Nel 2004 le è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura.

Elfriede Jelinek scrive contro il malcostume politico e della vita pubblica ma anche privata della società austriaca. Giudica l'Austria arretrata ed impregnata del passato nazista,. e nutre nei confronti del proprio Paese un odio aspro e reciproco. Per esprimerlo utilizza uno stile sarcastico, provocatorio, che talvolta ella stessa, al pari dei propri avversari, considera blasfemo e di cattivo gusto. Infatti nella sua produzione letteraria la violenza, il sarcasmo e l'incantesimo costituiscono il mezzo per analizzare e distruggere gli stereotipi sociali e gli archetipi del sessismo.. In particolare, l'autrice porta avanti la denuncia implacabile della violenza sessuale contro le donne..

I suoi tratti gentili e delicati. sembrano porre in contrasto la persona, schiva, disponibile e concreta, con la figura pubblica che il regista Werner Waas definisce una “clava culturale”.. Quello di Elfriede è infatti “un ruolo d'artista attivo, scomodo”, che lavora per “ridisegnare le mappe dell'esistenza”..

Il teatro di Jelinek, trattando temi quali la politica e la condizione della donna, “è una miccia accesa”; “nella sua scrittura non ci sono regole” e la “messa in scena viene negata nelle sue regole fondamentali: azione, personaggio, luogo, esistono solo tra le righe in una visionaria libertà”. La parola di Elfriede Jelinek è “allo stesso tempo puramente teatrale” perché “è in primo luogo, materia vocale, con un corpo sonoro vivo e presente fatto di fonetica, ritmo, una musica inscindibile dal senso”. Fra gli scrittori-drammaturghi degli anni duemila, Jelinek rappresenta “la voce femminile più innovativa e provocatoria”..

Biografia Elfriede Jelinek è l'unica figlia di Friedrich Jelinek e di Olga Ilona, nata Buchner.. La madre, rumena di origine e proveniente dall'alta borghesia cattolica viennese, a lungo si occupa del mantenimento della famiglia lavorando come ragioniera; è descritta dalla giovane Elfriede come "dispotica e paranoica". di Nicole Bary ad Elfriede Jelinek, realizzata nel 1991 per il video di Christian Delage ed inserita nel 2002 sul DVD La Pianista di Michael Haneke. Il padre, un chimico ebreo d'origine ceca,Il cognome "Jelinek" significa "piccolo cervo" in ceco: si veda . ha conseguito la laurea presso l'Università tecnica di Vienna con molte difficoltàDelle difficoltà incontrate per laurearsi narra la figlia nel saggio Im Reich der Vergangenheit del 2009. a causa del suo essere "mezzo ebreo", secondo la definizione di Hans Globke: condizione che ha reso vittime dell'Olocausto molti suoi consanguinei. L'occupazione presso un'industria per gli armamenti gli ha evitato le persecuzioni naziste.. Colpito da malattia psichica, Friedrich muore nel 1969 in una clinica psichiatrica in stato di ottenebramento mentale..

Infanzia, giovinezza e prime pubblicazioni Nata in Stiria, Elfriede cresce a Vienna. La madre si occupa dell'educazione, iscrivendo la figlia prima ad un asilo cattolico, e successivamente ad una scuola conventuale che Elfriede giudica estremamente restrittiva nel saggio In die Schule gehen ist wie in den Tod gehen (Andare a scuola è come andare a morire). L'esuberanza conduce la bambina, su consiglio della suora, alla neuropsichiatria infantile, nel reparto di sanità mentale della clinica pediatrica dell'università di Vienna diretto da Hans Asperger. Il suo comportamento viene considerato nella norma dai medici, quindi Olga decide di far intraprendere alla figlia la carriera di bambina prodigio nella musica. Già alla scuola elementare Elfriede, che compone brani fin dalla più tenera età, riceve lezioni di piano, chitarra, flauto, violino e viola. A tredici anni inizia a studiare organo, pianoforte, flauto dolce presso il Conservatorio di Vienna, ed in seguito anche la composizione. Contemporaneamente frequenta la scuola media superiore.

