A metà anno 1968 la nazionale francese di rugby a 15 intraprese un tour di un mese e mezzo in Australasia che comprendeva 12 tappe (di cui 3 test match) in Nuova Zelanda e due tappe (con un test match) in Australia.
Non esistendo all'epoca ancora la figura di commissario tecnico, la spedizione fu guidata da Jean-Claude Bourrier, segretario generale della federazione, e capitanata in campo da Christian Carrère, terza linea ala di .
La tappa neozelandese del tour prevedeva tre test match contro gli All Blacks a cadenza bisettimanale, nell'ordine a Christchurch, Wellington e Auckland, mentre le gare infrasettimanali erano contro le province di , , , , , , , e ; quella australiana prevedeva la visita alla selezione del a Brisbane e il test match contro gli Wallabies a Sydney.
Il computo degli impegni infrasettimanali fu largamente positivo, con una sola sconfitta, quella della partita inaugurale a Blenheim contro ; le altre partite furono tutte vinte. I tre test match, benché persi, misero in mostra un buon gioco francese: nell'arco dei tre incontri le due squadre misero a segno complessivamente tre mete ciascuna, e furono i punti al piede a fare la differenza maggiore. Emblematico, e passato alla storia, il secondo test match, quello di Wellington: nonostante la sconfitta per 9 a 3 ad Athletic Park, la Francia mise a segno con Pierre Villepreux un calcio piazzato da sessanta metri, la maggiore distanza mai coperta da una punizione trasformata.
Vittoria netta in Australia contro il Queensland al Ballymore di Brisbane, ed ennesima sconfitta di misura nel test match al Cricket Ground di Sydney: nonostante le due mete trasformate francesi contro una degli Wallabies, questi ultimi si imposero di un punto, 11-10, per via di una punizione e un drop.
Risultati I test match
Gli altri incontri
Note