Regnò in Scozia dall'età di un anno (24 luglio 1567) fino alla sua morte. Il Paese fu governato da diversi reggenti durante la sua minore età, che terminò ufficialmente nel 1578, sebbene non abbia preso pieno controllo del suo governo fino al 1581. Il 24 marzo 1603, con il nome Giacomo I, succedette a Elisabetta I, ultima rappresentante della dinastia Tudor, che morì nubile e senza figli. Elisabetta (che aveva fatto giustiziare la madre di Giacomo, Maria Stuarda) e Giacomo erano cugini di terzo grado: il re di Scozia era difatti pronipote in via matrilineare di Margherita Tudor, sorella di Enrico VIII e dunque zia di Elisabetta. Margherita era infatti madre di Giacomo V, nonno di Giacomo (e quindi cugino primo di Elisabetta).

Giacomo fu un monarca popolare in Scozia, ma dovette affrontare molte difficoltà in Inghilterra: fu soprattutto incapace di trattare con il Parlamento, che si mostrò immediatamente ostile nei suoi confronti, e di gestire la delicata questione religiosa che infervorava da anni il paese. Il suo gusto per l'assolutismo politico, la sua irresponsabilità nella gestione finanziaria del regno e i suoi impopolari favoritismi esasperarono la contrapposizione tra monarchia e Parlamento. Tuttavia, tale contrapposizione esplose nella guerra civile inglese solo con il suo quartogenito Carlo I, suo successore; infatti, durante la vita di Giacomo I, il governo del regno rimase relativamente stabile.

Giacomo I, assieme ad Alfredo il Grande, è considerato uno dei più colti sovrani sia d'Inghilterra sia di Scozia. Durante il suo regno, continuò la straordinaria fioritura culturale delletà elisabettiana nella letteratura, nelle arti e nelle scienze (talvolta la critica parla, per questa fase, di età giacobita, distinta da quella elisabettiana vera e propria). Lo stesso Giacomo era uno studioso di talento, autore di opere sulle arti occulte come il Daemonologie (1597) e il Basilikon Doron (1599), nonché promotore della più importante traduzione in inglese della Bibbia, nota come Bibbia di re Giacomo, tuttora unica versione ufficiale delle Sacre Scritture ammessa dalla Chiesa anglicana.

Da Giacomo I discesero in via matrilineare i monarchi del Casato di Hannover e quindi gli attuali regnanti del Casato di Windsor.

Biografia Infanzia

La situazione della Scozia alla nascita di Giacomo non era delle più tranquille: l'autorità di Maria Stuart era precaria e tanto lei quanto il marito (Enrico Stuart, Lord Darnley), entrambi di fede cattolica, dovevano fronteggiare il malcontento e le ribellioni dei nobili scozzesi, per lo più calvinisti; inoltre, anche il matrimonio della coppia reale fu costellato di difficoltà, sia sul piano politico sia privato. Mentre Maria era incinta, Enrico si alleò con i ribelli e arrivò a dare l'ordine di assassinare Davide Rizzio, segretario personale e amico intimo della regina, di origini piemontesi.

Giacomo nacque il 19 giugno 1566 nel Castello di Edimburgo e, in quanto figlio primogenito, divenne automaticamente Duca di Rothesay e Principe e Gran Luogotenente di Scozia. Fu battezzato in una cerimonia cattolica e ricevette il nome di Carlo Giacomo: il primo nome gli fu dato in onore del suo padrino, il re di Francia Carlo IX; la sua cugina lontana, Elisabetta I, come madrina in absentia, inviò a Edimburgo una magnifica fonte d'oro come dono per il battesimo del neonato.

