò costumi per vari altri balli in maschera.: all'epoca erano comuni a Parigi quelli a tema orientale, per cui creò turbanti e mantelline, documentati dalle foto di François Kollar e Roger Schall. La stilista fu ispirata dalla maharani Sita Devi (nota come principessa Karam) dello stato indiano del Kapurthala, che visitò Parigi nel 1934, creando una collezione di ispirazione indiana che comprendeva abiti simili a sari abbinati a sciarpe che si potevano portare lungo il corpo o avvolte attorno alla testa.. Tra i balli per cui Schiaparelli disegnò i costumi vi è il "ballo orientale" del 1935 di Daisy Fellowes, che divenne di fatto sua modella portando i suoi prodotti più eccentrici: Schiaparelli le forniva vestiti gratis in modo da farsi pubblicità attraverso le sue apparizioni in giornali e riviste. La già citata modella statunitense Bettina Bergery (nata Jones) divenne invece assistente di Schiaparelli, oltre che curatrice della versione francese della rivista Vogue, dal 1935 al 1940, progettando le vetrine della boutique a fine anni '30.

Negli anni '30 Schiaparelli mantenne i contatti con industrie di moda britanniche e statunitensi; vendeva agli importatori abiti da usare come modello e collaborava con designer tessili e di accessori. Si recò spesso negli Stati Uniti e nel 1935 visitò una fiera commerciale in Unione Sovietica. Lavorò anche come costumista per il teatro e per il cinema; il suo lavoro più notevole in questo campo è il costume di Mae West nel film del 1937 Every Day's a Holiday. Tra le creazioni iconiche della stilista in questo periodo (1937) c'è il cosiddetto abito aragosta, che fece subito scalpore. Il vestito è molto semplice ma stretto in vita da una fascia color aragosta, e presenta nella parte della gonna un grosso disegno dell'animale in cui in molti hanno visto uno spiccato richiamo alla sfera sessuale femminile e una forte influenza dell'arte surrealista di Dalì.

Anni '30: l'incontro con l'arte e il rosa shocking