La sua opera fu diretta principalmente ad accrescere la ricchezza del Paese, incoraggiandone lo sviluppo industriale e coloniale. Modernizzò le finanze pubbliche francesi, salvandole dalla bancarotta e facendo raggiungere il pareggio al Bilancio dello Stato, ma la sua opera risanatrice fu gravemente ostacolata dalle enormi spese belliche di Luigi XIV.
Nel 1664, scrive la giornalista francese Marion Prost, Jean-Baptiste Colbert prende una decisione fondamentale ponendo la prima pietra di quello che è definito protezionismo alla francese in conflitto particolarmente con l'Inghilterra. La Francia verrà orientata verso i generi di lusso, il bello, il costoso, il vistoso e in ciò si proteggerà a colpi di tariffe doganali, non riguardanti l'interno, ma verso le nazioni estere concorrenti. Le frontiere diventano sacre, scrive Prost, e la concorrenza si trasformerà in campo di battaglia a tal punto che la Guerra d'Olanda trova qui le sue cause profonde. il lusso alla francese è quindi soprattutto una storia di dogana.
Nel 1669 ottenne dal re la creazione del Ministero della Marina, carica di cui fu il primo titolare e che fece di lui il padre della moderna marina francese.
La politica di Colbert è considerata una delle più genuine interpretazioni del mercantilismo.
Biografia Infanzia e giovinezza
Nato da una ricca famiglia di Reims che esercitava la mercatura dei panni, Colbert entrò nel servizio di Stato nel 1643, alle dipendenze del Louvois, influente ministro della guerra. La nomina pare fosse stata favorita dal fatto che uno zio era cognato del ministro. Dopo un periodo trascorso come ispettore divenne, nel 1645, segretario personale del ministro.
Matrimonio Il 13 dicembre 1648 sposò la ricca ereditiera Marie Charron (ebbe una dote di 1000 lire), figlia di un membro del consiglio reale, sorella di Jean-Jacques Charron de Menars e cugina di Alexandre Bontemps.
Mazzarino e la rapida ascesa L'importanza dei suoi incarichi e la competenza nello svolgerli conquistarono a Colbert la fiducia del cardinale Giulio Mazzarino, primo ministro per conto della reggente Anna d'Austria e del piccolo Luigi XIV. Quando, a causa della Fronda dei Principi, il cardinale italiano venne costretto a prendere la via dell'esilio (1651), nominò Colbert amministratore dei beni lasciati in Francia.
Con il ritorno in trionfo del Cardinale a Parigi (1653), la scalata di Colbert verso i più ambiziosi traguardi ebbe un'ulteriore accelerazione: Mazzarino lo nominò, con il titolo di intendente, amministratore ufficiale del suo immenso patrimonio, uno dei più grandi dell'epoca (alla sua morte, nel 1661, ammonterà a quasi quaranta milioni di livre tornesi. Per stabilire un ordine di grandezza, il patrimonio del ricchissimo Colbert venne stimato attorno ai cinque milioni di lire, quello di Nicolas Fouquet ai quattro). Come è facile immaginare, la carica permise a Colbert di introdursi nei riservati meandri della finanza e dell'amministrazione statale.
Nel 1659 contribuì alla repressione di rivolte in Normandia, Angiò e Poitou.
Morte di Mazzarino, presa di potere di Luigi XIV e vittoria su Fouquet
Giulio Mazzarino morì il 9 marzo 1661. A seguito di ciò, Luigi XIV prese ad esercitare direttamente le funzioni regie. Aveva, però, bisogno di validi aiutanti. Nel suo testamento, il cardinale gli raccomandava Colbert. Mazzarino aveva inoltre nominato il sovrano suo erede universale, a parte una grossa dote lasciata alle nipoti e ad altri legati minori, anche a favore di Colbert, che si vide assegnare la casa in cui abitava. Quest'ultimo, forte della carica di amministratore dei beni del defunto, aiutò Luigi XIV a recuperarne una buona parte e ciò fece aumentare di parecchio la considerazione del futuro Re Sole nei suoi confronti.
