La responsabilità politica è un concetto giuridico, politico e filosofico in base al quale si esprime una valutazione impegnativa relativa all'uso che un organo o un individuo fa del potere: la natura impegnativa della valutazione deriva dal fatto che, da essa, può dipendere la stessa prosecuzione della durata dell'incarico del soggetto investito di una carica pubblica, una volta chiamato a rispondere delle scelte politiche compiute.

Sociologia politica

Con l'affermarsi degli Stati organizzati sulla base di costituzioni, la responsabilità dei governanti nei confronti dei parlamenti per l'uso del potere costituisce una forma di responsabilità politica. Tale forma di responsabilità è valutata durante la legislatura dai Parlamenti, ma al fondo si tratta di una valutazione mediata dal principio della rappresentanzaNon è esclusa la responsabilità politica verso il Corpo elettorale da parte del Parlamento, che dovrebbe garantire almeno nelle grandissime linee la coerenza tra l'azione politica degli organi rappresentativi e gli orientamenti maggioritari degli elettori. In tal senso opera quella sorta di revoca "intermittente" che i rappresentanti si prestano a subire allorquando si candidano per venire rieletti.: al fondo sono i cittadini che, assumendo il ruolo di elettori in un sistema democratico, giudicano l'uso che i governanti hanno fatto del potere, applicando criteri di valutazione delle loro prestazioni e non norme giuridiche. Pertanto, la responsabilità politica non si identifica con la responsabilità giuridica, così come la legittimità politica non si identifica con la legalità giuridicaResponsabilità politica e responsabilità amministrativa sono concetti distinti per il soggetto elettivo e non, anche per i profili di condotta rilevanti e per le tipologie di sanzioni previste. Infatti, a seconda dell'ordinamento giuridico di riferimento, un politico in carica potrebbe essere tenuto a rendere conto del proprio operato non solo agli elettori, ma anche ad altre istituzioni: se queste restano politiche (come le assemblee elettive), si resta nell'ambito della responsabilità politica; se invece rispondo ad un parametro predefinito per legge, si entra nell'ambito della responsabilità giuridica. Questa potrebbe essere sottoposta al vaglio della magistratura, nelle sue diverse componenti a seconda che il parametro che si assume violato sia fissato dalla legge civile, penale, amministrativa o contabile..

La responsabilità elettorale è quindi la capacità dei cittadini di utilizzare il voto per premiare o sanzionare i governanti sulla base del loro operato. Essa costituisce uno dei principali meccanismi attraverso cui la responsabilità politica si realizza nei sistemi democratici rappresentativi. Secondo la teoria democratica, le elezioni consentono agli elettori di valutare retrospettivamente l'azione dei governanti e di decidere se confermarli o sostituirli. In tal modo, il voto rappresenta uno strumento di controllo politico sull'esercizio del potereIl ruolo delle elezioni nel promuovere la responsabilità politica può essere compromesso dalla manipolazione e dalla frode elettorale. Impedendo agli elettori di premiare o punire efficacemente i governanti sulla base della loro performance, tali pratiche alterano il funzionamento dei meccanismi democratici di controllo. Tra le forme più frequenti di manipolazione elettorale figurano l'esclusione di candidati e partiti rivali, l'intimidazione degli elettori, la manipolazione delle liste elettorali e l'alterazione dello scrutinio dei voti..

Alcuni studiosi hanno analizzato la responsabilità elettorale mediante modelli formali. Gli elettori possono chiamare i rappresentanti a rispondere del loro operato attraverso il meccanismo della sanzione, ossia negando la rielezione al titolare uscente (incumbent) in caso di prestazioni giudicate insoddisfacenti. Sebbene una cattiva performance comporti generalmente una riduzione del consenso elettorale, una buona performance non determina necessariamente un aumento proporzionale dei voti. Un secondo meccanismo è quello della selezione: gli elettori scelgono i candidati che ritengono maggiormente in grado di rappresentare i propri interessi. Le due modalità possono operare simultaneamente, poiché gli elettori possono sia giudicare l'operato dei governanti sia selezionare rappresentanti alternativi.

Scienza politica La letteratura politologica ha osservato che i gruppi sociali dotati di maggiori risorse economiche e informative tendono ad esercitare un'influenza più efficace sul processo di responsabilizzazione politica, con possibili effetti distorsivi sulla distribuzione delle politiche pubbliche. Secondo Max Weber, il principio del «piccolo numero», ossia la superiore capacità di manovra dei ristretti gruppi dirigenti, garantisce una responsabilità politica più incisiva nei confronti del pubblico: tale responsabilità si attenuerebbe invece in un'assemblea di governo policentrica e priva di un chiaro centro decisionale.

