La Minardi è stata una squadra automobilistica fondata nel 1979 da Gian Carlo Minardi, con sede a Faenza.
Ha partecipato al Campionato mondiale di Formula 1 dal 1985 al 2005, senza conseguire né podi né vittorie. La Minardi è il team che ha corso più Gran Premi senza ottenere nessun podio: 340.
Nel 2005 fu ceduta dall'ultimo proprietario, l'uomo d'affari australiano Paul Stoddart, alla Red Bull (già proprietaria dell'omonima scuderia) che l'ha ridenominata Scuderia Toro Rosso, trasformandola in un team per piloti emergenti. Nel 2006 è nato il Minardi Team by GP Racing, con la partecipazione di Gian Carlo Minardi, che corre nel campionato europeo di Formula 3000.
Storia Origini La famiglia di Giovanni Minardi era titolare della più antica concessionaria FIAT di Faenza, aperta nel 1927. Negli anni cinquanta fu costruita in seno al centro FIAT una vettura da corsa artigianale, autoproducendo tutto: dal motore (sotto la guida di Antonio Lotti, capo meccanico dell'officina poi alla guida) al telaio.
Nel 1972 il figlio di Giovanni, Gian Carlo, prese il comando della «Scuderia del Passatore», che partecipò ai campionati di Formula Italia e Formula 3. Nel 1974, in seguito ad un accordo di sponsorizzazione con la "Everest" (accessori per automobili), la scuderia cambiò il nome in «Scuderia Everest», iscrivendosi al campionato europeo di Formula 2. Nel 1975 i migliori risultati furono un quarto e un terzo posto, ottenuti da Giancarlo Martini. Nella stagione successiva Martini fece 12 punti, cogliendo come miglior risultato il terzo posto, finendo settimo in classifica generale.
Dopo due stagioni dai risultati altalenanti (1978 e 1979) si sciolse il sodalizio con la Everest. Minardi decise allora di prendere le redini della scuderia diventandone il proprietario. Nel 1980 esordì in Formula 2 la prima vettura denominata Minardi, la GM-75 disegnata da Giacomo Caliri. L'anno seguente arrivò la prima vittoria con Michele Alboreto sul circuito di Misano, affermandosi come una delle realtà più interessanti della Formula 2. A questo punto Minardi, spinto anche dal suo socio in affari Piero Mancini, cominciò a pensare a un esordio in Formula 1 nel 1984 con motorizzazione Alfa Romeo.
Formula 1 L'esordio e i primi anni (1985-1987) 1985
Il progetto per la prima vettura di Formula 1 partì nel 1984 sotto la guida dell'ingegner Caliri. La Minardi M184, un telaio misto alluminio-fibra di carbonio con un motore Alfa Romeo 8 cilindri turbo, analogo a quello utilizzato dalla Osella. La monoposto scese in pista per la prima volta l'11 ottobre sulla pista di Misano, guidata da Alessandro Nannini e nell'inverno percorse circa 2000 km in vista del mondiale 1985, prima che l'Alfa Romeo decidesse di non fornire i motori. Ormai il progetto era avviato e, vista anche la cancellazione del campionato di Formula 2, si decise di proseguire.
La vettura, ora M185, fu adattata al Cosworth aspirato per potersi schierare alle prime gare. La monoposto soffriva di vari difetti, tra cui un peso eccessivo e l'utilizzo di materiali superati. Al debutto, in Brasile a Jacarepaguá, la squadra si presentò con uno staff di tredici componenti, suddivisi fra meccanici, pilota e soci del team; a dirigere le operazioni tecniche era un solo ingegnere, Giacomo Caliri.. Nel frattempo, Piero Mancini aveva costituito una società denominata Motori Moderni, di cui faceva parte anche Carlo Chiti, dimissionario dall'Autodelta, che si occupò della progettazione di un motore 6 cilindri turbo, portato nella quarta gara della stagione, il Gran Premio di San Marino. Pilota era Pierluigi Martini, nipote del Giancarlo pilota del team Everest nel 1976. Nannini era stato sostituito, sia per la mancanza della superlicenza, la "patente" per correre in Formula 1, sia per questioni legate agli sponsor. Con un budget ridotto, la scuderia disputò la stagione in modo dignitoso ma senza punti. Miglior risultato l'ottavo posto nel Gran Premio conclusivo in Australia.