Nei mesi successivi si aggravò lo scontro tra Colbert ed il sovrintendente alle finanze Nicolas Fouquet. Colbert ne aveva già denunciato la gestione - caotica e non priva d'ombre - delle finanze pubbliche francesi. Ora ne ottenne la disgrazia. Il re fece arrestare lo sfortunato sovrintendente a Nantes, il 15 settembre 1661. Si è spesso sostenuto che in ciò abbiano avuto un ruolo non lieve l'invidia e la gelosia di Luigi XIV verso Fouquet che - pare - avrebbe addirittura tentato d'insidiargli l'amante.
Un uomo, tante cariche
Battuto ed incarcerato Fouquet, i progetti di Colbert e la sua politica riformatrice non ebbero più ostacoli. Nello stesso, il 1661, che aveva visto la caduta del Sovrintendente, entrò a far parte del neo istituito consiglio delle finanze. Nel 1665 diventò controllore generale delle finanze (la carica di Sovrintendente alle finanze di Francia, come si vede, era stata soppressa), nel febbraio del 1669 eccolo ministro della real casa e, un mese dopo, come già accennato, alla guida del nuovo ministero della marina. Un poco alla volta, accumulò nelle sue mani quasi tutte le cariche di governo, a parte gli esteri e la guerra.
Riforme amministrative e finanziarie Colbert creò un nuovo tipo di stato, governato dal centro, in cui gli aristocratici vennero estromessi dal governo delle province a favore degli intendenti, nuove figure di funzionari borghesi, nominati in base a criteri meritocratici e che dovevano al re la loro carriera. Venne modernizzata l'amministrazione finanziaria e fu ridotto il costo enorme connesso all'esazione dei tributi. Con modalità sbrigative vennero cancellati - o fortemente ridotti - i debiti dello Stato privi di sufficiente giustificazione. Si cominciò a redigere un bilancio preventivo.
Colbert fallì nel proposito di rendere più equo il sistema fiscale, in parte a causa delle forti resistenze che incontrava un simile proposito, in parte perché le continue guerre, in cui il Re Sole prese ad impegnarsi, mandarono nuovamente a picco i conti pubblici, tarpando le ali a riforme ambiziose. Riuscì però a ridurre la concessione di esenzioni ingiustificate e ad abrogarne un buon numero. Inoltre aumentò il peso della tassazione indiretta, a cui i privilegiati non potevano sottrarsi.
Colbertismo
Il mercantilismo è definito, in Francia, Colbertismo, in onore all'uomo che ne fu il maggior ispiratore.
Alla base di questo particolare sistema di governare l'economia sta una considerazione molto semplice. Essendo la ricchezza di uno Stato basata sulla quantità di moneta, è necessario, per arricchire il paese ed aumentarne la potenza, incrementare le esportazioni (apportatrici di nuova moneta) e diminuire le importazioni (che fanno perdere moneta a vantaggio dei concorrenti). Si tratta di un modo di pensare oggi superato ampiamente, anche se non totalmente (il mercantilismo nella sua accezione moderna è assolutamente attuale).
Per favorire le esportazioni, la produzione nazionale deve abbracciare il più alto numero possibile di settori merceologici e raggiungere in essi standard qualitativi così elevati, da sbaragliare la concorrenza. Nel tentativo di raggiungere questi obiettivi, Colbert divenne il vero padre dell'industria francese del lusso. Un esempio di questo atteggiamento fu la creazione, nel 1665, della stazione di monta equina di Tarbes, allo scopo di diminuire l'importazione di cavalli dall'estero.
Manifatture Reali
Le corporazioni frapponevano molti ostacoli all'apertura di nuove iniziative economiche. Colbert li aggirò, creando le manifatture reali. Erano, queste, degli stabilimenti - a volte di proprietà della corona, più frequentemente di privati - a cui venivano concessi vari aiuti da parte dello Stato, i quali potevano variare dai semplici sgravi fiscali alle sovvenzioni pubbliche, finanche alla concessione del monopolio in determinati settori. Per rendere più competitive la manifatture reali, vennero impiegati vagabondi che si trovavano nelle città, ai quali veniva dato del cibo (quanto sufficiente per sopravvivere) e un posto in cui dormire.
