Mazara del Vallo () è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Trapani, in Sicilia.

Affacciato sul Mar Mediterraneo, alla foce del fiume Màzaro, dista meno di dalle coste tunisine del Nordafrica. È sede dell'omonima diocesi. La città è uno dei più importanti e noti porti pescherecci del Mediterraneo, base di armamento di una flotta di circa 400 grandi motopescherecci d'altura (con circa pescatori imbarcati) che ne fa il principale distretto della pesca in Italia.

Il centro storico, un tempo racchiuso dentro le mura normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalenti all'XI secolo. La parte più antica ha i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato casba, con le viuzze strette e tortuose, rappresenta una delle pochissime testimonianze architettoniche rimaste della presenza araba in Sicilia e in Italia.

Geografia fisica

Il centro abitato di Mazara del Vallo si adagia su un dolcissimo declivio che da un’altitudine di alcune decine di metri scende verso il mare.

Il resto del territorio è abbastanza pianeggiante, due fiumi lo attraversano, il Mazaro e l'ArenaDetto anche Delia nella sua porzione mediale.. Il primo divide in due il centro abitato, il secondo l'immediata periferia est. Su quest'ultimo, al confine col comune di Castelvetrano, è stata eretta una diga omonima al lago artificiale a cui ha dato origine, il Lago Trinità.

Nella campagna circostante sono presenti zone umide, siti d’interesse comunitario e riserve naturali. Una loro descrizione più dettagliata è inserita nella sezione aree naturali.

Clima

Gli inverni sono miti e la temperatura non scende solitamente sotto i . Le estati sono generalmente caratterizzate da una fresca ventilazione continua di tipo orografico orientata da nord-ovest: si tratta di un vento d'imbattoDef: "brezza marina che, con tempo buono e specialmente nei mesi estivi, spira, localmente, dal largo verso la costa, durante le ore calde." che si alza puntualmente alle 11:00 per calare verso le 19:00Il Portolano del Mediterraneo. Il clima è umido tutto l'anno. Lo scirocco, vento da sud-est, apporta un aumento dell'umidità appesantendo l'aria. Le condizioni sciroccali possono protrarsi, anche se di rado, cinque giorni.

Il regolare regime dei venti appena descritto, rende Mazara del Vallo un sito ideale per gli sport velici: la località risulta mèta di appassionati di kite e windsurf provenienti da tutto il mondo, essendo inserita nell'elenco delle location ideali per tale disciplina.

Origini del nome

Storia

La storia di Mazara del Vallo è strettamente legata alla sua posizione geografica, essendo la punta della Sicilia più vicina alla costa africana. Tuttavia le sue origini sono antecedenti alla nascita della navigazione marittima. Infatti i primi insediamenti umani nel territorio mazarese risalgono al paleolitico superiore. Presso Roccazzo sono state rinvenute tracce di grattatoi, bulini, lame di selce e altri prodotti artigianali. Successivi insediamenti, risalenti al mesolitico, sono stati rinvenuti presso i Gorghi Tondi. Si hanno testimonianze di insediamenti umani anche durante il neolitico, con le tombe a grotticella, e durante l'eneolitico, con diversi insediamenti capannicoli e necropoli. Durante l'età del bronzo gli insediamenti si concentrano lungo le valli del Mazaro e dell'Arena, nelle contrade Gattolo, Granatelli e Malopasso. Intorno al 1000 a.C. i Sicani della zona lasciano tombe monumentali a dromos..