Quando Giacomo aveva solo otto mesi suo padre Enrico fu assassinato presso Kirk o' Field (10 febbraio 1567), a causa di intrighi di corte, probabilmente seguenti la morte di Davide Rizzio. Dopo la morte del marito, Maria fu rapita e costretta a sposarsi una terza volta, con James Hepburn, conte di Bothwell, sospettato di essere l'artefice dell'assassinio di Lord Darnley: questo rese ancora più impopolare la regina. A giugno del 1567 alcuni ribelli protestanti arrestarono Maria, che venne imprigionata nel castello di Loch Leven. Qui la regina fu costretta ad abdicare al trono il 24 giugno in favore del figlio Giacomo, che aveva poco più di un anno; a sostituire il giovane re durante la sua minor età sarebbe stato lo zio Giacomo Stuart, conte di Moray, che divenne reggente del regno.

Reggenze

Giacomo fu formalmente incoronato re nella chiesa di Holy Rude, Stirling, il 29 luglio 1567. Conformemente alla fede religiosa della maggioranza della classe dominante scozzese, fu educato come un membro della Chiesa di Scozia e da uomini di simpatie presbiteriane. Durante questi primi anni il potere fu detenuto da una serie di reggenti, il primo tra i quali fu Giacomo Stuart, conte di Moray, fratello illegittimo di Maria. Questa riuscì a fuggire di prigione nel 1568, dando inizio a un breve periodo di violenze. Moray sconfisse le truppe di Maria nella battaglia di Langside, costringendola a fuggire in Inghilterra, dove fu imprigionata da Elisabetta.

Giacomo Stuart fu assassinato da uno dei sostenitori di Maria nel 1570 e gli succedette alla reggenza il nonno paterno di Giacomo, Matthew Stewart, quarto conte di Lennox, che fu a sua volta assassinato l'anno successivo; e così fu anche per il terzo reggente, John Erskine, I conte di Mar. Infine la reggenza passò a James Douglas, IV conte di Morton, che durante le due precedenti reggenze era stato il più potente nobiluomo scozzese, più degli stessi reggenti. Lo storico e poeta George Buchanan fu responsabile dell'educazione di Giacomo.

Lord Morton ebbe successo nello sconfiggere definitivamente le famiglie che continuavano a sostenere Maria. La sua caduta non fu causata dai sostenitori di questa, ma dai cortigiani più vicini al re, che sottolinearono al giovane re l'estensione dei suoi poteri e lo incoraggiarono ad assumere il controllo di sé stesso. I cortigiani accusarono Morton di aver preso parte all'assassinio del padre di Giacomo: questi fu processato, condannato e giustiziato nel 1581; il potere fu da allora, almeno in teoria, detenuto dal re stesso, piuttosto che da un reggente.

Ciononostante, Giacomo VI non regnò direttamente, ma si appoggiò ai consigli dei suoi cortigiani più intimi, come il cugino Esmé Steward, duca di Lennox, o James Stuart, che ricevette il titolo di conte di Arran per la sua testimonianza contro Morton. Poiché Lennox era cattolico, e Arran incline all'episcopalismo, i lord scozzesi presbiteriani non trovarono di loro gradimento il governo. Nel corso del raid di Ruthven 1582, alcuni nobili presbiteriani, guidati da William Ruthven, I conte di Gowrie, catturarono Giacomo e lo tennero prigioniero per quasi un anno nel castello di Ruthven, ora conosciuto con il nome di Huntingtower Castle, nel Perthshire. Anche Arran fu tenuto prigioniero, mentre Lennox fu bandito in Francia. Nel 1583 il re e Arran riuscirono a scappare: Gowrie fu giustiziato e i ribelli costretti a fuggire in Inghilterra. Il parlamento scozzese, asservito al re, promulgò gli Atti neri, che ponevano la Chiesa di Scozia sotto il controllo reale. Gli atti erano estremamente popolari e il clero si oppose e lo denunciò, tentando di tenere la sua influenza sotto controllo, prima che divenisse abbastanza potente e audace da attaccare il presbiterianesimo.