Sorsero così le famose manifatture di Gobelins (arazzi) e Beauvais (tappezzerie); venne favorita l'industria della seta di Lione; si tutelarono gli inventori; si proibì l'emigrazione degli artigiani esperti, assumendone nel contempo dall'estero, come nel caso dei maestri veneziani esperti nella fabbricazione degli specchi e del vetro (causando veri incidenti diplomatici con la Serenissima Repubblica di San Marco che, "colbertista" già da secoli, non vedeva di buon occhio simili pratiche concorrenziali, facendo assassinare da sicari i maestri vetrai espatriati in Francia), manifattura che verrà poi soppiantata dalla Saint-Gobain che si occupò del vetro per la sala degli specchi della neonata Reggia di Versailles. Infatti tutte queste industrie del lusso servivano anche ai consumi della corte ed all'arredamento dei palazzi reali.
Lo Stato intervenne pesantemente anche al di fuori del settore del lusso, cercando di strappare ad inglesi, olandesi e fiamminghi il monopolio della produzione dei panni ed incoraggiando, per chiari motivi, l'industria metallurgica e delle armi (in quel periodo sorse la famosa fabbrica di Saint-Étienne).
A tutto questo si aggiunse l'imposizione di tariffe doganali tese a sfavorire le importazioni ed a favorire le esportazioni.
Controlli
Per garantire i già menzionati standard di qualità, che dovevano caratterizzare il prodotto francese e farlo preferire a quello dei concorrenti, le autorità stabilirono un complesso sistema di minuziosi regolamenti, che disciplinavano le varie tecniche di produzione. Far rispettare detti regolamenti, come informare il governo di progressi e necessità delle manifatture, era compito di un corpo di ispettori, appositamente creato da Colbert.
In caso d'infrazione, venivano previste varie pene, compresa la berlina.
Vennero create in tutta la Francia commissioni per controllare la qualità della produzione delle fabbriche. I prodotti mal riusciti venivano esposti in pubblico, con un cartellino che indicava il nome del responsabile. Dopo due errori i colpevoli venivano legati ed esposti al pubblico, e i funzionari invitavano la folla a insultarli. La pigrizia, la negligenza o la insubordinazione sul lavoro venivano punite con severità militare, anche con la fustigazione.
Ordonnances
Colbert esercitò anche una consistente attività legislativa. Tra le iniziative di maggior rilievo, vanno ricordate le quattro Ordinanze che, emanate tra il 1667 ed il 1681, estenderanno la loro influenza sul diritto francese fino alla rivoluzione ed oltre. In ordine cronologico, esse furono:
Ordonnance civile pour la réformation de la justice (1667), sulla riforma della giustizia civile, a cui si sarebbe ampiamente ispirato il Codice di procedura napoleonico; Ordonnance criminelle (1670), sulla procedura penale, che stabiliva un sistema decisamente intimidatorio (ad esempio, regolava in maniera minuziosa l'uso della tortura); Ordonnance du commerce (1673), il primo "codice di commercio" dell'era moderna. Stabiliva un regolamento generale del commercio di terra e venne redatta, sentito il parere delle varie corporazioni e delle giurisdizioni mercantili, con il determinante apporto personale del mercante parigino Jacques Savary, grande esperto di giurisprudenza commerciale. In suo onore è anche indicata come Code Savary; Ordonnance de la marine (1681). Avente ad oggetto il commercio sui mari, era una rielaborazione delle consuetudini marittime, talmente perfezionata che non solo ispirò i legislatori napoleonici, ma pure i successivi codici della navigazione.
Marina e colonie
L'Ordinanza del 1681 è l'occasione per passare ad un altro aspetto di primaria importanza nella politica di Colbert, quello concernente la marina e le colonie.