Nell'XI secolo a.C. si hanno i primi contatti con i Fenici, che trovano in Mazara un luogo ideale per effettuare soste durante i lunghi viaggi verso la Spagna. Inizialmente sono transitorie, successivamente fondano un emporio, con stabilimenti e depositi permanenti, come testimoniato dai vasi, vetri e monete di origine fenicia ritrovati tra la foce del Mazaro e Capo Feto. Altri resti che confermano la presenza fenicia a Mazara si hanno negli scavi nel Palazzo dei Cavalieri di Malta, distante appena pochi metri dalla foce del Mazaro. Ma solo durante il periodo greco-selinuntino la città diviene un centro urbano organizzato, un fiorente emporio di Selinunte, un primo periodo di grande espansione della città, tanto che vengono coniate monete proprie con la scritta (empòrion). Distrutta Selinunte ad opera dei Cartaginesi nel 409 a.C., Mazara attraversa un periodo di circa 150 anni in cui si alternano la dominazione siracusana e quella cartaginese, fino alla conquista dell'isola da parte di Roma. Il periodo punico e romano è testimoniato dall'abbondanza di ritrovamenti in città: sarcofagi, urne cinerarie, lapidi funerarie, mosaici, e ville romane. Già dai primi secoli il cristianesimo muove i primi passi in città, ed è in questo periodo che nasce San Vito, patrono della città. Il più probabile luogo di riunione dei primi proseliti della nuova religione furono le grotte di San Bartolomeo, in contrada Miragliano.

Le incursioni dei Vandali e dei Goti non risparmiarono la città, che visse un periodo di decadenza socio-economica e demografica. Gli abitanti, infatti, temendo le incursioni barbariche, si allontanarono dal centro cittadino spostandosi nelle campagne circostanti. Solo nel 533, quando Belisario, alla guida dei Bizantini, sconfisse i Vandali, la città ritrovò un clima di tranquillità, cominciando a ripopolarsi. L'eccessiva pressione fiscale della nuova dominazione, però, ostacolò l'allora nascente commercio ed artigianato locale. Fu solo con i musulmani d'Africa, Arabi e, soprattutto, Berberi, sbarcati a Capo Granitola, nei pressi di Mazara il 16 giugno 827, che si ebbe il risveglio economico della città, che divenne il più grosso centro giuridico della Sicilia e un importante punto commerciale, artistico e letterario. Tra i giuristi si ricordano Imam al-Mazari, Abu Abd Allah al-Mazari, Ibn Abd al-Farag; tra i letterati Ibn Rasiq, Ibn Safar, Ibn al-Birr, Ibn Makki, Abd al-Halim. La popolazione raggiunse i abitanti, e la città divenne la seconda del Vallo, dopo Palermo.

Nel 1072, con i Normanni, la città vide l'edificazione della Cattedrale, e l'istituzione di una nuova Diocesi. Nel periodo dal 1093 al 1097, divenne sede governativa e dimora del conte Ruggero. Nel 1154 il geografo Idrisi soggiornò a Mazara, e la descrisse nel libro di Ruggero. Dopo i Normanni, la città conobbe un nuovo periodo di depressione: Federico II di Svevia nel 1216 decise di trasferire tutti i musulmani presenti sul territorio nella Piana di Lucera, in Puglia, nuocendo gravemente alla locale produzione agricola ed artigianale. Neanche con la successiva dominazione angioina le cose cambiarono. Sul finire del 1317, re Federico III d'Aragona con tutta la sua corte fissò la propria dimora nella città. Tornato a Palermo, nel luglio 1318 emanò una serie di provvedimenti che poche città dell'epoca potevano vantare: abolì i tributi dei baroni sulle vettovaglie, concesse l'uso della legna nelle foreste di Birryibaida e di Castelvetrano, istituì una fiera franca della durata di 30 giorni.

La città conobbe anche un periodo di dominio signorile, sotto i Peralta (1392-1397), i conti Cabrera (1418-1445), il duca di Calabria Ferdinando (1450-1479), la regina Giovanna (1479-1518) ed infine il conte Cardona (1521-1531). Durante questo periodo storico, la città dovette riscattare la propria libertà per ben due volte, a proprie spese, ritornando al Regio Demanio, sotto il quale conobbe, nel Seicento, anni di miseria, culminati nel tumulti del 1647. In questi periodi fu la Chiesa mazarese a lenire la sofferenza della popolazione, devolvendo l'intero ricavato dei tributi della Diocesi.