Al termine, Elfriede si iscrive a corsi di storia dell'arte e teatro presso l'Università di Vienna, senza mai abbandonare la musica, interrompendo tuttavia gli studi a causa di disturbi nervosi che le impediscono di seguire le lezioni. A 18 anni, infatti, una crisi di agorafobia acuta la costringe a rimanere a lungo rinchiusa nella casa dei genitori. Dopo un anno riprende ad uscire di casa, spesso con la madre.

In questo periodo di isolamento forzato si immerge nella lettura dei classici della filosofia, della letteratura, della poesia americana; non disdegna nemmeno i romanzi horror e i racconti che alimenteranno più tardi le sue creazioni. Parallelamente applica un'attenzione “quasi scientifica” alla visione delle serie più popolari della televisione austriaca.

Soprattutto, in questo periodo la giovane Elfriede inizia a coltivare la grande passione per la scrittura, già nata in lei nel decennio precedente,. e a comporre poesie, che vengono pubblicate su riviste da piccole case editrici. Il 1967 è l'anno del suo debutto letterario con Lisas Schatten (L'ombra di Lisa), opera con la quale due anni dopo riceve il primo premio letterario.

Il primo romanzo bukolit, scritto nel 1968, rimane invece in attesa di pubblicazione fino al 1979.. Il romanzo appartiene al periodo in cui Jelinek reintroduce la grafia con le iniziali minuscole,In tedesco le iniziali dei sostantivi, anche quando non si tratta di nomi propri, vengono sempre rese con la lettera maiuscola: il mancato utilizzo di tale forma è definito Kleinschreibung, scrittura piccola appunto. cui in seguito rinuncerà, nella tradizione del Wiener Gruppe (Gruppo di Vienna), movimento letterario dell'inizio degli anni cinquanta di cui faceva parte fra gli altri Konrad Bayer.

Nel 1968 si unisce alle proteste dei sessantottini. e si interessa attivamente alla politica..

Nel 1971 ottiene il diploma da organista, che in seguito le facilita la collaborazione con Hans Werner Henze. e con la compositrice austriaca Olga Neuwirth. Per quest'ultima ha composto ad esempio il libretto d'opera di Bählamms Fest (1999), dramma musicale tratto da un lavoro di Leonora Carrington, e di Lost Highway (2003), ispirato al film omonimo di David Lynch..

Sempre all'inizio degli anni settanta Jelinek soggiorna a Roma e a Berlino,. e si reca regolarmente a Parigi, anche se la sua agorafobia ormai cronica la spinge a restare prevalentemente nella capitale austriaca.

In quel periodo si accosta alle teorie di Roland Barthes, che rielabora nel saggio Die endlose Unschuldigkeit (L'innocenza senza fine), e che saranno rilevanti per la sua successiva attività letteraria. Nel 1972 vive a Berlino con lo scrittore Gert Loschütz, per tornare a Vienna l'anno successivo. Nel 1974 si unisce al KPÖ, prendendo parte alla campagna elettorale e ad alcune manifestazioni culturali.. Nello stesso anno sposa Gottfried Hüngsberg, compositore ed informatico di Monaco di Baviera, compositore della musica per i film di Fassbinder. Dopo il matrimonio Elfriede Jelinek vive alternativamente a Vienna e Monaco. L'unione termina con il divorzio dopo breve tempo.

Il rapporto con i genitori Nell'unico romanzo considerato autobiografico. La pianista (Die Klavierspielerin, 1983), Elfriede descrive sotto molteplici angolazioni l'intimità di una donna sessualmente frustrata, vittima della propria posizione culturale dominante e di una madre possessiva e soffocante, che assomiglia molto alla sua. A causa della morte della madre, nel 2000, Elfriede non si reca sul set del film La pianista, tratto dal suo libro: come l'eroina del romanzo, l'autrice non abbandona mai Olga, vissuta fino all'età di 97 anni, malgrado il matrimonio e malgrado soprattutto vi fosse un rapporto difficile fra le due donne. Fin da bambina Elfriede ha infatti raccontato di aver sofferto quella che considerava un'educazione troppo restrittiva scelta per lei dalla madre. All'epoca in cui si diploma come organista, Jelinek cerca di soddisfare le ambizioni della madre e contemporaneamente di affrontare la malattia mentale del padre.

