L'isola di Jan Mayen è un territorio appartenente alla Norvegia, costituito da un'isola situata al limite tra l'oceano Atlantico e il Mar Glaciale Artico. È sotto l'amministrazione della Contea di Nordland. Dopo la scoperta avvenuta nel XVII secolo da parte di alcuni cacciatori di balene, l'isola è stata contesa da vari Stati per costruirvi una base per la caccia alle balene o per la caccia alle volpi artiche.

Nonostante tutto, l'isola diventò un centro per gli studi scientifici dopo la vincita del premio dell'Anno polare internazionale durante l'inverno tra il 1872 e il 1873. Nel 1929 la Norvegia occupò l'isola e ne fece una stazione meteorologica. Venne utilizzata fino al 1959, quando cadde in disuso; le principali attività sull'isola si svolgevano in una stazione necessaria per la radionavigazione.

Caratterizzata da un clima artico, l'isola ospita vari uccelli di mare e ha un territorio composto perlopiù da tundra. La principale sommità di Jan Mayen è costituita da un vulcano, denominato Beerenberg, la cui altezza è di 2 277 metri. Jan Mayen è una piccola isola dalla forma allungata; gli unici villaggi presenti sul territorio sono Olonkinbyen, che conta solo 28 abitanti (gli operatori della stazione meteorologica e di quella per la radionavigazione) e la stazione di Puppebu, con una popolazione massima di 9 persone.

Geografia fisica Ubicazione

Jan Mayen è un'isola situata tra l'oceano Atlantico (a sud) e il Mar Glaciale Artico (a nord), in Europa, e più precisamente al limite tra il Mare di Norvegia (a sud-est) e il Mare di Groenlandia (a nord-ovest), a nord del parallelo 66°33'39" o circolo polare artico.

Jan Mayen fa parte di un arcipelago costituito dall'isola stessa e da altre isole secondarie e isolotti. Essa è piuttosto piccola (misura ) e isolata: la costa groenlandese si trova a nord-ovest e dista poco meno di dall'isola; l'Islanda dista circa a sud-ovest; la Norvegia è lontana all'incirca a sud-est e l'arcipelago delle isole Svalbard dista circa a nord-est da Jan Mayen.

Geografia fisica Jan Mayen è un'isola dalla forma allungata la cui superficie è di . Essa misura 53,6 chilometri di lunghezza per 15,8 chilometri di larghezza e, nella sua parte centrale, presenta un istmo largo 2,5 chilometri. Il punto più settentrionale di Jan Mayen è capo nord (in lingua norvegese nordkapp), che si è formato in seguito a un'eruzione del Beerenberg, la maggiore vetta dell'isola; il punto più meridionale è capo sud (Sørkapp).

La parte nord-orientale di Jan Mayen prende il nome di Nord-Jan, e presenta una forma tondeggiante e un po' schiacciata a est, al centro della quale è situato il vulcano attivo denominato Beerenberg, alto , che costituisce la sommità più elevata dell'isola. Nord-Jan si è formata in seguito all'eruzione di questo vulcano avvenuta alcuni milioni di anni fa. La parte sud-occidentale dell'isola, invece, è chiamata Sør-Jan, ed è costituita da un massiccio montagnoso allungato, poco elevato, la cui principale sommità è il Rudolftoppen (). La catena montuosa è costituita da vulcani attivi, anche se eruttano sempre meno di frequente. Le coste dell'isola, di natura rocciosa, presentano due baie: la parte di costa sud-orientale presenta nella sua parte centrale un istmo, al cui interno è presente un golfo denominato Engelskbukta (baia degli inglesi) che si apre sull'oceano Atlantico (qui mare di Norvegia); la Rekvedbukta (baia del legno alla deriva) si trova nella parte sud-occidentale dell'isola e fa parte del Mar Glaciale Artico (qui Mare di Groenlandia).

