La battaglia di Cassino (, , comunemente conosciuta anche come battaglia di Montecassino) si svolse tra il gennaio e il maggio 1944 tra le forze alleate e quelle tedesche durante la campagna d'Italia nella seconda guerra mondiale.
La 5ª Armata statunitense del tenente generale Mark Clark, che riuniva anche forze provenienti da paesi alleati, dopo il vittorioso sbarco a Salerno assaltò la linea Gustav, difesa dalle esperte truppe tedesche della 10ª Armata comandata dal colonnello generale Heinrich von Vietinghoff. Il perno difensivo tedesco era rappresentato dall'abitato di Cassino, che controllava l'accesso alla valle del Liri, e dall'abbazia di Montecassino, che sovrastava la valle e permetteva ai difensori di controllare i movimenti delle truppe nemiche. La valle era considerata l'unica via d'accesso agevole per le colonne di uomini e mezzi alleati in avanzata verso Roma e divenne, quindi, fulcro della difesa tedesca. La battaglia degenerò in un'accanita guerra di posizione che, per lunghi momenti, fu molto simile alla guerra di trincea che aveva contraddistinto la prima guerra mondiale...
La battaglia fu caratterizzata anche dal discusso bombardamento aereo alleato che distrusse la secolare abbazia, atto che procurò molte critiche ai comandi anglo-statunitensi, a cui vennero fatti presenti i fallimentari attacchi contro le posizioni difensive tedesche e il deludente sbarco di Anzio. Dopo un difficile inverno, in cui riuscirono a rinforzare e riorganizzare le proprie truppe, gli Alleati lanciarono l'imponente operazione Diadem a metà maggio: l'attacco dalla costa tirrenica fino a Cassino, e dalla testa di ponte di Anzio, riuscì a mettere in crisi e infine a spezzare la difesa tedesca, tanto che le forze alleate si ricongiunsero e poterono aprirsi la strada per Roma. Il comandante in capo tedesco in Italia, feldmaresciallo Albert Kesselring, non volle combattere per la capitale e ordinò la ritirata sulla successiva linea difensiva, la linea Gotica, lungo la quale il fronte italiano si stabilizzò fino alle ultime settimane della guerra.
Contesto strategico
Fin dalla conferenza di Casablanca del gennaio 1943 erano sorte aspre divergenze tra gli Alleati sulla condotta della guerra in Europa: gli statunitensi guardavano con estrema diffidenza la volontà britannica di procrastinare l'invasione della Francia e consideravano il teatro del Mediterraneo un salasso di uomini e risorse. All'opposto il primo ministro Winston Churchill, memore come tutti i britannici delle débâcle subìte in Norvegia, Francia e Grecia, era deciso a rinviare l'operazione Overlord finché la sua riuscita non fosse risultata certa.. Alla fine i britannici ebbero la meglio e si raggiunse un compromesso che prevedeva lo sbarco in Sicilia e a seguire in Italia meridionale, seppur con forze molto esigue e ancora da concordare.. Dopo la vittoriosa campagna di Sicilia e la caduta del fascismo nell'estate 1943, i capi delle forze aeree alleate si espressero fortemente a favore dell'invasione dell'Italia continentale, che avrebbe permesso all'aviazione di utilizzare gli aeroporti attorno a Foggia come basi per bombardare la Germania meridionale e i Balcani. L'8 settembre 1943 l'Italia si arrese agli Alleati e, mentre i tedeschi procedevano all'occupazione della penisola, il giorno seguente gli anglo-statunitensi sbarcarono a Salerno.. Nonostante il contrattacco tedesco a Salerno fosse arrivato vicino a provocare una crisi, le truppe della 5ª Armata del tenente generale Mark Clark resistettero tenacemente e dopo dieci giorni poterono incominciare la loro avanzata verso nord; pertanto il comandante tedesco del Gruppo d'armate C nell'Italia meridionale, il feldmaresciallo Albert Kesselring, con il comandante della 10ª Armata colonnello generale Heinrich von Vietinghoff, incominciò i preparativi per la difesa della penisola a sud di Roma, con il benestare dello stesso Adolf Hitler..