Friedrich è dominato dalla moglie. In un'intervista Elfriede confessa di non essersi mai liberata del peso dei suoi genitori, detestati per averla privata dell'infanzia. Da un lato l'educazione impartitale dalla madre avrebbe annientato la sua sfera intima, pur alimentando la sua vocazione per la musica. Dall'altro lato Elfriede non perdona al padre di essersi lasciato annientare da una donna castratrice e di avere costretto la figlia ad allinearsi dalla parte della madre "sotto il peso di uno schiacciante darwinismo". La sola concessione ottenuta dal padre, uomo impegnato politicamente a sinistra, è sfilare durante il raduno di Vienna per il 1º maggio. Secondo la figlia, l'unico punto di convergenza fra i genitori è il gusto per la cultura, per la retorica e per l'eloquenza.

Come reazione nei confronti della madre, schierata decisamente a destra e fiera di odiare la "gentaglia di sinistra", Elfriede Jelinek nel 1974 si iscrive al Partito Comunista d'Austria (KPÖ).

L'impegno politico Jelinek resta legata al KPÖ fino al 1991, esprimendo dissenso nei confronti delle donne al potere e dell'estrema destra, che fa rimare il suo cognome di origine ceca con Dreck: «sporcizia». Parallelamente si oppone alle idee e al leader storico del FPÖ Jörg Haider; le diatribe e gli insulti intrecciati con la stampa conservatrice, la destra e l'estrema destra austriache, ottengono eco internazionale. L'autrice accusa il proprio Paese di restare immerso in un retroterra ideologico, politico e culturale deleterio, impregnato di razzismo, xenofobia, antisemitismo.

Insieme all'attrice Erika Pluhar, all'antropologo Ernest Bornemann e ad altri intellettuali, Jelinek appoggia la scarcerazione di Jack Unterweger, condannato per l'omicidio di una prostituta, considerato dagli intellettuali e dai politici un esempio di recupero ben riuscito. Rilasciato nel 1990, Unterweger si rende colpevole di altri nove omicidi, e si suicida dopo l'arresto..

Nel 1991 Jelinek, insieme ad entrambi i segretari Susanne Sohn e Walter Silbermayer, lascia il KPÖ, di cui è divenuta una figura di spicco.. Contemporaneamente si unisce al gruppo di intellettuali che pubblica la rivista scientifica di stampo marxista Das Argument (L'argomento), curata da Wolfgang Fritz Haug e da altri autori. Nel 1999 si oppone ai bombardamenti della Serbia, effettuati dalla NATO..

Nel 2006 entra a far parte del movimento degli artisti e degli intellettuali sostenitori di Peter Handke contro la censura da parte della Comédie-Française, che bersaglia l'autore per essersi recato ai funerali di Slobodan Milošević, al punto da escludere dal proprio repertorio la sua opera teatrale Die Kunst des Fragens (L'arte di chiedere)..

Jelinek è una sostenitrice influente della campagna "Stop the Bomb" a favore della democrazia in Iran e contro le armi atomiche..

La notorietà La posizione politica di Jelinek, in particolare il suo femminismo e la connessione con il partito comunista, sono imprescindibili da qualsiasi valutazione della sua opera, nonché parte del motivo delle polemiche contro l'autrice e le sue pubblicazioni. Friederike Eigler afferma che Jelinek ha tre maggiori ed interrelati scopi nella sua scrittura: la società capitalista e consumistica, con la sua mercificazione di tutti gli esseri umani e delle relazioni, le vestigia del passato fascista dell'Austria nella vita pubblica e privata, lo sfruttamento sistematico e l'oppressione delle donne nella società patriarcale capitalista..

Malgrado l'autrice prenda le distanze dall'Austria, a causa della critica al passato nazista del suo Paese, la scrittura di Jelinek è profondamente radicata nella tradizione letteraria austriaca, e mostra l'influenza di scrittori austriaci fra cui Ingeborg Bachmann, Marlen Haushofer, e Robert Musil..