Il litorale, lungo 124,1 chilometri, è formato per gran parte da falesie e da coste alte e rocciose. Fa eccezione l'istmo, che è costituito da un cordone litorale: qui la costa è quindi bassa. In questo punto si trovano due lagune: Nordlaguna, nella zona settentrionale dell'istmo, e Sørlaguna, nella zona meridionale, la maggiore. Ci sono altre piccole baie come la Guinea-bukta (baia di Guinea) o la Kvalrossabukta (baia dei trichechi). Esse si trovano nella parte meridionale dell'isola. Jan Mayen si trova al limite della banchisa artica della Groenlandia. Tuttavia, questi ghiacci arrivano sempre più raramente alle coste di Jan Mayen a causa del riscaldamento globale.

Benché a Jan Mayen non scorrano veri corsi d'acqua, l'acqua dolce è presente grazie a piccoli laghi, formati dallo scioglimento dagli strati della calotta ghiacciata che copre i rilievi dell'isola. Due terzi di essi sono presenti nella parte settentrionale. Questi laghi vengono continuamente alimentati da piccoli ghiacciai e sono in costante accrescimento a causa del riscaldamento globale, che provoca una maggior fusione del ghiaccio. Dai laghi l'acqua fluisce al mare per rivoli e ruscelletti.

Geologia

Jan Mayen è un'isola vulcanica situata sulla placca euroasiatica, di età estremamente recente: risale a circa anni fa e su un punto caldo che copre gran parte della dorsale medio atlantica. Una parte di questa dorsale, denominata dorsale Mohns, termina in prossimità delle coste settentrionali dell'isola e prolunga la zona di frattura di Jan Mayen di verso nord-est, costituendo una faglia orientata a nord-ovest/sud-est dell'isola.

Un centinaio di crateri per lo più formati da trachite e una decina di fessure eruttive, hanno emesso durante il Pleistocene, lava basaltica, che oggi compone la maggior parte delle rocce presenti sull'isola. Il resto della formazione rocciosa presente su Jan Mayen è stato formato dai detriti trasportati dalla corrente oceanica. Quest'ultima, in particolare, ha formato vari piccoli cordoni pianeggianti situati per lo più nella parte centrale dell'isola.

Beerenberg, lo stratovulcano che domina l'isola con i suoi metri di altezza, è ricoperto da di ghiaccio, e forma la maggior parte di Nord-Jan, la parte settentrionale di Jan Mayen. Esso non è solo il vulcano più elevato dell'isola, ma è anche il vulcano attivo più settentrionale della Terra. Grazie alle eruzioni avvenute tra il 1970 e il 1985, l'isola ha avuto modo di ingrandirsi, soprattutto nella sua parte nord-orientale.

Sør-Jan, la parte meridionale dell'isola, presenta un numero elevato di crateri vulcanici, alcuni dei quali sono attivi, altri dormienti e altri ancora spenti. In alcuni crateri si sono conservate le ceneri prodotte nelle precedenti eruzioni. Il 30 agosto 2012 è stata colpita da un terremoto di magnitudo 6,6.

Clima

Jan Mayen è un'isola situata a una latitudine elevata per l'uomo (), sopra tali zone scorrono correnti marine e masse d'aria, che influenzano il clima: la corrente della Groenlandia Orientale, una corrente fredda, che trasporta nei pressi di quest'isola gli iceberg e la corrente nord-atlantica, che proviene da sud e quindi è un importante fattore che determina l'umidità atmosferica. Questa situazione sottomette l'isola a un clima polare, riscaldato di tanto in tanto dalle correnti calde. Il sole di mezzanotte è presente da metà maggio a luglio; quindi d'inverno è luogo di fenomeni astrofisici come la notte polare, più precisamente di tipo artico, (mai con completa oscurità ma anzi con chiarore più o meno accennato per qualche ora) e le aurore boreali che si hanno da metà novembre a gennaio. Questo perché l'isola è situata oltre il circolo polare artico.

Le temperature medie variano da in luglio a in gennaio; in marzo la temperatura media è invece di . I record di temperature che sono stati raggiunti sono stati quello del febbraio 1965 () e quello di giugno 1953 (). Le precipitazioni (nel diagramma climatico sono segnate in blu) sono nel complesso moderate (il totale annuo è di ) e distribuite in tutto l'arco dell'anno. Il mese meno piovoso è giugno (); quello che presenta più precipitazioni è ottobre (). Queste precipitazioni, spesso associate a climi freddi, contribuiscono alla formazione della calotta polare su Beerenberg.