Nel frattempo, con l'appoggio tedesco, si era costituita una Repubblica Sociale Italiana nelle zone controllate dalla Germania, mentre nell'area abbandonata dai tedeschi e liberata dagli Alleati si era riformato un governo nazionale italiano, il cosiddetto Regno del Sud, che l'11 ottobre dichiarò guerra a Berlino.. L'avanzata alleata era proseguita con la liberazione di Napoli, salvo arrestarsi di fronte alla linea del Volturno e alla linea Bernhardt, linee campali create dalla Wehrmacht con lo scopo di guadagnare tempo per consentire di sistemare il grosso delle difese dietro la linea Gustav.. Intanto, il 2 ottobre, il maresciallo Harold Alexander, comandante del 15º Gruppo d'armate in Italia, aveva stabilito le operazioni future per l'8ª Armata britannica del tenente generale Bernard Law Montgomery e per la 5ª Armata statunitense di Clark. L'ordine per quest'ultimo era d'impadronirsi di una testa di ponte al di là del Volturno, procedere verso la valle del Liri e la provincia di Frosinone e quindi verso Roma; Montgomery sarebbe passato per Termoli verso Pescara, da dove partiva la troppo impervia via Tiburtina Valeria (strada statale nº 5) per la capitale. Sia Alexander sia Montgomery pensavano che questa direttrice fosse la via più diretta per Roma, dato che, superata la Gustav nel settore di Pescara, non avrebbero trovato altri ostacoli difensivi lungo la strada, mentre gli uomini di Clark avevano di fronte a loro un sistema difensivo ben più articolato in profondità lungo tutta la valle del Liri.. Questi ordini fecero nascere il presentimento nel generale statunitense che i britannici intendessero prendersi, se non completamente, almeno in parte i meriti per la futura conquista della capitale: Clark e i comandi statunitensi ne furono irritati, perché pensavano che l'onore spettasse alla 5ª Armata, dopo gli enormi sforzi profusi a Salerno e nei combattimenti seguenti. La presenza del X Corpo d'armata britannico nella grande unità statunitense divenne quindi la prova, per Clark, che Londra voleva assicurarsi in qualunque caso la presenza di sue forze al previsto ingresso a Roma..
L'avvicinamento degli Alleati alla Gustav
La situazione alleata in Italia era peraltro dipendente dagli sviluppi dell'operazione Overlord, cui furono assegnate anche le migliori unità anglo-statunitensi nella penisola; non a caso, il capo di stato maggiore dell'esercito statunitense, generale George Marshall, e i comandi subalterni puntavano solo a tenere a una posizione sicura per le basi aeree di Foggia, da dove gli stormi di bombardieri pesanti potevano colpire l'Austria e la Germania meridionale: sul fronte terrestre si sarebbero accontentati di mantenere impegnati i tedeschi.. Nacque così l'esigenza di trovare nuove forze da schierare in Italia: il II Corpo polacco, i neozelandesi e le forze coloniali della Francia libera, oltre alle divisioni britanniche che avevano quasi completato il riaddestramento e le nuove divisioni allestite negli Stati Uniti con personale di leva..