In effetti, le scelte elettorali nelle democrazie di massa possono essere indotte da processi di influenza sociale, conformismo, emozioni sociali e bias cognitivi. Tuttavia, nella moderna teoria politica il giudizio di valore che un governato elabora - in ordine agli atti di potere di un governante - costituisce una modalità di valutazione della responsabilità politica fondamentale per la vita democratica. Per questo motivo gli ordinamenti democratici tutelano l'accessibilità e il pluralismo dei mass media in funzione dell'autenticità del voto, affinché la decisione dell'elettore sia il più possibile autonoma e consapevole.

L'instaurazione di sistemi democratici pluralisti di governo rappresentativo in tutto il mondo è passata per "elezioni periodiche e genuine": esse rappresentano un elemento necessario e indispensabile degli sforzi continui volti a proteggere i diritti e conseguire gli interessi dei governati, come dimostra l'esperienza praticata in due secoli di democrazia nei quali la responsabilità politica dei governanti ha costituito "un fattore essenziale per l'effettivo godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte di tutti"Dichiarazione sulle elezioni libere e corrette adottata all'unanimità dal Consiglio dell'Unione interparlamentare nella sua 154ª sessione (Parigi, 26 marzo 1994)..

Diversi fattori possono rendere più difficile la sanzione elettorale dei governanti. Quando i politici non controllano pienamente gli esiti delle politiche pubbliche, risulta più complesso attribuire loro la responsabilità dei risultati ottenuti. Analogamente, quando mancano fonti indipendenti di informazione e monitoraggio elettorale, gli elettori incontrano maggiori difficoltà nel valutare l'operato dei governanti.

Il diritto di avere pari opportunità di candidarsi alle elezioni e di esprimere le proprie opinioni politiche, individualmente o in associazione con altri, può in particolare essere inquinato, indebolito o inibito da un utilizzo spregiudicato delle tecniche di persuasione: contro di esse la teoria democratica invita ad apprestare misure volte ad assicurare il più vasto accesso all'informazione pubblica e più in generale un ambiente comunicativo plurale, che eviti una gestione accentrata o fraudolenta delle emozioni sociali. Il diritto alla conoscenza - ed il modo in cui agevola la responsività delle classi dirigenti nei confronti della collettivitàDemocracy, Accountability, and Representation, di Adam Przeworski (a cura di), Susan C. Stokes (a cura di), Bernard Manin (a cura di), Cambridge University Press, 1999. - è quindi strettamente legato alla salvaguardia delle condizioni più genuine della cognizione sociale.

Ordinamento italiano

Nel sistema italiano, vige il principio che il politico debba godere della massima indipendenza di fronte a qualsiasi pressione che possa coartarne l'operato: a questo scopo quello del rappresentante del popolo italiano non è accostabile al concetto di rappresentanza civile, essendo esclusa la possibilità di revoca del parlamentare o di mandato imperativo (esclusa dall'articolo 67). L'unica sanzione politicaRestano tuttavia le responsabilità giuridiche, sia pure entro i limiti dell'articolo 68 della Costituzione. Questo gli garantisce le cosiddette immunità parlamentari: il primo comma sancisce la prerogativa di irresponsabilità civile, penale e amministrativa per le opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni, ed è retroattiva, cioè rimane valida a fine mandato; il secondo comma sancisce invece la prerogativa di inviolabilità, per cui nessun parlamentare può essere sottoposto a perquisizione o arrestato senza autorizzazione della camera d'appartenenza, a meno di sentenza irrevocabile o flagranza di reato. è quindi la mancata rielezione, se il parlamentare decidesse di ricandidarsi. Presidenza della Repubblica L'unico organo esplicitamente privo di responsabilità politica nella Repubblica Italiana è il Presidente della Repubblica, elemento su cui si fonda la tesi dottrinaria comunemente accettata per la quale egli non ha titolo di ingerenza nella lotta politica.

Governo Il governo italiano è responsabile politicamente per le attività compiute nell'esercizio delle sue funzioni di politica generale, indirizzo politico e indirizzo amministrativo. Tale responsabilità politica è fatta valere nell'ambito del Parlamento attraverso diversi strumenti: il permanente confronto tra governo e parlamento attraverso la figura del ministro per i rapporti con il parlamento la funzione di sindacato ispettivo che il parlamento ha nei confronti del governo la funzione di indirizzo politico che il parlamento ha nei confronti del governo commissioni parlamentari speciali (per esempio: la commissione parlamentare d'inchiesta, art. 82 della Costituzione).

Note

Bibliografia

Voci correlate Bias di conferma Disinformazione Fake Infodemiologia Manipolazione dell'informazione Responsabilità giuridica Responsabilità morale

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