Nel secolo successivo la città partecipò con entusiasmo ai moti indipendentistici del 1820, 1848 e 1860, e durante il plebiscito del 21 e 22 ottobre 1860, i cittadini sottoscrissero l'unità nazionale, con soli venti elettori contrari. L'unità, tuttavia, non apportò miglioramenti alle condizioni della città, e i lavoratori più umili si organizzarono nel locale fascio dei lavoratori nel 1893. L'insofferenza delle classi meno abbienti sfociò nei moti del 31 dicembre 1893-3 gennaio 1894, repressi con la dichiarazione dello stato d'assedio da parte di Francesco Crispi, che determinò lo scioglimento dei fasci.

Seguì un periodo di depressione economica e demografica, iniziato con i flussi migratori verso gli Stati Uniti d'America, l'Australia e gli stati del Sud America, e culminato con la prima guerra mondiale. Tra il 1920 e il 1930, la flotta remo-velica divenne una flotta a propulsione meccanica, e questo determinò un aumento del pescato. La seconda guerra mondiale sospese momentaneamente lo sviluppo economico della città che riprese subito dopo la fine dell'evento bellico. Simboli

Stemma

Lo stemma della città di Mazara del Vallo è stato concesso assieme al gonfalone con decreto del presidente della Repubblica del 16 luglio 1996 con una più esatta blasonatura in sostituzione del precedente decreto di riconoscimento del Capo del Governo del 20 dicembre 1928.

Nello stemma sono riportate le principali opere compiute dai Normanni: sulla destra, è raffigurato il castello con le sue tre torri, fatto edificare dal conte Ruggero I nel 1072; a sinistra è raffigurato il campanile della Cattedrale, a cinque piani, che nel periodo musulmano era il minareto della Moschea Magna. In cima a tale campanile si trova una croce; oggi invece è posta una statua di San Vito. Al centro l'immagine del Santissimo Salvatore, patrono della città insieme a san Vito. La parte inferiore dello stemma raffigura le mura normanne di Mazara, e viene raffigurata la Porta centrale. Gonfalone Il gonfalone è un drappo di giallo. Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di giallo, caricato al centro dello stemma cittadino.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Mazara del Vallo è sede di numerosi luoghi di interesse storico, che rievocano le diverse influenze culturali che ne hanno caratterizzato la storia.

Architetture religiose Le chiese principali sono: La Cattedrale sorta in epoca normanna, al posto di una precedente moschea distrutta per volere di Ruggero I, in seguito alla creazione nel 1093 della diocesi. Venne ricostruita completamente alla fine del XVII secolo in stile barocco. All'interno si conserva il gruppo statuario rappresentante la Trasfigurazione di Antonello Gagini. La chiesa di San Nicolò Regale del 1124 e la chiesa della Madonna delle Giummare dell'XI secolo (detta anche Madonna dell'Alto), entrambe di chiara matrice arabo-normanna. La chiesa di San Michele, del XII secolo, con annesso monastero femminile benedettino, venne rifatta nel XVII secolo in forme barocche. La chiesa di Santa Caterina, risalente al 1318 venne pure rimaneggiata in epoca barocca. La chiesa di San Francesco è un esempio di barocco siciliano, ricco di policromia e decorazioni. La chiesa di Sant'Ignazio, di cui è rimasto solo il prospetto, in seguito al crollo del tetto avvenuto nel 1933, con annesso il Collegio dei Gesuiti. Chiesa di Maria Santissima Annunziata al Carmine - Aula Consiliare - e convento dell'Ordine carmelitano.

Architetture civili Il Palazzo vescovile del XVI secolo Il Palazzo del seminario del 1710. Resti di un acquedotto risalente al XVI secolo in Contrada Archi.

Architetture militari

L'Arco normanno, che è ciò che resta dell'antico castello normanno che sorgeva nel centro storico della città, domina Piazza Mokarta e accanto si trova la Villa Jolanda, l'antico giardino del castello.

Altro Piazza della Repubblica, la principale piazza cittadina Piazza Mokarta

Siti archeologici L'insediamento eneolitico di Roccazzo, sito fuori dal centro abitato, nei pressi della frazione di Borgata Costiera; I resti di due ville romane: una nello spazio antistante la chiesa di San Nicolò Regale, un'altra in Contrada Mirabile.

Naufragi