Nonostante le enormi difficoltà poste dal terreno, dalle piogge e dalla metodica opera di demolizione delle infrastrutture compiuta dai tedeschi in ritirata, il 13 ottobre le truppe alleate attraversarono il Volturno, 65 chilometri a sud della linea Gustav. Imperniata sulla zona di Cassino, questa linea rappresentava un sistema difensivo che attraversava la parte più stretta della penisola, tra Gaeta e Ortona, e che si appoggiava a ogni rilievo naturale per dominare dall'alto i numerosi fiumi presenti: in particolare le valli fluviali del Garigliano e del Rapido dinanzi a Cassino. La Gustav, in realtà, era un complesso di più strati difensivi con posizioni predisposte per contrattacchi immediati, integrato da un sistema di campi minati antiuomo e reticolati, disposti in modo da coprire i tratti pianeggianti alle pendici dei colli per un tratto di circa 400 metri dagli argini dei fiumi; per capitalizzare le proprie risorse, i tedeschi fecero esplodere la diga del Rapido, che esondò nella pianura davanti a Cassino, trasformandola in un pantano. La città, il cui ingresso era dominato dall'abbazia di Montecassino, rappresentava la porta alla valle del Liri, lungo la quale si estendeva la via Casilina (strada statale nº 6) che portava fino a Roma. I tedeschi avevano infine provveduto a rimuovere edifici e alberi per creare o migliorare i campi di tiro, oltra a fortificare e ampliare grotte e ricoveri sotterranei, collegati da gallerie.. Il feldmaresciallo Kesselring, per la tenuta della linea, puntò anche sulla presenza degli Appennini e la deficienza di moderne infrastrutture, che obbligarono gli Alleati a dividere il 15º Gruppo d'armate senza possibilità di appoggio reciproco: gli statunitensi a ovest, sulla costa tirrenica, i britannici a est, sul litorale adriatico. Il Gruppo d'armate C, al contrario, poteva usufruire della ben superiore rete stradale che passava per Roma e aveva tenuto molte forze di riserva a nord, per gran parte riunite nella 14ª Armata del tenente generale Eberhard von Mackensen. Kesselring e suoi collaboratori, perciò, avrebbero potuto trasferire truppe e mezzi da un versante all'altro della Gustav a seconda delle necessità più agevolmente di quel che avrebbero potuto fare i loro avversari..
Alla fine di novembre la linea Bernhardt cedette al centro e a nord di Venafro: i tedeschi potenziarono i possenti capisaldi di monte Sambucaro e monte Camino a nord e a sud della Casilina, oltre a far affluire la 26ª Divisione corazzata e la 29ª Divisione granatieri corazzati che, subito dispiegate, rialzarono il morale delle truppe.. Lentamente, tra fine novembre e inizio dicembre, gli Alleati riuscirono a conquistare le due cime, mentre a cavallo della Casilina continuavano aspri combattimenti nei pressi di monte Lungo e di San Pietro Infine; a metà mese arrivò l'autorizzazione da Berlino di incominciare una ritirata combattuta sulla linea Gustav.. Dopo aver superato il Volturno l'avanzata degli Alleati si rivelò lenta e penosa; il fango e il maltempo, il terreno impervio, la mancanza di strade adatte agli enormi convogli meccanizzati di rifornimenti e le distruzioni subite dalla rete stradale italiana si rivelarono grossi ostacoli, amplificati dai combattimenti che richiamavano la guerra di posizione del primo conflitto mondiale..
Gli scontri a San Pietro Infine avevano logorato la 36ª Divisione fanteria statunitense che, dopo Natale, ricevette il cambio dalla 34ª Divisione fanteria "Red Bull".: il 3 gennaio 1944 essa avviò le operazioni davanti alla Gustav per liberare i paesi e le alture rimanenti. Il 6 prese San Vittore del Lazio e il 12 Cervaro, l'ultimo paese antecedente Cassino; l'ultima altura che si ergeva di fronte al monastero, monte Trocchio, fu raggiunta il 15 dal 3º Battaglione del 168º Reggimento della divisione.. I soldati di Kesselring si ritirarono nelle postazioni predisposte sulla Gustav, lasciando sguarnito il terreno davanti al Garigliano e al Rapido. Per la 5ª Armata spezzare la Gustav era diventato ora l'obiettivo più urgente e il primo ministro Churchill persuase gli statunitensi a concedere una considerevole quantità di mezzi da sbarco per procedere con lo sbarco ad Anzio (operazione Shingle), deciso per il 22 gennaio, l'ultima data disponibile prima di dover spedire il naviglio necessario in Gran Bretagna in vista di Overlord.. In concomitanza a questo attacco la 5ª Armata progettò un'offensiva contro la valle del Liri, che avrebbe permesso alle forze di Clark di congiungersi con le unità sbarcate a nord..