Successione inglese

Nel 1586 Giacomo VI ed Elisabetta I divennero alleati, grazie al trattato di Berwick. Giacomo pensò di continuare ad appoggiare la regina nubile d'Inghilterra, dal momento che era un potenziale successore alla sua corona, in quanto discendente di Margherita Tudor. Enrico VIII, padre di Elisabetta I, aveva temuto che la corona inglese potesse giungere nelle mani degli Stuart e nel suo testamento aveva escluso la sorella Margherita Tudor e la sua discendenza dalla linea di successione. Sebbene tecnicamente esclusi a causa del testamento che, con un atto del Parlamento, aveva forza di legge, sia Maria Stuarda sia Giacomo erano seri pretendenti alla Corona d'Inghilterra, in qualità di parenti più stretti di Elisabetta, e dopo che quest'ultima fece giustiziare Maria Stuarda per il suo coinvolgimento in un complotto contro la sua persona, Giacomo divenne, di fatto, il suo erede presunto.

Dopo la sua esecuzione i sostenitori scozzesi di Maria Stuarda divennero deboli e Giacomo poté agire in modo da ridurre l'influenza dei nobili cattolici in Scozia. Si rese ancora più gradito ai protestanti sposando Anna di Danimarca, una principessa di una nazione protestante, figlia di Federico II di Danimarca. Il matrimonio fu celebrato per procura nel 1589 e nel 1590 di persona, quando Giacomo visitò la Danimarca. Presto rientrato in patria, presenziò al processo alle streghe di North Berwick, in cui alcune persone furono condannate per aver usato la stregoneria nel tentativo di causare una tempesta e far naufragare la nave in cui viaggiavano il re e la regina. Questo lo rese molto preoccupato per la minaccia che streghe e stregoneria rappresentavano per lui: scrisse un trattato di demonologia e, come conseguenza, centinaia di donne furono condannate a morte per stregoneria.

In principio Giacomo e la sua regina erano molto legati, ma i due gradualmente si estraniarono. La coppia ebbe otto figli, di cui uno nato morto e tre che sopravvissero all'infanzia, e si separò dopo la morte della figlia Sofia.

Giacomo fronteggiò una ribellione cattolica nel 1588 e fu costretto a riconciliarsi con la Chiesa di Scozia, acconsentendo ad abolire gli Atti Neri nel 1592. Giacomo, temendo che infierendo eccessivamente con i cattolici ribelli potesse provocare l'ostilità dei cattolici inglesi, concesse il perdono ad alcuni dei suoi oppositori, causando l'ostilità, di conseguenza, dei protestanti. Fronteggiò nel 1600 una cospirazione capeggiata da John Ruthven, III conte di Gowrie (figlio del conte giustiziato nel 1584), che dopo il fallimento della congiura, fu giustiziato assieme ai suoi complici, e in seguito anche i nobili protestanti giunsero a trattenersi davanti al re.

Dopo la morte di Elisabetta I la corona sarebbe dovuta passare, secondo il testamento di Enrico VIII, a lady Anna Stanley, ma Giacomo era, di fatto, l'unico pretendente abbastanza potente da difendere la sua rivendicazione. In effetti, fin dal 1601, i più influenti politici della corte inglese si erano messi in contatto con Giacomo per preparare la sua ascesa. Nel 1601 fu iniziato in Massoneria nella loggia di Scone e Perthe da John MylneLambros Couloubaritsis, La complexité de la Franc-Maçonnerie. Approche Historique et Philosophique, Bruxelles, 2018, Ed. Ousia, p. 129 e nel 1603, poche ore dopo la morte di Elisabetta, un consiglio di successione proclamò Giacomo re di Inghilterra e Irlanda, ed egli fu incoronato il 25 luglio nell'Abbazia di Westminster. La Scozia e l'Inghilterra non divenivano però un unico regno, cosa che avverrà con l'Atto di Unione del 1707.

Genealogia

Primi anni di regno in Inghilterra