1986
Nel 1986 Minardi schierò due vetture e furono ingaggiati come piloti il debuttante Alessandro Nannini e l'esperto Andrea De Cesaris. La stagione si rivelò deludente: sia la M185B sia la nuova M186 non erano competitive e soffrirono gravi problemi di affidabilità, soprattutto del motore, e solo in Messico le vetture conclusero la gara, con De Cesaris 8º e Nannini 14º. A causa del ridotto budget a disposizione erano però impossibili sviluppi alle monoposto e spesso il team utilizzava pezzi che altre scuderie fornivano gratuitamente in quanto inutilizzati.. Pur in mezzo a molte difficoltà si registrarono alcuni progressi: i meccanici si perfezionarono nel lavoro ai box, si sviluppò un proficuo rapporto di collaborazione con Pirelli e la vettura mostrò, nella parte finale della stagione, miglioramenti in qualifica. Lo stesso De Cesaris sfiorò i punti al Gran Premio del Brasile, quando fu costretto al ritiro per la rottura del propulsore dopo una lunga rimonta che lo aveva portato fino al sesto posto.
1987 Poco prima dell'inizio della nuova stagione De Cesaris passò alla Brabham e al suo posto fu ingaggiato lo spagnolo Adrián Campos, dotato di una buona copertura finanziaria dovuta alla sponsorizzazione della Lois, ma di scarse doti di pilota.. Come prima guida fu invece confermato Nannini.
La stagione fu ancora più deludente della precedente. La scuderia si trovò ad affrontare il cambio di pneumatici per il momentaneo ritiro della Pirelli, optando per le Goodyear, ma ebbe anche rilevanti problemi di natura tecnica: il turbo della Motori Moderni erogava una potenza di 150 CV inferiore rispetto a quello della Honda e svariati furono i guasti alla frizione. A ciò andava aggiunta anche la fuga degli sponsor e una situazione finanziaria sempre più precaria. Anche i risultati in gara furono poco soddisfacenti e il miglior piazzamento fu un undicesimo posto ottenuto due volte da Nannini, il quale fu costretto al ritiro in Germania quando occupava la settima posizione, a ridosso della zona punti.
I primi punti (1988-1989) 1988 La Minardi affrontò la stagione 1988 con vari cambiamenti. Anzitutto abbandonò i motori turbo ed adottò, come molte scuderie minori, il Cosworth DFZ aspirato. In più venne assunto Manca-Graziadei come team manager e Alessandro Nannini, passato alla Benetton, fu sostituito da Luis Pérez-Sala. Già dai primi test invernali la nuova M188 si rivelò mal riuscita, difficile da assettare e imprevedibile.. Sala ottenne discreti risultati in qualifica e in gara riuscì a concludere tre delle prime cinque gare; Campos invece fallì per tre volte consecutive la qualificazione e fu allontanato, sostituito da Pierluigi Martini. Il pilota romagnolo, al rientro in Formula 1 dopo oltre due anni, alla prima gara conquistò il primo punto della scuderia, nel Gran Premio degli Stati Uniti a Detroit. Il risultato portò ottimismo nel team, ma le aspettative furono deluse con un peggioramento delle prestazioni durante l'estate. Ciò portò al licenziamento del progettista Caliri e alla sua sostituzione con Aldo Costa e Gabriele Tredozi. Nella parte finale della stagione la squadra sfiorò nuovamente la zona punti con un ottavo posto di Sala in Portogallo e un settimo di Martini in Australia.