Isolata nell'oceano, Jan Mayen è protetta da un vento catabatico proveniente da una zona nella Groenlandia settentrionale. Questo vento, essendo molto frequente, abbassa la temperatura dell'isola causando una bassa temperatura percepita. Questo vento è infatti molto freddo ( circa), ma anche molto veloce (). Esso dà origine a un sollevamento orografico da parte di cumulonubi seguendo il movimento della scia di von Kármán.

Fauna

Jan Mayen non ospita alcun mammifero terrestre dal 1990, poiché le volpi polari sono state cacciate per il loro pelo dai norvegesi nel corso del XX secolo, fino a estinguerle sull'isola; gli orsi polari, invece, sono fuggiti altrove, migrando sulla banchisa invernale. Fanno comunque eccezione i cani, che vivono, addomesticati dall'uomo, con lui nella stazione meteorologica.

La fauna marina di Jan Mayen è costituita per la maggior parte da pesci e cetacei (balene della Groenlandia, megattere, balenottera minore, balenottere comuni, balenottere azzurre, balenottere boreali, balene dal naso a bottiglia, orche, delfini dal rostro bianco), da trichechi e da un gran numero di uccelli di mare. Qui, circa individui di questi ultimi, nidificano e depongono.Uccelli di mare a Jan Mayen URL consultato il 22-12-2007

In tutto, sull'isola sono presenti più di 120 specie di uccelli marini. Le specie più diffuse sono gli edredoni comuni, le sterne codalunga, le pulcinelle di mare, i fulmari e i gabbiani tridattili.

Flora

A causa del clima polare, il solo bioma di Jan Mayen è la tundra, principalmente costituita dunque da erbe, arbusti nani, muschi e licheni. Sull'isola sono presenti 74 specie vegetali (4 di pteridofite, 53 di dicotiledoni e 17 di monocotiledoni), tra cui vanno segnalate tre specie endemiche di dente di leone (Taraxacum brachyrhynchum, Taraxacum recedens e Taraxacum torvum); e inoltre nove specie di funghi.

Tra i fiori di Jan Mayen, i più frequenti sono i ranuncoli (perlopiù ranuncoli dei ghiacci), i Rumex, i Carex, i Luzula, le sassifraghe, le Silene e le veroniche. Molto diffusi anche gli equiseti.

Su Jan Mayen è presente anche il genere Salix, le cui specie hanno normalmente l'aspetto di alberi. Ma qui anche le due specie di Salix (Salix herbacea e Salix arctica) sono piccole piante erbacee, o arbusti alti pochi centimetri.

Storia Scoperta

La scoperta di Jan Mayen è incerta. Si dice che nel VI secolo d.C., durante uno dei suoi viaggi, il monaco irlandese Brendano di Clonfert approdò sulle coste dell'isola dopo una tempesta. Nonostante l'isola, secondo la leggenda, ospitasse le porte dell'inferno, non fece passare nell'aldilà il monaco.

L'isola è stata anche probabilmente una tappa nella rotta dei Vichinghi. Questo perché, in alcune carte geografiche da loro disegnate, oltre che la Groenlandia, la Norvegia, l'Islanda e le isole Fær Øer, è comparsa anche Jan Mayen.

L'isola di Jan Mayen è stata con certezza scoperta nel XVII secolo da alcuni cacciatori di balene olandesi e inglesi alla ricerca di nuove zone di pesca. Il navigatore e comandante inglese di alcune spedizioni a nord, Henry Hudson, approdò sull'isola nel 1607 e la battezzò Hudson's Tutches o Touches. Il merito della prima esplorazione dell'isola approfondita e dettagliata, comunque, va all'esploratore olandese Jan Jacobs May van Schellinkhout, che la visitò nel 1614. Fu egli a battezzarla con l'attuale nome, Jan Mayen, e a inserirla in modo corretto nelle carte geografiche, costituendo una certa prova della scoperta dell'isola.

Prime occupazioni Jan Mayen non era allora rivendicata da nessuna nazione, ed era scarsamente abitata; ha cominciato a venire popolata quando divenne una base scientifica per gli studi meteorologici durante l'Anno Polare Internazionale, nel 1882.