1989
Il sesto posto ottenuto a Detroit l'anno precedente, portò alla Minardi il primo assegno da parte della FIA e lo sponsor Lois confermò il proprio impegno, donando una certa stabilità finanziaria al piccolo team.. Vennero quindi confermati entrambi i piloti e si tornò alle coperture Pirelli, che servivano la Minardi come propria squadra di punta. Iniziò quella che per la casa faentina fu la sua miglior stagione in termini di prestazioni. Per le prime gare il team schierò un'evoluzione della vecchia monoposto, in attesa del debutto della nuova M189, progettata da Aldo Costa con l'aiuto di Nigel Cowperthwaite. Sia Martini che Sala confermarono immediatamente come la nuova vettura fosse un deciso passo avanti rispetto alla precedente, anche se spesso si trovarono a lottare con pneumatici dal rendimento altalentante e imprevedibile. Dopo qualche problema iniziale dovuto soprattutto alla mancanza di affidabilità arrivarono i primi risultati: nel Gran Premio di Gran Bretagna, per la prima e unica volta nella storia della scuderia (se si esclude il Gran Premio degli Stati Uniti 2005, in cui corsero però solo sei vetture) entrambe le monoposto giunsero a punti, con Martini quinto e Sala sesto. Grazie a questo risultato la Minardi riuscì ad evitare le prequalifiche nella seconda parte di stagione. In Portogallo Martini fu in grado di qualificarsi quinto e, per l'unica volta nella storia del team, si portò in testa alla gara anche se solo per un giro, concludendo la corsa in quinta posizione. A Jerez il pilota romagnolo si qualificò, invece, quarto, ma in gara fu costretto al ritiro per un'uscita di pista e si ruppe una costola cadendo dal camion della squadra. Dovette quindi saltare l'appuntamento in Giappone, venendo sostituito da Paolo Barilla. Al suo ritorno piazzò la sua Minardi in terza posizione lungo la griglia del Gran Premio d'Australia e ottenne il miglior tempo nel warm up, ma la corsa venne disputata in condizioni di bagnato estremo e la resa delle Pirelli in queste condizioni fu molto precaria, costringendolo ad accontentarsi della sesta piazza. La scuderia chiuse la stagione all'undicesimo posto tra i costruttori con 6 punti, fino a quel momento suo miglior risultato.
Aspettative deluse (1990-1992) 1990
Nonostante il finale di stagione in crescendo dell'anno precedente, il 1990 fu caratterizzato da diverse difficoltà e, anche a causa di scelte sbagliate del team, non portò ad un consolidamento dei risultati ottenuti.. Da un lato la Pirelli privilegiò la Tyrrell nella fornitura di pneumatici, dall'altro il team dovette lavorare con un budget incerto e la nuova M190 ebbe una resa molto inferiore alle aspettative. Inoltre Cowperthwaite lasciò la squadra per passare alla Scuderia Italia.
Nonostante ciò, il campionato iniziò con una sorprendente qualifica: grazie alla resa delle gomme da qualifica, Martini, alla guida di una M189B, conquistò il secondo posto in griglia nella gara inaugurale a Phoenix, miglior risultato in qualifica del team. In gara, però, chiuse al settimo posto, mentre il suo compagno di squadra, Paolo Barilla, ebbe difficoltà di adattamento alla vettura e fu costretto al ritiro per crampi. Al Gran Premio di San Marino Martini poi ebbe un incidente in cui si fratturò il malleolo e che lo costrinse a saltare la gara. Nonostante una prognosi di 25 giorni riuscì a essere in pista già per la successiva corsa di Monaco. La stagione, però, continuò in maniera deludente e i due piloti non furono mai in grado di avvicinare la zona punti; per di più Barilla mancò svariate volte la qualificazione e, a partire dal Gran Premio del Giappone venne sostituito da Gianni Morbidelli, poi confermato anche per la stagione successiva. La stagione si chiuse quindi senza soddisfazioni per la squadra faentina, ma già da febbraio Gian Carlo Minardi, nonostante il parere contrario di Manca-Graziadei, stava trattando con la Ferrari per la fornitura dei motori per il 1991, vista la sua intenzione di abbandonare i Cosworth.
1991